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  1. #1
    semi god L'avatar di tambourine
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    Predefinito Negazionismo: informazioni utili

    Negazionismo
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Negazionismo, in riferimento alla Shoa, è il temine con cui si indicano le teorie revisioniste secondo le quali l'Olocausto sarebbe stato assai più ridotto di quanto la storiografia dominante ritenga, o addirittura non sia mai avvenuto.

    Negli anni cinquanta emerse un' argomentazione che contestava la responsabilità tedesca della seconda guerra mondiale: il Weltjudentum (ebraismo mondiale) nel 1933 avrebbe dichiarato guerra alla Germania, e i nazisti, come partito al governo della nazione, avrebbero 'semplicemente risposto alla minaccia'.

    Autori e Testate che sostengono il negazionismo
    Il punto focale del movimento negazionista è costituito dall’Institute for Historical Review, dal periodico di tale istituto e dal congresso annuale tenuto da persone quali il direttore dell’istituto Mark Weber, David Irving, Robert Faurisson, Ernst Zundel e David Cole. Fra questi, il britannico Irving è senza dubbio la personalità più conosciuta.

    Irving cominciò a negare alcuni elementi fondamentali dell’Olocausto (come l’uso delle camere a gas per lo sterminio di massa) oltre al coinvolgimento di Hitler, dagli anni Ottanta. In risposta molte librerie inglesi annullarono le ordinazioni del suo libro Hitler’s War e diversi governi (tra cui Canada, Australia, Nuova Zelanda, Italia, Germania e Sudafrica) gli hanno negato l’ingresso, anche se queste interdizioni non sempre vengono applicate. Nel maggio 1992, durante un raduno in Germania, Irving affermò che la camera a gas ricostruita ad Auschwitz era “un falso fabbricato dopo la guerra”.

    Quando il mese successivo atterrò a Roma, fu circondato dalla polizia e messo sul primo aereo per Monaco di Baviera, dove fu imputato, secondo la legge tedesca, di “diffamare il ricordo dei morti”. In quella occasione, Irving è stato multato per tremila marchi e, ricorso in appello, ne dovette pagare trentamila, perché nel corso di un incontro pubblico aveva definito il giudice “un vecchio cretino alcolizzato”.

    Altra personalità di estremo interesse è l’ex professore di critica letteraria all’Università di Lione Robert Faurisson, che è stato soprannominato dai negazionisti australiani il “Papa del revisionismo” per i suoi instancabili sforzi tesi a consolidare la prima delle tre colonne portanti della negazione dell’Olocausto: le camere a gas non c’erano, e se c’erano non avevano la funzione di sterminare le persone, ma solo quella di uccidere i pidocchi, di cui il campo era sempre infestato.

    Ha suscitato molto scalpore il fatto che Noam Chomsky abbia scritto la prefazione della sua opera “Mémoire en défense contre ceux qui m’accusent de falsifier l’histoire”. Noam Chomsky spiegò di aver scritto la prefazione di quel libro per difendere il diritto alla libertà di parola di Faurisson, ma la sua scelta è stata assai criticata.

    I reati di cui l’ex professore è accusato sono quelli previsti dalla legge francese Fabius-Gayssot, la quale sancisce che è reato penale “contestare con qualunque mezzo l’esistenza di uno o più crimini contro l’umanità così come sono definiti dall’articolo 6 dell’ordinanza del tribunale militare internazionale, legato all’accordo di Londra dell’8 agosto 1945, commessi sia da membri di un’organizzazione dichiarata criminale in applicazione dell’articolo 9 della stessa ordinanza, o da persona ritenuta colpevole di tale reato da una giurisdizione francese o internazionale” .

