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  1. #1
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    Exclamation Storia razziale del Portogallo e della popolazione portoghese: un monito per l'Europa

    Salve a tutti i forumisti della sezione storica di giovani; dopo quella sulla storia etnica della Toscana e sulla storia razziale dell'antica Grecia apro quest'altra discussione controversa sulla storia razziale del Portogallo, sperando che possa risultare interessante e degno di riflessioni.
    Mi rendo conto che quella della storia interpretata da un punto di vista razziale è una tematica scomoda, 'scottante' e "politicamente scorretta" - al punto che da qualche decennio essa è completamente ignorata ed oscurata, è un tabù ossessivo e nessuno osa farne menzione per paura di essere accusato di "neonazismo" o boiate del genere - ma vi ricordo che in passato ci sono stati diversi uomini di cultura già dal '700 a fare luce su tutto ciò e quindi vi invito a dibattere civilmente in maniera aperta e seria.
    Ci sono diverse mie considerazioni storico-antropologiche e la mia traduzione in italiano da un articolo in inglese; questo 3d lo potete leggere in versione completa qui su Stormfront Italia dove l'ho postato in origine:


    Il dono dell’uomo negro al Portogallo: una lezione significativa e nascosta di storia razziale portoghese/europea. Holuxar
    Il dono dell?uomo negro al Portogallo: una lezione significativa e nascosta di storia razziale portoghese/europea. - Stormfront

    Storia razziale del Portogallo e della popolazione portoghese: un monito per l'Europa - Politica in Rete Forum


    14 Words! - Holuxar
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
    Voi ricordatevi di noi:

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    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  2. #2
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    Il dono dell?uomo negro al Portogallo: una lezione significativa e nascosta di storia razziale portoghese/europea. - Stormfront

    Il dono dell’uomo negro al Portogallo: una lezione significativa e nascosta di storia razziale portoghese/europea.
    In questa nuova discussione che ho appena aperto cercherò di far luce sulla storia del Portogallo moderno da un punto di vista razziale, mettendo in evidenza come la nazione bianca portoghese sia degenerata progressivamente in seguito all’assorbimento genetico di una relativamente vasta componente negroide, causa principale del suo declino culturale, sociale, politico, militare ed economico appunto.
    L’’argomento è delicato e controverso – c’è chi nega o minimizza il fatto che una parte della popolazione portoghese sia stata negrizzata in varia misura nei secoli passati - ma vale la pena di essere trattato.
    Preciso in ogni caso che non si tratta di affermare che la quasi totalità dei portoghesi siano mulatti di varia gradazione – perché ciò non è vero, e sarebbe una esagerazione nonché una falsità palese dirlo, essendoci diversi portoghesi bianchi a tutti gli effetti – bensì di constatare come a fianco dei genuini Portoghesi bianchi esistano anche parecchi Portoghesi di razza mista (difficile valutare la loro effettiva percentuale) che già da secoli sono entrati a far parte della variegata nazione del Portogallo.
    Non è quindi per nulla mia intenzione denigrare i Portoghesi bianchi – la cui esistenza ed il cui valore nessuno mette in dubbio - ma soltanto far luce sugli aspetti principali della storia passata del Portogallo che hanno portato ad un progressivo snaturamento di tale originaria nazione.
    Proprio perché la vera storia razziale del Portogallo è sconosciuta ai più, essendo di solito occultati i fatti essenziali, essa è tanto più meritevole di essere analizzata.
    Per iniziare esporrò alcune mie considerazioni sulla storia portoghese in generale, per poi riportare in conclusione un articolo intero – tradotto direttamente da me in italiano, già un paio di mesi fa – sull’argomento (tratto dalla vecchia rivista WN statunitense “Attack” di William Luther Pierce, il leader della “National Alliance”).
    Il Portogallo all’inizio dell’età moderna era, malgrado il suo numero di abitanti relativamente basso, una grande potenza mondiale che possedeva importanti colonie ed enclavi in Sud America (Brasile), in Africa (Ghana, Marocco, Angola, Mozambico) ed in Asia e divenne quindi un impero coloniale in seguito alle scoperte; in maniera apparentemente inspiegabile, nel corso di pochissimi secoli, ha iniziato a perdere tutte le sue maggiori terre conquistate in passato (malgrado sia poi riuscito ad espandersi nuovamente e a ottenere altri territori coloniali, opponendosi strenuamente alla decolonizzazione nel XX secolo con Salazar) ed è diventato uno dei paesi più poveri, malmessi e sottosviluppati (sia in senso economico che culturale) d’Europa.
    Un tempo, fino a pochissimi secoli fa, fra i portoghesi (soprattutto fra i nobili, di origine germanica) c’erano grandi navigatori ed esploratori (Bartolomeo Diaz, Vasco da Gama, Pedro Alvares Cabral, ecc.), conquistatori e colonizzatori, dominatori del commercio internazionale, artisti, poeti (come il famoso Luís Vaz de Camões, 1524-1580) e letterati, ecc. mentre adesso - a parte l’hockey su pista, l’allenatore José Mourinho e qualche giocatore di calcio come Cristiano Romaldo, gruppi di musica metal come Moonspell e Desire ed alcuni altri uomini illustri nel campo della cultura come Fernando António Nogueira Pessoa (1888 – 1935) ed Eugénio de Andrade/José Fontinhas - tutto ciò non è che un ricordo del passato: il Portogallo da allora non ha prodotto, tranne singole eccezioni, quasi più nulla di notevole in alcun campo del sapere umano.
    La domanda sorge spontanea: come è stato possibile tutto ciò, quale è stata causa di questa involuzione abbastanza repentina? Le pseudo-spiegazioni ufficiali individuano le responsabilità di ciò in motivazioni politico-culturali e socio-economiche, ma in realtà non riescono a spiegare un bel niente.
    Per scoprire le cause reali bisogna rivolgersi allo studio della storia portoghese stessa e ad allora si che sarà tutto più chiaro: il Portogallo è decaduto in primis, da potenza coloniale quale era, proprio a causa del fatto che – oltre alla occupazione dei Mori, fra i quali c’erano uomini di razza mista, che durò per circa 700 anni - a partire dal ‘500-‘600 avvenne un miscuglio fra i Portoghesi bianchi e i sudditi coloniali negri da essi importati in patria in quantità abbastanza ingente, sufficiente per snaturare almeno una parte della popolazione originaria.
    Nella sola città di Lisbona, a quanto pare, i negri costituivano 1/3 della popolazione totale ed in tutto il Portogallo erano all’epoca circa il 10% degli abitanti, quindi una minoranza notevole: il fatto è che, a differenza di quanto avvenne negli Usa, i Portoghesi bianchi non avevano una piena consapevolezza razziale né leggi che proibivano i matrimoni misti, per cui essi avvennero in una percentuale tale da contaminare per sempre l’identità portoghese originaria (essenzialmente iberica, ma pure fenicia, berbera, celtica ed in parte germanica, ossia visigota, vandala e franca, nella nobiltà e nelle classi sociali superiori).
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  3. #3
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    Madison Grant scriveva (in “The Conquest of a Continent, or the Expansion of Races in America” – “La conquista di un continente, ovvero, l’espansione delle razze in America” - New York 1933):


