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Aborto.....Pro o COntro????

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  1. #577
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    decisamente PRO immaginate mi mettere al mondo una creatura che già si sa non avrà vita facile, basta guardare il mondo che ci circonda, se si ha la sicurezza di potergli dare e assicurare qualcosa allora direi di farlo nascere, ma interrompere qualcosa che non ha ancora una personalità, vita, memoria e altro.. non credo sia un crimine

  2. #578
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    Assolutamente Pro!!!
    La chiesa può anche andare a *****.

  3. #579
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    Quote Originariamente inviata da federico10aaaa Visualizza il messaggio
    bisogna eliminare le cause, eliminare le violenze sessuali, così non ci sarà nessuno che avrà quello che ritiene un mostro all'interno

    riguardo all'essere giovane, se il problema è che da giovane ci possono essere problemi per la ragazza, allora basta fare in modo che le persone stiano bene psicologicamente e che quindi non vadano a far entrare lo sperma dentro quando non devono

    se invece problemi per la ragazza non ce ne sono, è una cosa disumana, patologica, che una abortisca con la scusa di essere giovane

    ma cmq una non deve rimanere incinta da giovane perché penso che un po si sforma


    rimane quando i bambini non sono sani, per questo ci vuole la ricerca che capisca quando geni malati passano ai figli

    per adesso che i bambini così sono nati, in questo caso non lo sò, dipende da cosa ha provocato nei genitori avere un figlio così


    e certamente non si può abortire per motivi economici o perché non ti va di averlo

    queste cose proprio pazze che sento, che le dovrebbero prendere e portarle a farle curare

    a queste che le dicono
    ho rimesso quello che ho detto per far capire

    descrittore, quando si parla degli altri bisogna mettersi nei panni di tutti i soggetti interessati

    in questo caso c'è l'embrione, anche tu sei stato un embrione, e devi pensare che non sai se la tua nascita sarebbe stata interrotta quando saresti nato un'altra volta, se saresti nato, a parte che avresti non conosciuto le persone che hai conosciuto


    a quello che ha scritto dopo

    la chiesa non c'entra niente, io ne penso che dio non esista ne che esista, non si può sapere, ma l'aborto non c'entra niente, una semplice persona con la sua naturale compassione si mette nei panni degli altri e se non è una bella cosa la critica

    non è che perché uno è nato, quindi al sicuro, si può mettere a parlare della vita degli altri come se non fosse la stessa cosa che è successa a lui, essere un embrione

    o forse con chiesa intendevi che non t'interessa avere compassione per gli altri?!

    in quel caso sarebbe una cosa patologica, perché tutti nasciamo con una naturale compassione, che ci fa provare sofferenza, fastidio, nel senso che lo sentiamo ingiusto, per la sofferenza o l'uccisione degli altri
    Ultima modifica di federico10aaaa; 31-01-12 a 22:39

  4. #580
    Nuovo Membro L'avatar di zuccherofilato97
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    dipende dal caso, e dalla persona.

  5. #581
    semi god L'avatar di giubizza
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    Quote Originariamente inviata da federico10aaaa Visualizza il messaggio
    bisogna eliminare le cause, eliminare le violenze sessuali, così non ci sarà nessuno che avrà quello che ritiene un mostro all'interno
    Guarda che proprio le violenze sono l'ultima causa di gravidanza e di aborto.

    riguardo all'essere giovane, se il problema è che da giovane ci possono essere problemi per la ragazza, allora basta fare in modo che le persone stiano bene psicologicamente e che quindi non vadano a far entrare lo sperma dentro quando non devono

    se invece problemi per la ragazza non ce ne sono, è una cosa disumana, patologica, che una abortisca con la scusa di essere giovane
    Quoto, ma vallo a far capire agli abortisti...

    ma cmq una non deve rimanere incinta da giovane perché penso che un po si sforma
    Un motivo molto cogente!
    Ma comunque ci sono gli anticoncezionali.

    rimane quando i bambini non sono sani, per questo ci vuole la ricerca che capisca quando geni malati passano ai figli

    per adesso che i bambini così sono nati, in questo caso non lo sò, dipende da cosa ha provocato nei genitori avere un figlio così


    e certamente non si può abortire per motivi economici o perché non ti va di averlo

    queste cose proprio pazze che sento, che le dovrebbero prendere e portarle a farle curare

    a queste che le dicono
    Non condivido la forma ma sono d'accordo con la sostanza di quanto dici.

    Quote Originariamente inviata da descrittore666 Visualizza il messaggio
    decisamente PRO immaginate mi mettere al mondo una creatura che già si sa non avrà vita facile, basta guardare il mondo che ci circonda, se si ha la sicurezza di potergli dare e assicurare qualcosa allora direi di farlo nascere, ma interrompere qualcosa che non ha ancora una personalità, vita, memoria e altro.. non credo sia un crimine
    Quote Originariamente inviata da sexonthebeachs Visualizza il messaggio
    Assolutamente Pro!!!
    La chiesa può anche andare a *****.
    Ciao Glinwong85 alias Miryam984 alias Sm0ker o Santagattina, ancora a rosicare in questo topic creando fake abortisti idioti che esprimono la tua personalità?

