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    Lightbulb Franco Giorgio Freda, le Edizioni di AR ed il Fronte Nazionale...

    Franco Giorgio Freda, fondatore delle Edizioni di AR e leader storico della Destra Radicale italiana, ha compiuto 70 anni!
    Onore a Franco Giorgio Freda ed Auguri per i suoi 70 anni!
    11 febbraio 1941 - 11 febbraio 2011...

    Freda è un grande politico, editore, scrittore ed intellettuale nel senso migliore del termine: fautore della cultura militante che unisce armonicamente pensiero ed azione...
    Anche se non mi trovo particolarmente d'accordo sulle sue posizioni filo-nazifasciste, ma del resto lui stesso è più che altro un 'platonico', 'nicciano' ed 'evoliano' fautore della creazione di una nuova cosiddetta 'aristocrazia ariana' ispirata alle antiche civiltà indo-germaniche ed ellenico-romane, lo ammiro molto per la sua opera culturale come editore e soprattutto per aver fondato il Fronte Nazionale ovviamente...
    Il suo Fronte Nazionale è stato l'unico movimento politico apertamente razzialista mai creato in Italia, formato nei primissimi anni '90 del secolo appena trascorso da un'élite di impavidi preveggenti 49+1...
    Il Fronte Nazionale fu già nei primissimi anni '90 del '900 l'unico movimento politico italiano - insieme alla Lega Nord dell'epoca, quando ancora era controcorrente - ad opporsi dichiaratamente e radicalmente al processo allora incipiente di invasione allogena terzomondiale dell'Italia nel nome della difesa della popolazione autoctona e della razza bianca...
    Penso sia superfluo dirvi che per me era un vero modello di sana politica...
    Purtroppo la magistratura si accanì ancora contro Freda e sciolse il Fronte Nazionale condannando i suoi principali esponenti e militanti al carcere, una vicenda vergognosa e liberticida come disse anche l'Avv. di origine ebraica Carlo Taormina che nel nome della libertà di espressione osò coraggiosamente difendere Freda e soci...
    Le Edizioni di AR e la Biografia politica di Franco Giorgio Freda:




    Edizioni di Ar

    Origini Indo-Europee, di Franco Freda - Page 2 - Stormfront
    il "Sacerdote" del razzismo morfologico - Stormfront
    Razzismo morfologico - Stormfront


    Franco (Giorgio) Freda | Facebook
    Notas de Amici della Libreria Ar | Facebook

    <<Il dovere di noi europei, discendenti dalle genti arie d'occidente, è quello di destinare le nostre coscienze, attraverso una sorta di "educazione militare dell'anima": ricordare quella grandezza e quella divinità che costituisce il retaggio dei nostri avi indoeuropei - e che verrebbe annientata nella convivenza con una massa mondiale magmatica.
    Ricordare e insorgere. Lottare - senza tumulti nè violenze da noi provocati, ma senza transigere col dovere di contrastare la prepotenza degli allogeni - per la salvaguardia delle nostre comunità nazionali e razziali in Europa. Ricordare. Evocare e richiamare alla vita l'antenato ario che è in noi.
    Tornare alle origini dell'uomo di razza che è stato autore e generatore delle nostre stirpi - ovvero della cultura, dei costumi delle forme di vita della nostra specie. Insorgere.
    Difendere con generosità di cuore e perseveranza di opere quella terra e quel sangue che incarnano e manifestano, in ordine fisico e biologico, quelle potenze naturali, metafisiche e metabiologiche, che sono gli dèi del sangue e della terra.
    "Consacrare" a loro la nostra volontà significa purificarla dalla decadenza - e purificarla equivale a stabilire la condizione fondamentale dell'esito vittorioso del nostro agire.
    Saranno essi, infatti, le guide - disincarnate e invisibili, ma presenti - del nostro "cammino di ronda" nella fortezza europea.>>
    Tratto da "I Lupi Azzurri" di Franco Giorgio Freda




    Interviste recenti a Franco Giorgio Freda, il quale come sua onorevole norma risponde alle meschine domande dei giornalisti al soldo del sistema mondialista con una severa e calma fermezza d’animo, una fierezza straordinaria ed una coerenza cristallina:




