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    Predefinito Le contraddizioni dell'ateismo/2

    A WTURNER

    Wturner, il 23 dicembre di pomeriggio piazza su questo topic d’un suo ‘confratello’ o ‘discepolo’ urbisso (parlo di Santa Romana Chiesa) trasumanato in eziomargiotta810 un post che principia così: Mi scuso con tutti per la lunga assenza ma sono molto impegnato ecc. e forse ci vorrà molto altro tempo perchè io possa rispondere ecc. Verosimilmente, wturner è per lo più assente dalla discussione di queste ‘contraddizioni’ a parte interventi brevissimi di scadenza per solito mensile – il pastore sorveglia da lontano il gregge – che hanno poco/niente di spiritualistico. (Detto e ripetuto per inciso, tale aspetto della dimensione spirituale/non politica del sentimento religioso è l’unica cosa che m’interessa in questa Sezione del Forum – ne fanno testo ormai la mia decina di post.)

    Di seguito che scrive wturner? Si compiace con eziomargiotta810 a proposito di Bibbia, asserendo che il vero “inequivocabile” di quanto è scritto in questo libro ha lo stesso peso e/o valore delle intuizioni d’un detective che capisce per certo che il suo uomo è un assassino senza però averne le prove materiali (wturner pare ignorare il concetto di ‘indiziario’). E afferma che gli innumerevoli modi falsi in cui si intende la Bibbia dall’esterno, da soggetti i più diversi e da epoche le più lontane, confluiscono sempre dall’interno in un unico vero modo, cioè il senso che gli ha dato il suo Autore (?) e di cui lui/wturner ed altri come lui ne fanno fede la più assoluta. (!)

    Naturalmente rispolvera anche qualche pagina di Vangelo: a proposito di Gesù, di quelli che lo capiscono o non lo capiscono, la sua “discendenza davidica”… E accenna ad altri ‘messia’ che hanno ingenerato “scompiglio”, ma che Lui no invece, pur non seguendo alla lettera “le istruzioni delle sacre scritture”.

    Io che gli mando a dire a wturner (che conosco lì per la prima volta) due/tre giorni dopo facendogli il verso scherzosamente? gli rimprovero forse di non aver risposto alle mie domande?... Macché: inizio il mio post così: “Si scusa anche con me, signor wturner? mi è d’obbligo che pensi di sì! (Io faccio parte del ‘tutti’ fino a prova contraria!) D’altra parte bla bla bla i miei tre post non possono esserle sfuggiti seppure bla bla saltati a pié pari; ma la capisco” e via di seguito.

    In più gli dico altro, molto altro: le mie interpretazioni, la mia critica, anche le mie condivisioni… Ma lui – forse ‘padre/ wturner’ – mi risponde strabico. (Ed è di questo infine che vorrei fare un breve commento e aprirne qui un’intera discussione nutrita.) Mi dice: “A dire il vero per quanto sia andato a rivedere pagine vecchie,non mi risulta che tu mi abbia mai posto una domanda prima d'ora.

    Signor wturner, padre/sacerdote o no che sia, lei forse è abituato professionalmente (ma nessuna fede in Dio è professionale) a che il buon parrocchiano, soprattutto se giovane/molto giovane, gli faccia domande. Neppure sulle grandi verità e misteri dell’Universo, che ce ne sono a iosa, ma sulle piccole/minime verità della giornata: come tenere le mani giunte, non dire bestemmia e neppure ‘toccarsi’ il proprio corpo o, se farlo, con molta discrezione e prudenza. Ma – mi creda – in questa minutaglia di regolucce coscienziali (che dal mio punto di vista ognuno dovrebbe gestirsi come vuole) non c’è quasi mai vera autentica coscienza di sé: la sola attraverso cui si accede alla propria Trascendenza – ovvero a Dio.