    Il duplice processo del Negazionismo
    L’autoassoluzione della memoria storica tentata dai negazionisti viene indicata come un segno di cecità pericolosa e potenzialmente suicida, che si sviluppa attraverso due processi:

    Il processo di ramificazione, per cui “mentre la quantità, lo spessore e la qualità scientifica dei lavori specialistici sulla storia dell’Olocausto crescono ad un livello impressionante, lo spazio e l’attenzione ad essa dedicati nelle opere di storia generale non fanno altrettanto”( Baumann Z., Modernità e Olocausto, Il Mulino, Bologna 1992, p.11).
    Il “processo di sterilizzazione dell’immagine dell’Olocausto sedimentata nella coscienza popolare”. Le cerimonie commemorative e le solenni dichiarazioni non portano avanti nessun’analisi dell’esperienza dell’Olocausto, anche se sono di estrema importanza perché mantengono viva l’attenzione della gente comune, non specializzata sull’argomento, e cercano di sensibilizzare quanti non si sono mai posti il problema dell’importanza della memoria storica.


    Sminuire, fraintendere o prendere alla leggera lo sterminio amministrativo di massa
    Ci sono due modi per sminuire, fraintendere o prendere alla leggera, il significato dello sterminio amministrativo di massa:

    Considerarlo come il culmine dell’antisemitismo europeo-cristiano. In questo modo l’argomento diventa una faccenda riguardante esclusivamente gli ebrei.
    Considerarlo come il caso estremo di una categoria di fenomeni sociali con i quali si può (e si deve) convivere, a causa della loro persistenza e diffusione.
    Entrambi i prologhi, come si vede, conducono alla stessa conclusione, vale a dire che lo sterminio amministrativo di massa è qualcosa da incanalare nel flusso della storia in cui sono presenti altri orrori simili. Insomma, una spiegazione, od un tentativo forzato di giustificazione, per capire il motivo che spinge delle persone sane di mente a dire cose del genere, potrebbe essere la volontà dell’autoassoluzione.
    Torno?

  2. #2
    semi god L'avatar di tambourine
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    Exclamation continuazione

    Metodologia stilistico-logica del negazionismo
    Valentina Pisanty durante una conferenza, i cui atti sono stati raccolti da Flores, offre un’analisi sulla metodologia stilistica dei negazionisti al fine di capire quella che è la struttura logica o paralogica sottesa agli scritti degli stessi, per capire se vi sia un’ossatura argomentativa costante in tali testi, e se (ed eventualmente come) tale ossatura si discosti sensibilmente dal metodo interpretativo comunemente impiegato dagli storici di professione.

    L’autrice ritiene che Robert Faurisson sia la figura di transizione tra la fase propagandistica del fenomeno negazionista ed il tentativo di conquistare una certa rispettabilità scientifica. Faurisson, insieme ad alcuni suoi allievi, fra cui spiccano Henry Roques e Carlo Mattogno, tenterebbe di legittimare il negazionismo attraverso l’utilizzo di strategie retoriche “oggettivanti”. Lo scopo dei revisionisti “ricercatori” sarebbe quello di dare l’impressione, del tutto illusoria, che sia in corso un serio dibattito storiografico tra la “storiografia ufficiale” da un lato e la “storiografia revisionista” dall’altro.

    Le strategie usate dagli storici “anticonformisti” sono semplici, ma efficaci.

    In primo luogo essi operano una drastica selezione sul materiale documentario di partenza. Essi procedono con un metodo “negativo”, tentano cioè di smontare le testimonianze ed i documentari che attestano l’esistenza dello sterminio, ma non portano una testimonianza o documentazione a garanzia della loro tesi. Come dire che non possono dimostrare in modo “positivo” e quindi costruttivo, la loro teoria, dunque cercano di avvalorarla mettendo in crisi la teoria opposta.

    Procedono poi con una ulteriore selezione, eliminando tutto quel materiale che non torna utile alla loro teoria. Essi, in pratica, si rendono ciechi e sordi davanti alle testimonianza dei Sonderkommandos o dei Sanitater, fanno finta di ignorare le dichiarazioni trascritte dei discorsi in cui Hitler e gli altri grandi capi della gerarchia nazista dichiaravano a chiare lettere, senza possibilità di incomprensioni, la pulizia etnica in corso, come il famigerato congresso di Posen del 1943 o la Conferenza di Wannsee, di cui negano l’autenticità.

