+ Rispondi
Pagina 1/7 1 2 3 ultimo
Visualizzazione dei risultati da 1 a 8 su 51
  1. #1
    Master
    Registrato dal
    Sep 2005
    Messaggi
    1,379

    Predefinito Antisemitismo a Sinistra, una necessaria riflessione

    Abbiamo appreso dai giornali e dalla tv che l'omicidio del giovane volontario dell'Arci, Angelo Frammartino, è accaduto "per errore", perché l'assassino palestinese aveva la ben diversa intenzione di "uccidere un ebreo".

    Abbiamo visto giungere da Sinistra messaggi di cordoglio, partecipazione al lutto anche a livello istituzionale e giusta solidarietà con i familiari e i compagni di Frammartino, definito troppo genericamente, a mio avviso, "vittima della guerra e del fanatismo".

    Per altro, nessuna voce abbiamo udito levarsi che condannasse tout court l'omicida, cioè anche per le sue intenzioni che erano niente meno che quelle di uccidere una persona qualunque purché risultasse colpevole, ai suoi occhi, di appartenere alla religione ebraica.

    La Sinistra, incredibilmente, non si è fatta alcuno scrupolo di coscienza nell'archiviare la vicenda come un semplice omicidio perpetrato per "errore di persona".
    Sembra quasi che se al posto di Frammartino fosse rimasto ucciso un ebreo non ci sarebbe stato di che indignarsi.


    ************************************************** **

    Sulle colonne di Liberazione, quotidiano comunista, leggo che la senatrice Lidia Menapace, di Rifondazione, con un certo compiacimento paragona gli hezbollah a una certa parte dei partigiani comunisti, più incline all'uso delle armi, che partecipò alla Resistenza contro Hitler.

    Questa è follia pura, dico io. O meglio, antisemitismo.
    Cosa ha in comune chi usa le armi con lo scopo dichiarato di distruggere uno Stato, con chi invece ha combattuto per la libertà e la democrazia?

    I partigiani comunisti non volevano cancellare la Germania dalla carta geografica, mi pare.
    Anche l'ala più intransigente di essi, i Secchia, i Longo, i Bentivegna, aderirono al CLN che aveva come unici scopi la liberazione dal nazifascismo e la creazione di uno Stato democratico.

    L'Hezbollah, per contro, è il "Partito di Dio" che vuole imporre la sharia e il suo credo shiita a tutti, compreso ai palestinesi, che sono sunniti.
    Ma soprattutto il fine ultimo dell'Hezbollah è non già la liberazione e l'indipendenza del popolo palestinese, ma la distruzione dello Stato d'Israele.

    Tra i partigiani comunisti, quale che fosse la loro fazione, e gli hezzbollah corre la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte.


    ************************************************** **

    Ho scelto di accostare queste due notizie perché mi sembrano una recente ed ennesima testimonianza di come purtroppo sia diffuso anche a Sinistra un preoccupante atteggiamento antisemita.
    Si tratta di un antisemitismo non tanto razziale, come quello che abitualmente e storicamente si respira a Destra, ma quanto piuttosto di marca filo-araba e tuttavia non per questo meno grave.

    Lo definisco "preoccupante" perché non credo che possa essere liquidato come il frutto dei soliti quattro fanatici, iscritti a nessun partito, che rovinano le feste del 25 aprile bruciando le bandiere israeliane o travestendosi da kamikaze.

    ************************************************** **

    Personalmente aderisco a quella che oggi si compiace di definirsi "Sinistra radicale".
    Il primo motivo di questa mia scelta è stato, come credo sia accaduto per tanti altri, l'ideale antifascista, propugnato come valore indelebile da questa parte politica, in maniera ferma e più intransigente, mi sembra, di quanto non accada nell'ambito della Sinistra riformista.

    Ma se così è, allora, un altro dato incontestabile è questo: che non si può essere contemporaneamente antifascisti e antisemiti e questo in nessun caso, neppure se Israele lanciasse la bomba atomica sull'Iran o facesse scomparire dalla faccia della terra le contese alture del Golan.

    Un comunista non può essere antisemita.
    E' ora che la Sinistra, in special modo quella radicale, dai vertici alla base, compia una seria riflessione su questo problema che io e so per certo tanti altri compagni, che sono amici degli ebrei, della cultura ebraica e del popolo d'Israele, viviamo con profondo disagio.