    Freda: "Io colpevole? Ho attuato il mio credo" - LASTAMPA.it
    «Io sono stato condannato a quindici anni per aver guidato una sodalità eversiva, il Gruppo di Ar: lo riconosco come mio titolo d’onore. (…)
    "È insano cercare nei rivoli ciò che si può attingere dalla fonte": così ammonisce Boccaccio. La fonte cui ho inteso volgermi è altra dai fascismi, intemporale. Ma confermo la mia personale venerazione nei confronti del Fuehrer e del Duce».

    vedifoto
    Franco Freda: «Ventura? Un miliziano che ha inferto gravi perdite al nemico» - Il Messaggero
    «Chi formula tali teoremi parla di verità, ma in realtà non la cerca, vuole solo coltivare il proprio interesse.
    Io fin dall'adolescenza mi sono riconosciuto in un’idea del mondo radicalmente ostile alla democrazia, ovvero all'egualitarismo, ossia al cristianesimo, dunque alla modernità e alla decadenza: ora spero di avere due eredi (non precisa quali, ndr) che porteranno avanti la mia battaglia che è stata anche quella di Ventura».

    http://www.azionetradizionale.com/20...ista_Freda.htm
    “(…) Riconosce qualche altra accusa?
    «Sì, l'attentato che da oltre cinquant'anni muovo alla visione del mondo della democrazia»
    Cos'è per Freda un giudice, una sentenza?
    Cos'è la giustizia terrena?
    «Un giudice è un attaché dell'ordine giudiziario che si sente ministro sacerdotale della giustizia. Se la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi, la politica giudiziaria, con le sue sentenze, è anch'essa prosecuzione della guerra, giocata attraverso la posologia delle sanzioni. Una sentenza è una battaglia. Ma la guerra continua. Non può esaurirsi, impastata com’è di essa la vita. Giustizia è subordinazione dei peggiori ai pochissimi migliori: della massa dei peggiori ai pochissimi migliori. È regime castale. È sottomissione ai "belli-e-buoni". Non è certo intrisa, la giustizia, di ipocrita bava sentimentale»(…)
    Che sistema ne è uscito secondo lei?
    «Ma è possibile che lei non avverta quanto la sua domanda sia anacronistica oggi, di fronte al nuovo paesaggio che si disegna, di guerre razziali, di conflitti etnici? Continua a parlare di assetti sociali, di antagonismi ideologici, di istanze distributive di ricchezza, mentre osserviamo le convulsioni, l’agonia in cui si dibatte la nostra razza?

    Chi è Franco Freda?
    «È un uomo che ha agito come ha il dovere di comportarsi un soldato politico, un miliziano, quando combatte dietro le linee nemiche. In questo caso, quelle della democrazia. La sua linea di condotta rimane quella cantata da Bertold Brecht, ebreo comunista di rango. Nella mia parafrasi:
    "Chi combatte per il sentimento e l'idea del mondo in cui si riconosce deve continuare la battaglia e interrompere la battaglia; dichiarare la verità e celare la verità; protendersi e ritirarsi; irrigidirsi e piegarsi da giunco fino a che la corrente non sia passata. Chi combatte per il senso e l'idea del mondo in cui si riconosce ha tra tutte una sola divisa: nulla tralasciare per compierli e realizzarli".
    La mia vocazione è quella dell'uomo che abbia dignità e rispetto di sé» (…).”





    Anche se magari non condivido totalmente certe sue posizioni ed idee (ad es. io prendo nettamente le distanze da Fascismo e Nazionalsocialismo, almeno da un punto di vista politico-ideologico), è uno spettacolo vedere un uomo così che non accetta compromessi, che non si lascia intimorire, che non indietreggia minimamente di fronte alle accuse e rimane saldissimo sia interiormente che nella pubblica ma riservata esibizione della sua persona.
    Freda incarna alla perfezione l'uomo d'onore ed il soldato politico che resta fedele fino alla fine alla propria cultura militante e visione del mondo:
    "Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla." - Ezra Pound



    70 anni di lotta politica e culturale nel nome della migliore tradizione aristocratica europea – dal greco Platone al francese Gobineau fino al polacco Malinsky - e per preservare la razza bianca in Italia con la fondazione del movimento politico elitario Fronte Nazionale: onore e gloria a Franco Giorgio Freda!

