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Teoria del Berlusconismo

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  1. #1
    semi god L'avatar di dadus86
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    Arrow Teoria del Berlusconismo

    Dopo vent'anni di alterni Governi presieduti dall'uomo più ricco d'Italia nonché probabilmente più inquisito, ho colto alcuni fattori ricorrenti nell'azione politica di questi governi e ne ho tratto una "Teoria del Berlusconismo".

    Il Berlusconismo è un orientamento di massa, in parte politico, fondato essenzialmente sull'adorazione profana di una persona; tale adorazione induce i berluschini a giustificare sempre e comunque il capo del partito, anche di fronte ai delitti più gravi e riprovevoli, anche a costo di modificare l'impianto giuridico e giudiziario del Paese. Il Paese, cioè, deve modificarsi sull'impianto giuridico alternativo (in realtà, come vedremo, eversivo) dipendente da una sola persona che poi è anche il capo del Governo e quindi ha il potere di dar seguito a questo cambiamento che i berluschini stessi chiamano spesso "rivoluzione", imponendolo tramite legge anche ai cittadini che berluschini non sono. L'Italia deve farsi immagine del berlusconsimo. L'Italia non deve essere nè di destra nè di sinistra, ma deve avere un unico pensiero. Il "culto della persona" è la tipica perversione democratica, che declassa le democrazie a semplici populismi: Venezuela docet.

    Il Berlusconismo, dal punto di vista politico, parte dal presupposto del potere assoluto del popolo, inteso come sovranità incondizionata ed illimitata. Il mandato elettorale (ovviamente diretto alla persona verso cui è diretta anche l'adorazione di massa) è un legame indissolubile per il quale non esiste nè responsabilità politica (andasse a mignotte, o a minorenni, chissenefotte, usasse si soldi pubblici per le sue orgie, chissenefotte) nè tantomeno responsabilità giuridica (soprattutto penale: chi condanna berlusconi non applica la legge, bensì automaticamente compie un "gesto politico" e "vuole sovvertire il risultato delle elezioni").

    Naturaliter, ciò contrasta con il principio elementare che distingue le dittature dalle democrazie: la maggioranza, che ha comunque il sacrosanto diritto di imprimere al Paese un dato indirizzo politico, deve esercitare la sovranità entro certi limiti ben precisi, in democrazia. L'assenza di limiti determina infatti la dittatura o l'anarchia, a seconda dei casi. Il Berlusconismo non tollera questi limiti, cioè non tollera la Costituzione. I berluschini, per dirla con Jona, "non si riconoscono" nella Costituzione, cioè nella democrazia.
    Non accettano limiti. Non tollerano (e, del resto, spesso non conoscono e/o non capiscono o vogliono capire) l'imposizione di limiti da una norma giuridica fondamentale, quale la Costituzione, che non è modificabile da una legge ordinaria. Ignorano, cioè, almeno 60 anni di evoluzione occidentale.
    Il potere della maggioranza, nell'ottica berluschina, deve espletarsi in tutto il suo potere, risolvendosi in quella che i padri del liberalismo additavano come il "montsrum" da evitare assolutamente: la dittatura della maggioranza.

    Il Berlusconismo guarda con disprezzo a qualsiasi organo costituzionale tecnico, in quanto incontrollabile, e contesta infatti l'indipendenza di parecchi organi costituzionali. Si attacca la Cosnulta se applica gli articoli basilari della COstituzione perchè, del resto, Berlucsoni non è un cittadino comune, bensì è un leader maximo da seguire ovunque e a qualsiasi costo.

    Il Berlsconismo si afferma tramite un grande rullo compressore dell'opinione pubblica: i media. Tutti controllati più o meno direttamente dalla famiglia di Berlusconi. Abbiamo tutti sentito le solite quattro facciotte ripetere per vent'anni sempre le stesse cose... dire nel 1994 che "Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura" non solo avrebbe scatenato l'ira generale ma sarebbe stato preso per il culo per almeno un anno. Eppure, oggi, pare routine: dopo 20 anni di indottrinamento, il risultato è questo.
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

    omnes enim peccaverunt et egent gloria Dei, iustificati gratis per gratiam ipsius per redemptionem, quae est in Christo Iesu (Bibbia, Nuovo Testamento, Rom. 3,23-24)

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  2. #2
    semi god
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    bah, io ormai sono post-berlusconano.

