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Molte popolazioni invece selezionano la bellezza femminile in base alle caratteristiche dei genitali con riguardo alle dimensioni, alla forma e alla consistenza del monte di Venere e al clitoride che deve essere “affilato”. Molto apprezzato il pube piatto. Gli abitanti dell’isola di Pasqua preferiscono invece un clitoride di grandi dimensioni.
Molte tribù come quelle dei Dahomean, Trukese, Kusaian, abitanti delle isole Marchesi, Ponapean e Thonga ammirano invece le labbra minori vaginali allungate.
Nelle donne della tribù degli Ottentotti questa caratteristica prende il nome di “grembiule dell’Ottentotto”. Le ragazze Kgatla, una volta raggiunta la pubertà, cercano di allungarle in tutti i modi anche ricorrendo alla magia: uccidono un pipistrello, ne tagliano le ali e le bruciano. Poi mescolano le ceneri con del grasso, si praticano delle incisioni intorno alle labbra vaginali e ne spalmano l’unguento sperando che diventino così “grandi come le ali del pipistrello”.
Per quanto riguarda l’uomo sembra che il criterio maggiormente ricercato nella nostra società sia quello di avere contemporaneamente spalle larghe e fianchi stretti. Ma anche altre caratteristiche sono prese in considerazione dalle donne: la personalità, il coraggio, l’affidabilità lo status sociale e la ricchezza.
Molte popolazioni basano la bellezza maschile sulle dimensioni dei genitali. I Sirionò pensano che il pene debba essere il più grande possibile e gli Husa si autodefiniscono, in virtù della lunghezza e potenza dei loro genitali, “rompitori di vagine”.
Gli antichi greci invece idealizzavano il pene piccolo, considerando quello grosso una caratteristica degli omosessuali passivi.
Il Kama Sutra suggerisce dei metodi per far ingrossare il pene: va strofinato con dei peli di determinati insetti che vivono sugli alberi e poi sparso di unguento finchè non si verificherà un gonfiore. A quel punto l’uomo deve stare a letto per 10 giorni facendo pendere il pene da un buco.
Sempre in tema di dimensioni, non si può non citare una frase dell’Annangga Rangga(manuale erotico indù successivo al Kama Sutra): "L’uomo con il lingga (pene)lungo sarà poverissimo, quello col lingga grosso sarà fortunato, quello con il lingga corto sarà un rajà”. (Gregersen,1987















































