Sia il cristianesimo che il comunismo nascono perchè l'uomo non è quella bestia che si immaginava Hobbes. Entrambi hanno un'ideale di società dove fratellanza e comunitarismo fanno da padroni. Quanto le distorsioni di quei messaggi abbiano prodotto in termini di disgrazie credo sia poco importante da un punto di vista di analisi filosofica del tema. Sia il messaggio cristiano (ma anche quello delle altre religioni, comprese buddismo ed induismo) che quello "comunista" si oppongono strenuamente ad una società capitalista e amorale. Il relativismo che tanto non piace alla Chiesa romana viene confuso con l'amoralismo del mondo occidentale che non ha niente a che fare neppure con l'ateismo (assolutistico o relativista che sia) marxista. La Chiesa ufficiale, facendosi potere temporale, ha perso nel corso dei secoli la sua missione cristiana ritrovandola solo con alcuni pontefici illuminati, come Giovanni XXIII o con alcuni fedeli servitori di Cristo (e non della romana chiesa). Comunismo e cristianesimo non hanno fallito come non hanno fallito le altre religioni (tranne alcune sette pseudo-cristiane americane che poco hanno a che fare con i messaggi solidaristici) che restano rifugi per i disperati e gli infelici della terra. Anche il cristianesimo vuole cambiare questo mondo, non solo il comunismo o il socialismo. Vuole cambiare questo mondo per avvicinarlo al paradiso mentre il comunismo vuole cambiarlo perchè è giusto cambiarlo. Ci sono enormi differenze tra comunismo e cristianesimo ma entrambe hanno un'utopia.

















