    14 Words! – Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 16-02-11 a 20:47
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  2. #2
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    Dal libro "I Lupi Azzurri, Documenti del Fronte Nazionale" ed altri scritti di Freda:


    “Di fronte al caos della modernità, unica salvezza è la forma”
    “Dice no alla razza, rinnega la razza l’individuo dell’anti-razza: il bastardo nemico dell’uomo.
    Chi, avendo subito la deformazione dell’anima e lo sfiguramento del corpo, avversa le proprie origini, è un degenerato che attenta la propria razza: un autore potenziale di genocidio.
    Dice si alla razza, afferma la razza l’uomo di razza a qualsiasi razza risulti assegnato dalla provvidenza universale.
    Chi senta vivere dentro di sé come radici arcaiche i fondamenti della comunità razziale cui appartiene è razzista.
    Chi afferma il vincolo che lo richiama alla propria razza, lo avverte con i sentimenti lo testimonia con i pensieri, lo rafforza con le opere è razzista. Razzismo significa non disprezzo delle altre razze ma fedeltà alla propria razza, riconoscimento della specifica forma di vita che lo segna, rispetto di tutti i nessi, interiori ed esteriori, superiori e inferiori che la ordinano.” – F.G. Freda


    "Noi sosteniamo non la superiorità di una razza sull'altra, ma il rispetto che ciascuna razza deve avere di sè, della propria forma razziale - ossia della propria 'identità', intendendo con questo la propria cultura, le proprie tradizioni, i propri costumi, la propria religiosità.
    Gli unici che, semanticamente, rispettano la società multirazziale siamo noi, rispettosi dell'identità di ogni razza. Noi avversiamo il dissolvimento delle razze, il disfacimento dei popoli e la deformazione delle culture nel meticciato universale.
    Una comunità interrazziale può rivelarsi naturale solo a patto che ciascuna razza viva in autonomia dalle altre, sulla propria terra, sviluppando entro questo perimetro una cultura che, come proiezione della propria entità razziale, differisce dalle altre culture.
    In questo senso, condannata ogni ipotesi di assimilazione e integrazione, la coesistenza armoniosa tra gruppi etnici differenti viene concepita come il frutto di rapporti in cui alla separatezza e distanza delle rispettive comunità venga associata una equa cooperazione tra le stesse, affinchè ognuna di esse abbia garantite dignitose condizioni di vita sul territorio a cui è legata da disegni divini." - F.G. Freda


    "Rispettare le etnie - i colori del mondo, le voci dei popoli - significa ripristinare l'egemonia dell'armonia, restaurare l'ordine di vere corrispondenze e assonanze piuttosto che tramare la confusione di impossibili, inumane eguaglianze."
    "L'umanità esiste sotto forma di differenza razziale [...] Ingiusta discriminazione e odio sono fomentati da chi benedice o altrimenti favorisce lo sradicamento delle etnie - delle razze, dei popoli -dai loro propri spazi territoriali : da chi vuole cancellare, attraverso un ipocrita e contraddittorio umanitarismo , le differenze (che sono altra cosa da contingenti e fragili e moralistiche "superiorità" o "inferiorità") , non rispettando la propria e l'altrui forma razziale"
    "Chi partecipa di una visione del mondo che, analogicamente rispetto a quella democratica, dobbiamo definire aristocratica, non può che ancorarsi a canoni di comportamento di tipo gerarchico. Gerarchia significa rispetto delle differenze. Significa rispetto dei gradi e delle qualità dell'anima."
    (F. G. Freda, L’albero e le radici. Il processo criminale alle idee del Fronte Nazionale. Edizioni di AR)



    Freda ha riassunto perfettamente il senso ed il significato essenziale del separatismo/differenzialismo razziale e dell'identitarismo bianco...
    David Duke sostiene le stesse posizioni: ad ogni diversa razza il proprio spazio vitale e la propria autogestione politica, economica, culturale.
    Risulta ovvio che non si tratta di un egualitarismo politicamente corretto e che equa cooperazione vuol dire, in tale contesto, semplice collaborazione a distanza e scambio economico, certo non implica il fatto che la razza bianca debba fare l'ipocrita carità umanitaria - che poi è un business orchestrato dai politicanti dei vari governi e dall'alta finanza cosmopolita per arricchirsi le tasche alla faccia dei patetici buonisti che donano soldi che andranno in ogni caso ai truffatori internazionali - alle popolazioni di colore come fa stupidamente al giorno d'oggi...
    Ognuno dovrà farcela con le proprie capacità e vivere in base ai propri standard differenziati.



