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  1. #1
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    Predefinito Il dolce apore del cielo

    Conquistiamoci il futuro!
    Nell’ultimo decennio la realtà della classe lavoratrice è peggiorata notevolmente. I salari hanno perso potere d’acquisto, i diritti sono stati ridimensionati, il mercato del lavoro è divenuto sempre più precario, la disoccupazione, mettendo insieme disoccupati, inattivi e scoraggiati, è aumentata a dismisura, l’età pensionabile è stata portata in avanti, le pensioni presenti e future sono state decurtate, le tasse continuano a pagarle solo i lavoratori dipendenti ed i pensionati e con l’autonomia fiscale degli enti locali sarà ancora più salasso.
    Chi vive di lavoro vive male.
    Tutto ciò in un periodo, al di là delle enunciazioni, di profitti per le aziende, anche quelle bancarie, da record.
    La nobile ditta Berlusconi-Bossi, complici i partiti di opposizione, solo a chiacchiere, ed i sindacati ha tolto ai poveri e dato ai ricchi.
    Questo è potuto succedere sia per la fase d’inerzia del movimento dei lavoratori sia per mancanza di rappresentanza politica, che non si può identificare in alcun partito dell’arco parlamentare o di chi aspira a farne parte.
    Il gruppo di cui sopra si pone compatto a difesa del profitto e nulla può aspettarsi da questo strato la classe lavoratrice, se non parole, parole, parole.
    Il nocciolo della questione è che o si è per il profitto o per il salario, non si può essere per ambedue.
    O si è per il proletariato o per la borghesia!
    Coloro che dicono, ma essi stessi non lo pensano possibile, di voler conciliare gl’interessi di tutte le classi sociali nel sistema capitalistico sono dei magliari della politica.
    Il salario non è conciliabile con profitto e rendita.
    Privilegiando il profitto, quindi il capitalismo, al di là della forma democratica o meno, si favorisce lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, le disuguaglianze sociali, le guerre in armi o diplomatiche, l’asservimento psichico e fisico di chi vive offrendo forza lavoro, la povertà e la miseria di larga parte del genere umano.
    Per superare questa misera realtà per chi vive di lavoro la strada obbligata è lottare per una società senza classi, lottare per il comunismo.
    Altre vie sono solo rappresentanze della fiera delle illusioni.
    “Diverse lingue, orribili favelle,
    parole di dolore, accenti d’ira,
    voci alte e fioche, e suon di man con elle
    facevano un tumulto, il qual s’aggira
    sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
    come la rena quando turbo spira.
    E io ch’avea d’orror la testa cinta,
    dissi: “Maestro, che è quel ch’io odo?
    E che gent’è che par nel duol sì vinta?”
    Ed elli a me:” Questo misero modo
    Tengon l’anima triste di coloro
    che visser senza infamia e sanza lodo.
    …Questi non hanno speranza di morte,
    e la lor cieca vita è tanto bassa
    che ‘nvidiosi son d’ogni altra sorte.
    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna;
    non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.
    La divina Commedia- Inferno- Dante Alighieri
    Se vogliamo il futuro, dobbiamo conquistarlo! Mettendo in campo coraggio, coscienza, organizzazione.
    Il numero è la forza dei lavoratori. Se organizzato e cosciente, nessuna frontiera è preclusa!

  2. #2
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    Il dolce sapore del cielo

    Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.
    Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!
    I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.
    Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
    Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
    che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;
    che i bambini morissero per mancanza di cibo.
    Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;
    che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
    che un liquido brutto e nero fosse così importante.
    Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;
    che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
    che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;
    che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
    che un malato dovesse pagare per essere curato;
    che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;
    che un laureato non trovasse occupazione;
    che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;
    che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;
    che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
    che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;
    che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
    che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
    che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
    che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
    che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
    Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;
    che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
    che ci fossero le banche, le assicurazioni.
    Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.
    Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
    I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “

    Da “Il dolce sapore del cielo”
    di Giuseppe Calocero

  3. #3
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    Predefinito Ii futuro è nel comunismo!

