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  1. #1
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    Predefinito Giurie popolari?

    Parliamo di giudici popolari?

    Vorrei risollevare – forse l’ennesima volta – un problema non strettamente tecnico, ma geometrico. A chi spetta il giudizio di un criminale? – questo il punto.

  2. #2
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    Parliamo di giudici popolari?

    ... E per farmi intendere da subito e prevenire i sofisti del diritto dico che per ‘criminale’ intendo l’assassino, il violento, lo stupratore (anche in senso metaforico). Chi rapina. Chi sevizia. E i ladri e i falsari e i corruttori d’ogni genere – tutta quella violenza che ha gli occhi lividi, il cuore di pietra e le mani sporche di sangue. Che secondo me – in percentuale di popolo – è minima, a volte irrisoria, quando addirittura per tutta un’area circoscritta (città, villaggio, zona di campagna) non c’è/non esiste proprio.

    Si dirà a gran voce a sgolare l’ovvietà: “Il giudizio spetta alla magistratura!!!” E cos’è la magistratura?

    Ora, al di là delle cifre innumerevoli come le stelle, al di là delle tabelle a tappezzarci le Piramidi, il Colosseo ecc., al di là delle norme esaltate a quadretto da appendere lungo le strade del mondo «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere…» – così recita la nostra Carta costituzionale.

    Charles era un barone! (Direte: “Che c’entra?”. C’entra/c’entra…) Ed era barone di Montesquieu/La Brède, comune aquitano. Di profilo arzillo e boccolato, ritratto a colori tenui dal marrone rossiccio al pallido/nocciola e con indosso una camicia bianca che s’intuisce sdocciata/larga insieme a un pezzo di giubba a mo’ di toga o di pallio. La sua leggenda costruita dall’immaginario collettivo dalla metà del secolo XVIII all’oggi berlusconiano, ne fa l’autore delle nostre tre ‘funzioni pubbliche’: legislativa, amministrativa e giurisdizionale. Ovvero dei ‘tre poteri’ dello Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario.

    E la funzione popolare? e il potere del popolo? Sono dunque quattro/non tre le funzioni e/o i poteri… Uno risponde: “Macché! Sono tre: il popolo è sottinteso.” Un altro ribatte: “No/no, in Italia « La sovranità appartiene al popolo…» – altro quadretto costituzionale. Un terzo è perplesso: “Insomma son tre o quattro queste funzioni/questi poteri nostri del cavolo?” Un quarto finalmente chiarisce l’equivoco: “Beh, siamo italiani – si sa!…”

    Dal mio punto di vista (ho già detto altrove che mi considero molto poco italiano: mi sento più etrusco) poteri e funzioni che ci riguardano pubblicamente sono tre/soltanto tre. E perfettamente ascrivibili a un sistema di tre cerchi concentrici: un primo grande cerchio è costituito dal Popolo che è elettore: elegge i suoi Legislatori – il secondo cerchio concentrico – destinati a formulare le leggi sì, ma soprattutto ad eleggere a loro volta i Governanti di tutti – il terzo cerchio. (Detto brutalmente, qui comincia e qui finisce la storia del mio problema geometrico.)

    Si dirà: “Che idiozia/che banalità!... E chi dovrebbe giudicare secondo te i criminali?” Il POPOLO – rispondo con immediatezza: ovvero una giuria popolare/innumerevoli giurie popolari, nominate ed organizzate, di volta in volta, quando occorre nei rari momenti cruciali (particolarmente quelli che ci fanno stravedere alla televisione).

