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  1. #1
    nihilist86
    Ospite

    Predefinito Stalinismo: continuità, tradimento o male assoluto?

    Fra gli intellettuali di ispirazione marxista post anni '60 si è diffusa l'idea che il periodo staliniano sia stato un tradimento/snaturamento della rivoluzione bolscevica (interpretazione dovuta alla pubblicazione da parte di Crushov di memorandum sui reati commessi dal Stalin e suoi fedeli), questa idea è passata senza grandi rielaborazione anche alla storeografia marxista, che divide nettamente la rivoluzione sovietica in due periodi: 1917-1924 la reggenza Lenin, in cui la rivoluzione sarebbe stata "vera" e avrebbe potuto trasformarsi in nell'agognato comunismo, e 1924-1953 reggenza Stalin, in cui la rivoluzione si è trasformata in una mera gestione burocratica dello stato e nel culto della personalità di Stalin.

    Tuttavia oggi questa impostazione semplicistica mostra parecchie crepe: oltre alle severe critiche della storeografia non marxista che vede in questa lettura un tentativo di apologia politica che ignora deliberatemente le prove storiche, perfino intellettuali marxisti come Antonio Negri ne demoliscono le basi sostenendo che l'identificazione fra stato e partito, l'eliminazione dell'opposizione in seno al partito stesso e la collettivizzazione totale erano già in nuce nella politica di Lenin, soprattutto in quella delineata nel X congresso, e che quindi Stalin avrebbe solamente continuato l'opera del predecessore.

    questa la cornice del dibattito: ora a voi compagni, ave

  2. #2
    Membro Anziano L'avatar di guerrillarepublik
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    lo stalinismo non esiste, esiste il marxismo leninismo e il trotzkismo. il compagno Stalin ha edificato il socialismo partendo dal nulla, completando i progetti di Lenin sull'elettrificazione del paese al 233%, per esempio. il trotzkismo è una assurda corrente idealista e utopista a partire dal ridicolo concetto di rivoluzione permanente
    «Noi non abbiamo riguardi; non ne attendiamo da voi. Quando verrà il nostro turno, non abbelliremo il terrore»
    Karl Marx, Sulla soppressione della Nuova Gazzetta Renana, Neue Rheinische Zeitung N°301, 18 maggio 1849

  3. #3
    semi god
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    Quote Originariamente inviata da guerrillarepublik Visualizza il messaggio
    lo stalinismo non esiste, esiste il marxismo leninismo e il trotzkismo. il compagno Stalin ha edificato il socialismo partendo dal nulla, completando i progetti di Lenin sull'elettrificazione del paese al 233%, per esempio. il trotzkismo è una assurda corrente idealista e utopista a partire dal ridicolo concetto di rivoluzione permanente

    Sarà pure partito dal nulla, ma poi ha continuato con diversi milioni di cadaveri.

    Uno come me, ossia una persona di sinistra, di famiglia comunista, nell'Italia del 2009, a Stalin lo stramaledice.

  4. #4
    Membro Anziano L'avatar di guerrillarepublik
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    Quote Originariamente inviata da GaalDornick Visualizza il messaggio
    Sarà pure partito dal nulla, ma poi ha continuato con diversi milioni di cadaveri.

    Uno come me, ossia una persona di sinistra, di famiglia comunista, nell'Italia del 2009, a Stalin lo stramaledice.
    i morti per esecuzioni politiche sono sugli 800.000, i morti per la fame[ovviamente non era colpa di Stalin] nei gulag stanno su 1,5 milioni o 2.
    tutto il resto è propaganda

    un compagno vero dovrebbe distinguere bugie inventate dalla borghesia e fatti reali e imprese del compagno Stalin

    ps. dire che il compagno Stalin abbia volutamente messo a morte milioni di uomini è impossibile perchè
    1. la carenza di forza lavoro in U.R.S.S. era tale che ogni uomo era prezioso
    2. i censimenti mostrano un aumento della popolazione
    «Noi non abbiamo riguardi; non ne attendiamo da voi. Quando verrà il nostro turno, non abbelliremo il terrore»
    Karl Marx, Sulla soppressione della Nuova Gazzetta Renana, Neue Rheinische Zeitung N°301, 18 maggio 1849

  5. #5
    semi god
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    Guarda che anche se ne avesse mandato a morte uno solo, perché era un oppositore, questo farebbe già di lui un qualcuno che avrei schifo a chiamare "compagno".

  6. #6
    Master L'avatar di compagnopirra
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    Il "Compagno" Stalin ha decimato i vecchi quadri rivoluzionari marxisti bolscevichi con processi truffa. Con la "Leva Lenin" burocratizzò il partito.
    Ha deformato la teoria marxista per 4 motivi principali:
    1) Ha respinto lka teoria della rivoluzione permanente che non veniva da Trotzky, ma da Marx. Facendo questo ha storpiato strumenti analitici per capire i processi rivoluzionari in atto nel mondo: la politica seguita dalla terza internazionale nei primi tentativi rivoluzionari in Cina ne fu un esempio.