    E già che mi tira per la vesta a che gli faccia domande (mai gliene farei di cognizione, di comportamento, di emotività) una gliela rivolgo davvero provocatoriamente…

    Bene!... Immagini d’essere al seguito del ricco signore che ferma Gesù mentre cammina chiedendogli di seguirlo. Il Cristo – come sa – gli risponde di farlo sì, ma di abbandonare ricchezze e seguito; al che il brav’uomo, guardandosene bene, rimane impalato sulla strada a vederlo – il Cristo – allontanarsi. Ora lei, Padre Wturner, s’immagini per un attimo d’essere un servo di quel seguito… Che fa? che farebbe in coscienza?

    Conosco la risposta… Lei, wturner non è ricco – bene. Francesco d’Assisi lo fece – bene. Altri ricchi spargono elemosine consistenti – bene, lo sappiamo. Lei stesso conosce alcune persone ricchissime che lo hanno fatto e continuano a farlo – bene. Ma lei così com’è, wturner?... immaginandosi a quel seguito evangelico di allora, lo farebbe come si trova oggi?... dice di sì?... – bene (anche se non ci credo che abbandonerebbe il suo vecchio/ricco padrone per seguire il nuovo/povero padrone). Ma allora le chiedo infine perché continua a seguire – suppongo – Benedetto XVI che non lo fa? (E non mi venga a dire che i papi di ieri e di oggi non hanno ricchezze così colossali da riuscire neppure lei ad immaginarselo quante e quali siano!)
    tryni8

  2. #2
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    Quote Originariamente inviata da giorgiamarconibo Visualizza il messaggio
    A WTURNER

    Wturner, il 23 dicembre di pomeriggio piazza su questo topic d’un suo ‘confratello’ o ‘discepolo’ urbisso (parlo di Santa Romana Chiesa) trasumanato in eziomargiotta810 un post che principia così: Mi scuso con tutti per la lunga assenza ma sono molto impegnato ecc. e forse ci vorrà molto altro tempo perchè io possa rispondere ecc. Verosimilmente, wturner è per lo più assente dalla discussione di queste ‘contraddizioni’ a parte interventi brevissimi di scadenza per solito mensile – il pastore sorveglia da lontano il gregge – che hanno poco/niente di spiritualistico. (Detto e ripetuto per inciso, tale aspetto della dimensione spirituale/non politica del sentimento religioso è l’unica cosa che m’interessa in questa Sezione del Forum – ne fanno testo ormai la mia decina di post.)

    Di seguito che scrive wturner? Si compiace con eziomargiotta810 a proposito di Bibbia, asserendo che il vero “inequivocabile” di quanto è scritto in questo libro ha lo stesso peso e/o valore delle intuizioni d’un detective che capisce per certo che il suo uomo è un assassino senza però averne le prove materiali (wturner pare ignorare il concetto di ‘indiziario’). E afferma che gli innumerevoli modi falsi in cui si intende la Bibbia dall’esterno, da soggetti i più diversi e da epoche le più lontane, confluiscono sempre dall’interno in un unico vero modo, cioè il senso che gli ha dato il suo Autore (?) e di cui lui/wturner ed altri come lui ne fanno fede la più assoluta. (!)

    Naturalmente rispolvera anche qualche pagina di Vangelo: a proposito di Gesù, di quelli che lo capiscono o non lo capiscono, la sua “discendenza davidica”… E accenna ad altri ‘messia’ che hanno ingenerato “scompiglio”, ma che Lui no invece, pur non seguendo alla lettera “le istruzioni delle sacre scritture”.

    Io che gli mando a dire a wturner (che conosco lì per la prima volta) due/tre giorni dopo facendogli il verso scherzosamente? gli rimprovero forse di non aver risposto alle mie domande?... Macché: inizio il mio post così: “Si scusa anche con me, signor wturner? mi è d’obbligo che pensi di sì! (Io faccio parte del ‘tutti’ fino a prova contraria!) D’altra parte bla bla bla i miei tre post non possono esserle sfuggiti seppure bla bla saltati a pié pari; ma la capisco” e via di seguito.

    In più gli dico altro, molto altro: le mie interpretazioni, la mia critica, anche le mie condivisioni… Ma lui – forse ‘padre/ wturner’ – mi risponde strabico. (Ed è di questo infine che vorrei fare un breve commento e aprirne qui un’intera discussione nutrita.) Mi dice: “A dire il vero per quanto sia andato a rivedere pagine vecchie,non mi risulta che tu mi abbia mai posto una domanda prima d'ora.