    Freda sul razzismo - Stormfront
    Freda sul razzismo - Stormfront
    Origini Indo-Europee, di Franco Freda
    Origini Indo-Europee, di Franco Freda - Stormfront
    Il "Sacerdote" del razzismo morfologico
    il "Sacerdote" del razzismo morfologico - Stormfront

    http://www.stormfront.org/forum/t540525/



    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 16-02-11 a 21:25
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
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    Voi ricordatevi di noi:

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  3. #3
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    Varg Vikernes, fra l'altro, ha compiuto 38 anni questo 11 febbraio, proprio lo stesso giorno in cui ha compiuto 70 anni Franco Freda!!
    2 grandi uomini nati lo stesso giorno: Varg Vikernes e Franco Freda per 1000 anni!!



    Varg Vikernes - Wikipedia
    Franco Freda - Wikipedia


    Freda, fra l’altro, è un cognome irpino di chiara origine germanica (gotica per la precisione, con ramificazioni tanto in Campania e Puglia settentrionale quanto in Veneto ed Emilia Romagna…vedi anche cognomi affini come Giuffrida e Ciuffreda), esattamente come Romualdi (palese cognome longobardo) ed Evola (da Hevelar, probabile cognome normanno italianizzato): Franco Freda (nato a Padova da madre veneta e padre campano), Adriano Romualdi (romagnolo di Forlì) e Julius Evola (nato a Roma da famiglia della nobiltà siciliana, era alto 1,90 con lineamenti regolari del volto e dolicocefalia evidente) quindi, ossia i 3 più grandi intellettuali della Destra radicale italiana del ‘900, erano almeno in parte discendenti delle varie stirpi germaniche che nei secoli medievali si stanziarono in Italia!!!
    Alla faccia di chi nega l’importanza dei Germani e dei loro eredi nella storia d’Italia, mentre in realtà sono loro che hanno costituito le aristocrazie dominanti in quasi tutte le regioni da Nord a Sud (Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia, ecc.) e fornito parecchi grandi uomini come re, nobili, militari, politici, intellettuali, artisti, ecc.…
    Il sangue nordico dei Germani medievali (Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Svevi e Normanni) – unito al residuo sangue nordico degli antichi Italici e Romani, quasi scomparso al tempo del tardo impero, ma mai del tutto, e quindi ancora presente almeno nelle classi superiori – infuse all’Italia quella nuova energia eroica e creativa che spesso caratterizzò i suoi migliori uomini dal Medioevo all’epoca moderna e contemporanea, anche là dove questo retaggio era misto e presente in misura apparentemente minima nel fenotipo, dato che nel genotipo veniva conservata e trasmessa ai discendenti.
    Dante Alighieri e Giuseppe Garibaldi ad esempio - un grande poeta ed intellettuale appartenente alla nobiltà fiorentina tardomedievale ed un impavido uomo d’azione dalla chioma bionda, bramoso di imprese guerriere come i suoi avi longobardi, che contribuì ad unire l’Italia - erano altri 2 discendenti dei Germani!
    Aggiungo anche (oltre ad innumerevoli ufficiali militari e persone di ogni campo) Giacomo e Monaldo Leopardi (eredi della nobiltà longobarda delle Marche), nonché il romano Gabriele Adinolfi ed il lombardo Luca Leonello Rimbotti - altri 2 intellettuali di valore della Destra radicale italiana attuali – che hanno 2 cognomi di origine germanica!!
    Naturalmente questo non vuol dire minimamente che fossero o siano puri tipi nordici nel fenotipo – dato che i loro capostipiti maschili germanici si fusero poi progressivamente con le popolazioni autoctone delle varie regioni italiane, con la formazione di tipi fisici misti di diverse sottorazze bianche – ma di certo a livello genetico l’elemento nordico c’era e c’è nella loro eredità di sangue!
    A parte questo, ribadisco ancora…
    Onore a Freda e alle Edizioni di AR!