    “Durante gli anni della grande esplorazione e colonizzazione portoghese nei secoli XV, XVI e XVII, si è stimato che circa un milione di portoghesi, soprattutto giovani, sia emigrato ai tropici, e per la maggior parte non sia più tornato.
    I negri sono stati importati allo scopo di sostituirli e di fare al loro posto i lavori nel paese. I matrimoni misti di questi negri con la popolazione originaria hanno lasciato in Portogallo una maggiore quantità di sangue negro rispetto a quella presente in qualsiasi altro paese europeo, e notevolmente ridotto la sua capacità di contribuire al progresso della civiltà.
    Così il Portogallo, che, quando era dominato da tipi nordici, rappresentava uno straordinario esempio di progresso sotto molti aspetti, ora contribuisce relativamente poco ad un tale progresso.”


    Ed Hans F. K. Günther (negli anni’20 del ‘900) così descriveva la variegata composizione razziale della popolazione portoghese:


    “Il Portogallo, come la Spagna, è prevalentemente mediterraneo. Non sembra esserci alcuna influenza alpina: una debole influenza nordica è riscontrabile soprattutto nelle città costiere. Invece sembra esserci un’influenza negroide abbastanza forte, appena percepibile già in Spagna, e che fa la differenza fra I portoghesi e gli spagnoli.
    Questa influenza, in Portogallo, è così forte che i nativi dell’Africa orientale vedono nei portoghesi quasi dei ‘compaesani’ e hanno per loro molto meno rispetto di quanto ne abbiano per tutti gli altri europei. Quando, per esempio, I Suhaeli vogliono indicare gli europei nel loro insieme, dicono: gli europei e i portoghesi.
    Non è chiaro se questa presenza razziale negroide debba essere attribuita soltanto al meticciato avvenuto nelle colonie portoghesi d’Africa: non è impossibile infatti che ci sia stata un’intruisione africana nel Portogallo meridionale anche nell’alto Paleolitico. Ma rimane il fatto che l’importazione di schiavi negri in Portogallo è stata, nel passato, notevole, e che, come in Spagna, la dominazione musulmana è stata vettore di parecchio sangue “africano”, di razza orientalide, levantina e negroide.
    (…) Nello stesso modo in cui al popolo italiano le migliori forze gli derivarono dal suo contenuto in sangue romano, goto e longobardo, analogamente fu il caso di quello spagnolo e portoghese, che le ricevettero dalla presenza visigota e sveva, anche dopo che il regno dei goti fu schiacciato dai mori nel 711 d.c. I tempi eroici di quei popoli e le loro grandi imprese marinare, seguite poi dalla loro decadenza, possono essere spiegati come conseguenza del loro avere avuto una dirigenza nordica, che poi un poco alla volta si estinse.”
    Hans F. K. Günther, tr. it. Tipologia razziale dell’Europa, Ferrara 2003, pp. 80 e 176.


    Esatto. Infatti il 10% dei negri fu quindi progressivamente assorbito all’interno del 90% di bianchi attraverso svariati miscugli per generazioni, ragion per cui il portoghese medio – almeno in alcune zone della nazione, certamente non tutte, quelle in cui gli allogeni erano più concentrati – di oggi ha abbastanza spesso fra i suoi avi qualche negroide, il che lo rende un mulatto di varia gradazione anche se il “sangue negro” è stato parecchio diluito ed egli è a volte apparentemente bianco nel fenotipo (ma appunto nel genotipo restano chiare tracce della contaminazione), più o meno come gli altri europei.
    Ad es., non a caso, il Portogallo fu il primo paese europeo a schierare negri e mulatti nella squadra nazionale di calcio (come il campione Eusebio, già negli anni ’50-’60), ben prima di Francia, Olanda, Inghilterra, ecc. In Portogallo infatti l’invasione allogena iniziò già secoli fa e non fu ostacolata – secondo gli stessi colonialisti portoghesi, anche i negri nati in territorio dominato dal Portogallo erano “portoghesi” tanto quanto i bianchi, per cui avevano più o meno gli stessi “diritti” - con i risultati che ben si vedono!
    Sia chiaro, esistono ancora diversi Portoghesi bianchi a tutti gli effetti, soprattutto nelle classi medio-alte, ma la massa popolare è parecchio mischiata a livello razziale, soprattutto nella città di Lisbona e nelle zone limitrofe (anche se va ricordato il fatto che nel 1755 il terremoto di Lisbona, seguito da un maremoto, provocò la morte di 100.000 persone su circa 275.000 abitanti e quindi probabilmente ci lasciarono la vita pure molti discendenti di schiavi negri o a gente di razza mista…quindi è possibile che la popolazione bianca pura si sia ripresa aumentando in percentuale).
    Del resto, anche in Inghilterra soprattutto il proletariato inglese risente di una palese contaminazione avvenuta già secoli fa, in particolare a Liverpool dato che la città era il più attivo porto ove sbarcavano schiavi a partire dal 17esimo secolo; solo che a Lisbona ed in altre zone del Portogallo ciò avvenne in misura più ampia (per la cronaca: secondo alcuni autori la presenza di negri nel sud Portogallo sarebbe anche antecedente alla tratta moderna degli schiavi e risalirebbe, sia pure in piccola parte, addirittura già al paleolitico).
    La storia razziale del Portogallo mostra quindi chiaramente come un popolo un tempo glorioso e conquistatore - in particolare grazie alla sua élite nobiliare nordica di origine germanica, alla quale appartenevano molti grandi esploratori, conquistatori e letterati - possa declinare irrimediabilmente una volta imbastardito coi negri e con altri allogeni non-bianchi: il caso portoghese dovrebbe essere un monito per l’Europa intera!