    D’altra parte si sa, tutti sanno, nessuno escluso… Ogni uomo è giudicato nella sua vita – fatto a pezzi o incoronato d’allori – da altri d’intorno che son tutto tranne che magistrati togati/dottorati/superpagati. No/no, non sono questi a giudicarlo: sono genitori, parroci, maestri, amici influenti, datori di lavoro, impiegati al banco, carabinieri e poliziotti, psicologi e psichiatri, istruttori, le donne, i docenti, i vicini di casa/i lontani di casa…

    In tutta la mia vita sono stato giudicato, sempre, promosso e bocciato (il più delle volte bocciato) ma non ho mai, dico mai, MAI conosciuto un giudice/magistrato se non l’unica volta – quattro minuti – per divorziare da mia moglie. E quello, fulminandomi, m’ordinò in malomodo – io entrando nella stanzetta d’ufficio e lui restando catarroso arroccato al suo tavolo – di togliermi immediatamente il mio basco dalla zucca. Naturalmente lo feci e non dissi nulla... Ma ebbi il grande rammarico di non poter inondare di pidocchi quel suo cesso flatulento. ludfrescj
    Ultima modifica di ludfrescj; 11-02-11 a 11:00

  3. #3
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    Predefinito Ancora e sempre

    Vi ripeto la domanda – un quesito che mi rode l’intelligenza, il giudizio e l’anima: vogliamo parlare di giudici popolari?... (Tanto – chiedo – per avviare il discorso profondo che v’inerisce, sperando che non sia qui di battute, luoghi comuni e ammasso di pregiudizi.)

    Dunque… Chi sono questi nostri giudici belli/belli e mediatici? Forse soloni? forse i saggi che proponeva Platone nella sua Repubblica? o areopagiti ateniesi o prevosti capitolari? No!... Qui mi permetto di riferire quello che dice e ripete Berlusconi: sono semplicemente laureati che hanno vinto un concorso statale.

    Ma il mio punto di vista è un altro: non voglio parlare di Berlusconi; anzi lo liquido ché mi conta quanto l’asso a tressette e di meno: conta per me quanto il quattro (chi conosce il gioco mi capisce). Berlusconi semmai lo nomino appena, qui e dopo, perché è sotto gli occhi di tutti: esempio facile, evidente ed attuale (scomodo e nemico sostanzialmente). Io, molto prima di lui, ho sempre pensato che un laureato qualsiasi in legge (io sono laureato in scienze politiche) vincitore d’un concorso del tutto inadeguato, spesso perfino truccato, sia solo un fortuito pseudo/solone, di assoluta improvvisazione, sicuramente inaffidabile per l’alta/enorme responsabilità che gli si vuole attribuire.

    Il punto è un altro. È la figura del giudice che metto in discussione: un uomo come me che per concorso statale chiacchierato, per mestiere e remunerazione, e per privilegi da capogiro, sentenzia carcere duro o morte da patire a pochi/pochissimi (rispetto alla grande massa che siamo) poveri ammalati o tarati di mente/educazione/cultura che sono i ‘criminali’ di cui sopra. Quest’uomo/il ‘Giudice’ nel mio immaginario mi fa paura: lo temo come un boia. (Se ne parlerà…)

    Ma intanto a concludere, per l’illuminazione di chi mi legge, vorrei riallacciarmi a Montesquieu… Che Corradino Mineo cita quasi come un ‘Gesù di Nazaret’ nei suoi chiacchiericci televisivi/mattutini, magari accostandolo a Platone (ma Platone parlava di filosofi, Corradino, non di impiegati statali). Sì, Montesqieu è barone quando nel suo tempo sta decadendo in tutta Europa l’Ancien Régime e l’aristocrazia di cui fa parte rovina definitivamente a ghigliottinate nelle piazze di Francia. E non è un caso che in questo scenario per lui apocalittico l’intelligente/indebitato fino al collo Charles-Louis, fuggitivo e viaggiatore, ormai nulla/tenutario e nullatenente aristocratico, teorizzi e pubblichi, salvandosi a mala pena dai debitori che lo rincorrono, il cosiddetto POTERE giudiziario…

    Che in seguito tenderanno a riservarsi – bene inteso – con tutti i privilegi, i cavilli e le furberie che sottende e alla maniera d’una casta – un’aristocrazia rediviva – i ‘nobili’ colti di allora e di oggi contro re/principi, presidenti/capi di stato, lobby varie e popoli. Sì!... questi ricchi/intoccabili GIUDICI a vita – come erano gli aristocratici nei secoli – destinati a non essere giudicati da nessuno per punire a botte di carcere le più variate e improbabili un migliaio di criminali su milioni e milioni di popolo. ludfrescj
    Ultima modifica di ludfrescj; 11-02-11 a 10:47

  4. #4
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    Parliamo di giudici popolari?