    Quello che i revisionisti propongono è dunque una decostruzione, una dissezione degli studi storiografici, quali il Poliakov, l’Hilberg ecc., e delle testimonianze dirette, per trovarvi, talvolta in modo veramente forzato, delle contraddizioni e per porre l’accento su eventuali errori o imprecisioni (reali o inesistenti). Essi, in fin dei conti, si “discostano dall’oggetto della discussione per attaccarsi a ciò che l’avversario ha detto” .

    La Pisanty cita, a tale proposito l’argumentum ad personam descritto da Arthur Schopenhauer nel suo saggio Sull’arte di ottenere ragione : “Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendere e si attacchi in qualche modo la sua persona”.

    I negazionisti scelgono, fra le varie testimonianze ufficiali, quelle dei bersagli simbolici, come Anna Frank, e insinuano dubbi sull’autenticità degli scritti o sulla comprensione del testo, come nel caso di Rudolph Höss, o insinuano che la testimonianza è inventata o forzata o che sia un falso, come in molti casi relativi alle deposizioni lasciate dai gerarchi nazisti a Norimberga.

    I negazionisti, insomma, mettono in dubbio la veridicità di alcune testimonianze simbolicamente importanti, per arrivare a sostenere che tutte siano state fraintese, più o meno volutamente, nel loro vero significato. Ne risulta, come è ovvio, che se le testimonianze non sono state capite davvero, neanche la storia della tragedia dei lager è stata capita davvero.

    All’occorrenza, tali studiosi non esitano a fabbricare fonti inesistenti, come il presunto computo della Croce Rossa Internazionale, per cui le vittime della ferocia nazista non sarebbero state più di trentamila. Ovviamente la Croce Rossa Internazionale si è preoccupata di smentire immediatamente tale informazione infondata e falsa.

    Il procedimento usato dal negazionista per distruggere una testimonianza
    Al fine di smontare e distruggere una testimonianza, il revisionista/negazionista opera come segue:

    In primo luogo isola la testimonianza dal suo contesto immediato, rendendola più vulnerabile. Come risulta evidente per dichiarare che l’inumanità dei campi di concentramento è accaduta, uno storico deve prendere in considerazione molte testimonianze, vedere quali sono gli eventuali gap, confrontarle per capire cosa è accaduto e perché. Un revisionista ovviamente non può permettersi di fare una cosa del genere, altrimenti dovrebbe dire che un’intera generazione di persone del mondo sono impazzite o hanno costruito una congiura ai danni della Germania, o meglio dei nazisti (ed incredibilmente, c’è anche qualcuno che lo sostiene). Quindi, per il loro scopo la miglior cosa da fare è isolare alcune testimonianze e renderle in questo modo vulnerabili.
    Contemporaneamente, il revisionista comincia a gettare dubbi sulla credibilità del testimone. Lo accusa di non essere stato un teste affidabile, di agire per scopi di lucro, o per fama personale, di essere stato influenzato da altri testimoni, di essere stato sottoposto a torture o ad altre forme di coercizione (in modo particolare questo è accaduto nei casi di Eichmann e di Höss), o di essere il testimone frutto dell’invenzione della propaganda alleata o sionista. Come si vede, il revisionista non solo accusa di mentire quanti hanno sofferto, i sopravvissuti, ma sostiene anche che gli stessi carnefici rei confessi, pur senza pentimento alcuno, non dicano davvero quanto è accaduto. Insomma, mentono tutti, o sono costretti tutti a mentire.
    Il revisionista, va alla ricerca di tutte le increspature esegetiche, di tutte le minime inesattezze fattuali, per giungere alla conclusione che, se il testimone si è sbagliato una volta, anche se solo su un dettaglio, nulla garantisce che egli non si sia sbagliato su tutto. Questa strategia è ripresa dall’ambito giuridico, è una strategia usata dagli avvocati difensori e si chiama falsus in uno, falsus in omnibus. Questa, allargata ad un più vasto raggio ci ricollega a quanto abbiamo appena detto. Basta fare un piccolo sillogismo aristotelico: la testimonianza ha un errore, l’errore invalida la testimonianza, la testimonianza è falsa. Di più: la storia si ricostruisce con le testimonianze, una testimonianza è falsa (secondo la logica appena sopra), tutte le testimonianze sono invalidate, la storia non è più ricostruita nello stesso modo. In entrambi i casi le premesse sono vere, quindi, parlando da un punto di vista della logica formale, le conclusioni sono logicamente corrette, il che non significa che siano vere, ma questo il lettore non specializzato non lo può sapere e i revisionisti giocano proprio su questo punto.
    Quando la testimonianza dovesse resistere anche a quest’attacco, il revisionista inventa anomalie che essa non contiene.
    La prima fase dell’operazione negazionista è, dunque, la rottura del consenso, il disorientamento del lettore, cui ovviamente non vengono fornite le informazioni per rispondere a ciascuna delle obiezioni locali, e la paralisi collettiva. Nella mente del lettore sprovveduto viene gettato il seme del dubbio circa la realtà dello sterminio.

