24 marzo 1999: l'assalto finale alla Jugoslavia
Slobo vive - La sinistra italiana rantola
Fulvio Grimaldi
Fonte: fulviogrimaldi.blogspot.com
22 marzo 2010
Venerdì 24 marzo 1999 iniziavano i bombardamenti su Belgrado, l'assalto finale alla Jugoslavia, la distruzione del suo cuore pulsante serbo da parte del revanscismo nazifascista e dell'imperialismo Usa. Quello fu l'ultimo giorno che io trascorsi in RAI, al TG3. La nausea per il chiacchiericcio sull'"intervento umanitario" della nostra corrispondente amerikkkana e slavofoba in Kosovo, Giovanna Botteri, accolto dal plauso del direttore e di tutta la redazione, era diventata insopportabile. Presi una telecamera, andai a Belgrado, girai la Serbia del "dittatore" Milosevic, certo il più democratico dei governanti europei. Ne nacquero i miei documentari "Il popolo invisibile" e "Serbi da morire", unica informazione non "conforme", insieme a una puntata della trasmissione di Santoro dal Ponte Branco. Piovevano le bombe degli "umanitari" su case, scuole, ospedali, treni, ponti, monasteri, mentre in Kosovo, protetti dalla Nato e da Giovanna Botteri, le bande assassine dell'UCK fascista-albanese di Hashim Thaci (fidanzato di Madeleine Albright, oggi primo ministro del Narcostato) conducevano l'unica vera pulizia etnica mai vista in Jugoslavia, dopo le stragi nazifasciste 1940-1945 e fuori dalla Croazia del fascista Pavelic e dei suoi successori moderni benedetti dal papa, da Berlino e da Pannella in mimetica. Oggi la Serbia è in coma, gli altri finti statarelli usciti dall'assalto colonialista USA-UE, con il sostanzioso aiuto sul campo dell'agente Cia e addestratore terrorista Osama bin Laden, contano in Europa e nel mondo meno di un pelo della barba di Tito. Il Kosovo, riconosciuto appena da un terzo degli Stati del mondo, assolve alla funzione assegnatagli dagli occidentali: megabase Usa a controllo dell'Est europeo, del traffico di droga dall'Afghanistan occupato, di commercio di donne, bambini e organi.
Complimenti a D'Alema per aver collaborato alla fase propedeutica dell'annichilimento di Iraq, Afghanistan, Pakistan e, via via, dell'intero mondo collocato nel mirino della "guerra infinita". continua a leggere ...
















