    Vorrei risollevare – forse l’ennesima volta – un problema non strettamente tecnico, ma geometrico. A chi spetta il giudizio di un criminale? – questo il punto.
    Spetta ad un giurista qualificato, terzo e imparziale, che deve applicare le leggi a seguito di un processo basato sul contraddittorio tra le parti e in garanzia dei diritti dell'imputato. I giudici popolari già esistono, per giudicare i delitti più gravi (corte di assise e corte di assise di appello), sono cittadini che pronunciano sentenze alle quali poi si aggiunge e si sostituisce la sentenza finale del collegio tecnico giudicante.

    Una giuria di soli giudici popolari, come dimostra la giustizia americana, è una giuria facilmente malleabile, ignorante e dunque moralista, che il più delle volte non applica il diritto, bensì si lascia trasportare dalle arringhe smielate del leguleio di turno.
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

    omnes enim peccaverunt et egent gloria Dei, iustificati gratis per gratiam ipsius per redemptionem, quae est in Christo Iesu (Bibbia, Nuovo Testamento, Rom. 3,23-24)

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  5. #5
    semi god L'avatar di dadus86
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    Vi ripeto la domanda – un quesito che mi rode l’intelligenza, il giudizio e l’anima: vogliamo parlare di giudici popolari?... (Tanto – chiedo – per avviare il discorso profondo che v’inerisce, sperando che non sia qui di battute, luoghi comuni e ammasso di pregiudizi.)

    Dunque… Chi sono questi nostri giudici belli/belli e mediatici? Forse soloni? forse i saggi che proponeva Platone nella sua Repubblica? o areopagiti ateniesi o prevosti capitolari? No!... Qui mi permetto di riferire quello che dice e ripete Berlusconi: sono semplicemente laureati che hanno vinto un concorso statale.

    Ma il mio punto di vista è un altro: non voglio parlare di Berlusconi; anzi lo liquido ché mi conta quanto l’asso a tressette e di meno: conta per me quanto il quattro (chi conosce il gioco mi capisce). Berlusconi semmai lo nomino appena, qui e dopo, perché è sotto gli occhi di tutti: esempio facile, evidente ed attuale (scomodo e nemico sostanzialmente). Io, molto prima di lui, ho sempre pensato che un laureato qualsiasi in legge (io sono laureato in scienze politiche) vincitore d’un concorso del tutto inadeguato, spesso perfino truccato, sia solo un fortuito pseudo/solone, di assoluta improvvisazione, sicuramente inaffidabile per l’alta/enorme responsabilità che gli si vuole attribuire.

    Il punto è un altro. È la figura del giudice che metto in discussione: un uomo come me che per concorso statale chiacchierato, per mestiere e remunerazione, e per privilegi da capogiro, sentenzia carcere duro o morte da patire a pochi/pochissimi (rispetto alla grande massa che siamo) poveri ammalati o tarati di mente/educazione/cultura che sono i ‘criminali’ di cui sopra. Quest’uomo/il ‘Giudice’ nel mio immaginario mi fa paura: lo temo come un boia. (Se ne parlerà…)

    Ma intanto a concludere, per l’illuminazione di chi mi legge, vorrei riallacciarmi a Montesquieu… Che Corradino Mineo cita quasi come un ‘Gesù di Nazaret’ nei suoi chiacchiericci televisivi/mattutini, magari accostandolo a Platone (ma Platone parlava di filosofi, Corradino, non di impiegati statali). Sì, Montesqieu è barone quando nel suo tempo sta decadendo in tutta Europa l’Ancien Régime e l’aristocrazia di cui fa parte rovina definitivamente a ghigliottinate nelle piazze di Francia. E non è un caso che in questo scenario per lui apocalittico l’intelligente/indebitato fino al collo Charles-Louis, fuggitivo e viaggiatore, ormai nulla/tenutario e nullatenente aristocratico, teorizzi e pubblichi, salvandosi a mala pena dai debitori che lo rincorrono, il cosiddetto POTERE giudiziario…

