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  1. #9
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    Quote Originariamente inviata da giubizza Visualizza il messaggio
    Non mi risulta che la chiesa c'entri molto in trattati tipo la Convenzione di Ginevra e altri a seguire.
    Il vero intellettuale odia la chiesa cattolica ma si dedica a culti esoterici, pagani, mistici e primitivi, mescolando tutte le fedi religiose più disparate, purché non siano d'ispirazione cristiana - anche se Cristo a volte e solo per le occasioni speciali, viene messo nel gran calderone della sua religiosità assieme a Buddha, al Grande Spirito, a Pacha Mama, a Siddartha e alle vacche indù vero Giubizza?
    Detta piu' terra terra tu sei terra terra!

  2. #10
    Senior L'avatar di tomhash
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    IO non giudico
    dico solo che dovreste distanziarvi dagli errori del passato invece di giustificarlo a tutti i costi


  3. #11
    Senior L'avatar di iutes
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    Quote Originariamente inviata da tomhash Visualizza il messaggio
    IO non giudico
    dico solo che dovreste distanziarvi dagli errori del passato invece di giustificarlo a tutti i costi
    Oh ma infatti me ne guardo dal difendere gli errori.....ci tenevo solo a ridimensionare la cosa basandoci sui fatti piuttosto che sull'odio per la Chiesa.
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  4. #12
    semi god
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    Però certe cose non sono proprio vere,per esempio è sbagliato dire che i veneti sabotavano le crociate per via dei loro interessi, per esempio la quarta crociata fu possibile solo ed esclusivamente grazie ai veneti.Alla vigliglia della partenza gli eserciti crociati erano pronti all'invasione della terrasanta ma non disponevano di soldi sufficenti per poter pagare tutte queste soldataglie ne tantomeno per potersi pagare una flotta che li portasse fino a gerusalemme.
    Tentare l'invasione via terra era impossibile,perchè ci sarebbe voluto troppo tempo e appunto per la mancanza di denaro i committenti della spedizione non potevano assicurare le paghe costantemente per i crociati nell'arco di un viaggio così lungo.
    A loro volta i veneti,giustamente, non volevano offrire un servizio trasporto gratis ai cristiani così' si accordarono sul prezzo del viaggio per le armate,alla fine i veneti avevano onorato gli accordi presi con i comnadanti crociati (pagamento in soldi più il 50% delle conquiste dei vari bottini di guerra che avrebbero fatto in terra santa),e avevano già preparato le navi sia da trasporto che da guerra più i rifornimenti necessari per il viaggio,mentre i crociati invece non avevano i soldi che avevano pattuito in precedenza.
    Gli eserciti crociati erano accampati nel lido di venezia in attesa di imbarcarsi sulla flotta veneta,ma quando il Doge si rese conto che i soldi non c'erano,preparò l'esercito veneziano per cacciarli,giustificando questa azione bollando i crociati accampati come "appestati" il che dava ai veneti il permesso di cacciarli dalle città della Repubblica veneta anche con l'uso della forza,a questo aggiungici il fatto che i veneti erano incazzatissimi coi crociati visto che anche loro per preparare una simile flotta con tutto quello che ne consegue avevano fatto investimenti e sostenuto dei costi che si risolvevano nel nulla di fatto se non in uno spreco di soldi e materiali.
    Visto che la situazione per i crociati si faceva tesa il Duca del monferrato che era il comnadante generale della spedizione prese altri accordi coi veneti,i nuovi accordi prevedevano che sarebbe stato il Doge a comandare l'operazione (in questo modo in poche parole i veneti avrebbero potuto usufruire dele truppe crociate per conquistare altre città lungo le coste balcaniche a loro scelta,e si sarebbero fatti pagare direttamente con le nuove città conquistate,il Doge accettò il compromesso allettato dall'idea di conquistare nuovi porti usando i crociati)
    Così i crociati poterono partire alla volta di gerusalemme facendo diversi dirottamenti lungo il viaggio,prima si fermarono a Trieste e da li conquistarono Muggia facendola diventare una città della Repubblica.
    Poi durante il viaggio i veneti ordinarono ai crociati di conquistare zara se volevano paregiare i conti,così l'esercito crociato conquistò Zara che allora era possedimento ungherse,e si accamparono li per passare l'inverno.
    Il Papa venne a sapere dell'assedio di zara e ritirò la crociata e scomunicò i comandanti,questi dissero al papa che non potevano farci nulla perchè erano i veneti a costringerli,così il papa ritirò la scomunica ordinò che la crociata proseguisse e scomunicò solo i veneti. I veneti alla notizia che erano stati scomunicati non fecero una piega perchè il Doge in quel periodo era molto amico dell'Imperatore d'Austria (L'imperatore stesso era scomunicato come il doge) quindi non temevano ripercussioni da parte dei cattolici dato che godevano della protezione dell'Impero.
    mentre i crociati e i veneti occupavano la città arrivò una delegazione dall'impero bizantino di un principe detronizzato,con una nuova proposta per i veneti,ovvero di usare i crociati ai loro ordini per conquistare costantinopoli, in cambio i bizantini avrebbero concesso favori commerciali a venezia e saldato il conto che i crociati non avevano pagato, più la fusione tra la chiesa ortodossa bizantina e quella cattolica.
    Il Doge informò il papa di questo contratto,così sperandi di unire la chiesa ortodossa a quella cattolica diede ordine di conquistare costantinopoli e come premio per i veneti per aver ottenuto un cotratto così vantaggioso ritirò la scomunica.
    veneti e crociati così arrivarono a Costanitnopoli,dopo diversi assedi,perdite e riconquiste della città riuscirono a ottenerne il controllo e a saccheggiarla COMPLETAMENTE di ogni cosa.
    Durante questo periodo di assedi il principe che aveva fatto la proposta ai veneti venne ucciso così una volta presa costantinopoli veneti e crociati dovevano decidere chi avrebbe tenuto la città e decisero di mettere la cosa ai voti. Crociati e veneti si spartirono tutte le ricchezze di costantinopoli