    14 Words! – Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 16-02-11 a 21:23
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    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  4. #4
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    Quote Originariamente inviata da Holux Visualizza il messaggio
    2 grandi uomini nati lo stesso giorno: Varg Vikernes e Franco Freda per 1000 anni!!
    14 Words! – Holuxar
    E’ vero che si puo' riempirli di imodium, ma volete mettere la soddisfazione di produrre un paio di chili di magma caldo e semiliquido?


    Orginalmente inviato da myriam984 Ciao Giubizza,
    ascolta un consiglio fatti curare

    # giubizza 79.29.255.***
    #piccolocorvo 79.29.255.***
    # imn0ne 79.29.255.***
    # irripetibile 79.29.255.***

    Orginalmente inviato da piccolocorvo

    27enne campano, gay passivo, cerca ragazzi superdotati che possano soddisfarlo. Mi piace molto succhiarlo e prenderlo ne culo. Contattatemi al ********XX.

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    Questi sono i 4 libri essenziali sulle posizioni politico-culturali di Freda (il primo segnalato è la sua tesi di laurea su Platone) e del Fronte Nazionale:


    Franco G. Freda, Platone. Lo Stato secondo giustizia, Edizioni di Ar, Padova 1996.
    Franco G. Freda, Il Fronte Nazionale, Edizioni di Ar, Padova 1994.
    Franco G. Freda, L'albero e le radici, Edizioni di Ar, Padova 1996.
    Franco G. Freda, I lupi azzurri. Documenti del Fronte Nazionale, Edizioni di Ar, Padova 2000.


    Sul pensiero politico-filosofico di Freda ispirato a Platone e al paganesimo antico greco-romano, al radicalismo aristocratico di Nietzsche, al socialismo prussiano di Spengler e al razzismo esoterico di Evola c’è pure questa interessante tesi di laurea:


    Chiara Stellati, Una ideologia dell'Origine. Franco Freda e la controdecadenza, Edizioni di Ar, Padova 2001.


    Sulle vicende giudiziarie personali di Freda – accusato ingiustamente per la strage di Piazza Fontana è stato condannato a 15 anni di carcere, come vera e propria vendetta ideologica contro di lui per via della sua visione del mondo, poi la sua innocenza è stata riconosciuta - e del Fronte Nazionale (che venne ufficialmente messo al bando e sciolto dal Ministero dell'Interno con decreto del 9 novembre 2000, sulla base della legge liberticida Mancino-Modigliani) ci sono questi 3 libri importanti:


    Carlo Taormina, Un delitto di eresia, Edizioni di Ar, Padova 1998.
    Francesco Ingravalle, L'automa della legge, Edizioni di Ar, Padova 1999.
    “Piazza Fontana: una vendetta ideologica”
    Edizioni di Ar




    http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_Nazionale_(Freda)

    http://lombardia.indymedia.org/node/8534/pdf

    “Dialoghi con il giudice sugli extracomunitari, Antonio Lodetti, "Il Giornale", 31/08/2008
    Il Fronte Nazionale di Freda già nel 1989 parlava di «espulsione immediata degli extraeuropei immigrati illegalmente». Oggi è il tema del giorno, ma nel '93 il Fronte fu messo fuorilegge per «razzismo». Freda, in L'albero e le radici (Ar, pagg. 150, euro 17) racconta le sue idee scomode attraverso i dialoghi con il Pm che lo processa. Una battaglia etica in cui emerge la sua visione culturale ispirata «ai precetti non scritti degli Dei», come dice Sofocle. Freda difende il suo mondo dove l'aristocrazia sposa Eraclito, Dante e Spengler. Con Platone, dice che giustizia non èuguaglianza ma «dare a ciascuno il suo posto», non sradicare le etnie in nome di un ipocrita umanitarismo. Un testo complesso e dirompente. Mostro, perseguitato o ciò che preferite. Leggete e giudicate senza pregiudizi.
    - Franco Giorgio Freda, L'albero e le radici, Edizioni di Ar, pagg. 150, euro 17
    Questo volume raccoglie le domande del Pubblico Accusatore e le risposte di Franco G. Freda – incriminato per 'eresia' razzista - al processo contro il Fronte Nazionale. La dialettica oppositiva delle circostanze rende ancor più nitide le formule con cui, citando Nietzsche e Platone, si spiegano la
    natura del razzismo "morfologico", la necessità delle differenze (una variante sociologica del "pathos della distanza"), e i motivi dell'ostracismo democratico a tali teorie e istinti.”