    Il futuro è nel comunismo!
    Secondo uno studio della B.R.I., in Italia nel 1983, nel rapporto con il P.I.L., la quota profitti era pari al 23.12%, la quota dei lavoratori superava i tre quarti. Nel 2005 al quota profitti era al 31.34%, la quota dei lavoratori era di poco più del 68%. Circa l’otto di P.I.L., pari a circa 120 miliardi di euro, passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti! Una cifra enorme! Hanno messo le mani nelle tasche dei lavoratori e hanno fatto in modo di nascondere la realtà. Se quei soldi fossero nelle tasche dei lavoratori, vorrebbero dire 5200 euro in più in media all’anno, se consideriamo anche gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti. Se consideriamo solo i lavoratori dipendenti i soldi in più sarebbero 7000 euro tonde. Se poi aggiungiamo che la forbice negli anni seguenti ha raggiunto i dieci punti di P.I.L. si ha nel primo caso 6500 euro, nel secondo 8750 euro.
    Altro che promesse di riduzione delle tasse! Basterebbe riavere i soldi passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti per migliorare le proprie condizioni di vita.
    A questa triste realtà hanno dato il loro contributo i dirigenti sindacali, opportunisti e generali votati alla causa del profitto, che con l’attuazione della cosiddetta “concertazione” hanno “concertato” lo svuotamento delle tasche dei lavoratori insieme, con la scusa della flessibilità, alla precarizzazione del lavoro ed alla perdita di diritti.
    I decenni in questione sono stati quelli che hanno visto i profitti più alti della storia, ma i lavoratori non se ne sono accorti, impegnati a sopravvivere alla miseria del capitalismo.
    Sempre più appare chiaro che il futuro non è nel sistema attuale, sempre più contro chi lavora e produce, sempre più contro la vita ed il genere umano.
    “ Tutti i buoni borghesi …vi dicono che la concorrenza, il monopolio come principio, cioè presi come pensieri astratti, sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano molto a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.”
    K,Marx
    E’ illusorio pensare che la dimensione socio-economica e politica attuale possa soddisfare i bisogni di ogni essere umano, quando essa è solamente subordinata al profitto ed è costruita per fare gl’interessi dei capitalisti.
    Il futuro è nel comunismo!
    Una società che supera i rapporti di produzione e mette al centro di ogni attività l’essere umano, la sua vita, la sua felicità.
    La felicità è possibile in questa terra se ogni essere umano è messo in condizione di vivere in condizione di libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia.
    E questo può essere reale solo in un cambiamento del rapporto uomo natura nel lavoro, che faccia passare l’umanità dal regno della necessità al regno della libertà.
    “Il comunismo in quanto effettiva soppressione della proprietà privata quale auto alienazione dell’uomo, e però in quanto reale appropriazione dell’umana essenza da parte dell’uomo e per l’uomo; e in quanto ritorno completo, consapevole, compiuto conservando tutta la ricchezza dello sviluppo precedente, dell’uomo per se quale uomo sociale, cioè uomo umano. Questo comunismo è, in quanto compiuto naturalismo, umanismo, e in quanto compiuto umanismo, naturalismo. Esso è la verace soluzione del contrasto dell’uomo con la natura e con l’uomo; la verace soluzione del conflitto fra esistenza ed essenza, fra oggettivazione e affermazione soggettiva, fra libertà e necessità, fra individuo e genere. E’ il risolto enigma della storia e si sa come tale soluzione.”
    K.Marx
    Nella società attuale il passato domina sul presente, nella società comunista il presente sul passato.
    Nella società attuale il capitale è indipendente e personale, mentre l’individuo è dipendente ed impersonale
    Nella società comunista la persona è libera nella soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
    Il capitalismo sembra forte, ma è già passato. Il futuro è nel comunismo!

  4. #4
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    Il caldo respiro della speranza

    “Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
    Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
    La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
    Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
    Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
    Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
    La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
    Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
    Tutti devono partecipare al processo produttivo…
    Tutti devono avere una casa…
    Tutte le aziende saranno di proprietà sociale…
    Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
    Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
    Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
    Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
    Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

    Il caldo respiro della speranza
    Giuseppe Calocero

    Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana!
    Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale.
    Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario.
    Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità.
    Se lo vogliamo, possiamo sognare!

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