    Ma non per questo rinnego il berlusconismo, anzi.
    Solo che guardo già al dopo/berlusconi e non mi riconosco nel culto della personalità.

    Alcuni punti dell'analisi li trovo esatti.
    Credo profondamente nella sovranità popolare, che non deve diventare però dittatura della maggioranza (come noto reputo le minoranze e le loro idee molto importanti). Constato però che non tutti i Berlusconiani hanno questa sensibilità (però altrove è di gran lunga peggio...).
    Sovranità popolare significa diritto a governare. Nonostante le sentenze della magistratura e i precedenti giudiziari. Vera sovranità è dare al popolo il diritto di decidere e saper rispettare la volontà popolare, anche se questa è scomoda o ci dà fastidio dal punto di vista morale.
    Io non credo che tutto sia "politico", solo le ideologie buttano tutto inpòolitica e il berlusconismo non è una ideologia. Io, per esempio, non credo che la decisione sul Lodo Alfano (qualunque fosse stata) sia politica. Berlusconi la butta in politica perchè ha ben compreso che la radicalizzazione delle posizioni, la logica del chi non è con me è contro di me; che è la logica di Di Pietro, è la logica di Repubblica criticata da De Bortoli (e criticata da me, che proprio per questo motivo sono post-berlusconiano) è a suo favore.

    Quanto alla Costituzione: non riconoscersi in essa non significa non essere democratici. Nel mondo ci sono Paesi democratici con Costituzioni molto diverse dalla nostra.
    Oggi la Costituzione è demodè perchè il Paese, da allora, è molto cambiato. Vi invito a guardare i membri della Costituente del '48 e i partiti di oggi: degli eredi dell'Arco Costutuzionale di allora restano il PD e l'UDC. Correnti Ideologiche come la Lega, il Dipietrismo e quel melrin pot di idee che è il PdL non sono per nulla rappresentati dai Costituenti. Naturale quindi che un Berlusconiano del 2009 (ma anche uno del 1994) affermi che la Costituzione non gli appartiene.
    Un esempio significativo: per la Costituzione il popolo elegge il Parlamento e la scelta della coalizione di Governo e del Presidente del Consiglio, è demandata agli equilibri di palazzo e ai trasformismi dei vecchi parrucconi della politica. Nell'arco di una legislatura si possono alternare, nel pieno rispetto della Costituzione, diverse maggioranze di Governo e un numero imprecisato di Presidenti del Consiglio. Un Berlusconiano che crede nella centralità della sovranità popolare non può accettare tutto ciò.

    Poi, per quanto riguarda i media. Per comprendere il rapporto tra Berlusconismo e mass media occorre tornare al 1994 quando tutti i principali partiti con l'eccezione del PCI erano stati smantellati dalla bufera tangentopoli. In quel contesto solo un uomo abile e dotato di mezzi di comunicazione ed economici avrebbe potuto evitare l'avvento di una democrazia monocolore e avviare una politica bipolare. Oggi, grazie alla par condicio che è di fatto un ostacolo all'espandersi di nuovi soggetti politici questo non sarebbe possibile.

    La vera novità del Berlusconismo non è il possedere il mezzo televisivo o il controllarlo (cosa che di fatto non avviene, dato che in tv è concesso spazio adeguato a tutti i maggiori partiti) ma la capacità di saper comunicare in tv in uno scenario politico che, nel frattempo, è diventato bipolare. Berlusconi ha saputo parlare a uomini e a donne che prima del suo arrivo non capivano la vecchia politica dei partiti ideologici o se ne sentivano completamente estranei.
    Il Berlusconismo nasce dal basso, non è imposto alle gente dai media ma si impone sui media perchè piace alla gente.