    Signor wturner, padre/sacerdote o no che sia, lei forse è abituato professionalmente (ma nessuna fede in Dio è professionale) a che il buon parrocchiano, soprattutto se giovane/molto giovane, gli faccia domande. Neppure sulle grandi verità e misteri dell’Universo, che ce ne sono a iosa, ma sulle piccole/minime verità della giornata: come tenere le mani giunte, non dire bestemmia e neppure ‘toccarsi’ il proprio corpo o, se farlo, con molta discrezione e prudenza. Ma – mi creda – in questa minutaglia di regolucce coscienziali (che dal mio punto di vista ognuno dovrebbe gestirsi come vuole) non c’è quasi mai vera autentica coscienza di sé: la sola attraverso cui si accede alla propria Trascendenza – ovvero a Dio.

    E già che mi tira per la vesta a che gli faccia domande (mai gliene farei di cognizione, di comportamento, di emotività) una gliela rivolgo davvero provocatoriamente…

    Bene!... Immagini d’essere al seguito del ricco signore che ferma Gesù mentre cammina chiedendogli di seguirlo. Il Cristo – come sa – gli risponde di farlo sì, ma di abbandonare ricchezze e seguito; al che il brav’uomo, guardandosene bene, rimane impalato sulla strada a vederlo – il Cristo – allontanarsi. Ora lei, Padre Wturner, s’immagini per un attimo d’essere un servo di quel seguito… Che fa? che farebbe in coscienza?

    Conosco la risposta… Lei, wturner non è ricco – bene. Francesco d’Assisi lo fece – bene. Altri ricchi spargono elemosine consistenti – bene, lo sappiamo. Lei stesso conosce alcune persone ricchissime che lo hanno fatto e continuano a farlo – bene. Ma lei così com’è, wturner?... immaginandosi a quel seguito evangelico di allora, lo farebbe come si trova oggi?... dice di sì?... – bene (anche se non ci credo che abbandonerebbe il suo vecchio/ricco padrone per seguire il nuovo/povero padrone). Ma allora le chiedo infine perché continua a seguire – suppongo – Benedetto XVI che non lo fa? (E non mi venga a dire che i papi di ieri e di oggi non hanno ricchezze così colossali da riuscire neppure lei ad immaginarselo quante e quali siano!)
    tryni8
    Mi dispiace per te ma credo tu abbia preso un bel granchio, perchè ho soltanto fatto notare in quell'occasione che ero d'accordo con un passo biblico citato da eziomargiotta ma non siamo affatto della stessa religione,e non ripensandoci non capisco come tu non lo abbia visto dato che proprio nei post che citi, ezio dice che non sono cattolico ed io lo confermo alla fine del mio intervento.

    Non sono cattolico e ti assicuro che se vuoi parlare male del papa e del vaticano troverai in me soltanto che un sostenitore.
    Sono d'accordo con te che il papa ma pure vescovi cardinali ecc non dovrebbero essere ricoperti d'oro come invece accade, e poi per fare beneficenza chiedono offerte da noi come se loro non potessero farle di tasca propria.
    Tornando però al racconto che hai citato del ricco che va da Gesù per chiedergli cosa doveva fare per avere la vita eterna dal suo padre celeste.
    Rispose a quel modo non perchè la ricchezza fosse una cosa incompatibile con l'adorazione, ma perchè aveva visto nel cuore di quell'uomo che le ricchezze erano la cosa che di più teneva al mondo ed era questo che non andava bene.

  3. #3
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    E chi ha detto che lei è della stessa ‘iscrizione’ (come ad un partito!) di ezio/urbisso/ vattelapesca? Io l’ho chiamata ‘padre’ e continuerò, se del caso, a chiamarla con questo epiteto… (Oh grazia celeste che consenti all’Uomo d’applicare i suoi ruoli scarnificati alle prerogative inimmaginabili del Divino rarefatto!!!)

