TAGLIARE LE TASSE? A CHI? E PERCHE?


BERLUSCONI (LA PROMESSA): “DUE SOLE ALIQUOTE IRPEF PER GLI ITALIANI!”

“Riforma fiscale? Si parta dalla riduzione a due delle aliquote Irpef!”.
Questo il progetto al quale starebbe lavorando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
La novità principale altro non è che la riedizione (per la terza volta) della proposta con cui lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si era presentato agli elettori già 15 anni fa: la riduzione delle aliquote Irpef a due sole (del 23% per i redditi inferiori a 100 mila euro e del 33% per i redditi superiori).


IL SISTEMA DELL’IRPEF VIGENTE IN ITALIA:

In Italia l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) si articola:
-in “cinque scaglioni” di reddito
-ad ognuno dei quali corrisponde una propria “aliquota imponibile” (progressiva all’aumentare del reddito).
Più in dettaglio:
I-per i redditi compresi tra 0 e 15 mila euro l’aliquota Irpef è pari al 23%
II-per quelli tra 15 e 28 mila euro al 27%
III-per quelli tra 28 a 55 mila euro al 38%
IV-per quelli tra 55 a 75 mila euro al 41%
V-e per quelli oltre i 75 mila euro al 43%.
Sui redditi più bassi, inoltre, grazie ad un complesso sistema di “deduzioni” dal reddito e di “detrazioni” dall’imposta, l’incidenza effettiva media dell’Irpef risulta pari:
-per i redditi fino a 8 mila euro, all’1,6%
-e per quelli compresi tra 8 e 15 mila euro, al 9%.

Che l’Irpef rappresenti l’“imposta perno” del nostro sistema fiscale, infine, lo dimostra il suo enorme gettito, pari:
-a 163,4 miliardi di euro (contro i soli 43 dell’Ires e 38 dell’Irap)
-ad oltre i 2/3 dell’intero gettito delle imposte dirette
-e a ben 1/3 delle intere entrate tributarie dello Stato (pari a 471 miliardi di euro).


COSA CAMBIEREBBE CON LA RIFORMA DELL’IRPEF ANNUNCIATA?

Se la riforma prospettata dal Premier entrasse in vigore, il sistema dell’Irpef si articolerebbe in due soli scaglioni di reddito con aliquote fiscali notevolmente ridotte rispetto alle attuali:
I-per i redditi tra 0 e 100 mila euro l’aliquota risulterebbe del 23%
II-mentre per i redditi oltre i 100 mila euro si ridurrebbe a solo il 33%!


CHI BENEFICEREBBE DELLA RIFORMA?

Un simile disegno riformatore risulterebbe premiante soprattutto per i ceti sociali più alti.
Più in dettaglio:
-per le fasce sociali basse (dichiaranti fino a 15 mila euro) il beneficio fiscale sarebbe “nullo”: in sostanza, i soggetti più deboli (come pensionati e lavoratori percepenti meno di 1.000 euro al mese) non riceverebbero “1 solo euro” di riduzione fiscale!
-per le fasce sociali medio-basse (dichiaranti dai 15 ai 28 mila euro) cambierebbe ben poco, beneficiando di una minima riduzione dell’aliquota (dal 27% al 23%)
-per le fasce sociali medio-alte (dichiaranti dai 28 ai 75 mila euro) lo “sconto fiscale” risulterebbe già “sostanziale” (beneficiando di una riduzione dell’aliquota dal 38% al 23%)
-mentre le fasce sociali alte (ossia dichiaranti oltre i 75 mila euro) risulterebbero paradossalmente essere quelle in assoluto più premiate, beneficiando di una riduzione dell’aliquota dal 43% al 33% (di 10 punti percentuali netti!).

Secondo l’ufficio studi della Cgia di Mestre (“Associazione artigiani e piccole imprese”):
-a fronte di una riduzione del carico fiscale di “520 euro” annui per una coppia con un figlio a carico e con un reddito di 21.500 euro ciascuno
-coloro che intascano più di 40 mila euro vedrebbero ridurre il loro carico fiscale di “2.320 euro”
-mentre coloro dichiarati oltre 100 mila euro disporrebbero di ben “14.170 euro” di sconto fiscale!


ECCO PERCHE’ L’ANNUNCIATA RIFORMA DELL’IRPEF RISULTEREBBE “CLASSISTA”, “INIQUA”, “INSOSTENIBILE” E “POPULISTA”!

Leggi il resto dell'articolo sul Blog “SPAZIO LIBERO!”:
spaziolibero.blogattivo.com - Blog Gaspare Serra : Ultimi articoli


GASPARE SERRA


Gruppo “PER UN FISCO PIU’ EQUO E SOLIDALE… (Tolleranza zero contro l’evasione!)”:
Login | Facebook