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  • Ritorno ad una società primitiva

    39 5.48%
  • Tutti contro tutti, annullamento della società, distruzione

    134 18.82%
  • Bombe e stragi nelle piazze: gli anarchici vanno buttati dalle finestre

    186 26.12%
  • Un'idea utopica

    205 28.79%
  • Armonia tra gli uomini senza stati. REALIZZABILE.

    148 20.79%
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  1. #585
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    Predefinito AB OVO

    Quote Originariamente inviata da Tzadkiel Visualizza il messaggio
    L'anarchia è l'abuso della repubblica, come il dispotismo è l'abuso del potere monarchico. (Voltaire)

    L'anarchia è il primo gradino del potere assoluto. (Napoleone Bonaparte)

    Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene. (Giuseppe Prezzolini)




    A proposito di anarchia (mi considero anch’io in parte anarchico) prendo lo spunto da Tzadkiel – magister militum! – che posta/n.3 in questa sezione del Forum nel lontano dicembre 2005.

    “L'anarchia è l'abuso della repubblica, come il dispotismo è l'abuso del potere monarchico. (Voltaire) L'anarchia è il primo gradino del potere assoluto. (Napoleone Bonaparte) Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia, ma anche tutto il bene. (Giuseppe Prezzolini)"

    Tre nomi belli/grossi per affermare verità non altrettanto grosse/belle. O meglio: verità generiche, sbrigative, spicciolate; come si potrebbe chiacchierare oggi al bar o in salotto, o durante un convivio tra amici, o dalla cattedra d’un professorino a sentirlo dai banchi. Insomma non ci colgo profondità, acutezza, un senso filosofico dell’EGO. (Io ho la mia architettura stabile di parole che contano.)

    (Per Voltaire…) Sono tanti ad abusare di pochi, non viceversa!... Una repubblica fatta di migliaia di uomini d’élite (di che cultura/di che capacità?) non può essere abusata da nessun individuo singolo, tanto meno sedicente anarchico che è – per definizione – uomo isolato. Allo stesso modo una monarchia abusa. Allo stesso modo una dittatura. Se mai tutte e tre – come è successo/succede storicamente – abusano di/su individui isolati, raggruppandoli e marchiandoli a sangue come anarchici (quindi ‘partito degli anarchici’) o eretici o rivoluzionari e quant'altro da re, presidenti e dittatori. Ma è pura montatura, allarmismo cinico, alibi per porre in atto misure controriformistiche e del tutto retrive. Che poi alcuni di loro – anarchici – riescano pure a raggrupparsi per tratti brevi, la cosa risulta in definitiva psicologicamente patetica e politicamente insignificante.

    (Per Napoleone…) L’anarchico, oltre che essere uomo – o donna – uno/unico/solitario, è per sua natura egocentrico, vive fuori dalle regole, è trasversale, non ama/anzi avversa essere comandato come comandare, è un cane sciolto, un orso certo non addomesticato… Ed ha animo d’artista seppure inconsapevole, resa o bravura irregolare in tutto o quasi, ha una sensibilità visionaria/mitomanesca/tendente alla paranoia… L'anarchico è soprattutto un ‘idealista’! Se dotato ed eccezionale, nato/vissuto nel tempo giusto e nel luogo giusto, se al limite della genialità e se fortunato, è proprio il Buonaparte stesso. Il quale avrebbe fatto meglio ad essere meno ambiguo e più esplicito oppure stare zitto sull’anarchia!

    (Per Prezzolini…) Non vorrei ricordare male, ma correggetemi… Mi sembra che Prezzolini e Papini furono due arguti/geniali intellettuali che, all’inizio del secolo scorso disertarono le comuni scuole per coetanei, avviandosi entrambi felicemente all’autodidattismo… (Che è il pane dell’anarchico – altra caratteristica che ha l’uomo/il carattere, sempre che si tratti di vera capacità!)

    ludfrescj

  2. #586
    Membro Anziano
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    Predefinito Aggiungo al precedente...