    Parta pure questa riflessione da un particolare che forse molti hanno dimenticato o addirittura ignorano, ossia che Karl Marx era ebreo.


    Shalom, compagni.
    Urinsonne, precedenti:

    1) 18.03.06-27.05.06: ban per proteste contro i moderatori;

    2) Infrazione per linguaggio inappropriato 30.10.06 (espiata il 09.11.06).

    Infrazioni per insulti ad altro utente:

    3) 02.09.06 (espiata il 12.09.06);

    4) 14.09.06 (espiata il 24.09.06);

    5) 02.10.06 (espiata il 12.10.06);

    6) 14.11.06 (espiata il 24.11.06);

    7) 14.12.06 (espiata il 24.12.06).

  2. #2
    semi god L'avatar di tambourine
    Registrato dal
    Dec 2005
    residenza
    Torino
    Messaggi
    17,078

    Predefinito Distinzione

    Quote Originariamente inviata da urinsonne Visualizza il messaggio
    Abbiamo appreso dai giornali e dalla tv che l'omicidio del giovane volontario dell'Arci, Angelo Frammartino, è accaduto "per errore", perché l'assassino palestinese aveva la ben diversa intenzione di "uccidere un ebreo".

    Abbiamo visto giungere da Sinistra messaggi di cordoglio, partecipazione al lutto anche a livello istituzionale e giusta solidarietà con i familiari e i compagni di Frammartino, definito troppo genericamente, a mio avviso, "vittima della guerra e del fanatismo".

    Per altro, nessuna voce abbiamo udito levarsi che condannasse tout court l'omicida, cioè anche per le sue intenzioni che erano niente meno che quelle di uccidere una persona qualunque purché risultasse colpevole, ai suoi occhi, di appartenere alla religione ebraica.

    La Sinistra, incredibilmente, non si è fatta alcuno scrupolo di coscienza nell'archiviare la vicenda come un semplice omicidio perpetrato per "errore di persona".
    Sembra quasi che se al posto di Frammartino fosse rimasto ucciso un ebreo non ci sarebbe stato di che indignarsi.


    ************************************************** **

    Sulle colonne di Liberazione, quotidiano comunista, leggo che la senatrice Lidia Menapace, di Rifondazione, con un certo compiacimento paragona gli hezbollah a una certa parte dei partigiani comunisti, più incline all'uso delle armi, che partecipò alla Resistenza contro Hitler.

    Questa è follia pura, dico io. O meglio, antisemitismo.
    Cosa ha in comune chi usa le armi con lo scopo dichiarato di distruggere uno Stato, con chi invece ha combattuto per la libertà e la democrazia?

    I partigiani comunisti non volevano cancellare la Germania dalla carta geografica, mi pare.
    Anche l'ala più intransigente di essi, i Secchia, i Longo, i Bentivegna, aderirono al CLN che aveva come unici scopi la liberazione dal nazifascismo e la creazione di uno Stato democratico.

    L'Hezbollah, per contro, è il "Partito di Dio" che vuole imporre la sharia e il suo credo shiita a tutti, compreso ai palestinesi, che sono sunniti.
    Ma soprattutto il fine ultimo dell'Hezbollah è non già la liberazione e l'indipendenza del popolo palestinese, ma la distruzione dello Stato d'Israele.

    Tra i partigiani comunisti, quale che fosse la loro fazione, e gli hezzbollah corre la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte.


    ************************************************** **

    Ho scelto di accostare queste due notizie perché mi sembrano una recente ed ennesima testimonianza di come purtroppo sia diffuso anche a Sinistra un preoccupante atteggiamento antisemita.
    Si tratta di un antisemitismo non tanto razziale, come quello che abitualmente e storicamente si respira a Destra, ma quanto piuttosto di marca filo-araba e tuttavia non per questo meno grave.

    Lo definisco "preoccupante" perché non credo che possa essere liquidato come il frutto dei soliti quattro fanatici, iscritti a nessun partito, che rovinano le feste del 25 aprile bruciando le bandiere israeliane o travestendosi da kamikaze.

    ************************************************** **

    Personalmente aderisco a quella che oggi si compiace di definirsi "Sinistra radicale".
    Il primo motivo di questa mia scelta è stato, come credo sia accaduto per tanti altri, l'ideale antifascista, propugnato come valore indelebile da questa parte politica, in maniera ferma e più intransigente, mi sembra, di quanto non accada nell'ambito della Sinistra riformista.