    Lo scopo del negazionismo
    In definitiva la tesi negazionista è mutatis mutandis, “la secolare teoria della cospirazione ebraica per la conquista del mondo, con le sue inevitabili tesi corollarie (controllo ebraico dei media, carattere infido degli ebrei, mentalità “cabalistica” che predispone all’uso spregiudicato delle fonti ecc.)”. Il negazionista, attraverso la tecnica dell’insinuazione, dopo aver confuso, seminato il dubbio nel lettore disinformato, approfitta dello stordimento per proporgli perentoriamente una chiave di lettura che dissolve dubbi e incertezze.

    Ringrazio tutti per l'attenzione.
    Torno?

  3. #3
    semi god
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    Predefinito

    La condanna alle atrocità naziste deve essere totale al di là delle cifre reali dell'olocausto.
    Il lavoro dello storico deve essere sempre teso unicamente alla ricerca della verità. Mai la storia deve essere forzata per trasformarla in strumento politico o portatore di questo o di quel valore. Quindi condanno il negazionismo a prori come condanno chi rifiuta ogni rilettura storica dell'olocausto.
    Ma soprattutto la verità storica deve essere accettata in ogni caso anche quando è scomoda. Di conseguenza se in un futuro, prossimo o remoto, emergeranno verità inconfutabili che ridimensionino l'olocausto occorrerà prenderne atto.
    "Perchè superare il limite quando puoi spostarlo?"

    "Il forum è un reality show ove ciascuno è sia spettatore sia protagonista"

    Le frange estremiste amano così tanto la libertà di espressione che non vogliono concederla agli altri.

  4. #4
    semi god L'avatar di tambourine
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    Predefinito le verità incofutabili

    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    La condanna alle atrocità naziste deve essere totale al di là delle cifre reali dell'olocausto.
    Il lavoro dello storico deve essere sempre teso unicamente alla ricerca della verità. Mai la storia deve essere forzata per trasformarla in strumento politico o portatore di questo o di quel valore. Quindi condanno il negazionismo a prori come condanno chi rifiuta ogni rilettura storica dell'olocausto.
    Ma soprattutto la verità storica deve essere accettata in ogni caso anche quando è scomoda. Di conseguenza se in un futuro, prossimo o remoto, emergeranno verità inconfutabili che ridimensionino l'olocausto occorrerà prenderne atto.
    Le verità incofutabili che smentiscono il procedimento logico negazionista ci sono già.
    Io condanno chi per propri stupidi e criminali fini politici negherebbe anche l'esistenza del sole.
    Grazie.
    Torno?

  5. #5
    semi god
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    Quote Originariamente inviata da tambourine Visualizza il messaggio
    Io condanno chi per propri stupidi e criminali fini politici negherebbe anche l'esistenza del sole.
    Grazie.

    Anch'io. Resto fermo sulle mie posizioni: no alla storia di parte, sì alla ricerca della verità.
    "Perchè superare il limite quando puoi spostarlo?"

    "Il forum è un reality show ove ciascuno è sia spettatore sia protagonista"

    Le frange estremiste amano così tanto la libertà di espressione che non vogliono concederla agli altri.