    Del resto, basta vedere come sono malridotti i paesi sud-americani con una forte componente negroide – tipo gran parte del Brasile un tempo colonizzato e sviluppato dagli stessi Portoghesi (e che ora se la passa bene solo nelle zone del sud ove risiede un gran numero di altri europei bianchi come italiani, tedeschi, croati, ecc.), oppure Cuba, la Colombia e soprattutto Haiti, abitata quasi esclusivamente da negri e mulatti, dopo il genocidio dei bianchi francesi che la dominavano e l’avevano trasformata nel “gioiello delle Antille” – per rendersi conto di quanto l’integrazione razziale sia cosa “desiderabile” e “necessaria” per “favorire la civiltà”…Proprio il degrado che caratterizza gran parte del Sud America – più evidente proprio là dove risiede una popolazione a maggioranza negroide o mulatta e meticcia – mostra quanto sia assurda, irrazionale e menzognera la propaganda dei fautori dell’integrazione razziale; ed il Portogallo odierno non è altro che un piccolo Sud America imbastardito trapiantato nel continente europeo.
    A ragion veduta William Luther Pierce e William Gayley Simpson misero in guardia gli altri bianchi d’Europa e del Nord America facendo proprio l’esempio del Portogallo moderno: nel prossimo futuro, nel giro di pochi decenni, si deciderà il futuro della razza bianca…

    Queste sono le fonti originali alle quali rimando per approfondimenti:


    Refuting Racial Myths -- Correcting the misinformation at racial_myths
    Lessons in Decline - Part Two: Portugal


    The Black Man's Gift to Portugal
    The Black Man's Gift to Portugal
    The Black Man's Gift to Portugal - Stormfront
    The black man´s gift to Portugal. Fact or Fiction?
    The black man´s gift to Portugal. Fact or Fiction? - Stormfront
    Birdman Bryant: The Black Man's Gift to Portugal


    Ora comunque vi riporto la mia traduzione dell’articolo assai interessante e quasi profetico scritto nel 1971 da Ray Smith (secondo alcuni pseudonimo di W. L. Pierce stesso, ma in realtà era proprio un collaboratore della rivista) sulla storia razziale del Portogallo moderno.
    Questo interessantissimo articolo di Ray Smith intitolato "The Black Man's Gift to Portugal", che avevo già letto vari anni fa, spiega come la popolazione portoghese bianca moderna abbia assorbito durante l'epoca coloniale elementi negroidi che l’hanno fatta decadere da grande potenza militare ed economica quale era (l'autore paragonava la situazione portoghese del 16esimo secolo a quella statunitense contemporanea del 20esimo secolo, ammonendo i bianchi nord-americani ed europei a prendere consapevolezza della questione razziale e a proteggere la propria identità biologica).
    Preciso che trovo a tratti esagerato il discorso, secondo me l'autore enfatizza un po' troppo l'effettivo imbastardimento razziale portoghese, però c'è sicuramente del vero e su questo occorre riflettere.
    Ecco qui la mia traduzione, dato che meritava di essere tradotto (varie parti non le ho tradotte in maniera letteraria, preferendo adattarle e cambiarle un po’ per rendere meglio il senso del discorso in italiano)...



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  4. #4
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    Ecco la mia traduzione in italiano:



    “Il dono dell’uomo nero al Portogallo – di Ray Smith.
    Abbiamo tutti sentito i difensori ed i fautori dell’integrazione razziale sostenere che il nostro paese è stato privato dal beneficio di usufruire del talento e delle capacità dei negri – e che i negri possono offrire un contributo positivo, ma noi non siamo riusciti a trarre vantaggio da esso. A causa del nostro pregiudizio irrazionale contro i negri, infatti li abbiamo esclusi dalla piena partecipazione nella società americana e, ci viene detto, questa è la perdita dell’America.

    La lezione della storia.
    In considerazione del fatto che ora siamo costretti a integrare i negri e a concedere loro partecipazione paritaria, potrebbe essere istruttivo analizzare la storia degli altri paesi che hanno integrato i negri in passato per vedere che cosa hanno ricevuto dai negri.

    Qual è l'evidenza storica?
    C'è qui una ricchezza di materiale per poter studiare posti come Haiti, Cuba, PortoRico, Brasile, ecc, ma il parallelo più vicino possibile per gli Stati Uniti di oggi è il Portogallo nel 16esimo secolo.
    Può essere una sorpresa apprendere il ruolo che i negri hanno avuto nella storia del Portogallo, perché, nonostante tutta l'enfasi sugli "studi neri" nelle nostre scuole, nessuno sembra parlare del contributo che i negri hanno dato al Portogallo - né i portoghesi, né i negri, né i nostri storici moderni che stanno riscrivendo i nostri libri di storia per far sembrare cosa buona l’integrazione dei negri.
    Occorre scavare nei libri scritti prima della nostra era moderna di integrazione per riuscire a scoprire la vera storia del Portogallo.
    Poeti ed Esploratori.
    Entro la metà del 16esimo secolo, il Portogallo aveva raggiunto una posizione analoga a quella degli Stati Uniti oggi. Il Portogallo era il Paese più ricco e più potente del mondo, con un grande impero e le colonie in Asia, Africa e America. Il popolo portoghese, come in Inghilterra gli elisabettiani, era un popolo di poeti e di esploratori, composto da persone altamente civilizzate, fantasiose, intelligenti e audaci. Queste mostrarono un grande potenziale e avevano già dato un contributo importante al Rinascimento.
    Ma, a differenza dell’Inghilterra e di altri paesi europei, il Portogallo ha avuto un grande e rapida crescita della popolazione negra e, al tempo stesso, la sua popolazione bianca ha subito un declino. Il Portogallo iniziò il commercio degli schiavi negri dopo aver incontrato i negri nelle sue esplorazioni e incursioni in Africa. Il Portogallo portò i primi schiavi negri a Lisbona nel 1441, e questi continuarono ad essere importati in quantità tale che, entro il 1550, la popolazione del Portogallo divenne negra al 10% (gli Stati Uniti hanno oggi il 13-14% di Negri).