    "L'umanità esiste sotto forma di differenza razziale [...] Fino a quando esisteranno differenze razziali -[...] spero esisteranno sempre poiché la loro scomparsa impoverirebbe l'umanità - ci saranno pure tensioni tra le razze e problemi di coesistenza cronici o acuti" .

    “La questione, per noi, si pone in un'ottica esattamente rovesciata. Ingiusta discriminazione e odio sono fomentati da chi benedice o altrimenti favorisce lo sradicamento delle etnie - delle razze, dei popoli - dai loro propri spazi territoriali: da chi vuole cancellare, attraverso un ipocrita e
    contraddittorio umanitarismo, le differenze (che sono altra cosa da contingenti e fragili e moralistiche "superiorità" o "inferiorità"), non rispettando la propria e l'altrui forma razziale; da chi ha riservato per sé l'orribile sfruttamento consumistico delle risorse della Terra, inducendo milioni di disperati a decidere tra fame o "assunzione" ai margini delle megalopoli occidentali - carne da macello buona per tutte le sottoutilizzazioni.”


    FREDA: "ALTRI CONTINUERANNO LA NOSTRA BATTAGLIA"
    FREDA: "ALTRI CONTINUERANNO LA NOSTRA BATTAGLIA" - Stormfront


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    Ultima modifica di Holux; 18-02-11 a 16:45
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    Voi ricordatevi di noi:

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    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

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    Edizioni di Ar
    "FRANCO G. FREDA

    Di origini irpine, Franco Giorgio Freda nasce a Padova, l'11 febbraio 1941. Attento alla politica fin dal ginnasio, presiede il Fuan San Marco (l'organizzazione degli studenti universitari del Movimento Sociale Italiano), rendendolo poi autonomo da quel partito – che ritiene non ‘in ordine'.

    Dopo essersi laureato in giurisprudenza, discutendo con il professor Enrico Opocher la tesi su “Platone: lo Stato secondo giustizia”, costituisce, nel 1963, il Gruppo di Ar. Tale sodalizio balza subito ai rumori delle cronache diffondendo un opuscolo che compendia alcune teorie revisioniste sull'“Olocausto” e spinge il senatore ebreo comunista Terracini a formulare ai ministri dell'Interno e di Grazia e Giustizia una faconda interrogazione (dove si parla di “un immondo fascicolo antisemita” e si domanda quali misure fossero state prese “per cauterizzare la piaga fetida e purulenta prima ch'essa allarghi la sfera della propria azione”). Sempre nel 1963, Freda fonda le Edizioni di Ar, che aprono il proprio catalogo con il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane di Arthur de Gobineau. Nel 1969, pubblica La disintegrazione del sistema, nota sua scrittura di contrasto.

    Le Edizioni di Ar - il cui catalogo raccoglie centinaia di titoli e si ramifica ora in venti collane - riuniscono i classici del pensiero antiumanistico e antidemocratico (antimoderno), da de Gobineau, a Nietzsche, a Spengler, a Evola. Verso la fine degli anni ‘70, durante la lunga inclaustrazione, Freda tornisce la collana per lui capitale, ‘Paganitas', che comprende le voci più significative della non-cristianità, da Celso (la prima traduzione in Italia del Discorso di verità appare, nel 1978 appunto, a cura sua), a Giuliano Imperatore, a Porfirio, a Pitagora, fino ai contemporanei.

    Dal 1971, il processo (politico e quindi giudiziario) per la strage di Piazza Fontana vede l'Editore tra i principali imputati, fino al 1987, quando la Corte di Cassazione stabilisce la sua non-responsabilità per la strage, confermando le due sentenze assolutorie di appello di Catanzaro e Bari.

    Nel 1982, viene condannato definitivamente a quindici anni di carcere per associazione sovversiva.