  6. #6
    Master
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    Predefinito

    I negazionisti pongono precise domande alla cosidetta storiografia ufficiale.

    xche non si risponde a un po di ste domande invece di gettare fango su chi le pone arrivando a proibire x legge di porle??

  7. #7
    semi god L'avatar di tambourine
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    Predefinito Negazione

    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    Anch'io. Resto fermo sulle mie posizioni: no alla storia di parte, sì alla ricerca della verità.
    Quindi non alla negazione della verità. E proprio quello di cui tratta wikipedia.
    Torno?

  8. #8
    Master L'avatar di Holux
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    Exclamation

    MA PER FAVORE!! Per prima cosa queste sciocchezze sono già state riportate altrove nel forum e poi c'era già il 3d "Revisionismo" qui su "Storia" :
    Revisionismo
    E poi se ne sta parlando nel 3d "Hitler" (dove ho già risposto ma si continua da parte opposta a ripetere la vulgata...)...C'era bisogno di aprirne un'altro e metterlo perfino in rilievo?! Informazioni utili solo per calunniare i revisionisti sul c.d. olocausto e rimbecillire le menti impedendo il senso critico e l'obiettività storica. Solo un mucchio di interpretazioni tendenziose volte a sceditare i revisionisti come persone , con le solite banalissime accuse ideologiche.
    Pur di gettare fango sui revisionisti li si accusa di essere tutti o quasi "neonazisti", fandonia colossale.
    Basta commettere ancora il grave errore di associare indebitamente la ricerca storica revisionista sulla 2°G.M. al presunto tentativo di "riabilitare idelogicamente" il regime "nazista" o di rendere di nuovo plausibili e valide certe ideologie che esso propagandava. NO!! I revisionisti 'olocaustici' NON sono "neonazisti incalliti" che odiano gli ebrei e vorrebbero "sterminarli di nuovo", sono STORICI che cercano solo di ristabilire la probabile verità storica!!
    E Rassiner , Smith , Mattogno...pure loro "neonazisti"?!Ma va!!
    Il revisionismo olocaustico é sostenuto anche da persone di sinistra (soprattutto in Francia) e PERFINO da alcuni storici e ricercatori di origine ebraica (come David Cole , poi costretto a ritrattare per le minacce di morte ricevute da altri ebrei) , quindi NON la menate con la solita accusa ideologica di "antisemitismo" e simili.

    Poi sorvolo sulla fonte notoriamente attendibilissima : Wikipedia...Inoltre si evita di citare il fatto che la Pisanty , nominata come presunta esperta di 'psicologia negazionista' , si occupa di tutt'altro e non di storia. Una dilettante letterata del genere ed allieva di Eco diventa persino un punto di riferimento...ridicolo. Non si nomina neppure il fatto che Mattogno ha semplicemente sbugiardato e confutato in toto le sue teorie in un libro apposito. MATTOGNO ha ampiamente SMENTITO la PISANTy in un libro specifico!! Non viene citato perché sono in malafede palese , guarda caso!! V. qui :
    ARCHIVIO CARLO MATTOGNO
    http://www.vho.org/aaargh/ital/archimatto/index.html
    OLOCAUSTO: DILETTANTI ALLO SBARAGLIO II
    http://www.vho.org/aaargh/ital/archi...l2/oldil2.html
    Da Francesco Germinario a Luigi Vianelli,
    ossia il tracollo dell'anti-"negazionismo" in Italia
    http://www.vho.org/aaargh/ital/archi...MVianelli.html
    Suoi libri :
    Auschwitz: Fine di una Leggenda - Ar - Carlo Mattogno
    Auschwitz: La Prima Gasazione - AR - Carlo Mattogno
    La Soluzione Finale, Problemi e Polemiche - Ar - Carlo Mattogno
    La "Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz" - Ar - Carlo Mattogno
    L'"Irritante Questione" Delle Camere a Gas ovvero Da Cappucetto Rosso Ad... Auschwitz, Risposta a Valentina Pisanty - Graphos - Carlo Mattogno
    La Risiera di San Sabba un Falso Grossolano - Sentinella D'Italia - Carlo Mattogno
    Olocausto: dilettanti allo sbaraglio - Ar - Carlo Mattogno
    Auschwitz: due false testimonianze - La Sfinge - Carlo Mattogno
    Auschwitz: le "confessioni" di Höss - La Sfinge - Carlo Mattogno
    Come si falsifica la storia - La Sfinge - Carlo Mattogno
    "Medico ad Auschwitz": anatomia di un falso - La Sfinge - Carlo Mattogno
    Wellers e i "gasati" di Auschwitz - La Sfinge - Carlo Mattogno