    Contaminazione del sangue.
    Non c’era alcun tabù o proibizione contro i rapporti sessuali con i negri, e il sangue dei negri venne così ben presto assimilato dalla popolazione comune attraverso l’incrocio di razze, in modo tale che oggi non ci sono negri, in quanto tali, in Portogallo.
    La popolazione attuale del Portogallo è descritta dall’Almanacco Enciclopedico del New York Times del 1971 come segue:
    "Composizione etnica: il popolo è una miscela di vari ceppi etnici, inclusi celti, arabi, berberi, fenici, cartaginesi, lusitani, e altre influenze razziali. La popolazione attuale è una delle più omogenee in Europa, senza minoranze nazionali ". (Si noti che il ceppo negro non è elencato dal New York Times).
    Ciò che si può vedere oggi in Portogallo è il prodotto di una uniforme fusione del 10% di negri e del 90% di bianchi in un tutto omogeneo. In effetti, si tratta di una nuova razza - una razza che ristagna in condizione di apatia e non ha prodotto praticamente nulla negli ultimi 400 anni.

    Portogallo ed America.
    Nonostante la stretta somiglianza tra la situazione del Portogallo nel 1550 e negli Stati Uniti oggi, non possiamo prevedere che l'esito della nostra integrazione razziale con negri sarà esattamente la stessa.
    Il significato storico essenziale, tuttavia, è che qualsiasi paese, società, o gruppo che abbia integrato in misura sensibile i negri ha poi subito una drastica riduzione nella sua capacità di mantenere uno standard di vita civile e di competere con gli altri.
    Non vi è alcuna prova che qualsiasi altro paese abbia mai guadagnato qualcosa dall’avvenuta integrazione coi negri.
    Va sottolineato che il rapporto negro-bianco, di 1:9, in Portogallo nel 1550 non rappresenta la percentuale finale di negri, perchè l’elemento negro era in rapido aumento, mentre l'elemento bianco era in declino.
    I Bianchi che lasciarono il Portogallo maschi furono in gran numero – tramite navigazione, stabilendosi nelle colonie, e sposando donne native (il governo ha incoraggiato tutto ciò). La maggior parte dei negri schiavi portati al Portogallo erano i maschi adulti.
    La popolazione era così sbilanciata - un eccessivo numero di donne bianche e di maschi Negri, e la carenza di uomini bianchi.
    Cronache dell'epoca raccontano che le donne portoghesi tenevano gli schiavi negri come "animali da compagnia". Li sposarono anche. La situazione negli Stati Uniti oggi non è troppo diversa. I Bianchi radical-chic hanno i loro animali domestici negri.
    La nostra percentuale dell'elemento negro oggi non rappresenta l’amalgama finale. Il tasso di natalità negro è quasi due volte superiore a quella dei Bianchi. Non vi è alcun espansione demografica della popolazione bianca in America, o in qualsiasi parte del mondo. Essa è tutta dovuta alle genti di colore. La donna di colore fa figli, mente le donne bianche prendono solo pillole o abortiscono.
    Ciò che sarà l’amalgama finale in America non si può dire, ma se le tendenze attuali continuano, l'elemento negro diventerà molto maggiore del 14%.

    Perché il Portogallo integrò?
    Inglesi, francesi, olandesi, spagnoli, portoghesi furono tutti impegnati nella tratta degli schiavi negri, ma solo il Portogallo li ha importati nel proprio paese.
    La questione si pone - perché il Portogallo ha accettato così di buon grado l’integrazione razziale con i negri, mentre gli altri paesi europei hanno tenuto fuori i negri riuscendo a mantenere la propria integrità razziale?
    Qual è stato il clima d'opinione, l'ideologia corrente, l'insegnamento, o la propaganda che ha portato i portoghesi a distaccarsi dal comportamento degli altri paesi? Qual è stata la differenza sul Portogallo?
    Non troverete la risposta a questi quesiti nei nostri libri di storia moderna e nelle enciclopedie recentemente pubblicate, poichè l'intero soggetto del declino è diventato argomento tabù. Si dovrà scavare in vecchie fonti per scoprire le risposte.
    Ci si potrebbe anche chiedere perché l'America sta accettando l'integrazione razziale, mentre la maggior parte del resto del mondo è "razzista". Perché siamo diversi?

    Il ruolo dell’Ebreo.
    Una differenza significativa in Portogallo, prima della sua caduta nel 16esimo secolo, è che esso era diventato un rifugio per gli ebrei. Per molti secoli, gli ebrei hanno avuto più ricchezza, influenza, e più potere in Portogallo che in qualsiasi altro paese europeo.
    Nel 1497, su richiesta della Spagna, gli ebrei sono stati invitati a lasciare il Portogallo oppure ad accettare la conversione. La maggior parte di loro è diventata cristiana ed è rimasta.
    Tuttavia, a partire dal 1550, molti ebrei emigrarono volontariamente. Hanno visto la scritta sul muro. L’Enciclopedia Britannica (edizione del 1885) osservava che "anche gli osservatori come il Cleynarts olandese videro che, nonostante tutta la sua ricchezza e prosperità apparente, il regno di Portogallo era marcio alla base e non poteva durare." L'America è essa stessa stata un rifugio per gli ebrei. Gli ebrei in America oggi hanno raggiunto una posizione di potere, ricchezza, e di influenza maggiore di quanto non abbiano mai avuto in qualsiasi altro paese. Essi dominano i giornali, l’editoria, la televisione e la radio, il cinema, l’università - tutti i mezzi di comunicazione così come la vita commerciale del paese.
    Gli ebrei hanno sempre fatto propaganda a favore dell'integrazione razziale - in Portogallo, America, o in qualunque altro paese siano stati, perché senza un tale clima di tolleranza di razze allogene, essi stessi non sarebbero stati accettati. È quindi stato nell’interesse dei giudei eliminare le prove che porterebbero i cittadini a respingere la presenza di razze allogene.
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    Storia riscritta.
    Le nostre enciclopedie ed i nostri libri di storia sono stati purgati e riscritti. Se date un'occhiata al Portogallo nell'edizione 1970 della Encyclopedia Britannica, non troverete nulla sul ruolo dei negri e degli ebrei nella storia del Portogallo, o qualche cosa circa il declino e la caduta del Portogallo.
    Gli ebrei sono brevemente menzionati tra gli altri che "hanno esercitato varie influenze sul territorio che nel 13esimo secolo ha acquisito le frontiere del Portogallo moderno". Non c'è alcun detteglio riguardo a ciò che questa influenza ha comportato. I negri sono stati eliminati del tutto, non sono elencati insieme agli altri gruppi etnici che hanno contribuito a formare il popolo portoghese. In tutto l’articolo di 15 pagine, addirittura non vi è alcun cenno sulla presenza dei negri in Portogallo, nessuna menzione sul loro ruolo o sulla loro influenza nella storia portoghese.
    L'edizione del 1970 della Encyclopedia Americana, a sua volta, non contine alcun riferimento alla presenza dei negri in Portogallo. In tutte queste fonti si trovano i "fatti", cioè nomi e date, ma riportati senza nessun significato e nessuna indicazione di ciò che è realmente successo o perché.
    L'articolo sul Portogallo nella edizione 1911 della Encyclopedia Britannica contiene informazioni più autentiche di quelle che si possono ottenere attraverso la lettura di un centinaio di libri di storia più recenti.
    Dal nostro punto di vista moderno, questo articolo probabilmente verrebbe definito "razzista", ma il punto è che la presenza e le attività dei negri e degli ebrei sono registrate. Le informazioni ci sono, e potete trarre le vostre conclusioni. L'articolo è in realtà filo-ebraico. C'è anche una analisi scientifica dei fattori del declino e la caduta del Portogallo, con l’autore che tende ad incolpare l’Inquisizione, i gesuiti, e l’antisemitismo. Tuttavia, né le sue conclusioni, né i suoi pregiudizi gli impediscono di includere i fattori o le informazioni che potrebbero portare il lettore a una conclusione diversa. I nostri moderni studiosi e le autorità però eliminano le informazioni che potrebbero portare il lettore alla conclusione “sbagliata”.