    Ma se così è, allora, un altro dato incontestabile è questo: che non si può essere contemporaneamente antifascisti e antisemiti e questo in nessun caso, neppure se Israele lanciasse la bomba atomica sull'Iran o facesse scomparire dalla faccia della terra le contese alture del Golan.

    Un comunista non può essere antisemita.
    E' ora che la Sinistra, in special modo quella radicale, dai vertici alla base, compia una seria riflessione su questo problema che io e so per certo tanti altri compagni, che sono amici degli ebrei, della cultura ebraica e del popolo d'Israele, viviamo con profondo disagio.

    Parta pure questa riflessione da un particolare che forse molti hanno dimenticato o addirittura ignorano, ossia che Karl Marx era ebreo.


    Shalom, compagni.
    Basta distinguere tra le critiche al sionismo e le critiche agli ebrei.
    C'è grande differenza, ma pochi la colgono.
    Grazie.
    Ultima modifica di tambourine; 23-08-06 a 21:25
    Torno?

  3. #3
    semi god
    Registrato dal
    Jan 2006
    Messaggi
    9,184

    Predefinito

    Il post di Urinsonne è decisamente profondo e totalmente condivisibile.
    La Sinistra radicale addossa l'intera colpa della questione mediorientale agli ebrei e troppo spesso ha elevato al rango di partigiani associazioni criminali che combattono per fini personali ovviamente non pacifici e non democratici.


    Quote Originariamente inviata da tambourine Visualizza il messaggio
    Basta distinguere tra le critiche al sionismo e le critiche agli ebrei.
    C'è grande differenza, ma pochi la colgono.
    Grazie.
    In definitiva, gli Ebrei possono anche sopravvivere (al contrario di quanto sosteneva Hitler in passato e sostiene Hezbollah nel presente), basta che rinuncino al loro essere popolo.
    Suona molto simile a chi non voleva ammazzare gli ebrei, ma si accontentava di rinchiuderli in un ghetto, privati dei diritti più elementari.
    "Perchè superare il limite quando puoi spostarlo?"

    "Il forum è un reality show ove ciascuno è sia spettatore sia protagonista"

    Le frange estremiste amano così tanto la libertà di espressione che non vogliono concederla agli altri.

  4. #4
    NannedduMeu
    Ospite

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da tambourine Visualizza il messaggio
    Basta distinguere tra le critiche al sionismo e le critiche agli ebrei.
    C'è grande differenza, ma pochi la colgono.
    Grazie.
    Il sionismo è un movimento politico nato alla fine del 1800.
    All’inizio esprimeva lo sforzo di alcuni ebrei di costituire una nazione ebraica sul suolo palestinese, ma questo concetto è cambiato nel corso degli anni.
    Oggi si riferisce a coloro che vogliono espandere i confini di ciò che è già stato costituito.
    Si riferisce a coloro che non ci pensano due volte a mettere i loro interessi davanti agli interessi di qualsiasi paese nel quale vivono.
    Si riferisce a coloro che sacrificherebbero chiunque, ebrei e gentili senza distinzione, per raggiungere i loro obiettivi.

    È un grave errore pensare che tutti gli ebrei appoggino il sionismo . Ad esempio scrittori come John Sack, Alfred Lilienthal, Benjamin Freedman, Israel Shamir, Israel Shahack, Norman Finkelstein, Henry Makow, Ralph Schoenman, Lenni Brenner, Victor Ostrovsky, Henry Meyer e Jack Bernstein erano antisionisti .

    e ce ne sarebbe da dire ancora...
    e ancora ...
    ed ancora ...
    Ultima modifica di NannedduMeu; 27-08-06 a 21:30

  5. #5
    NannedduMeu
    Ospite

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    La Sinistra radicale addossa l'intera colpa della questione mediorientale agli ebrei e troppo spesso ha elevato al rango di partigiani associazioni criminali che combattono per fini personali ovviamente non pacifici e non democratici.
    La "colpa" non è del Popolo Ebreo , ma del sionismo e delle lobby che ci girano intorno

    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    In definitiva, gli Ebrei possono anche sopravvivere (al contrario di quanto sosteneva Hitler in passato e sostiene Hezbollah nel presente), basta che rinuncino al loro essere popolo.
    Suona molto simile a chi non voleva ammazzare gli ebrei, ma si accontentava di rinchiuderli in un ghetto, privati dei diritti più elementari.
    Non mi sembra che diversi PRIMI MINISTRI ISRAELIANI abbiano avuto intenzione di far sopravvivere Palestinesi e Libanesi :



    David Ben Gurion
    "Simpatiche" citazioni sioniste...