    IO Ribadisco :
    "Il revisionismo é positivo se fatto in maniera seria da storici seri , vero. Magari però bisognerebbe leggere cosa affermano di prima mano pure gli storici "negazionisti" , poiché tu li critichi a priori senza sapere cosa sostengono. Perché , come dimostra il fatto che trai le tue 'notizie' su di loro da fonti di seconda e terza mano come wikipedia ed affini , tu NON conosci i libri di Mattogno , Irving , ecc. e ti limiti a leggere i riassuntini distorti sulle loro posizioni storiche , scritte da altri prevenuti ed a loro ostili e non da questi stessi autori...E come se ad es., per sapere cosa davvero sostiene Tambourine , io leggessi quel che scrive Jona su di lui (o viceversa) invece di leggere i post scritti di persona dall'utente in questione...Ci arrivi?! NON puoi giudicare la serietà di uno storico , in base a brevi articoletti (finalizzati a 'sputtanarlo') che trovi su internet...Devi LEGGERE quel che lui IN PERSONA ha scritto e solo DOPO puoi giudicare e farti un'idea più PRECISA. E questo discorso vale sempre , in tutti i casi , per tutti gli autori."

    Trattasi di SERIETà di propositi nella RICERCA STORICA.
    Per tutte le VERE INFORMAZIONI STORICHE di PRIMA MANO
    v. qui :

    "IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO IN ITALIANO"
    http://www.vho.org/aaargh/ital/ital.html
    http://www.politicaonline.net/forum/...ad.php?t=21682
    http://www.politicaonline.net/forum/...=281232&page=3
    http://www.politicaonline.net/forum/...ferrerid=10150
    "REVISIONISMO IN IRAN, IN FRANCIA E NEL MONDO"
    http://www.nexusitalia.com/nexus_new...0&Item id=100
    "LE RAGIONI DEL REVISIONISMO STORICO CONTRO LA MENZOGNA OLOCAUSTICA"
    http://www.holywar.org/italia/revis/Finale/S_Finale.htm

    Cardini su teorie storiche e leggi proibizioniste
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=293966
    "«La verità storica, qualunque essa sia, non può essere imposta per legge. Mi ribello ancor più quando per legge si pretende di punire chi afferma il contrario. Il mio è un punto di vista generale, che certo non investe la tragedia di cui gli armeni sono stati vittime». A sostenerlo è il professor Franco Cardini, storico, saggista, docente all'Università di Firenze."
    Su IRVING v. pure QUI :
    http://www.vho.org/aaargh/ital/attua/attua.html
    "Irving e dintorni"
    http://www.retelibera.com/179
    "Irving è stato arrestato, l'Europa è una dittatura
    L'arresto di David Irving Franco Damiani 19/11/2005"
    http://www.isses.it/irving.htm

    Ne ho parlato già altrove , rimando a quei post. V. QUI :
    http://forum.giovani.it/t63701-istru...nte-holux.html
    http://forum.giovani.it/redazione/63378-holux-come-hitler-38-ebrei-via-dalleuropa-4.html#post477240
    http://forum.studenti.it/t422305-su-...rnolteecc.html
    http://forum.giovani.it/t62673-p9-co...ofascisti.html
    http://forum.giovani.it/t4018-p2-lar...id-irving.html

    Questo é quanto. Poi ognuno si regoli e decida se approfondire autonomamente. Saluti olo-revisionisti!
    Holux
    Ultima modifica di Holux; 05-11-06 a 18:11
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

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