Questi incapaci del PDL e della lista del plurindagato Formigoni sono riusciti a farsi bocciare, rispettivamente dalle Corti d'Appello di Roma e Milano, le liste elettorali, con conseguente esclusione, rispettivamente del PDL e della lista Formigoni, dalle competizioni elettorali regionali di Lazio e Lombardia.

La questione del Lazio è assai oscura e merita chiarimenti nei prossimi giorni (qualcuno nel PDL parla di ricatti...), comunque tipica di un partito palesemente e notoriamente privo di organizzazione democratica.
L'incaricato di consegnare in Corte d'Appello le firme necessarie alla regolare presentazione della lista del PDL nel Lazio s'è presentato in ritardo, cioè oltre il termine legale. Risultato ovvio: la Corte ha escluso la lista PDL.

In maniera assai singolare, l'accozzaglia berlusconiana del Lazio s'è appellata al quirinale... fatto singolare, non previsto da alcuna norma costituzionale, legale o anche regolamentare (il Capo dello Stato non c'entra nulla con il processo elettorale, la competenza è ripartita tra Corte d'Appello e Tribunale Amministrativo Regionale). Risultato: il capo dello Stato ha rammentato ciò che è ovvio... le controversie elettorali, come qualsiasi altra controversia, sono devolute ai giudici.

Attendiamo la reazione del PDL, che probabilmente coglierà questa colossale vaccata per poter attaccare preventivamente la magistratura (ah ma tanto resteremo esclusi perchè i giudici sono comunisti), in maniera radicalmente infondata ed antidemocratica: se la legge dice che entro le ore tot del giorno tot devi presentare le liste. Se non lo fai sei escluso... ma il PDL probabilmente, ubriaco delle impunità del suo padrone, si ritiene al di sopra delle leggi di noialtri comuni mortali.

Ma veniamo alla Lombardia: qui c'è del meglio. 514 delle firme raccolte per la Lista Formigoni erano irregolari. Di qui la bocciatura della lista... sembrerebbe una ******ccia a sè stante, ma vedremo se ci sono collegamenti con il Lazio...