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  1. #81
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    Lo scontro con queli come te ci sarà sempre
    ed è generato proprio da quelli come te.
    Bianchi. anglosassoni, protestanti.
    WASP inside caro.

  2. #82
    semi god L'avatar di dhan
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    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    In sostanza, censura delle verità scomode che rischiano di contraddire la resistenza o mettere in dubbio la legittimità dello Stato di Israele?
    La storia può essere falsata o nascosta per ossequiare ideali o legittimare una classe politica al potere?
    Lo Storico deve cercare la verità e avere il coraggio di divulgarla anche qualora sia scomoda.
    Verità storica e verità scientifica non devono essere passibili di censura alcuna.
    Storia è svelare il passato, non diffondere valori validi per il presente.
    Qualcuno può servirsi dei libri di Pansa per inneggiare al Fascismo, ma non dobbiamo darne la colpa a Pansa e, in virtù di ciò, censurarlo.
    quando mai ho fatto il nome di pansa???
    http://spaces.msn.com/dani-to/


    Non esiste una verità assoluta.Tutto è relativo poichè ognuno di noi ha solo la propria visuale.


    Come facevano i nostri avi
    Ballando intorno ai fuochi delle caverne ringraziando gli dei per quello che gli veniva dato
    Ancora noi nelle nostre grotte tecnologiche
    Ringraziamo il nostro Dio
    Per quello che ci viene dato
    Giorno dopo giorno
    La famiglia, l’onore e la nostra patria
    Di nuovo insieme
    SOTTO SHOCK!!!!
    Che Dio vi benedica..ITALIANI!!!!!!

  3. #83
    semi god L'avatar di dhan
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    Quote Originariamente inviata da tambourine Visualizza il messaggio
    Ma infatti io ti do ragione. La distinzione è esclusivamente semantica. Io per revisionista intendo lo storico serio che durante la sua indagine si rende conto che in realtà Garibaldi non era un mito ma un ubriacone (per fare un esempio).
    Io giudico l'opera storica in base alla serietà e non all'etichetta. Io credo ci sia una grande distinzione tra revisionista e negazionista. Questa distinzione si basa, a mio parere, su un unico punto: la serietà scientifica. Il negazionista parte da delle sue personali ideologie e cerca di "fregarti", il revisionista è uno storico che nella sua attività storiografica trova elementi "innovativi".
    Diciamo la stessa cosa in termini diversi.
    Prendiamo il famigerato caso Pansa. C'è chi lo contesta e chi lo esalta: molto spesso i secondi lo fanno senza aver mai letto un suo libro precedente al "sangue dei vinti" e molto spesso lo fanno senza sapere un fico secco della storia. Pansa può essere considerato un revisionista? Direi di si.
    A questo punto, però, a me sorge la famigerata questione: "cui prodest?". E' qui arrivano i dolori perchè forse Pansa ignora completamente che i suoi libri, essendo commercialmente molto diffusi e quindi letti superficialmente da molti, servono da giustidicazione ai fascisti moderni. Insomma l'apporto "scientifico" è importante, il risultato nefasto, dato che un ragazzino che inneggia al Duce mi consiglia di leggere Pansa (a me antifascista dalla nascita con sangue partigiano nelle vene).
    Io concordo con Bocca quando critica il suo vecchio amico Pansa per questi motivi. Inviterei il caro Giampaolo Pansa ad avere una conversazione con i vari Dhan, Avanguardista, folgore, etc.. che lo citano per rendersi conto dell'enorme cazzata che ha fatto divulgando questi libri.
    Grazie.
    era rivolto a tambourine sbagliato quote!
    http://spaces.msn.com/dani-to/


    Non esiste una verità assoluta.Tutto è relativo poichè ognuno di noi ha solo la propria visuale.


    Come facevano i nostri avi
    Ballando intorno ai fuochi delle caverne ringraziando gli dei per quello che gli veniva dato
    Ancora noi nelle nostre grotte tecnologiche
    Ringraziamo il nostro Dio
    Per quello che ci viene dato
    Giorno dopo giorno
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  4. #84
    vecchioprof
    Ospite

    Predefinito Legge contro il negazionismo? No grazie!

    Faccio mio e propongo l'appello già sottoscritto da varie decine di storici sulla proposta di legge Mastella contro il negazionismo.

    Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l'esistenza storica della Shoah. Il governo Prodi dovrebbe presentare questo progetto di legge il giorno della memoria. Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare e risolvere un problema culturale e sociale certamente rilevante (il negazionismo e il suo possibile diffondersi soprattutto tra i giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la minaccia di reclusione e condanna. Proprio negli ultimi tempi, il negazionismo è stato troppo spesso al centro dell'attenzione dei media, moltiplicandone inevitabilmente e in modo controproducente l'eco. Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:

    1) si offre ai negazionisti, com'è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d'espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente.

    2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall'autorità statale (l'«antifascismo» nella Ddr, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l'inesistenza di piazza Tiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale.

    3) si accentua l'idea, assai discussa anche tra gli storici, della «unicità della Shoah», non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo.
    L'Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative. La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all'odio razziale, all'apologia di reati ripugnanti e offensivi per l'umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno.

    È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste.

    Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente.

    Firmatari:

    Marcello Flores, Università di Siena - Simon Levis Sullam, Università di California, Berkeley - Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne - David Bidussa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Bruno Bongiovanni, Università di Torino - Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza - Gustavo Corni, Università di Trento - Alberto De Bernardi, Università di Bologna - Tommaso Detti, Università di Siena - Anna Rossi Doria, Università di Roma Tor Vergata - Maria Ferretti, Università della Tuscia - Umberto Gentiloni, Università di Teramo - Paul Ginsborg, Università di Firenze - Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa - Giovanni Gozzini, Università di Siena - Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II - Mario Isnenghi, Università di Venezia - Fabio Levi, Università di Torino - Giovanni Levi, Università di Venezia - Sergio Luzzatto, Università di Torino - Paolo Macry, Università di Napoli Federico II - Giovanni Miccoli, Università di Trieste - Claudio Pavone, storico - Paolo Pezzino, Università di Pisa - Alessandro Portelli, Università di Roma La Sapienza - Gabriele Ranzato, Università di Pisa - Raffaele Romanelli, Università di Roma La Sapienza - Mariuccia Salvati, Università di Bologna - Stuart Woolf, Istituto Universitario Europeo, Firenze

  5. #85
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    Vorrei dire tre cose:
    1- ho letto la discussione, e mi pongo una domanda ma i moderatori dove sn finiti?
    2- nn si potrebbe neanche parlare o accennare di negazionismo infatti lo sterminio degli ebrei per sfortuna dei nazisti e per nostra fortuna è documentato dai documenti(parzialmente) prodotti durante il terzo reich, la cifra di sei milioni di ebrei sterminati non si può in alcun modo discutere è quella.
    3- siccome la costituzione italiana permette la libertà di pensiero e di parola, e tu impunito vivi in italia, datti una calmata, il forum deve essere un luogo di scambio di idee, e non si deve trasformare in una guerra ideologica violenta...
    la mente umana è l'arma più temibile"
    "il verbo è più tagliente di una spada


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  6. #86
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    Quote Originariamente inviata da vecchioprof Visualizza il messaggio
    Faccio mio e propongo l'appello già sottoscritto da varie decine di storici sulla proposta di legge Mastella contro il negazionismo.

    Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l'esistenza storica della Shoah.

    1) si offre ai negazionisti, com'è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d'espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente.

    2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall'autorità statale (l'«antifascismo» nella Ddr, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l'inesistenza di piazza Tiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale.

    3) si accentua l'idea, assai discussa anche tra gli storici, della «unicità della Shoah», non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo.
    L'Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative. La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all'odio razziale, all'apologia di reati ripugnanti e offensivi per l'umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno.

    È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste.
    La quoto....premesso che ritengo quelli che negano l'olocausto degli emereti idioti,rimango convinto anche queste rumente devono poter esprimirsi...e non ergersi (come dice giustamente il prof) a difensori della liberta' di espressione...

    Preciso che alcuni negazionisti (tipo Irving) non negano la Shoah....ma contestano fortemente i numeri.....

    Ps che poi quella immane tragedia sia strumentalizzata POLITICAMENTE da parte di qualcuno per poter essere leggittimato a non sottostare alle norme e ai PRINCIPI internazionali e a fregarsene dell'Onu e' cmq SBAGLIATO!!!!
    Ultima modifica di OTTAVIO; 25-01-07 a 11:30

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