    (hai presente la Basilica di San marco che ha 4 cavalli di bronzo? ecco quelle sono delle copie di veri cavalli di bronzo che i veneti portarono a venezia come bottino di guerra da Costantinopoli)

    Dopo essersi spartiti il Bottino proposero al doge il titolo di Imperatore di costantinopoli,ma il Doge rifiutò la proposta e venne eletto un altro nobile.
    Però Venezia come termine del pagamento pattuito si fece dare quasi tutta la grecia,più la Morea e l'Achea, più gallipoli e i porti della Tracia,più quasi tutta la città di Costantinopoli,infatti più della metà della città era possedimento della Repubblica.

    A questo punto i veneti si considerarono ripagati per la loro flotta e il debito coi crociati saldato,e questi ora potevano benissimo andare a gerusalemme che è vicina a Costantinopoli per farsi la loro crociata,ma i comnadanti crociati decisero che erano già sazi del bottino di costantinopoli e tornarono a casa,anche se è vero che una parte di crociati andò comunque coerentemente verso gerusalemme.

    Quindi non è giusto dire che i crociati erano sempre e solo pellegrini armati,ma sarebbe più giusto dire che tra le masse enormi di soldataglie che partivano alla volta di gerusalemme erano presenti ANCHE pellegrini armati.
    Come non è giusto demonizzare venezia scrivendo che i veneti sabotavano le crociate quando in realtà questi volevano solo giustamente essere pagati se gli si richiedeva un servizio di trasporto soprattutto se questi onoravano i patti presi mentre i crociati no,più che venti sabotatori di crociate io direi che spesso erano i crociati ad essere dei furboni.
    Daltra parte non si possono vedere le crociate come dei saccheggi fini a se stessi di matrice cattolica,perchè effettivamente in mezzo ai crociati c'era davvero gente che ci credeva in questa cosa della liberazione del sacro sepolcro,infatti molti crociati prima e dopo l'assedio di costantinopoli partirono alla volta di gerusalemme,alcuni perchè erano convinti a liberare il sepolcro,e altri perchè oltre a essere convinti della liberazione del sepolcro si rifiutarono di attaccare per l'ennesima volta una città cristiana.
    Penso che non si possa guardare le crociate parlando per semplici assoluti del tipo i crociati erano buoni o i crociati erano cattivi punto e basta.
    I fatti delle crociate sono in relatà molto più complessi dato che ci si trova di fronte per l'ennesima volta a operazioni militari interamente in mano ai politici del tempo.
    Attente fanciulle a continuare a dire che gli uomini pensano solo a una cosa perchè a forza di dirlo poi potreste anche convincerli.

  5. #13
    Nuovo Membro L'avatar di flaviobelisario
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    Quote Originariamente inviata da signorfantasmaa Visualizza il messaggio
    Quindi non è giusto dire che i crociati erano sempre e solo pellegrini armati,ma sarebbe più giusto dire che tra le masse enormi di soldataglie che partivano alla volta di gerusalemme erano presenti ANCHE pellegrini armati.

    Qualcuno ha letto il libro del prof. Santosuosso? Per lui, la guerra nel medioevo veniva combattuta per Dio, per il profitto personale e per l'onore (anche se poi Santosuosso denigra il mio amato Giustiniano ): si può pensare lo stesso delle crociate. Indubbiamente, c'erano quelli che combattevano solo per la Fede, altri solo per il guadagno, ed altri ancora solo per voglia di saccheggio e strage. è lodevole mettere in discussione teorie e pregiudizi assodati (ad esempio le varie esagerazioni sull' inquisizione messe in luce da Cardini) ma ciò che rimprovero agli apologeti (stile Rino Cammilleri) è la scala di valori "a due velocità": da una parte si propugnano ideali universali ed eterni come il rispetto della vita umana, ma dall' altro, per "scusare" certi eccessi si dice che questi valori in passato erano relativi. Meglio è l'analisi del Le Goff de "La civiltà dell' occidente medievale" che mette in luce le varie tendenze della Chiesa medievale: tendenza alla pace ma anche ripiegamento su sé stessa, progresso e "cristianesimo della paura" basato sulla paura dell' inferno(per riprendere la mia frase di prima, anche le teorie di Le Goff sono contestate da Baschet ).
    Nulla esiste di infelice, se non quando viene pensato come tale, mentre ogni condizione è felice quando sia accettata con sereno equilibrio
    (Severino Boezio, La consolazione della filosofia)


    Cesare fui e son Iustinïano,
    che, per voler del primo amor ch’i’ sento,
    d’entro le leggi trassi il troppo e il vano.
    [....]
    E al mio Belisar commendai l'armi,
    cui la destra del ciel fu sì congiunta,
    che segno fu ch'i' dovesse posarmi
    (Paradiso, VI 25-27)

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