    Attento studioso dell'etnicità, Freda definisce, nelle proprie opere più recenti, i principii di un razzismo "morfologico". Nel 1989, fonda il movimento politico-culturale “Fronte Nazionale” – il cui atto costitutivo ufficiale reca la data del 1990 - e pubblica L'Antibancor (rivista periodica di studi economici e finanziari) e numerosi volumi dedicati alla questione razziale connessa con i problemi migratorii.

    Il Fronte Nazionale esprime la propria preveggente apprensione di fronte alla mostruosità del disegno di una (pretesa) società multietnica e all'inumanità della globalizzazione. Esso si propone soprattutto come scuola, come luogo di formazione politica. Ma alcuni magistrati ritengono che sediziose e nocive siano le parole di Freda (“ontologicamente criminale”? domanda allibito alla corte il difensore di questi, l'avvocato Carlo Taormina) - e irridono la sua previsione dei conflitti razziali che pur vanno profilandosi. Freda viene condannato, così, a tre anni di carcere e il Fronte Nazionale è sciolto dal Consiglio dei Ministri, nel 2000, sulla base della legge Mancino-Modigliani.

    Nel 2004, l'Editore inaugura la collezione di Ar, che ospita i testi di Friedrich Nietzsche con l'originale tedesco a fronte (e mira a ripulire le scritture nietzscheane dall'invadenza dei ‘passatori' infedeli), dando alle stampe L'anticristiano.

    Attualmente il concerto di voci da lui ordinate varia dal libretto per fanciulli sul come astenersi igienicamente dal Dio-unico, alla calligrafia erotica, ai testi filosofici, politici, genealogici, a volumi sull’arte e l’estetica, a vigorosi pamphlet d’assalto."






    Franco (Giorgio) Freda | Facebook
    Notas de Amici della Libreria Ar | Facebook
    “S’i fossi Freda arderei il mondo. Una vita tutta al superlativo. Bellissimo e dannatissimo, capelli bianchissimi, ribelle non per una stagione ma per tutta l’esistenza, accusato a gran voce non di aver ucciso un paio di persone in un reflusso di pathos ma di aver organizzato la strage di Piazza Fontana, madre di tutti i ‘sacrifici’ politici (e poi assolto, dopo un processo decennale che tenne l’Italia incollata ai telegiornali). Timbro di voce più che grave. Cercagli solo un capello non bianco, grigio chiaro, sulla sua testa e non lo trovi. E’ completamente candida, senza sfumature, senza sbavature. Contro lo stato al punto da non concederglisi nemmeno nel nome. Franco per l’anagrafe, per la legge e per i curiosi; Giorgio per sé e per tutti gli altri.

    (...)

    Tutto era cambiato quando nacque, circa un secolo dopo, Franco Freda di Michelangelo, che il suo nome anagrafico lo apprese solo, con una certa perplessità, in prima elementare. Nacque aspramente, a Padova, in una fredda notte di guerra. Il padre, soldato, a obbedire al Duce, che lo spedì a combattere ai quattro angoli d’Europa. Nel febbraio del ’41, gli era appena morto un commilitone che si chiamava Franco. La levatrice fu così mandata a iscrivere il piccolo all’ufficio anagrafe con ordini confusi. Giorgio… Franco… Lei ricordò solo il secondo nome: Franco, e così dichiarò. Ditelo ai misteriologi che non c’entrano i nomi di battaglia.

    Incendio numero uno: il covo di via Patriarcato nel centro storico di Padova, dove Freda riuniva la sua snella masnada e dove aveva aperto, nel ’68, una libreria dal nome odioso a Padova tutta, la Libreria Ezzelino. 1975. Forse un commando delle Brigate Rosse. Forse c’era con loro un noto ideologo scarlatto. Di sicuro, dentro i locali, c’erano due persone e un bambino di pochi mesi e, di sicuro, se non ci fosse stata l’uscita sul retro, si sarebbero tutti e tre cotti a puntino. Avevano buttato una molotov e chiuso la serranda, trasformando la libreria in un forno. Freda era già in galera da quattro anni e di anni ne aveva trentaquattro. I suoi maglioni col collo alto, i suoi zigomi alteri, la sua schiena dritta e le sue idee inconcepibili, sospese tra la Grecia di Eraclito e Platone, la scrivania di Nietzsche e il Terzo Reich, avevano già fatto il giro delle gazzette.

