Visualizza i risultati del sondaggio: Qual'è stato il più grande comandante militare della storia dell'umanità?

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  • Alessandro Magno

    24 28.57%
  • Annibale Barca

    2 2.38%
  • Caio Giulio Cesare

    19 22.62%
  • Tamerlano

    0 0%
  • Horace Nelson

    0 0%
  • Federico II di Prussia

    3 3.57%
  • Napoleone Bonaparte

    28 33.33%
  • Robert Lee

    0 0%
  • Erich von Manstein

    0 0%
  • Erwin Rommel

    8 9.52%
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  1. #17
    mariothered
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da j3ant1ll1 Visualizza il messaggio
    io a questo punto direi pure il primo vero stratega in senso stretto della storia cioè epaminonda..
    inventore dell'ordine obliquo
    Se vuoi portare avanti questo ragionamento ti si potrebbe dire che il più grande stratega è il primo che ha preso una pietra e l'ha lanciata in testa al suo nemico inventando di fatto le armi....no?

    E cmq l'ordine obliquo è una tattica funzionale solo alle falangi greche si tratta quindi di una cosa assai limitata dal punto di vista dell'applicabilità.

  2. #18
    Saggio Moderatore L'avatar di senjor
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    Quote Originariamente inviata da 7cristianoronaldo Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti.
    Qual'è stato secondo voi il più grande comandante militare della storia?
    Tenendo conto non tanto se alla fine ha vinto, ma se ha rivoluzionato la strategia, la tattica e i concetti bellici. Se ha vinto battaglie in situazioni difficoltose, di inferiorità numerica e morale. Se ha ottenuto il massimo dalle truppe che aveva a disposizione...
    Stratega Napoleone.
    Le innovazioni introdotte da lui sono ancora studiate nelle scuole militari.
    Ho visto cose, che voi giovani non potete nemmeno immaginare... ma mi sono perso l'unica che per me davvero contava.

  3. #19
    mariothered
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da senjor Visualizza il messaggio
    Stratega Napoleone.
    Le innovazioni introdotte da lui sono ancora studiate nelle scuole militari.
    Quelle di Von Moltke sono studiate molto di più.

  4. #20
    j3ant1ll1
    Ospite

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    ma si parlava se nn sbaglio del migliore..non del primo
    per cui se la tattica è senza dubbio limitata...in relazione ai tempi di cui parliamo è senza dubbio una trovata geniale.
    uno stratega secondo me è anche quella persona che è in grado di sfruttare ogni accorgimento per la vittoria...ecco cosa distingue un napoleone da un wellington...

  5. #21
    mariothered
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da j3ant1ll1 Visualizza il messaggio
    ma si parlava se nn sbaglio del migliore..non del primo
    per cui se la tattica è senza dubbio limitata...in relazione ai tempi di cui parliamo è senza dubbio una trovata geniale.
    uno stratega secondo me è anche quella persona che è in grado di sfruttare ogni accorgimento per la vittoria...ecco cosa distingue un napoleone da un wellington...
    E' geniale in rapporto alla guerra che si conduceva, però per scardinare una falange basta un po' di mobilità, infatti mentre epaminonda elaborava la sua tattica obliqua gli eserciti romani avevano già elaborato la tattica del manipolo che metteva in crisi il sistema della falange.
    Eppure Napoleone non ha saputo sfruttare le lezioni che Gustavo di Svezia aveva subito quando ha invaso la Russia. E non ha saputo cambiare strategia davanti alla guerriglia in Spagna, mi paiono due grossi limiti, devi tenere anche conto che la guerra di napoleone non consisteva nel vincere un conflitto prolungato e su più fronti, ma nel condurre la propria armata ad una battaglia campale e vincerla, quando questo non fu più possibile (in russia perchè l'esercito nemico gli sfuggiva e in spagna perchè l'esercito nemico quasi non esisteva) allora rivelò tutti i suoi limiti.
    Ultima modifica di mariothered; 24-05-07 a 11:39

  6. #22
    j3ant1ll1
    Ospite

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    infatti mi riferivo a napoleone in quanto vincitore di battaglie campali vedi austerlitz
    che poi nella storia ci siano stati dei grandi "scardinatori" di tattiche vincenti è ovvio.
    i romani vennero travolti dalla superiorità della tattica a cavallo dei barbari...
    i francesi dalla superiorità degli archi lunghi inglesi
    e cosi via nella storia.
    il mgliore in senso assoluto non esisterà.se invece facciamo il caso limitato ad u periodo allora cambia il discorso.
    mi sa che viene piu facile fare il peggiore della storia...e qui sparo un bel Cadorna

  7. #23
    mariothered
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da j3ant1ll1 Visualizza il messaggio
    infatti mi riferivo a napoleone in quanto vincitore di battaglie campali vedi austerlitz
    che poi nella storia ci siano stati dei grandi "scardinatori" di tattiche vincenti è ovvio.
    i romani vennero travolti dalla superiorità della tattica a cavallo dei barbari...
    i francesi dalla superiorità degli archi lunghi inglesi
    e cosi via nella storia.
    il mgliore in senso assoluto non esisterà.se invece facciamo il caso limitato ad u periodo allora cambia il discorso.
    mi sa che viene piu facile fare il peggiore della storia...e qui sparo un bel Cadorna
    Lucio Emilio Paolo no?eheh!

    Cmq secondo me dobbiamo fare una distinzione fra Tattici e Strateghi
    Secondo me i migliori sono questi:

    Antichità:
    Strateghi - Alessandro Magno - Caio Mario e Scipione Africano
    Tattici Annibale e Giulio Cesare

    Medioevo

    Strateghi Saladino e Genigis Khan
    Tattici Enrico V e Filippo Augusto

    Età Moderna

    Ammiragli Sir Francis Drake - Nelson
    Strateghi Gustavo Adolfo e Carlo di Svezia - Federico il Grande
    Tattici Napoleone - Von Wallenstein

    Età contemporanea

    Ammiragli Nimitz - Donitz
    Strateghi Von Moltke - Von Manstein - Guderian - Seeckt
    Tattici Mac Arthur - Rommel (con riserva) - Zukhov
    Aria Von Richtofen (che nn è il barone rosso ma il nipote) - Clarke - Dohuet (con riserva)
    Ultima modifica di mariothered; 24-05-07 a 12:06

  8. #24
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    Secondo me un comandante deve prima di tutto saper dirigere i propri uomini, facendo in modo che questi considerino un onore e un privilegio servire ai suoi ordini.

    Questo è possibile, a mio parere, solo se il comandante stesso non segue la battaglia da lontano, ma suda, fatica e rischia la vita in mezzo ai suoi soldati.

    In questo senso esempi insuperati sono, in ordine cronologico, Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone prima maniera.

    Anche un comandante che se ne sta al sicuro dietro le linee può naturalmente essere valido, ma in questo caso, io credo, bisognerebbe fare in modo che i soldati comprendano il senso delle varie manovre che viene detto loro di compiere : se si limitano ad eseguire i comandi, spostandosi un po' di qua e un po' di là, senza afferrare il senso complessivo della manovra, io penso che l'efficacia della manovra stessa ne esca limitata.

    Nella Grecia antica, prima di Alessandro Magno, non c'era molto spazio per innovazioni tattiche o strategiche, perché lo scontro si risolveva molto semplicemente nell'urto delle due falangi, e perdeva chi cedeva per primo alla pressione : la forza della falange stava nella compatezza, chi riusciva a rompere lo schieramento dell'altro aveva vinto.

    I Romani, che inizialmente avevano anche loro un esercito armato e organizzato come la falange greca, inventarono poi le legioni, le coorti, i manipoli e le centurie, ottenendo una mobilità assai maggiore della pesante, lenta e compatta falange greca.
    Ma col passare del tempo incontrarono casi in cui anche la legione risultava lenta : per questo introdussero l'uso delle truppe ausiliarie, reclutate tra le varie popolazioni locali e armate più alle leggera, che potevano essere impiegate per compiti come esplorazione, pattuglia o appoggio alle legioni.

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