    2) La politica dei blocchi popolari stalinista, per come fu attuata, limitò l'indipendenza del partito comunista e del proletariato come organizzazione autonoma (al contrario di quello che diceva Marx): questo impedì l'avvento della rivoluzione in Europa negli anni dopo la seconda guerra mondiale. Questo, probabilmente, per rispettare il famigerato patto di Yalta

    3) Ha storpiato, data la bassa capacità di analisi e il gretto empirismo, la teoria di accumulazione del capitale di Marx pensando che il capitalismo fosse arrivato alla sua ora x, escludendone la ripresa. Da questa teoria antimarxista, derivò la teoria dell'infinita "radicalizzazione delle masse": un mostro teorico

    4)Sviluppò la teoria del socialismo in un paese solo.

    5) La teoria delle forbici che Trotzky formulò non fu ascoltata da Stalin: quest'ultimo continuò a non capire l'importanza dell'industria pesante e l'incentivo per i piccoli proprietari verso i kolkoz finchè non fu troppo tardi. Per la sua tarda comprensione Stalin dovette fare una svolta estrema quanto improvvisa nella collettivizzazione delle terre (giusta, ma non nella modalità che portò avanti Stalin!) portando a una carestia vastissima (i Kulaki, sostenuti fino ad un giorno prima da Stalin, sapendo della brusca svolta, macellarono o vendettero tutto il loro bestiame i il loro raccolto). I milioni di morti fuorono causati da Stalin non tanto per la sua cattiveria, quanto per la sua cecità politica...il che non cambia il risultato per nulla.

    Stalin ha passato la sua vita a storpiare l'anima rivoluzionaria del marxismo piegando la scenza di Marx agli interessi dell'asristocrazia operaia della burocrazia statale russa. Facendo ciò, ha screditato i marxisti nel mondo, ha aperto la via del ritorno al capitalismo in Russia, non completando la rivoluzione socialista ed ha spuntato le armi teoriche dei movimenti comunisti fino alla caduta del muro di berlino (caduta dello stalinismo, non del comunismo!)
    Ultima modifica di compagnopirra; 11-04-09 a 16:37
    "D'un tratto la guerra ci rivela che procediamo ancora a quattro zampe e che non siamo ancora usciti dal grembo dell'era barbarica della nostra storia." Lev Trotsky
    "I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo." Marx

  7. #7
    Master L'avatar di fiewithin01
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    Lo stalinismo (detto marxismo-leninismo) s'è rivelato il modello vincente di socialismo. Ovviamente parlo del socialismo di stato, il famoso socialismo reale e non certo del socialismo democratico occidentale e riformista.

    Trotzsky auspicava un sistema meno burocratico di quello staliniano, sosteneva la rivoluzione permanente, l'internazionalismo ecc....

    Tutte belle idee e molto più libertarie di quelle di Stalin. Però Stalin ha guidato la Russia, l'ha modernizzata, l'ha resa forte ed ha vinto contro i tedeschi.

    Lungi da me sostenere il criminale Stalin! Ma sono innegabili le sua grandi capacità di statista, di stratega e di leader nazionale oltre che di capo dell'intero blocco comunista.

    Insomma: marxisti consiliaristi, bordighiani e trotzkisty hanno offerto interessanti contributi storici e di pensiero però,fino a prova contraria, non hanno mai governato un paese.

    Anche Mao Tse-Tung si ispirò all'URSS di Stalin, così come molti altri leaders comunisti hanno guardato all'esperienza staliniana come "l'unica possibile".

    Sono esistite vie al socialismo diverse ,e funzionanti, rispetto a quella stalinista? Pochissime in realtà! Un esempio è il social-comunismo jugoslavo di Tito. Il titoismo si contrapponeva, per ragioni strategiche, all'URSS ma ,ben presto, sviluppò un modello alternativo sia all'ortodossia marxista-leninista che a quella revisionista di Kruscev. Modello,quello titoista, basato su forme di socializzazione (reale, non come quella corporativa caratteristica del fascismo repubblichino), di democrazia partecipativa e maggiormente propenso al dialogo con l'occidente. Potrei, però, citare anche il modello nasseriano ma ,in fondo, questo ha dimostrato più affinità con la socialdemocrazia che non con il socialismo reale. Alcune delle caratteristiche "libertarie" del titoismo sono state,ai tempi, studiate con attenzione da tutti i comunisti distanti sia dall'ortodossia marxista-leninista che dal maoismo.

    In conclusione: nessuna lode nei confronti del criminale Stalin ma , fino a prova contraria, il grande e indiscusso leader del blocco sovietico è stato lui. Non certo Trotsky o Bucharin

  8. #8
    Master
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    Penso che lo stalinismo non sia il male assouluto per la stessa ragione per cui non lo penso del fascismo.
    Ho simpatia per i troskysti nella misura in cui disprezzo i gulag, gli omicidi politici e la deriva assolutista che Trotsky e i suoi seguaci contestavano.
    Non posseggo i mezzi intellettuali per apprezzare la bravura da statista di Stalin o il pensiero internazionalista di Trotsky. Ma diffido di certi statisti che decimano la popolazione.

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