    Quote Originariamente inviata da zuccherofilato97 Visualizza il messaggio
    dipende dal caso, e dalla persona.
    Ecco a cosa porta l'ideologia abortista: "Uccidere i neonati? Si può". Proposta choc dei bioeticisti - Affaritaliani.it

    "Uccidere i neonati? Si può". Proposta choc dei bioeticisti
    Martedì, 28 febbraio 2012 - 18:14:00

    Nei paesi dove e' permesso l'aborto, perche' non consentire anche l'infanticidio? I neonati, come i feti, non hanno infatti "lo status morale di una reale persona umana". E' la posizione choc espressa da due bioeticisti italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, autori di un articolo dall'incredibile titolo "Aborto dopo la nascita, perche' il bambino dovrebbe vivere?" pubblicato sul Journal of Medical Ethics, rivista "gemella" di una delle piu' prestigiose riviste scientifiche del mondo, il British Medical Journal. I due bioeticisti, che lavorano all'Universita' di Melbourne in Australia, affrontano il tema seriamente: sia il feto che il neonato, sostengono, sono solo persone potenziali, senza alcun interesse. Pertanto gli interessi delle persone coinvolte con loro sono di primaria importanza fino a qualche tempo indefinito dopo la nascita. Per questo e' lecito l'"aborto post-nascita", come viene chiamato dagli studiosi. "Noi affermiamo - scrivono chiaro e tondo i due autori - che l'uccisione di un neonato potrebbe essere eticamente ammissibile in tutte le circostanze in cui lo e' l'aborto. Tali circostanze includono i casi in cui il neonato ha il potenziale per avere una vita (almeno) accettabile, ma il benessere della famiglia e' a rischio".

    E, ancora piu' chiaro: "Se i criteri come i costi (sociali, psicologici, economici) per i potenziali genitori sono buone ragioni per avere un aborto anche quando il feto e' sano, se lo status morale del neonato e' la stessa di quella del bambino e se non ha alcun valore morale il fatto di essere una persona potenziale, le stesse ragioni che giustificano l'aborto dovrebbero anche giustificare l'uccisione della persona potenziale quando e' allo stadio di un neonato". Quanto tempo dopo la nascita e' "eticamente lecito" uccidere i bambini? Giubilini e Minerva lasciano questa domanda a neurologi e psicologi, ma secondo loro "ci vogliono almeno un paio di settimane perche' il bambino diventi auto-cosciente. A quel punto da persona potenziale diventa una persona, e l'infanticidio non e' piu' consentito".

    Inevitabili le reazioni: sull'Avvenire di oggi e' apparso il commento del neurologo Gian Luigi Gigli, che riportando alcuni passi dell'intervento scrive: "Sembra il trailer di un film dell'orrore. Invece si tratta del riassunto fedele di un articolo apparso on line pochi giorni fa sul Journal of Medical Ethics, la prestigiosa rivista della stessa editrice del British Medical Journal. Si va ben al di la' dello stesso ignominioso Protocollo di Groningen, in base al quale dal 2002 in Olanda e' permesso porre fine attivamente alla vita dei neonati con prognosi infausta". Nell'articolo si afferma infatti la liceita' morale anche dell'infanticidio per motivi economici, psicologici o sociali (auspicandone domani la liceita' giuridica)". Sconvolge, secondo Gigli, anche il fatto che "i due autori, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, siano entrambi italiani". "Forse e' il caso che qualcuno, anche tra chi non crede in Dio, incominci a dire basta alle invasioni barbariche, per non trovarci tutti a vivere nel crepuscolo disumano della civilta' occidentale".
    Ultima modifica di giubizza; 04-03-12 a 12:18
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    Non c'è peggiore ideologia di quella che non si riconosce come tale.
    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
    E la peggiore di tutte è quella che si assurge a "scienza".



  6. #582
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    Ti sbagli non è il corpo della donna in gioco, almeno non solo

    soprattutto è in gioco una nuova vita.

    L'aborto è solo un assassinio legalizzato.

    Io lo renderei illegale e perseguibile come assassinio. Dato che lo è a tutti gli effetti, se lo fai al terzo mese stai uccidendo un bambino.

    Lo ammetterei solo se ci sono gravi malformazioni, che farebbero solo nascere una persona sofferente. In quel caso è una eutanasia prenatale. Infatti sono a favore dell'eutanasia consapevole....
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  7. #583
    semi god L'avatar di giubizza
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    Anche qui, come in altre sedi, vorrei esporre tre cosette.