    Lei, wturner, per me è ‘padre’ come lo è il nostro don eziomargiotta810 (che può benissimo anche lui mandarmi un post di chiarificazione e dirmi – o me l’ha già scritto magari! – che ho preso un granchio non essendo mai stato chiamato ai sacri offizi dell’altare di Roma). E continuerò a chiamare ‘padre’ il vostro stesso Dio di riferimento: Dio Padre dei Vangeli, Dio Padre della Bibbia, Dio Padre di non so quant’altri ‘sacri’ testi e testimonianze che si sono succedute in millenni di barbarie. Perché vede wturner: è proprio questo uno dei punti principali – capisce – della nuova discussione che propongo.

    La quale non tanto è volta a cogliere pretestuosamente le contraddizioni dell’ateismo (la quale credenza, se colta nella sua buona fede o totale convinzione è di riconoscimento e di rispetto imprescindibili, almeno democraticamente parlando e comportandoci) e di quanti/tutti non credono né vogliono credere in nessun concetto o forma o senso che li trascenda. Io, a questo riguardo, disbrigo la cosa – donna pratica come anche mi considero d’essere – ammettendo semplicemente che sono affari della loro coscienza, nient’altro di più e nient’altro di meno.

    Io non ho ‘padre’ né voglio averlo nella gestione totalmente libera e responsabile del mio sentimento religioso! Se il mio padre biologico m’imponesse di sposarmi con un uomo che non amo, neppure conosco, che mi repelle addirittura, lo rinnegherei senza pensarci neppure un attimo. Così se mi tentasse nell’adorazione di una divinità qualsiasi, assicurandomi che è paterna (o se vuole anche materna) e quindi protettrice, pietosa, severa, giudicante, adirata, assurda, enigmatica, benevola, crudele… Ma soprattutto profondamente ingiusta e finanche ridicola come in genere risultano – alla resa dei conti – tutte le raffigurazioni umane stilate nel corso immemore del tempo e appioppate alla nostra Trascendenza…

    La Trascendenza che m’appartiene e m’aspetta mi è totalmente affine – lo esigo. Di mia assoluta appartenenza. E in essa entrerò in perfetta comunione – lo desidero – quando vi sarò innanzi e dentro. (È questa Dio forse? non lo so... vedrò!)

    Ma non è di questo – accorgendomi a questo punto del discorso – che volevo dirle, signor Wturner… Piuttosto del fatto che, a proposito di coerenza del proprio comportamento e di adamantinità della propria coscienza (il nazareno che cammina, il ricco che l’incrocia, un ipotetico servo che li guarda... e wturner di ora supponibile a quel seguito!) ebbene, a questo proposito, lei ha menato da perfetto ‘padre spirituale’ (forse aspirante) il can per l’aia: non mi ha risposto ma spiegato l’ovvio che già sapevo: il pensiero di Gesù che travalica ogni possibile barriera – la solita tiritera dell’esegeta tout cours. La mia domanda era altra: era lei stesso in quella o simile altra situazione…

    Ora, da quanto colgo, non ha saputo né vuole entrare in questa precisa domanda e rispondermi. Perché? glielo dico io: non sa entrare nella psicologia del ricco che preferisce restare abbarbicato al suo patrimonio – psicologia sicuramente più complessa di quella che crede. Tanto meno sa entrare nella psicologia d’un servo del suo seguito a immaginarlo (che, puta caso lo avesse visto veramente seguire il Cristo, avrebbe pensato probabilmente: “Ma questo è tutto scemo!”). Né sa/vuole entrare – assolutamente no! – nella sua stessa psicologia ad immedesimarcisi, nella situazione evangelica eh?!! tryni8

    P.S. Né penso minimamente che lei abbia ragione ad interpretare come ha fatto il pensiero del Cristo. « … Gesù fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca; va! Vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, poi vieni e seguimi". Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni”. » Mi chiedo se mai si possa attribuire a un ‘Dio’, che resta lì sulla strada un attimo a guardare quell’uomo veramente poveretto allontanarsi così profondamente provato, beh attribuirgli pensieri così burocratici, interessati e meschini come ha supposto lei in Gesù.