    Poi, se si vuole parlare di Berlusconismo, non si può non accennare alla "antideologia" (il rifiuto dell vecchie ideologie della I repubblica) e l'idea del partito leggero.
    Il rifiuto non solo del Comunismo ma anche della dottrina sociale della Chiesa per imporre l'idea di uno Stato leggero in una società individualista e (possibilmente) meritocratica. Ideali ed idee nuove nella vecchia Italia Cattocomunista.

    E poi c'è il tema della laicità. Forza Italia nasceva come partito laico aperto ai Cattolici. Talmente tanto aperto che molti preti lo hanno scambiato per l'erede della DC.
    "Perchè superare il limite quando puoi spostarlo?"

    "Il forum è un reality show ove ciascuno è sia spettatore sia protagonista"

    Le frange estremiste amano così tanto la libertà di espressione che non vogliono concederla agli altri.

  3. #3
    semi god L'avatar di dadus86
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    Quote Originariamente inviata da jona0 Visualizza il messaggio
    bah, io ormai sono post-berlusconano.

    Ma non per questo rinnego il berlusconismo, anzi.
    Solo che guardo già al dopo/berlusconi e non mi riconosco nel culto della personalità.

    Alcuni punti dell'analisi li trovo esatti.
    Credo profondamente nella sovranità popolare, che non deve diventare però dittatura della maggioranza (come noto reputo le minoranze e le loro idee molto importanti). Constato però che non tutti i Berlusconiani hanno questa sensibilità (però altrove è di gran lunga peggio...).
    Sovranità popolare significa diritto a governare. Nonostante le sentenze della magistratura e i precedenti giudiziari. Vera sovranità è dare al popolo il diritto di decidere e saper rispettare la volontà popolare, anche se questa è scomoda o ci dà fastidio dal punto di vista morale.
    Sovranità significa diritto di governare: in un certo senso è verissimo e concordo. Ma il diritto di governare non è mai assoluto. Il diritto assoluto di governo è defunto con la caduta delle monarchie assolute (in occidente vi è solo una monarchia assoluta, lo Stato Città del Vaticano: la Legge fondamentale -cioè la Costituzione- vaticana, art. 1, recita che i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo sono del Romano Pontefice). Nella monarchia assoluta gli atti dello Stato si configurano come meri atti esecutivi della volontà del sovrano, che esercita un diritto assoluto di governare. Le rivoluzioni americana e francese e, poi, le rivoluzioni liberali dell'800, hanno ribaltato questa ideologia, attribuendo il diritto di governare, cioè la sovranità, al popolo (prima solo ai proprietari terrieri, poi anche in base al censo e, infine, con il suffragio universale maschile e poi anche femminile). L'esperienza dei totalitarismi ha indotto tutto l'occidente a dotarsi di COSTITUZIONI RIGIDE o a rendere rigide quelle preesistenti (Italia, Germania, Francia, Spagna, Austria, Portogallo, Grecia, Polonia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Sudafrica, Ungheria, Turchia).

    Scopo di tutte le costituzioni rigide è quello di PORRE LIMITI alla sovranità popolare, che resta comunque l'unico mezzo attraverso cui esercitare il diritto di governare. In altre parole, il diritto di governare NON è più assoluto, e ciò a garanzia delle minoranze di ogni tipo e a prescindere dalla morale di maggioranza.

    Nazismo e Fascismo erano infatti regimi totalitari e dittatoriali eletti dalla maggioranza del popolo in maniera più che legittima, stando alle leggi e alle Costituzioni dell'epoca. Sono stati gli ultimi regimi in cui, di fatto, il diritto di governare è stato esercitato in maniera assoluta: la dittatura della maggioranza si era sostituita al monarca assoluto. Ma la sostanza non cambiava.
    L'Italia prima dell'avvento del Fascismo aveva una costituzione: era lo Statuto albertino del 1848. Si trattava però di una costituzione FLESSIBILE, cioè di una comune legge dello Stato, modificabile quindi da qualsiasi altra legge ordinaria successiva. Il ché infatti puntualmente accadde con il Fascismo, che soppresse le garanzie (religiose, associative, liberali, di espressione, etc.) prevedute dallo Statuto (si pensi ad esempio alla pena di morte, abolita nel 1889 e reintrodotta nel 1930).