    Golda Meir
    "Simpatiche" citazioni sioniste...

    Yitzhak Rabin
    "Simpatiche" citazioni sioniste...

    Menachem Begin
    "Simpatiche" citazioni sioniste...

    Yizhak Shamir
    "Simpatiche" citazioni sioniste...

    Benjamin Netanyahu
    "Simpatiche" citazioni sioniste...


    Senza dimentica tante altre "simpatiche" performance (e non mi riferisco a delle semplici parole ...)
    Ultima modifica di NannedduMeu; 27-08-06 a 08:17

  6. #6
    NannedduMeu
    Ospite

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da urinsonne Visualizza il messaggio
    Abbiamo appreso dai giornali e dalla tv che l'omicidio del giovane volontario dell'Arci, Angelo Frammartino, è accaduto "per errore", perché l'assassino palestinese aveva la ben diversa intenzione di "uccidere un ebreo".Abbiamo visto giungere da Sinistra messaggi di cordoglio, partecipazione al lutto anche a livello istituzionale e giusta solidarietà con i familiari e i compagni di Frammartino, definito troppo genericamente, a mio avviso, "vittima della guerra e del fanatismo".
    Per altro, nessuna voce abbiamo udito levarsi che condannasse tout court l'omicida, cioè anche per le sue intenzioni che erano niente meno che quelle di uccidere una persona qualunque purché risultasse colpevole, ai suoi occhi, di appartenere alla religione ebraica.
    La Sinistra, incredibilmente, non si è fatta alcuno scrupolo di coscienza nell'archiviare la vicenda come un semplice omicidio perpetrato per "errore di persona".
    Sembra quasi che se al posto di Frammartino fosse rimasto ucciso un ebreo non ci sarebbe stato di che indignarsi.
    "Il Giornale" ha accusato Hezbollah di "aver ucciso" 37 bambini
    (quando in realtà i missili "intelligenti" li ha tirati I$ra€l€...)

    Ognuno tira l'acqua al proprio mulino...


    Quote Originariamente inviata da urinsonne Visualizza il messaggio
    Sulle colonne di Liberazione, quotidiano comunista, leggo che la senatrice Lidia Menapace, di Rifondazione, con un certo compiacimento paragona gli hezbollah a una certa parte dei partigiani comunisti, più incline all'uso delle armi, che partecipò alla Resistenza contro Hitler.
    Questa è follia pura, dico io. O meglio, antisemitismo.
    Cosa ha in comune chi usa le armi con lo scopo dichiarato di distruggere uno Stato, con chi invece ha combattuto per la libertà e la democrazia?
    I partigiani comunisti non volevano cancellare la Germania dalla carta geografica, mi pare.
    Anche l'ala più intransigente di essi, i Secchia, i Longo, i Bentivegna, aderirono al CLN che aveva come unici scopi la liberazione dal nazifascismo e la creazione di uno Stato democratico.
    L'Hezbollah, per contro, è il "Partito di Dio" che vuole imporre la sharia e il suo credo shiita a tutti, compreso ai palestinesi, che sono sunniti.
    Ma soprattutto il fine ultimo dell'Hezbollah è non già la liberazione e l'indipendenza del popolo palestinese, ma la distruzione dello Stato d'Israele.
    Tra i partigiani comunisti, quale che fosse la loro fazione, e gli hezzbollah corre la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte.
    I$ra€l€ vuole la distruzione e deportazione di Libanesi e Palestinesi . (ed è innegabile)
    Quindi...


    Quote Originariamente inviata da urinsonne Visualizza il messaggio
    Ho scelto di accostare queste due notizie perché mi sembrano una recente ed ennesima testimonianza di come purtroppo sia diffuso anche a Sinistra un preoccupante atteggiamento antisemita.
    Si tratta di un antisemitismo non tanto razziale, come quello che abitualmente e storicamente si respira a Destra, ma quanto piuttosto di marca filo-araba e tuttavia non per questo meno grave.