  4. #4
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    beh attribuirgli pensieri così burocratici, interessati e meschini come ha supposto lei in Gesù.
    Quando mai lo avrei fatto?
    Come tu ben dici il ricco se ne va addolorato poiché di beni ne aveva molti.
    Quindi Gesù aveva ragione a pensare che la cosa che di più amava erano i beni materiali.
    Non ho non risposto volutamente ma solo perché non ho proprio capito cosa vuoi sapere esattamente.

    Riguardo al chiamarmi Padre per quanto tu lo faccia in tono di scherno suppongo, come anche il darmi del lei, ti vorrei far notare cosa dice Matteo 23:9 : Non chiamate nessuno padre vostro sulla terra, poiché uno solo è il Padre vostro, il Celeste.

    A questo punto vorrei farti io delle domande:
    Sei credente?In cosa credi?
    In questo modo posso almeno rendermi conto se ciò che domandi è in tono di scherno o se vuoi un confronto teologico o non so tu, dimmi te
    Ultima modifica di wturner; 30-12-10 a 15:14

  5. #5
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    C’è evidentemente un netto distacco fra me e te (d’accordo diamoci del tu in queste ultime battute – prevedo – che ci scambiamo): una separazione di vedute così marcata che mi sembra più una voragine…

    Io credo nella Trascendenza, tu credi in Dio. Io esprimo il sentimento religioso in una tendenza sostanziale, in un pensare d’esserci ancora dopo la morte e figurarmelo – questo mio esserci – a modo mio; tu esprimi il sentimento religioso (che t’auguro d’avere autentico come il mio) nel totale affidamento in un’entità precisa, signoreggiante, che ti premierà o punirà dopo la morte insieme a tutti gli altri – che siamo – vissuti e che vivranno. (Ho manifestato e sempre più manifesto una resistenza forte a qualsiasi tipo di comunanza, o associazione o coralità o chiesa o partito o confessione o altro del genere più o meno indifferenziata!)

    In altri termini… Per me è importante la forma dell’intendersi e proclamarsi religiosi, ognuno a suo modo… e il ‘dove?’ o ‘come?’ o ‘quando?’. Per te è importante piuttosto il contenuto di tale intendimento. Che per altro ritieni definito e definitivo: cioè una ‘persona altra da te’ che giudica e stabilirà per tutti. (Due strade destinate a non incontrarsi, neppure all’infinito secondo me.)

    Non a caso mi chiedi in fondo (tanto per fare il punto della situazione che conviene al tuo discorso religioso) se sono credente… Intendendo non tanto che sia capace o non sia capace di vero/genuino sentimento religioso; ma di credenza (quindi ubbidienza) all’oggetto stesso di questo mio sentimento.

    Infatti tale ‘Oggetto’, tale ‘Contenuto’ – che solo ti preme – non può essere altro che quel dio che desumi da certa tradizione: ho capito, è inutile che ti ripeti… Ma io, per come sono fatta e vado strutturando la mia coscienza d’esistere, non potrei mai – a quel ‘Dio’ – essergli o grata o umilmente sottomessa o aspettarmene il giudizio che determini il mio destino (nel bene come nel male). Quel tuo dio di cui vai discorrendo nei tuoi post (che è – ripeto – il vero contenuto od oggetto del tuo sentimento religioso) lo ritengo invece deprimente, forse più barbaro che stupido, insomma falso. Comunque assolutamente irrilevante a tracciare l’intero mio percorso esistenziale, oltre la morte, immaginandomi l’Infinito, la mia Trascendenza, l’Altro di me che ora ignoro.

    Per quanto attiene poi al Gesù, al Vangelo, alla nostra coerenza nei fatti spiccioli che ci riguardano quotidianamente, ecc., lasciamo perdere: siamo destinati a una perfetta circolare incomunicabilità. tryni8, buon anno. P.S. Io ho letto e ancora leggo i tuoi post, e non ho altre domande da farti; tu leggine almeno qua e là qualche riga, va!

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da giorgiamarconibo Visualizza il messaggio
    C’è evidentemente un netto distacco fra me e te (d’accordo diamoci del tu in queste ultime battute – prevedo – che ci scambiamo): una separazione di vedute così marcata che mi sembra più una voragine…

    Io credo nella Trascendenza, tu credi in Dio. Io esprimo il sentimento religioso in una tendenza sostanziale, in un pensare d’esserci ancora dopo la morte e figurarmelo – questo mio esserci – a modo mio; tu esprimi il sentimento religioso (che t’auguro d’avere autentico come il mio) nel totale affidamento in un’entità precisa, signoreggiante, che ti premierà o punirà dopo la morte insieme a tutti gli altri – che siamo – vissuti e che vivranno. (Ho manifestato e sempre più manifesto una resistenza forte a qualsiasi tipo di comunanza, o associazione o coralità o chiesa o partito o confessione o altro del genere più o meno indifferenziata!)

    In altri termini… Per me è importante la forma dell’intendersi e proclamarsi religiosi, ognuno a suo modo… e il ‘dove?’ o ‘come?’ o ‘quando?’. Per te è importante piuttosto il contenuto di tale intendimento. Che per altro ritieni definito e definitivo: cioè una ‘persona altra da te’ che giudica e stabilirà per tutti. (Due strade destinate a non incontrarsi, neppure all’infinito secondo me.)

    Non a caso mi chiedi in fondo (tanto per fare il punto della situazione che conviene al tuo discorso religioso) se sono credente… Intendendo non tanto che sia capace o non sia capace di vero/genuino sentimento religioso; ma di credenza (quindi ubbidienza) all’oggetto stesso di questo mio sentimento.

    Infatti tale ‘Oggetto’, tale ‘Contenuto’ – che solo ti preme – non può essere altro che quel dio che desumi da certa tradizione: ho capito, è inutile che ti ripeti… Ma io, per come sono fatta e vado strutturando la mia coscienza d’esistere, non potrei mai – a quel ‘Dio’ – essergli o grata o umilmente sottomessa o aspettarmene il giudizio che determini il mio destino (nel bene come nel male). Quel tuo dio di cui vai discorrendo nei tuoi post (che è – ripeto – il vero contenuto od oggetto del tuo sentimento religioso) lo ritengo invece deprimente, forse più barbaro che stupido, insomma falso. Comunque assolutamente irrilevante a tracciare l’intero mio percorso esistenziale, oltre la morte, immaginandomi l’Infinito, la mia Trascendenza, l’Altro di me che ora ignoro.

    Per quanto attiene poi al Gesù, al Vangelo, alla nostra coerenza nei fatti spiccioli che ci riguardano quotidianamente, ecc., lasciamo perdere: siamo destinati a una perfetta circolare incomunicabilità. tryni8, buon anno. P.S. Io ho letto e ancora leggo i tuoi post, e non ho altre domande da farti; tu leggine almeno qua e là qualche riga, va!
    Allora se hai letto qua e la i miei post, probabilmente conosci già la mia presa di posizione sulla vita dopo la morte.
    Dato che noi due abbiamo in comune la Bibbia,visto che capita che ne citi i versetti, suppongo tu la tenga in considerazione quando parli delle tue convinzioni teologiche, vorrei allora chiederti cosa pensi di questi passi biblici in cui si parla della morte.
    L’anima che pecca, essa stessa morirà Ezec. 18:20
    Dio formava l’uomo dalla polvere del suolo e gli soffiava nelle narici l’alito della vita, e l’uomo divenne un’anima vivente Genesi 2:7
    Poi in queste scritture: Luca 14:13, 14; Giovanni 5:25-29; 11:25
    Gesù parla di risurrezione dei morti e non ha mai insegnato la dottrina dell'immortalità dell'anima.

    Per quanto riguarda il fatto che tu declini completamente il discorso sui Vangeli perché pensi che non porterebbe a niente, mi dispiace e lo trovo pure incoerente dato che tu per prima ne hai fatto menzione volendo contestare non so che..
    Comunque sul fatto che traspari l'amore, la compassione, l'empatia, la capacità di perdonare di Gesù dai Vangeli, non significa che il suo messaggio fosse quello di promuovere permissivismo in ogni cosa e senza nessun equilibrio.Lo dico perchè ho notato che questo è un po' il modo di interpretare certi insegnamenti della religione cattolica.
    Gesù a differenza nostra sapeva leggere nei cuori delle persone e per questo poteva redimere (poichè ne aveva anche l'autorità) i peccatori e giudicare ad esempio i farisei definendoli figli del Diavolo.
    In conclusione io non potendo giudicare il cuore degli altri posso e devo soltanto limitarmi a dire quale stile di vita la Bibbia condanna e quale no.
    Se poi non ho centrato certi punti chiedo scusa ma purtroppo molto spesso non ti pronunci troppo su cosa pensi sia giusto o sbagliato.
    Ultima modifica di wturner; 09-01-11 a 21:39

  7. #7
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    Non m’interessa la tua posizione sulla vita dopo la morte perché ritengo che tu non sia in grado di figurartela per conto tuo, creativamente, ma ti limiti ad omologarla per l’intero genere umano secondo gli antichi dettati (per me dicerie) in cui credi e vorresti che credano tutti. La morte è una soglia, è un passaggio (questo sì per tutti): cioè un tempo smisuratamente corto, come un battito di ciglio, in cui ogni uomo più o meno cosciente – questo il punto – decide di entrare o di non entrare nella propria trascendenza che gli è complementare.

    noi due abbiamo in comune la Bibbia, che personalmente ho sfogliato e continuo a sfogliare qua e là, di tanto in tanto, a cercarvi quello che m’occorre sapere e mi basta. Come, ad esempio, in questo caso…


    Ezechiele 18: (20) L’anima che pecca è quella che morrà, il figliuolo non porterà l’iniquità del padre, e il padre non porterà l’iniquità del figliuolo, la giustizia del giusto sarà sul giusto, l’empietà dell’empio sarà sull’empio… (21) E se l’empio si ritrae da tutti i peccati che commetteva, se osserva tutte le mie leggi e pratica l’equità e la giustizia, egli certamente vivrà, non morrà… (24) E se il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l’iniquità e imita tutte le abominazioni che l’empio fa, vivrà egli? Nessuno de’ suoi atti di giustizia sarà ricordato; per la prevaricazione di cui s’è reso colpevole e per il peccato che ha commesso, per tutto questo, morrà.

    A parte il linguaggio barbarico (che mi risuona poco suggestivo, perfino ridicolo) mi trovo su un piano simile eppure antitetico. Chi non condanna a mente lucida l’infamia/ogni infamia, il delitto, ogni genere d’ignominia? e chi non premia a mente lucida – che so – il rispetto dell’altro, un dono disinteressato, il necessario aiuto richiesto o neppure richiesto?... Tutto ciò che ogni uomo commette, nel bene e nel male, pesa sulla sua coscienza individuale. Ed è la propria coscienza soltanto (se non se ne ha terrenamente la percezione, si avrà compiuta e perfetta in quell’attimo di transito, dopo la morte) a giudicare d’essere – ciascuno! – o ‘pulito’ o ‘sporco’ per entrare o non entrare nella propria trascendenza. Ma certamente non è Dio a giudicare nessuno… Tanto meno un trombone di ‘Iddio’ quale quello che emerge dalla Bibbia!

    Hai capito wturner (senza chiedere scusa, che non ne vedo il motivo se non formale) come – almeno – tendo a pronunciarmi su cosa penso sia giusto o sbagliato? tryni8

    P.S. Ma tornerò sugli altri passi biblici che mi segnali… M’offrano – penso – ulteriori spunti.

  8. #8
    semi god L'avatar di giubizza
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    Scusatemi l'intruione, ma datosi che è evidente che questo topic riguarda solo voi due perché non risolvete le vostre dispute per mp?
    Non c'è peggiore ideologia di quella che non si riconosce come tale.
    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
    E la peggiore di tutte è quella che si assurge a "scienza".



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