    La novità presentata dalle Costituzioni moderne postbelliche è infatti proprio nella RIGIDITA': NESSUNA LEGGE ORDINARIA PUO' MODIFICARE LA COSTITUZIONE. Per modificare la Costituzione si rende infatti necessaria una LEGGE DI REVISIONE COSTITUZIONALE, cioè una legge dello Stato avente lo stesso grado gerarchico della Costituzione e adottata secondo un procedimento aggravato che COINVOLGA NECESSARIAMENTE ALMENO 2/3 DEL PARLAMENTO O, IN CASO CONTRARIO, IL POPOLO DIRETTAMENTE (referendum).

    Orbene, il Berlusconismo non tollera questo sistema costituzionale rigido. Non lo tollera perchè, al pari del fascismo o del comunismo, non accetta limiti alla sovranità popolare e intende, quindi, il diritto di governare come potere assoluto, illimitato ed incontrollato. Ciò palesemente cozza con qualsiasi sistema giuridico civile. Tant'è che la stessa Costituzione italiana viene avvertita come uno "scomodo pezzo di carta". Un pezzo di carta che, in realtà, sta reggendo brillantemente ad un assalto eversivo condotto senza limiti da chi crede di non avere limiti. L'insofferenza di fronte alla sentenza sul Lodo alfano è sintomatica di questo rapporto perverso.


    Io non credo che tutto sia "politico", solo le ideologie buttano tutto inpòolitica e il berlusconismo non è una ideologia. Io, per esempio, non credo che la decisione sul Lodo Alfano (qualunque fosse stata) sia politica. Berlusconi la butta in politica perchè ha ben compreso che la radicalizzazione delle posizioni, la logica del chi non è con me è contro di me; che è la logica di Di Pietro, è la logica di Repubblica criticata da De Bortoli (e criticata da me, che proprio per questo motivo sono post-berlusconiano) è a suo favore.
    Il fatto è che chi non è con Berlusconi oggi viene pubblicamente additato come comunista o, peggio, come antiitaliano o farabutto (si tratta di espressioni redivive del periodo fascista, Jona. Un motivo ci sarà...). Il ché è ridicolo, perchè NON essere con Berlusconi significa essere Italiani, eccome, che hanno le palle per difendere la Costituzione, la democrazia, l'ordine civile e la laicità dello Stato anche di fronte ad una palese deriva giuridica, morale e parlamentare. L'eversione sta, Jona, in chi ritiene che una qualsiasi sentenza solo per il fatto di non essere gradita al Capo del governo, sia automaticamnete da configurarsi come "atto politico" diretto a "sovvertire il risultato elettorale". Come se il potere di governare, Jona, fosse una attività assoluta sottoposta alla assoluta delibazione di Berlusconi. E ciò è l'esatto contrario di democrazia. Pertanto, da qui deriva lo sdegno generale della comunità internazionale e i continui richiami dell'ONU (a tutela, guardacaso, delle minoranze) e dell'Unione Europea. Reazione internazionale alla quale il Berlusconismo risponde richiamando il suo popolo a valori nazionalisti ottocenteschi ed autarchici contro chi, dall'estero, e appoggiato dagli "antiitaliani" (Repubblica, Di Pietro, magistratura, etc.), osa "sputtanare" l'immagine della gloriosa Italia. I ritmi, le comunicazioni e i linguaggi del berlusconismo sono palesemente, da qualche anno a questa parte, ricalcanti del fascismo.