    Incendio numero due. Via San Biagio (sempre in centro a Padova). Brucia l’ex studio di Freda adibito a deposito dei volumi di Ar, la sua casa editrice, fondata nel 1963. E giù altri libri affumicati, Celso, Porfirio, i Discorsi contro i galilei di Giuliano Imperatore. Siamo negli anni ‘90. L’Editore (così lo chiamano i suoi aficionados) è di nuovo in rotta con il diritto italiano per aver fondato, nel 1990, un movimento politico, il Fronte Nazionale, che voleva impedire l’ingresso massiccio di immigrati in Italia. Allora, se ne coglievano malcerte (ma per lui certissime, così come è stato) avvisaglie. Si trovava ancora in galera, Freda – sarà stato il 1987, poco prima della scarcerazione definitiva per Piazza Fontana – quando vide la prima immagine di un gruppo di vu’ cumprà all’ombra della madunina, sotto le spade celesti delle guglie del Duomo di Milano. O è un fotomontaggio o è un’indecenza – pensò. Non si concesse neanche due anni di congedo dalle cure politiche e, nel 1989, cominciò ad attraversare l’Italia per costituire il Fronte Nazionale, che il consiglio dei ministri disciolse, nel 2000, per le sue frizioni con la legge Mancino. Dieci anni di vita: quanto basta perché i balconi bombati dello studio di via San Biagio, davanti alla storica biblioteca universitaria, si annerissero, e non metaforicamente.

    (...)

    “Prima ci si vendica e poi si fa la pace” – pare abbia detto Freda al giovanotto Ventura che comiziava, nel 1967, di pacificazione necessaria. O lo scontro totale con l’inaccettabile – ai suoi occhi – ipocrisia postbellica, o la distanza assoluta, la monacalità. “Un monaco” – si definisce oggi, mentre cesella, con puntigliosità ‘imperdonabile’, le sue traduzioni da Nietzsche e da Spengler, mentre pensa alle nuove voci da aggiungere alla sinfonia antimoderna, antiumanistica, antiborghese e antisentimentale delle Edizioni di Ar, che va dagli Aurea carmina di Pitagora alla gaia erotica, a Nietzsche, a Evola, al Mein Kampf (ma in livrea bella e preziosa, mica con quei goffi grassetti pseudorunici da santino nostalgico).

    (...)

    S’i fossi Freda, in effetti, pensandoci bene, non lo arderei mica questo mondo, che poi col cavolo che si sopravvive con tutte le esalazioni chimiche nocive che si sprigionano. S’i fossi Freda, a questo punto, capito come funziona il fatuo giochino della modernità ragionevole e plurale, tollerante e pietosa, me ne starei ben trincerato nella mia torre d’avorio patriarcale, ad Avellino, tra il monte Terminio e il monte Partenio, grazie alla sorte pure dietro un paio di colonnuzze doriche, a tradurre e a tramandare. E questo fa infatti, l’editore più tabù d’Italia, candido e inafferrabile."




    14 Words! – Holuxar
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da Holux Visualizza il messaggio
    [B][ col cavolo che si sopravvive con tutte le esalazioni chimiche nocive che si sprigionano. ]
    Durante la notte un razzista petomane può arrivare a emettere un totale di 16.000 peti, contaminando l'atmosfera con polveri *****stiche e/o quantità devastanti di gas sulfurei.


    Orginalmente inviato da myriam984 Ciao Giubizza,
    ascolta un consiglio fatti curare

    # giubizza 79.29.255.***
    #piccolocorvo 79.29.255.***
    # imn0ne 79.29.255.***
    # irripetibile 79.29.255.***

    Orginalmente inviato da piccolocorvo

    27enne campano, gay passivo, cerca ragazzi superdotati che possano soddisfarlo. Mi piace molto succhiarlo e prenderlo ne culo. Contattatemi al ********XX.

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da curziodemagistris Visualizza il messaggio
    Durante la notte un razzista petomane può arrivare a emettere un totale di 16.000 peti, contaminando l'atmosfera con polveri *****stiche e/o quantità devastanti di gas sulfurei.
    Tu quanti peti fai?
    Non c'è peggiore ideologia di quella che non si riconosce come tale.
    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
    E la peggiore di tutte è quella che si assurge a "scienza".



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