Io credo ke molto spesso ci si debba mettere nei panni degli altri e non è x niente facile. Io stessa talvolta faccio molta fatica a farlo.
Tutto dipende sempre dalla sensibilità delle persone: ci sono persone meno sensibili che vedono esclusivamente il proprio punto di vista e persone invece che cercano di capire ciò che va al di là dell'apparenza.
Per quanto riguarda il fatto degli islamici ke fanno saltare le chiese, ecc. bisogna considerare che la questione è un po' diversa da quella che pare in quanto lì la religione non c'entra molto; è una rivolta strumentalizzata e quello delle vignette è prevalentemente un pretesto.
Per quanto riguarda i credenti che se la prendono con gli atei sicuramente sbagliano ma anke voi atei non potete certo dire di comportarvi sempre in maniera rispettosa nei confronti dei credenti.
Anke se è molto difficile, come ho detto, in situazioni del genere è importante vedere le cose dal punto di vista altrui.
Se mi metto nei panni di un ateo posso capire le sue ragioni ma ciò non significa che possa giustificare o accettare gli attacchi offensivi nei confronti miei di credente e nei confronti della mia religione.
Voi atei spesso siete i primi ad attaccare senza curarvi minimamente della sensibilità altrui, quindi prima di mettervi dalla parte delle vittime e dire ke agite di conseguenza provate a mettervi nei panni di un credente e a pensare quale potrebbe essere il modo più giusto per stabilire una convivenza. Cosa è più giusto e rispettoso a livello umano? Attaccare o provare a comprendere le ragioni di una xsona?
Parlare di questo a livello generale facendo di ogni erba un fascio è inutile: bisognerebbe pensare al singolo caso proprio xkè non tutti gli uomini sono uguali.
Con questo non me la sto prendendo con gli atei ma sto parlando di tutti coloro, atei e credenti, che considerano l'attacco al pensiero altrui come unico modo di avere ragione.





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