    Quanto alla Costituzione: non riconoscersi in essa non significa non essere democratici. Nel mondo ci sono Paesi democratici con Costituzioni molto diverse dalla nostra.
    E' vero, molte costituzioni sono molto diverse dalla nostra. Ma ciò riguarda solo aspetti non fondanti. Pensa alla Costituzione degli USA: è una costituzione rigida. Può essere modificata solo da particolari leggi che introducono, con procedimento aggravato, gli emendamenti. Altri Stati, come quelli del Commonwealth e il Regno Unito, non hanno nemmeno una Costituzione intesa come norma giuridica scritta; eppure, hanno un diritto costituzionale estremamente rigido che nessuno si sognerebbe mai di attaccare (un Berlusconi non potrebbe mai esistere in questi Paesi). Il Canada, ad esempio, trova il suo diritto costituzionale nei North America Acts della seconda metà del XIX secolo. Si tratta di fonti del diritto inglese, che infatti i canadesi chiamano orgogliosamente Constitution Acts. Si tratta di norme costituzionali che nessun atto ordinario potrà mai modificare. Idem per Australia e Nuova Zelanda.

    In questi Paesi, ai quali tu probabilmente facevi riferimento, il GIUDIZIO SULLA LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DELLE LEGGI E' ATTRIBUITO A CIASCUN GIUDICE ORDINARIO! Pensa in Italia cosa accadrebbe se domani venisse a rilevare una cosa del genere: IIIH! Rivoluzione cattocomunista-farabutta-antiitaliana della magistratura!

    Oggi la Costituzione è demodè perchè il Paese, da allora, è molto cambiato. Vi invito a guardare i membri della Costituente del '48 e i partiti di oggi: degli eredi dell'Arco Costutuzionale di allora restano il PD e l'UDC. Correnti Ideologiche come la Lega, il Dipietrismo e quel melrin pot di idee che è il PdL non sono per nulla rappresentati dai Costituenti. Naturale quindi che un Berlusconiano del 2009 (ma anche uno del 1994) affermi che la Costituzione non gli appartiene.
    La Costituzione non è demodè. Mah... vabbè tralascio l'espressione che hai usato, molto... "singolare"... Comunque, i valori della Costituzione italiana, così come di qualsiasi altra costituzione occidentale, sono VALORI GENERALI, ASTRATTI. La modifica delle costituzioni infatti è ammessa, poiché alcuni valori possono, nel tempo, evolversi, ma è richiesta la pressochè totale coesione del Paese di fronte a tali mutazioni.

    Il diritto costituzionale inglese risale, per le basi, al medioevo e al XVII secolo (pensa: non hanno il concetto di Stato. Lo Stato inglese è in realtà la Corona). La costituzione degli Stati Uniti è della fine del XVIII secolo. EPPURE, nessuno, Jona, si sogna anche solo lontanamente di porle in discussione o, peggio, di dichiararle "demodè". Il rispetto per i valori fondanti è tale da non consentire questo genere di deviazioni. Le modifiche, ovviamente, ci sono e anzi, Jona, ci DEVONO essere, parallelamente allo sviluppo delle società: ma devono avvenire nelle forme e nei limiti della Costituzione. E, a giudicare da recenti referendum e sentenze, non mi pare proprio che il popolo Italiano sia molto incline a sfasciare la Costituzione della Repubblica nè mi pare che la si reputi "demodè". E menomale... Il Berlusconismo spaccia i suoi intenti eversivi come progresso "alla moda".
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

    omnes enim peccaverunt et egent gloria Dei, iustificati gratis per gratiam ipsius per redemptionem, quae est in Christo Iesu (Bibbia, Nuovo Testamento, Rom. 3,23-24)

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  4. #4
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    Un esempio significativo: per la Costituzione il popolo elegge il Parlamento e la scelta della coalizione di Governo e del Presidente del Consiglio, è demandata agli equilibri di palazzo e ai trasformismi dei vecchi parrucconi della politica. Nell'arco di una legislatura si possono alternare, nel pieno rispetto della Costituzione, diverse maggioranze di Governo e un numero imprecisato di Presidenti del Consiglio. Un Berlusconiano che crede nella centralità della sovranità popolare non può accettare tutto ciò.
    La scelta della coalizione di Governo, così come quella del Primo Ministro, spetta al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale. Egli deve, per prassi e rispetto istituzionale, attenersi al risultato elettorale. Ma non è affatto detto che lasci tutto così com'è. Quando Berlusconi, appena eletto nel 1994, propose Previti come Ministro di Giustizia, il Presidente della Repubblica si oppose e impose a Berlusconi di cambiarlo, come poi è infatti accaduto: Biondi fu messo alla Giustizia e Previti alla Difesa.

