Da "la repubblica" di oggi, Michele Serra scrive:
"C'è un numero che mi ha letteralmente sconvolto. nel senso che non potrò mai più scrivere una sola riga, su questo Paese, presciendendo da questo numero. Il numero (che è ricavato da un ediotriale di Francesco Giavazzi sul Corriere) è questo: gli italiani che dichiarano più di duecentomila euro di reddito all'anno sono poco più di diciassettemila. Avete capito bene: diciassettemila. Nello stesso articolo si riferisce che le barche di lusso registrate in Italia sono sessantacinquemila. Scommetterei tutto quello che ho (Irpef compreso) che nella sola Lomabrdia sono ben più di diciassettemila i cittadini che guadagnano più di ducentomila euro l'anno. Il tutto ci riconduce, con brusca evidenza, al masimo scandalo strutturale sul quale si poggia la nostra comunità: una quantità smisurata di Italiani evade smisuratamente le tasse, cioè deruba i suoi simili. E li deruba due volte. la prima non versando la sua quota alle casse sociali. la seconda usando servizi (scuole, ospedali ecc.) pagati dagli altri. Credo che nessun governo, di destra, di sinistra o proveniente da Marte, potrà mai fare alcunchè per un popolo composto in buona parte di ladri e scrocconi. Altro che "governo ladro". Paese ladro. Paese di ladri"
E io non posso che essere d'accordo. Anzi, mi chiedo come abbia fatto lo Stato a funzionare ed a erogare servizi con tanta gente che non gli da il dovuto sussidio...
Che dire? "evadere le tasse se sono troppo alte è morale" disse qualcuno, una volta. "mandare a casa uno che fomenta il principale problema del Paese è stato un atto dovuto" gli rispondo io, oggi.















































