
Originariamente inviata da
dadus86
Dopo vent'anni di alterni Governi presieduti dall'uomo più ricco d'Italia nonché probabilmente più inquisito, ho colto alcuni fattori ricorrenti nell'azione politica di questi governi e ne ho tratto una "Teoria del Berlusconismo".
Il Berlusconismo è un orientamento di massa, in parte politico, fondato essenzialmente sull'adorazione profana di una persona; tale adorazione induce i berluschini a giustificare sempre e comunque il capo del partito, anche di fronte ai delitti più gravi e riprovevoli, anche a costo di modificare l'impianto giuridico e giudiziario del Paese. Il Paese, cioè, deve modificarsi sull'impianto giuridico alternativo (in realtà, come vedremo, eversivo) dipendente da una sola persona che poi è anche il capo del Governo e quindi ha il potere di dar seguito a questo cambiamento che i berluschini stessi chiamano spesso "rivoluzione", imponendolo tramite legge anche ai cittadini che berluschini non sono. L'Italia deve farsi immagine del berlusconsimo. L'Italia non deve essere nè di destra nè di sinistra, ma deve avere un unico pensiero. Il "culto della persona" è la tipica perversione democratica, che declassa le democrazie a semplici populismi: Venezuela docet.
Il Berlusconismo, dal punto di vista politico, parte dal presupposto del potere assoluto del popolo, inteso come sovranità incondizionata ed illimitata. Il mandato elettorale (ovviamente diretto alla persona verso cui è diretta anche l'adorazione di massa) è un legame indissolubile per il quale non esiste nè responsabilità politica (andasse a mignotte, o a minorenni, chissenefotte, usasse si soldi pubblici per le sue orgie, chissenefotte) nè tantomeno responsabilità giuridica (soprattutto penale: chi condanna berlusconi non applica la legge, bensì automaticamente compie un "gesto politico" e "vuole sovvertire il risultato delle elezioni").
Naturaliter, ciò contrasta con il principio elementare che distingue le dittature dalle democrazie: la maggioranza, che ha comunque il sacrosanto diritto di imprimere al Paese un dato indirizzo politico, deve esercitare la sovranità entro certi limiti ben precisi, in democrazia. L'assenza di limiti determina infatti la dittatura o l'anarchia, a seconda dei casi. Il Berlusconismo non tollera questi limiti, cioè non tollera la Costituzione. I berluschini, per dirla con Jona, "non si riconoscono" nella Costituzione, cioè nella democrazia.
Non accettano limiti. Non tollerano (e, del resto, spesso non conoscono e/o non capiscono o vogliono capire) l'imposizione di limiti da una norma giuridica fondamentale, quale la Costituzione, che non è modificabile da una legge ordinaria. Ignorano, cioè, almeno 60 anni di evoluzione occidentale.
Il potere della maggioranza, nell'ottica berluschina, deve espletarsi in tutto il suo potere, risolvendosi in quella che i padri del liberalismo additavano come il "montsrum" da evitare assolutamente: la dittatura della maggioranza.
Il Berlusconismo guarda con disprezzo a qualsiasi organo costituzionale tecnico, in quanto incontrollabile, e contesta infatti l'indipendenza di parecchi organi costituzionali. Si attacca la Cosnulta se applica gli articoli basilari della COstituzione perchè, del resto, Berlucsoni non è un cittadino comune, bensì è un leader maximo da seguire ovunque e a qualsiasi costo.
Il Berlsconismo si afferma tramite un grande rullo compressore dell'opinione pubblica: i media. Tutti controllati più o meno direttamente dalla famiglia di Berlusconi. Abbiamo tutti sentito le solite quattro facciotte ripetere per vent'anni sempre le stesse cose... dire nel 1994 che "Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura" non solo avrebbe scatenato l'ira generale ma sarebbe stato preso per il culo per almeno un anno. Eppure, oggi, pare routine: dopo 20 anni di indottrinamento, il risultato è questo.