    Poi, per quanto riguarda i media. Per comprendere il rapporto tra Berlusconismo e mass media occorre tornare al 1994 quando tutti i principali partiti con l'eccezione del PCI erano stati smantellati dalla bufera tangentopoli. In quel contesto solo un uomo abile e dotato di mezzi di comunicazione ed economici avrebbe potuto evitare l'avvento di una democrazia monocolore e avviare una politica bipolare. Oggi, grazie alla par condicio che è di fatto un ostacolo all'espandersi di nuovi soggetti politici questo non sarebbe possibile.
    In qualsiasi Paese civile è fatto divieto di candidarsi ai condannati in via definitiva e/o a chi possiede mezzi di informazione, anche solo cartacei e locali. Questo è un dato oggettivo. Basta che ti sfogli le leggi nazionali in materia.

    In Italia, per accedere ad una funzione pubblica (es: postino, poliziotto, soldato, magistrato, etc.) devi avere la fedina penale bianca e splendente. Ciò non vale per: parlamentari e primo ministro. Singolare, no?

    La vera novità del Berlusconismo non è il possedere il mezzo televisivo o il controllarlo (cosa che di fatto non avviene, dato che in tv è concesso spazio adeguato a tutti i maggiori partiti) ma la capacità di saper comunicare in tv in uno scenario politico che, nel frattempo, è diventato bipolare. Berlusconi ha saputo parlare a uomini e a donne che prima del suo arrivo non capivano la vecchia politica dei partiti ideologici o se ne sentivano completamente estranei.
    Il Berlusconismo nasce dal basso, non è imposto alle gente dai media ma si impone sui media perchè piace alla gente.
    Certo che il Berlusconismo piace alla gente: se fossi disifomrato o semplicemente disonesto piacerebbe da morire anche a me. Figurati: mi costruisco la villazza in nero e poi me la condona il Papi, wow... a tutti piacerebbe... e non solo agli Italiani. Solo che solo in Italia è possibile che tutto ciò avvenga.

    Quanto alla TV: NESSUN partito dovrebbe avere interessi economici nella TV.

    Poi, se si vuole parlare di Berlusconismo, non si può non accennare alla "antideologia" (il rifiuto dell vecchie ideologie della I repubblica) e l'idea del partito leggero.
    Il rifiuto non solo del Comunismo ma anche della dottrina sociale della Chiesa per imporre l'idea di uno Stato leggero in una società individualista e (possibilmente) meritocratica. Ideali ed idee nuove nella vecchia Italia Cattocomunista.
    Quelle che tu chiami "idee nuove" sono riconducibili a qualsiasi piano eversivo.

    E poi c'è il tema della laicità. Forza Italia nasceva come partito laico aperto ai Cattolici. Talmente tanto aperto che molti preti lo hanno scambiato per l'erede della DC.
    Credo che 20 anni di Berlusconismo abbiano ampiamente dimostrato che Forza Italia prima e il PDL ora non abbiano la più pallida idea di cosa sia la laicità dello Stato.
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

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  5. #5
    Master L'avatar di spaitek
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    Il berlusconismo non è altro che l'arte di salvarsi dalla galera delegittimando la magistratura.
    Il berlusconismo si basa sull'ignoranza del popolo per averne il consenso al solo scopo di far passare per vittima chi in realtà è il carneficie.
    Il berlusconismo non è altro che una subdola forma di distruzione delle istituzioni dello stato a favore di una singola persona.
    Il berlusconismo è il tentativo di distruggere la democrazia servendosi della democrazia stessa.

  6. #6
    Master L'avatar di malcom75
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    Quote Originariamente inviata da dadus86 Visualizza il messaggio
    Dopo vent'anni di alterni Governi presieduti dall'uomo più ricco d'Italia nonché probabilmente più inquisito, ho colto alcuni fattori ricorrenti nell'azione politica di questi governi e ne ho tratto una "Teoria del Berlusconismo".