    Lo definisco "preoccupante" perché non credo che possa essere liquidato come il frutto dei soliti quattro fanatici, iscritti a nessun partito, che rovinano le feste del 25 aprile bruciando le bandiere israeliane o travestendosi da kamikaze.
    Non è di marca filo-araba...
    E' che giusto "qualcuno" si è rotto dell'atteggiamento "delle due scarpe" di I$ra€l€ .
    Gli arabi centrano NULLA



    Quote Originariamente inviata da urinsonne Visualizza il messaggio
    Personalmente aderisco a quella che oggi si compiace di definirsi "Sinistra radicale".
    Il primo motivo di questa mia scelta è stato, come credo sia accaduto per tanti altri, l'ideale antifascista, propugnato come valore indelebile da questa parte politica, in maniera ferma e più intransigente, mi sembra, di quanto non accada nell'ambito della Sinistra riformista.

    Ma se così è, allora, un altro dato incontestabile è questo: che non si può essere contemporaneamente antifascisti e antisemiti e questo in nessun caso, neppure se Israele lanciasse la bomba atomica sull'Iran o facesse scomparire dalla faccia della terra le contese alture del Golan.
    Un comunista non può essere antisemita.
    E' ora che la Sinistra, in special modo quella radicale, dai vertici alla base, compia una seria riflessione su questo problema che io e so per certo tanti altri compagni, che sono amici degli ebrei, della cultura ebraica e del popolo d'Israele, viviamo con profondo disagio.

    Parta pure questa riflessione da un particolare che forse molti hanno dimenticato o addirittura ignorano, ossia che Karl Marx era ebreo.


    Shalom, compagni.

    I$ra€l€ ha ottenuto l'atomica in barba all'ONU e al trattato di non-proliferazione nucleare
    Nel '48 aveva dei confini... nell' '67 li ha allargati (a danno della Siria)
    Operazioni "attiriamoci le simpatie di tutti" ?
    (etc etc etc etc ...)

    Per tutto il resto ok...

    a sibiri mellusu , su tziu

    as-salam ‘alayk/kum

    (con tutto questo non faccio parte della sinistra radicale , ed ho una profonda stima per il Popolo Ebreo , Libanese , Palestine ed Arabo in generale)
    Ultima modifica di NannedduMeu; 27-08-06 a 07:39

  7. #7
    Icheb
    Ospite

    Predefinito

    Certe cose non le capisco proprio. Israele è uno stato, come può esserlo L'italia, l'India o il Nepal.
    Certe correnti politiche italiane criticano la condotta di quello stato.
    Vengono accusate di essere razziste verso una religione.
    Questa è pura follia.
    Sarebbe come se uno avanzando critiche alla condotta del governo italiano fosse anticattolico, se avanzasse critiche al governo indiano fosse anti-induista e se avanzasse critiche al governo nepalese fosse anti-buddista... Che idiozie sono?
    Certo, israele è la patria del popolo ebraico... ma questo non vuol dire che anche il popolo ebraico non siano persone che possono sbagliare e avere idee diverse anche tra loro...
    Allora cos'è, quegli israeliani che criticano Olmert sono ancora antisemiti? Quegli ebrei che danno in un qualche modo ragione ai palestinesi sono antisemiti?

  8. #8
    semi god L'avatar di tambourine
    Registrato dal
    Dec 2005
    residenza
    Torino
    Messaggi
    17,078

    Predefinito Risposta

    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio

    In definitiva, gli Ebrei possono anche sopravvivere (al contrario di quanto sosteneva Hitler in passato e sostiene Hezbollah nel presente), basta che rinuncino al loro essere popolo.
    Suona molto simile a chi non voleva ammazzare gli ebrei, ma si accontentava di rinchiuderli in un ghetto, privati dei diritti più elementari.
    Ti ha già risposto Nanneddu. Il sionismo non è la rivendicazione politica degli ebrei di avere uno Stato ma è un movimento politico estremista che mira ad un grande stato ebreo. Chiamalo come il nazionalismo ebraico.
    Grazie.
    Torno?

+ Rispondi
Pagina 1/7 1 2 3 ultimo

Tag per questa discussione

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi