
Originariamente inviata da
dadus86
Beh gli effetti geopoliici del Congresso di Vienna ormai contano quasi nulla. Semmai possiamo dire che il Congresso di Vienna ha posto le basi per il successivo scatenarsi di determinati eventi, a partire dalle rivoluzioni liberali. Ad esempio, se non ci fosse stato il Congresso, oggi l'Italia non si sarebbe unificata, o si sarebbe unificata in maniera radicalmente differente. Stesso valga per la Germania. C'è quindi una forte influenza storica, ma non di certo geopolitica; i popoli erano già definiti prima del Congresso. Anche gli Stati, dal punto di vista giuridico, erano già stati elaborati, nel senso che l'idea giuridica di Stato, inteso come ente sovrano con una sfera territoriale e una personale di efficacia delle sue norme, si era già affermato a partire dai trattati di pace di Westfalia, che avevano segnato di fatto la fine dell'ideale universalistico ereditato dal Medioevo (anche se per la fine ufficiale del Sacro Romano Impero si dovrà attendere il 1806!). La Restaurazione ha contribuito, dal punto di vista giuridico, al rafforzamento dei presupposti dei così detti Stati di polizia, che si affermeranno più tardi in Germania, Austria-Ungheria e in parte nell'Italia di Crispi. Sempre sotto il profilo giuridico, la Restaurazione mostrò evidenti segni di disordine nella tradizione giuridica di molti Paesi: è il caso dell'Austria, che aveva da poco adottato un Codice Civile liberale ed illuministico (l'ABGB del 1811), ma che in realtà mostrava una società fortemente classista e decisamente illiberale. O anche è il caso della Prussia, che aveva un Codice Generale razionalista e giusnaturalista (il codice è del 1794), ma che poi mostrava un assetto istituzionale accentrato e in parecchi casi assolutistico, aspetti che per altro si ripercuoteranno in alcuni casi nel BGB tedesco del 1900. Dal punto di vista morale, infine, il Congresso di Vienna in realtà apparve come il tentativo di restaurare ciò che un tempo si credeva essere incrollabile, ma che in realtà era prima scricchiolato (con la rivoluzione inglese) e poi collassato su sè stesso (con le rivoluzioni americana e francese e con l'impero napoleonico). Insomma, il Congresso era l'ultimo rantolo di un cane un tempo aggressivo, ma poi divenuto quasi impotente. Ormai la borghesia europea ragionava in termini nuovi: liberalismo e liberismo porteranno alle rivoluzioni che spezzeranno gli ultimi sprazzi di potere assoluto (da ultimo, la distruzione dello Stato della Chiesa ad opera dell'Italia). Con l'impero Napoleonico, infine, era nato un nuovo ideale universalistico, segnato non più da una unità religiosa (come nel caso del Sacro Romano Impero) ma piuttosto da ideali laici e costituzionali, affermati non a caso nel Code Civil des Français del 1804, il codice civile che farà da base a tutto il diritto privato a seguire (compreso, per alcuni aspetti, il nostro attuale Codice Civile italiano, del 1942).