    Il Berlusconismo è un orientamento di massa, in parte politico, fondato essenzialmente sull'adorazione profana di una persona; tale adorazione induce i berluschini a giustificare sempre e comunque il capo del partito, anche di fronte ai delitti più gravi e riprovevoli, anche a costo di modificare l'impianto giuridico e giudiziario del Paese. Il Paese, cioè, deve modificarsi sull'impianto giuridico alternativo (in realtà, come vedremo, eversivo) dipendente da una sola persona che poi è anche il capo del Governo e quindi ha il potere di dar seguito a questo cambiamento che i berluschini stessi chiamano spesso "rivoluzione", imponendolo tramite legge anche ai cittadini che berluschini non sono. L'Italia deve farsi immagine del berlusconsimo. L'Italia non deve essere nè di destra nè di sinistra, ma deve avere un unico pensiero. Il "culto della persona" è la tipica perversione democratica, che declassa le democrazie a semplici populismi: Venezuela docet.

    Il Berlusconismo, dal punto di vista politico, parte dal presupposto del potere assoluto del popolo, inteso come sovranità incondizionata ed illimitata. Il mandato elettorale (ovviamente diretto alla persona verso cui è diretta anche l'adorazione di massa) è un legame indissolubile per il quale non esiste nè responsabilità politica (andasse a mignotte, o a minorenni, chissenefotte, usasse si soldi pubblici per le sue orgie, chissenefotte) nè tantomeno responsabilità giuridica (soprattutto penale: chi condanna berlusconi non applica la legge, bensì automaticamente compie un "gesto politico" e "vuole sovvertire il risultato delle elezioni").

    Naturaliter, ciò contrasta con il principio elementare che distingue le dittature dalle democrazie: la maggioranza, che ha comunque il sacrosanto diritto di imprimere al Paese un dato indirizzo politico, deve esercitare la sovranità entro certi limiti ben precisi, in democrazia. L'assenza di limiti determina infatti la dittatura o l'anarchia, a seconda dei casi. Il Berlusconismo non tollera questi limiti, cioè non tollera la Costituzione. I berluschini, per dirla con Jona, "non si riconoscono" nella Costituzione, cioè nella democrazia.
    Non accettano limiti. Non tollerano (e, del resto, spesso non conoscono e/o non capiscono o vogliono capire) l'imposizione di limiti da una norma giuridica fondamentale, quale la Costituzione, che non è modificabile da una legge ordinaria. Ignorano, cioè, almeno 60 anni di evoluzione occidentale.
    Il potere della maggioranza, nell'ottica berluschina, deve espletarsi in tutto il suo potere, risolvendosi in quella che i padri del liberalismo additavano come il "montsrum" da evitare assolutamente: la dittatura della maggioranza.

    Il Berlusconismo guarda con disprezzo a qualsiasi organo costituzionale tecnico, in quanto incontrollabile, e contesta infatti l'indipendenza di parecchi organi costituzionali. Si attacca la Cosnulta se applica gli articoli basilari della COstituzione perchè, del resto, Berlucsoni non è un cittadino comune, bensì è un leader maximo da seguire ovunque e a qualsiasi costo.

    Il Berlsconismo si afferma tramite un grande rullo compressore dell'opinione pubblica: i media. Tutti controllati più o meno direttamente dalla famiglia di Berlusconi. Abbiamo tutti sentito le solite quattro facciotte ripetere per vent'anni sempre le stesse cose... dire nel 1994 che "Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura" non solo avrebbe scatenato l'ira generale ma sarebbe stato preso per il culo per almeno un anno. Eppure, oggi, pare routine: dopo 20 anni di indottrinamento, il risultato è questo.
    Straquoto ed aggiungo: il Berlusconismo si fonda su un ossessione anti-comunista, si inventa un nemico è lo si addita di qualsiasi disgrazia italiana pur non avendo mai governato.

    Il Berlusconismo definiesce il welfare come una cosa usa inutile e costosa che insieme alla PA considerata una sovrastruttura altrettanto inutile e dannosa è quindi anbtrambre fonte di quella tassazione secondo i berluscohini unico vero problema stoppa imprese!