    Soppressione dell’evidenza.
    L'edizione del 1964 dell'Enciclopedia Britannica ancora elenca brevemente i negri e gli ebrei, insieme ad altri, come elementi razziali portoghesi, ma senza dettagli o elaborazioni. Nel 1966, i negri sono spariti completamente.
    Ora, che cosa è successo tra il 1911 e il 1966 che ci fa eliminare e riscrivere la storia in questo modo?
    Abbiamo deciso che la razza non è più, né è mai stato un fattore nella storia?
    Questo non può essere, poiché "gli studi neri" sono fiorenti nelle nostre università.
    Gli storici si stanno impegnando duramente per scoprire tutto il possibile sul ruolo dei negri nella storia.
    In uno studio, un avvocato cerca di eliminare le prove che sarebbero dannose per il suo cliente. Egli cerca di evitare che questa evidenza giunga nelle mani della giuria.
    I nostri storici moderni e studiosi stanno cercando, in maniera analoga, di eliminare le prove. Il negro è il loro cliente. Noi siamo la giuria - e noi non dobbiamo emettere il verdetto “sbagliato”.
    Questo, ovviamente, rivela quello che il sistema progressista pensa veramente di negri - che essi sono inferiori e devono essere protetti. Le prove devono essere soppresse. Il New York Times, et al., è come un avvocato, ben pagato, che conosce ciò che il suo cliente "ha fatto", ma ha cercato di tirarlo fuori dai guai e di farlo assolvere.
    I progressisti negli Stati Uniti divennero spesso molto ipocriti atteggiandosi a “superiori” quando l'ex Unione Sovietica purgò e riscrisse le sue enciclopedie, eliminando dalla sua storia attuale gli indesiderabili rendendoli "non-persone".
    Noi tendiamo a ridicolizzare la loro mancanza di obiettività e il loro atteggiamento irrazionale.
    Ma noi facciamo esattamente la stessa cosa quando si tratta di riscrivere la storia del Portogallo trasformando in “non-persone” i negri (e gli ebrei).
    In termini di riscrittura e falsificazione deliberata della storia, siamo molto più vicino a 1984 di Orwell di quanto l'Unione Sovietica sia mai stata. Il Grande Fratello ci protegge dalla conoscenza pericolosa.

    Quo Vadis, uomo ariano
    C'è un grande bisogno per il popolo americano di sapere cosa è successo in Portogallo nel 16esimo secolo, perché noi stiamo ripetendo la loro esperienza. Siamo nella stessa situazione, nel momento stesso, nello stesso bivio della storia.
    C'è una somiglianza sorprendente tra la nostra situazione di oggi e quella del Portogallo nel 1500. Percorreremo la stessa strada?
    I viaggiatori provenienti da altri paesi europei erano stupiti nel vedere così tanti negri nella Lisbona del sedicesimo secolo, così come i viaggiatori di oggi a Washington, DC. La nostra capitale è infatti abitata da negri in alta percentuale, e, come era il caso di Lisbona, i negri fanno tutto il lavoro manuale e i lavori di servizio.
    L’Enciclopedia Britannica 1911 commenta: "Mentre il paese veniva svuotato dei suoi migliori cittadini, orde di schiavi sono stati importati per riempire i posti vacanti, in particolare nelle province meridionali. Il lavoro manuale era così screditato che i contadini vendevano i loro fattorie e emigravano o affollavano le città e le piccole aziende sono state fuse in un vasto patrimonio fondiario.”
    Il lavoro manuale è stato "screditato" da molte persone bianche in questi giorni, e tocca ai negri riempire questi posti di lavoro. Noi siamo "troppo buoni" per fare questo.

    Gli americani alienati
    Il popolo americano sta anche abbandonando la terra accorrendo nella città o nelle aree metropolitane, e le nostre piccole aziende agricole sono state sostituite da enormi fattorie meccanizzate. Se avessimo una qualsiasi colonia, molti uomini americani sarebbero felici di emigrarci. Molti ci stanno lasciando comunque per raggiungere il Canada, l'Australia e l'Europa. Quelli che restano si sentono sradicati e sfollati - dal loro posto di lavoro, dal loro paese, e anche dalle loro famiglie. È difficile sentire un senso di appartenenza a ciò che l’America è diventata oggi.