    Vorrei che qualcuno mi sollevasse da un dubbio: cioè il seguente…

    Da quando ho postato le considerazione di cui sopra – a penna sciolta – sulle tre citazioni autorevoli (non ho verificato quanto siano autentiche) sull’anarchia che è il tema di questo topic, conto un numero di cinquecento e più visitatori: ovvero di presunti lettori, che però non hanno fatto né a me né per conto loro alcun verso di risposta o commento ulteriore.

    Qui appunto mi nasce il dubbio… O i moderatori di questa sezione del Forum hanno la capacità d’alterare il numero dei visitatori effettivi d’un topic proposto/lontano d’anni (magari per farlo apparire ancora attuale); oppure svariate persone, molte più di quanto s’immagini, incominciano a interrogarsi sul serio in questo nostro tempo storico, nello spappolamento della vita politica cui assistiamo, sul vero significato d’alcune parole categoriali come ‘anarchia’, ritenute abitualmente spregevoli e malefiche, comunque negative.

    Se si tratta del primo caso, mi arrendo/alzo le braccia. Se invece si tratta del secondo, vorrei aggiungere allora una chiosa al concetto di anarchia (a cui, per altro, già precedentemente ho dato un andazzo di significato).

    Ho detto subito una settimana fa, nel precedente post, che anch’io mi considero in parte anarchico: è vero! Ma che ho inteso esattamente?... per quanta parte/in che modo/quando anarchico? – bene, questo è il punto.

    Avendo una visione tridimensionale d’ogni cosa/di tutto, le altre due parti che considero di me (come possibile soggetto politico) sono, oltre che ‘anarchia’, ‘conservazione’ e ‘riforma’, per cui mi considero al tempo stesso, sì anarchico, ma anche conservatore e riformista.

    Mi si dirà: “Sei fuori di testa?” No, sono tridimensionale come per il falegname/il fabbro/il muratore coesistono, insieme/contemporaneamente, l’altezza, la lunghezza e la larghezza – tutto qui.

    Sono conservatore /retrivo per cose di principio, su cui non sento ragione a che mi siano cambiate da nessuno. Sono riformatore/riformista per le cose che trascorrono via, giorno per giorno, anno per anno, generazione per generazione. E sono anarchico/rivoluzionario per le cose che vivono solo dentro di me come fiamma ideale, la quale è invisibile, incomunicabile e incondivisibile.

    ludfrescj

  3. #587
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    Predefinito LA COSA VERREBBE DA SE' (e con essa il resto)

    (Scusate, vi prometto che è l'ultimo al riguardo se non c'è disputa!)

    Accettando una visione tridimensionale dell’uomo (nel senso che ognuno si riconosce per se stesso ottusità di conservazione, esigenze di riforma e smanie di rivoluzione, e tuttavia senza specializzarsi in nessuno di questi tre ordini) anche nella politica, conseguentemente, finirebbero culti e miti, postazioni inamovibili, spartiacque perenni; soprattutto status di superiorità sparsi e status d’inferiorità dilagati. (Ho imparato dai banchi – ho avuto sempre puntuale uno scarsissimo profitto scolastico – a diffidare prima/poi odiare ogni sorta di ‘eletto’ e di culto della personalità sventagliatomi dalla cattedra.)

    In una società di uomini consapevoli, ogni persona politicamente attiva imparerebbe a diversificarsi. E dovrebbe farlo non tanto per la costruzione della sua appartenenza societaria, progressiva sì, però senza fondamenti logici, etici ed estetici. Ma dovrebbe farlo (imparare a diversificarsi) seguendo la propria individuale linea di virtù e di natura.

    Ad esempio… Avrebbe senso in una società simile – di uomini consapevoli – che uno di loro venisse all’improvviso alla ribalta?... Di temperamento e/o carattere paranoide sicuramente, ma dotato di conoscenze adeguate (diritto, economia, scienze umane…), provvisto ovviamente di scilinguagnolo (la politica s’è sempre vestita d’abiti oratori) come ben fornito di sfrontatezza esibizionistica (ogni cultura ereditata ha finito coll’essere cultura d’immagini). E soprattutto possedendo molto denaro, essendo stata la politica sempre ricca. Ebbene, avrebbe senso che un soggetto paranoide, seppure più dotato degli altri e più fortunato, instaurasse il culto di sé da un podio o balcone o microfono? No, nessuno lo permetterebbe.