    Secondo Berlusconi i ricchi sono migliori dei poveri, se sei ricco è perchè sei bravo e te lo sei meritato se invece sei povero sei solo un c.. che non sà lavorare, un fannullone: I berluschinin in quiesti anni hanno coniato innumerrevoli pregiudizi sui disoccupati è precari: se sei uno di loro è colpa tua!

    I servi essenziali secondo loro dovrebbero farli i privati che sarebbero efficienti epoco importa se alzano le tariffe alle stelle per lucrare e me limitano l' uso a pochi privilegiati possidenti!

    Alla base di una buona politca ci sono corruzione, mafia, evasione fiscale e prostituzione!

    Tutto questo è Berlusconismo.

  7. #7
    semi god L'avatar di giubizza
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    Non c'è niente di diverso tra il "berlusconismo" e l'"obamismo", il "medvedevismo", il "sarkozysmo" e via dicendo.
    Il culto del presidente o del premier è frutto della personalizzazione e mediatizzazione della politica che si è diffusa in tutto il mondo negli ultimi anni.
    L'Italia è una paese come gli altri 193 nel mondo, né più né meno. Il fatto è che l'erba del vicino è sempre più verde, da qui la pallosissima e ritrita paranoia della "repubblica delle banane".
    Quote Originariamente inviata da curziettodemagistris Visualizza il messaggio
    spam for stronzforum?
    allora spam anche per socialforum:
    www.lavalledelleco.net
    Quote Originariamente inviata da puddupuddu Visualizza il messaggio
    ti ringrazio, sei ottimo per fare la cacca quando si e' stitici
    Lo pseudo moderatore cancella i link che posto e lascia i tuoi
    la par condicio dov’è?

    riproviamo, tanto mi costa 7 minuti tornare online:
    www.lavalledelleco.net

  8. #8
    Master L'avatar di francesc00
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    Oct 2005
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    Quote Originariamente inviata da giubizza Visualizza il messaggio
    Non c'è niente di diverso tra il "berlusconismo" e l'"obamismo", il "medvedevismo", il "sarkozysmo" e via dicendo.
    Il culto del presidente o del premier è frutto della personalizzazione e mediatizzazione della politica che si è diffusa in tutto il mondo negli ultimi anni.
    L'Italia è una paese come gli altri 193 nel mondo, né più né meno. Il fatto è che l'erba del vicino è sempre più verde, da qui la pallosissima e ritrita paranoia della "repubblica delle banane".
    Ma neanche per sogno. In tutti i paesi che hai citato non esiste un culto della persona come quello che c'è in italia per Berlusconi. Neanche per Obama, che pure è stato eletto con grande sostegno popolare, si ammetterebbe mai un comportamento come quello di Berlusconi, perderebbe la popolarità in un istante e, sopratutto, se ci fossero indagini su di lui nessuno si azzarderebbe a dire che sono un atto contro la volontà popolare. Non è mai successo se non nei regini, non in occidente se non in Italia.

    La democratura (come la chiamano gli esperti) italiana è un'anomalia che si studierà nel futuro come esempio di come la democrazia può facilmente degenerare se mancano i presupposti per la sua esistenza. Il fascismo e il berlusconismo saranno considerati due fasi dello stesso fenomeno, si studieranno i molteplici fattori che hanno in comune, le diversità dovute al fatto che oggi viviamo in una società mediatica per cui certe cose non sono più necessarie, il pericolo che il fenomeno del berlusconismo possa verificarsi in altri paesi e cosa è necessario per impedirlo. Di certo Berlusconi passerà alla storia come il precursore di un tipo di deformazione della democrazia pericolosa ed eversiva da evitare come la peste.

    Come di dice: la storia si ripete sempre due volte: la prima volta in tragedia, la seconda in farsa.
    "Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. E non sono ancora sicuro della prima." Albert Einstein

    "Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio." Georges Courteline

    "Coerenza è dire quello che si pensa e fare quello che si dice." Francesc00

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