    Fortezza d'animo - e sangue puro.
    Nell'analizzare la catastrofe che colpì il Portogallo, lo storico H. Morse Stephens (nel suo libro, Portogallo, scritto nel 1891) conclude:
    "Loro [i portoghesi] produssero grandi capitani e scrittori, e sono stati in grado di diventare la nazione più ricca d'Europa. Ma questo stesso secolo XVI è stato quello che ha visto il potere portoghese declinare, e l'indipendenza, vinta da Alfonso Henriques e gestita da Giovanni il Grande, svanire; si vedeva il Portogallo, che era stato uno delle più grandi nazioni del suo tempo, perdere la sua gloria, e diventare una semplice provincia della Spagna. Man mano che cresceva una maggiore ricchezza si accumulavano la corruzione e lo spopolamento, e a solo un secolo di distanza dal viaggio epocale di Vasco da Gama, il popolo portoghese, domato dalla Santa Inquisizione, non mostrava più alcun segno della sua arditezza precedente. Questa è la lezione che la storia del Portogallo nel XVI secolo insegna, che la grandezza di una nazione non dipende dalla sua ricchezza e dalla sua prosperità commerciale, bensì dai suoi muscoli e tendini e dalla fortezza d'animo della sua gente.”
    Questo linguaggio è piuttosto antiquato, ma quello che Stephens sta dicendo è che, alla fine del 16 ° secolo, era la qualità delle persone che mancava. Altre nazioni europee hanno subito sconfitte militari, eppure hanno continuato a crescere e svilupparsi. Invece il Portogallo è stato bloccato sul nascere. Non aveva nulla a costruire. Il Portogallo ora può solo guardare nostalgicamente al passato. Noi americani dobbiamo utilizzare questa informazione per far luce sul nostro futuro. È ormai troppo tardi per salvare il popolo bianco ariano del Portogallo, ma dobbiamo salvare noi stessi.

    Fonte originaria: The Best of Attack and National Vanguard Tabloid Ref: Issue No. 6, 1971”



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  6. #6
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    sono stati purgati ]

    Intanto bisogna dire che un vero viaggiatore deve essere organizzato in modo da cagare nel proprio rifugio prima di iniziare la missione esplorativa quotidiana. Mi spiego: bisogna iniziare la giornata con l’ intestino vuoto, quindi è necessario evacuare prima dell’ uscita. Come ho già molte volte consigliato, è opportuno portare con se clisteri già pronti.

  7. #7
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    Nella storia del Portogallo sono stati quindi rimossi ed occultati due eventi fondamentali: il primo è stato l’assorbimento relativamente massiccio di una certa quantità di negri all’interno della stirpe bianca portoghese, ed il secondo è stato il ruolo decisivo dei ricchi mercanti ebrei nel commercio e nella tratta degli stessi negri e nella successiva spinta all’integrazione e alla mescolanza razziale che ha fatto degenerare almeno in parte quella nazione un tempo così gloriosa…In sostanza, nel Portogallo di diversi secoli fa già accadde quello che sta avvenendo negli Usa da alcuni decenni e ciò che sta avvenendo anche in tutta Europa oggi.
    Questo fatto Ray Smith l’aveva denunciato già 40 anni fa ed il suo articolo che vi ho tradotto pare scritto oggi poiché, pur a 4 decenni di distanza, conserva intatta la sua validità!
    Sulla storia razziale del Portogallo ci sono interessanti accenni anche in questi eccellenti 2 scritti:



    William Gayley Simpson, Which Way Western Man?, Washington, D. C. 1978.

    V. qui il libro completo con il paragrafo “The Lesson of Portugal”:

    Which Way Western Man?

    Silvio Waldner, La deformazione della natura, Padova 1997.

    V. qui una recensione:

    La deformazione della natura | Michele Fabbri


    Ed in questo articolo di Roger Roots tradotto da Romeo Caudan in italiano (sul suo sito “Prometheus”):


    http://prometheus.greatnow.com
    Whites & Blacks 100 FACTS (and one Lie)

    Bianchi & Negri 100 Fatti (ed una bugia) By Roger Roots
    Razza, evoluzione e comportamento - Page 5 - Stormfront
    “PORTOGALLO
    Fatto #54: popolata da bianchi la nazione del Portogallo divenne, nel corso di quattro secoli la piu' ricca e potente nazione nel mondo. Una grande potenza commerciale e marittima, con grandi colonie in Asia, Africa ed America. Furono i primi ad esplorare l' Africa occidentale, e portarono con se' centinaia di schiavi negri. Nel 1550, al vertice del potere del Portogallo un decimo della sua popolazione era formata da negri. Oggi la popolazione portoghese e' descritta come una delle piu' omogenee in Europa, avendo lentamente assorbito il patrimonio genetico dei negri. Entro il 1975 il Portogallo perse tutti suoi territori oltremare. I suoi lavoratori sono i meno pagati in Europa ed hanno il piu' alto tasso di analfabetismo e di mortalita' infantile. In termini di arte, letteratura, musica, scienza e filosofia il "nuovo" Portogallo ha prodotto virtualmente nulla e, per molti standards e' la piu' arretrata nazione in Europa. teniamo in mente che la popolazione negra in USA e' approssimativamente il 13%.”



    Dal libro di Arthur Kemp "March of The Titans" ("La Marcia dei Titani") riporto la parte sulla storia razziale del Portogallo e sulle cause della sua progressiva decadenza da grande potenza europea quale era:


    Lessons in Decline - Part Two: Portugal
    Lessons in Decline - Part Two: Portugal


    Davvero significativa questa analisi ben documentata, anche se forse un tantino esagerata a mio giudizio...
    Interessante anche questa documentazione sulla storia razziale del Portogallo (l'autore, forse Karl Earlson, considera una larga parte dei Portoghesi mulatti di vario grado e spiega la gloria portoghese del passato come opera di una aristocrazia germanica e nordica e la successiva decadenza di questo paese come dovuto prima all'assorbimento della componente negroide da parte della popolazione mediterranea locale e poi alla diluzione della stessa classe superiore nordico-germanica fra la massa già mista mediterraneo-negroide...diciamo che forza un po' troppo l'analisi in senso 'nordicista', ma in sostanza c'è sicuramente del vero):


    The Portuguese Are Mulattos
    Refuting Racial Myths -- Correcting the misinformation at racial_myths




    Notate invece che su Wikipedia si tace completamente sui negri in Portogallo assorbiti dalla popolazione bianca locale, si menziona solo la mescolanza di massa avvenuta nelle colonie portoghesi:


    Racism in Portugal - Wikipedia, the free encyclopedia





    Ad ulteriore integrazione e documentazione di quanto scriveva Ray Smith nel 1971, riporto le prove del ruolo essenziale svolto dagli ebrei “portoghesi” nella tratta degli schiavi negri (gran parte dei trafficanti e dei negrieri europei in giro per il mondo all’epoca erano di origine ebraica eppure la propaganda ufficiale tace completamente su questo punto fondamentale, preferendo “demonizzare” i bianchi ad oltranza per indurli a “sensi di colpa” per ciò che in realtà facevano gli ebrei e non i loro avi) nelle Americhe:


    Il volto nascosto della schiavitù - Giannantonio Valli
    Italia Sociale
    Ebrei e schiavismo - Il volto nascosto della schiavitù di Gianantonio Valli
    Ebrei e schiavismo - Il volto nascosto della schiavitù - Politica in Rete Forum
    Dominio ebraico nella tratta degli schiavi negri - Stormfront
    Dominio ebraico nella tratta degli schiavi negri - Stormfront
    Lo schiavismo dei Negri era EBRAICO - Stormfront
    Lo schiavismo dei Negri era EBRAICO - Stormfront
    Il ruolo degli ebrei nella schiavitù dei negri - Politica in Rete Forum
    Il ruolo degli ebrei nella schiavitù dei negri - Politica in Rete Forum
    Gli EBREI TRAFFICANTI di SCHIAVI NEGRI - Giovani.it - Forum
    Gli EBREI TRAFFICANTI di SCHIAVI NEGRI
    Jew Watch - Jewish Atrocities - Slave Trade - Jewish Slave Ship Owners
    Jew Watch - Jewish Atrocities - Slave Trade
    Jews and Slave Trade - Radio Islam, Zionism, Peace, Iraq, Judaism, Palestine, Morocco, Maroc, Ahmed Rami
    http://www.blacksandjews.com/books.html




    David duke in italiano - Page 5 - Stormfront
    David Duke ha fatto un’ottima analisi su una questione storica di grande importanza e di notevole complessità come quella della schiavitù e della tratta degli schiavi, basandosi su testi di prima mano scritti da autori essi stessi di origine ebraica e quindi non certo accusabili di nutrire pregiudizi antiebraici!
    Su tale argomento a suo tempo, già parecchi decenni fa, aveva fornito una valida documentazione Werner Sombart in “Gli Ebrei e la vita economica” (3 volumi, traduzione italiana delle “Edizioni di Ar” di Freda); proprio leggendo tale libro (che mi è stato regalato da un caro amico diversi anni fa) scoprii per la prima volta tale verità nascosta.
    Gianantonio Valli ha a sua volta scritto alcuni anni fa un interessantissimo articolo sulla rivista “L’Uomo Libero” – “Il volto nascosto della schiavitù” - che parla proprio del monopolio ebraico della tratta degli schiavi.
    Ne avevo già parlato io in un mio vecchio 3d di giovani.it, nella sezione di storia, sull'America Sudista.
    Per ulteriori dettagli v. sopra e qui:

    YouTube - Il canale di drdduke


    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 14-11-10 a 19:20
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  8. #8
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    Alcune foto di grandi Portoghesi bianchi del passato...


    fiatenavirgem: Abril 2007

    Luís Vaz de Camões
    Luís de Camões - Wikipedia

    Vasco da Gama
    Picture of Vasco da Gama

    Ferdinando Magellano
    FERDINANDO MAGELLANO BIOGRAFIA

    Antonio De Oliveira Salazar
    Dittatori e dittature - Foto di Antonio de Oliveira Salazar
    “Guai ai popoli che non sopportano la superiorità dei loro grandi uomini! Più sventurati ancora quelli la cui politica non è ordinata in modo da permettere agli uomini di raro valore di servire la loro nazione! […]”. (Salazar).
    Salazar filosofo e uomo di governo
    Uno dei pericoli che minacciavano l’Europa e la civiltà del mondo intero era, per il Nostro, il comunismo sovietico (...) L’altro pericolo era la rinunzia alle Colonie in Africa, che - secondo Salazar - era la continuazione dell’Europa. Mentre l’Urss e gli Usa premevano per la decolonizzazione, non per motivi umanitari, i quali erano solo sbandierati pubblicamente ed esteriormente, ma realmente e in segreto per abbattere quel che restava della potenza europea, la quale non sarebbe stata più competitiva con i due blocchi (americano e russo) senza le Colonie in Africa e in India. Purtroppo la Francia, l’Inghilterra, il Belgio rinunciarono, ubriacate dal democraticismo americanista, alle loro Colonie e ciò decretò il declino economico, politico e militare del “Vecchio (ma saggio) Continente”. Anche se il comunismo non riuscirà ad impiantarsi in Africa, avrà vinto, perché vi avrà portato il disordine."



    Riguardo alla questione razziale non si tratta proprio di denigrare nessuno nè tantomeno di istigare all'odio, si tratta di dire le cose come stanno e di rendersi conto di come il sottosviluppo socio-economico e culturale-civile di certe razze (negri, australoidi, indios) sia dovuto semplicemente alla loro minore intelligenza media, per cui la mescolanza con esse produce una popolazione mista di qualità intellettuale inferiore (come in larga parte di Nord Africa, Medio Oriente, Sud America), oltre che di bellezza estetica minore, rispetto a quella pura originaria (bianca o gialla mongolica, le due razze più elevate); questa è una realtà di cui occorre tenere conto.

    Riguardo al Brasile portoghese e al Sud America in generale dell’età moderna, si sa che in origine i conquistatori bianchi imposero un sistema politico di stratificazione sociale su base razziale (lo stesso termine casta è portoghese) e che soprattutto i nobili – fieri del proprio retaggio gotico - mantenevano la purezza del sangue.
    Però la grande maggioranza di quei bianchi finì per mescolarsi con le masse locali enormemente superiori a livello numerico, soprattutto agli inizi delle scoperte quando non c’erano anche donne bianche portoghesi e spagnole ad emigrare con loro.