    Ma d’altra parte lo stesso individuo – questo mi preme aggiungere conclusivo – potrebbe/dovrebbe iscriversi al suo partito, avendone il diritto in un ambito di consapevolezza politica generalizzata… Un partito di posizione estrema, che non è ancora esistito nella storia dell’uomo: rivoluzionario perché stravolgente il vero ordine sociale che è di tutti, platealmente anarchico/ferocemente aggressivo (a parole), egocentrista... E questo paranoico/paranoide ficcarsi in testa da sé nel suo scranno (con pochi altri accoliti che lo seguissero) la sua collezione di allori e di aureole.

    Ma scusatemi allora!… In questo stesso partito che chiamo di SINISTRA non potrebbero iscriversi a buon diritto anche i poeti?... non sono unici a modo loro? E i mistici e gli anacoreti?... Gli stessi filosofi a guardar bene? Insomma tutti i creativi/visionari del mondo non sarebbero insieme, chi specializzato per un verso chi per un altro, il vero partito dei rivoluzionari?

    Io no. Che pure sono – ognuno lo è – in una parte interna del mio essere anche visionario, artista, mistico, poeta e quant’altro. Noi tutti no perché –‘non specializzati’ – ci disperderemmo negli altri partiti di CENTRO/delle riforme o di DESTRA/delle conservazioni.

    ludfrescj

  4. #588
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    Predefinito TRIPUDIO

    Evviva/evviva! Mi sento addosso, in questi giorni/settimane/anni di malcostume disintegratore, gli occhi della CIA e di tutti i servizi segreti di questo ammasso di brandelli di continente - l'Europa! - che mi dicevano così chiamarsi dai banchi di scuola. A presto, 'Servizi'!... ludfrescj

  5. #589
    semi god L'avatar di giubizza
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    Quote Originariamente inviata da ludfrescj Visualizza il messaggio
    Da quando ho postato le considerazione di cui sopra – a penna sciolta – sulle tre citazioni autorevoli (non ho verificato quanto siano autentiche) sull’anarchia che è il tema di questo topic, conto un numero di cinquecento e più visitatori: ovvero di presunti lettori, che però non hanno fatto né a me né per conto loro alcun verso di risposta o commento ulteriore.

    Qui appunto mi nasce il dubbio… O i moderatori di questa sezione del Forum hanno la capacità d’alterare il numero dei visitatori effettivi d’un topic proposto/lontano d’anni (magari per farlo apparire ancora attuale); oppure svariate persone, molte più di quanto s’immagini, incominciano a interrogarsi sul serio in questo nostro tempo storico, nello spappolamento della vita politica cui assistiamo, sul vero significato d’alcune parole categoriali come ‘anarchia’, ritenute abitualmente spregevoli e malefiche, comunque negative.
    Il forum si è spopolato, Ludi. Non te ne sei reso conto?

  6. #590
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    Quote Originariamente inviata da giubizza Visualizza il messaggio
    Il forum si è spopolato, Ludi. Non te ne sei reso conto?



    Perché? ludfrescj

  7. #591
    semi god L'avatar di giubizza
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    Perché? ludfrescj
    Troppi troll e moderatori fannulloni e incapaci, credo.
    Cattiva gestione, insomma.
    Inoltre i proprietari che sono subentrati dopo varie fusione e accorpamenti lo hanno abbandonato a se stesso perché hanno puntato su altri portali.

  8. #592
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    L'anarchia è qualcosa di troppo estremo perchè si possa realizzare. Tutti abbiamo bisogno di regole. Dalla coppia alla società. La regola è la base per una serena condivisione, non vedrei l'esistenza di collettività altrimenti.

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