    1) La scienza non può stabilire cosa è persona e cosa non lo è perché quello di persona è un concetto filosofico non scientifico. La scienza può solo stabilire zoologicamente chi è essere umano sulla base del referto genetico, organico e biologico;

    2) Proprio perché il concetto di persona non è un concetto reale la legge non deve tutelare le persone ma gli esseri umani, esseri fisici, concreti, biologici;

    3) Il termine "bioetica" è un ossimoro. La scienza non può essere etica perché altro non è che l'indagine del reale, indagine che va fatta senza scrupoli e senza pudori. Non sta agli scienziati dettare norme etiche. Si stramazza tanto contro una presunta ingerenza della chiesa e non si dice niente contro l'ingerenza della comunità scientifica nel campo etico? Strano. Eppure è proprio quest'ingerenza che è alla base di tanti pasticci odierni.

    Quote Originariamente inviata da federicacatapano Visualizza il messaggio
    Ti sbagli non è il corpo della donna in gioco, almeno non solo

    soprattutto è in gioco una nuova vita.

    L'aborto è solo un assassinio legalizzato.
    Condivido in pieno.

    Io lo renderei illegale e perseguibile come assassinio. Dato che lo è a tutti gli effetti, se lo fai al terzo mese stai uccidendo un bambino.
    Non e "come" un assassinio, è un assassinio. Renderlo illegale sarebbe un grande passo avanti per la civiltà.
    Ultima modifica di giubizza; 02-03-12 a 20:03
    Non c'è peggiore ideologia di quella che non si riconosce come tale.
    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
    E la peggiore di tutte è quella che si assurge a "scienza".



  8. #584
    semi god L'avatar di giubizza
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    L’infanticidio dovrebbe essere consentito come l’aborto. La durissima provocazione di due ricercatori

    Una provocazione durissima, fastidiosa, inaccettabile: l’infanticidio dovrebbe essere consentito per le stesse ragioni per cui è permesso l’aborto. L’hanno lanciata due ricercatori italiani che lavorano a Melbourne, in Australia, Francesca Minerva e Alberto Giubilini. È stata pubblicata dal Journal of Medical Ethics scatenando una serie di proteste, minacce agli autori e una difesa da parte del direttore della rivista.

    “L’aborto è largamente accettato per ragioni che non hanno nulla a che fare con la salute del feto. Dimostrando che, al pari del feto, il neonato non ha lo status morale di una reale persona umana, gli autori sostengono che l’aborto dopo la nascita (cioé l’infanticidio) dovrebbe essere permesso in tutti i casi in cui è permesso l’aborto, inclusi i casi in cui il neonato non è portatore di disabilità”, si legge nell’abstract che precede l’articolo.

    Il Journal of Medical Ethics è una rivista pubblicata dalla stessa casa editrice del British Medical Journal: il suo direttore, Julian Savulescu, ha difeso la scelta di andare in stampa sostenendo che “lo scopo non è affermare la Verità o promuovere qualche legge morale. È di presentare opinioni ragionevoli basate su premesse diffusamente accettate”.

    Una valanga di polemiche, come era da immaginare, ha accolto la pubblicazione. “I due autori sono stati minacciati personalmente, il Journal ha ricevuto email di insulti, per lo piu’ anonime, per la decisione di pubblicare”, ha detto Savulescu.

    Le reazioni in Italia e nel mondo
    In Italia L’Avvenire ha parlato di ‘’sgomento” per le tesi di Minerva e Giubilini, per la verità non nuove: sono state sostenute in passato dai bioeticisti Peter Singer, Michael Tooley e John Harris. ”La teorizzazione dell’infanticidio in Italia fa ancora orrore (e meno male)”, scrive il quotidiano dei vescovi: ”A fare scalpore non dovrebbe essere solo il contenuto del saggio, ma anche il prestigio accademico di cui godono certe argomentazioni, e le carriere a cui si accompagnano”.

    Sul Journal of Medical Ethics Giubilini è’ affiliato al dipartimento di filosofia dell’Università di Milano e alla Monash University di Melbourne, mentre la Minerva fa capo al Centre for Applied Philosophy and Public Ethics dell’Università di Melbourne e il Centro Uehiro for Practical Ethics di Oxford. I due bioeticisti argomentano che ”l’essere umano non è di per sé ragione sufficiente per attribuire a qualcuno il diritto alla vita” e affermano che ‘’sia il feto che il neonato sono certamente esseri umani ma né l’uno né l’altro sono “persone” nel senso di “soggetto di un un diritto morale alla vita”.

    Minerva e Giubilini usano la difesa dell’infanticidio e la applicano a considerazioni legate all’interesse della madre e della famiglia. A questo proposito ricordano la normativa olandese dove il Protocollo Groningen del 2002 consente di porre fine alla vita di un neonato con prognosi senza speranze attraverso una decisione assunta dai medici e dai genitori: ”Gli interessi delle persone supera quello delle persone potenziali. Dal momento che le non persone non hanno diritto morale alla vita non c’è ragione per proibire gli aborti post-natali”.

    L’infanticidio dovrebbe essere consentito come l’aborto. La durissima provocazione di due ricercatori - Hitech e Scienza - Panorama.it
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    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
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