    I Portoghesi e gli Spagnoli che conquistarono il Sud America erano una piccola minoranza a fortissima e quasi esclusiva presenza maschile, per cui si mescolarono con le donne amerinde ed in parte con le donne negre discendenti degli schiavi importati dall’Africa centrale dando vita a paesi in larga parte composti da meticci e/o da mulatti come il Messico, il Paraguay, certe zone del Cile, il nord del Brasile, Cuba, la Colombia, ecc.: ecco spiegato perché questi paesi sudamericani sono in generale poveri, miserabili, degradati culturalmente e civilmente, appunto perché frutto della mescolanza e dell’imbastardimento della razza bianca aristocratica.
    Invece gli anglo-germani (Inglesi, Fiamminghi, Tedeschi del Nord, Scandinavi) delle colonie atlantiche hanno creato un paese ad alto livello civile, culturale, militare, tecnologico e industriale proprio perché emigrarono con le loro famiglie e quindi i matrimoni misti avvennero in scala assai ridotta: la superiorità dei Nord Americani sui Sud Americani era ed è dovuta a questa differenza.
    Prendiamo il Paraguay, stato meticcio ed amerindio in maggioranza: emblematicamente alti tassi di mortalità e di natalità, povero sotto tutti i punti di vista...La società paraguayana ha l’85% circa della popolazione composta da meticci di origine spagnola e amerindia (soprattutto guaranì); i bianchi puri sono meno del 10% della popolazione.
    Altra particolarità del Paraguay è rappresentata dalla sopravvivenza della cultura indigena, che, diversamente da molte altre aree dell’America latina, è riuscita a convivere con quella iberica. Ciò è dimostrato dal fatto che ben il 94% della popolazione parla il guaranì. Tale lingua risulta dunque essere molta diffusa non solo tra gli amerindi ma anche tra i meticci ed i bianchi (caso forse unico in tutta l’area latinoamericana, dove i meticci solitamente utilizzano le lingue europee); segue lo spagnolo, idioma conosciuto e utilizzato dal 75% della popolazione.
    Eppure Francisco Solano López, un grande comandante paraguayano, era un tipo bianco in prevalenza nordico…Anche nei paesi a stragrande maggioranza amerinda o meticcia quindi gli uomini creativi erano e sono quasi sempre di razza bianca…
    Poi vediamo il Cile, stato in maggioranza formato da colonizzatori europei, basso livello di fertilità e mortalità, una delle migliori economie latino-americane, una riforma delle pensioni assai valida, per non parlare della cultura cinematografica e delle tradizioni letterarie (pure il grande scrittore ed esoterista Miguel Serrano stesso era cileno); idem per Uruguay e Argentina dove il vasto numero di colonizzatori spagnoli, italiani, e in misura minore tedeschi e francesi, unito allo scarso numero di amerindi locali ha evitato entro certi limiti il meticciamento: infatti si tratta di 2 paesi fra i più svilippati del Sud America.
    In Cile, Uruguay e Argentina i bianchi sono circa la metà della popolazione – di solito si tende a considerarli di più, ma probabilmente è inesatto - gli altri sono meticci più o meno chiari. Nel Sud del Brasile i bianchi puri saranno il 70-80% della popolazione di quelle zone ed infatti i brasiliani del sud di origine tedesca, italiana, croata, polacca, svedese, ecc. hanno creato una società sana e prospera simile ai loro paesi d’origine.
    Al contrario in Messico, dove i pochi Spagnoli per forza di cose si sono dovuti mischiare alle donne locali, si è visto la nascita di una paese meticcio, superstizioso, sottosviluppato e perennemente alla ricerca di un futuro migliore (cioè migrazioni di massa in California e Texas...). Il Messico ha solo il 9-10% circa di bianchi più o meno puri, giunti successivamente, al massimo…
    Perfino i tizi antirazzisti ed egualitaristi del “social forum” del resto organizzarono i loro convegni "contro la mondializzazione e il razzismo" a Porto Alegre, città dell'estremo sud brasileiro, dove la stragrande maggioranza è formata da europei , perchè queste manifestazioni le puoi fare solo nelle tranquille e ricche città amministrate dai bianchi, non sono mica andati a farle nel nordest di Recife o Fortaleza piene di meticci, mulatti e negri, città poverissime e dal tasso di violenza eccezionale...
    Insomma il Sud America che funziona è quello dove esiste ancora almeno una buona percentuale di bianchi puri: Sud del Brasile, parti di Cile, Uruguay, Argentina, ecc.
    La storia razziale del Sud America è un monito alla pari della storia razziale del Portogallo per noi bianchi europei di oggi…


    Sono comunque d'accordo sul fatto che il colonialismo europeo sia stato controproducente e sicuramente criticabile per certi versi; inoltre i popoli europei messi peggio da un punto di vista razziale (avendo subito una parziale mescolanza ed una successiva immigrazione da parte degli ex-colonizzati) sono proprio quelli che avevano un grande Impero coloniale, come Inghilterra, Francia, Olanda ed il Portogallo stesso.
    Però l'Impero britannico in realtà non era integrazionista nè assimilazionista nè esageratamente oppressivo, lasciava pure margini di autonomia locale ai colonizzati di cui rispettava la cultura e quindi per certi versi da stimare.
    Casomai da deprecare è l’atteggiamento dell’imperialismo britannico contro gli Irlandesi ed i non-inglesi in Europa che sono stati perseguitati per secoli e la vile guerra contro i Boeri in Sudafrica, dato che in queste circostanze gli Inglesi hanno trattato altri bianchi assai peggio di come trattavano i loro sudditi coloniali extraeuropei.
    Comunque, di certo, il Portogallo è stata la prima grande nazione colonialista europea, quella più integrazionista ed assimilazionista nel corso dei secoli – ancor più della Francia che ha avuto tale svolta funesta solo con il giacobinismo, v. Haiti ed i francesi massacrati in 40mila su istigazione dei giacobini di Francia - ed oggi purtroppo ne paga le conseguenze.
    Sono poi d’accordo sullo sviluppo razziale separato – che avrebbe forse evitato all’Europa anche l’odierna invasione allogena - da preferire al suprematismo coloniale, meglio il differenzialismo!


    P.S. Vi invito a restare in tema ed evitare commenti banali, fate interventi seri ed argomentati per favore...L'argomento di questo mio nuovo 3d è essenziale e merita approfondimenti ulteriori...Grazie.


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    Ultima modifica di Holux; 14-11-10 a 18:53
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