    Che in seguito tenderanno a riservarsi – bene inteso – con tutti i privilegi, i cavilli e le furberie che sottende e alla maniera d’una casta – un’aristocrazia rediviva – i ‘nobili’ colti di allora e di oggi contro re/principi, presidenti/capi di stato, lobby varie e popoli. Sì!... questi ricchi/intoccabili GIUDICI a vita – come erano gli aristocratici nei secoli – destinati a non essere giudicati da nessuno per punire a botte di carcere le più variate e improbabili un migliaio di criminali su milioni e milioni di popolo. ludfrescj
    Hai guai con la giustizia?
    I magistrati non sono strapagati (un magistrato guadagna quanto un medico dell'ospedale pubblico se è di carriera, o anche molto meno se è onorario; un giudice di pace, laureato e avvocato, lavora il doppio di un impiegato statale, non laureato, e guadagna lo stesso stipendio o anche meno; un uditore giudiziario - primo gradino della carriera in magistratura - guadagna quanto un impiegato statale non dirigente e non laureato).
    Illustraci poi i privilegi dei magistrati, perché a me sfuggono.
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

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  6. #6
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    (Non rispondo al periodico ingombrante di turno: ne conosco da altre discussioni gli invalicabili limiti di scemenza e d’improperio. Ora l’accetto per quel che è e lo evito: mi son fatto di pace. D’altra parte uno/chiunque – mi ci comprendo entro limiti – è destinato a dire/ripetere quello che sa: vuoi spaccargli la testa? Io, per me, non me la spacco!)

    Perché un semplice laureato in legge – minimo che va – ha da essere giurista giocoforza? cioè, sostanzialmente, esprimere un giudizio definitivo e crudele contro un altro/contro altri – perché? Cos’è e che implica poi un giudizio/marchio formulato e impresso contro un povero disgraziato qualsiasi? E giudicare per quale crimine? tutti? uno? alcuni crimini? Ma soprattutto che garanzie dà alla comunità da cui dipende questo anonimo/squallido 'laureato in corso di magistrato' per essere etichettato "qualificato" e "imparziale"?... A me – cittadino fra tutti – nessuna: può essere un cretino qualsiasi, può essere un frustrato qualsiasi, può essere un degenerato qualsiasi.

    Ad illuminazione per chi mi legge con testa aperta e fresca (non con la testa rinsecchita di quell’ingombrante/prezzemolo di cui sopra), per suggerire a chi mi legga/caso mai uno scenario minimo di questa magistratura da totem che ci si dipana invisibile intorno, che supponiamo di soloni togati, teniamo in grandissimo credito e ci spaventa assai (guai a dargli fastidio o solo reclamare, a un giudice, anche quando sbaglia e s’accanisce) ma averne – che so – un’idea vaga da dove essa proviene e come siano reclutati questi nostri magistrati a migliaia da popolare una metropoli; ebbene... – vi riporto qualcosa da internet che può incuriosirvi. Fatene l’uso che volete.

    lunedì, 07 gennaio 2008
    Prove con errori di grammatica e ortografia!... E' quanto accaduto all'ultimo concorso per l'accesso in magistratura… 43 mila candidati con soltanto 4 mila prove scritte consegnate per 380 posti da coprire. Erano questi i numeri del concorso di novembre scorso per entrare in magistratura. In questi giorni, la sorpresa: l'immissione in servizio di sole 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Il motivo? Un eccesso di ignoranza: verbi sbagliati, errori di grammatica, di ortografia, discorsi sconclusionati, menti labili… Un disastro per gli esaminatori che hanno così respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Un dato sconfortante, da lasciare allibiti. E ancora più nero se si tiene conto del fatto che agli orali non erano semplici laureati: erano avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, studiosi con tanto di dottorato.


    ludfrescj

  7. #7
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    Beh, visto il grado di fanatismo dei magistrati odierni, nonché la loro ignoranza e l'arbitrarietà con cui operano (conosco casi di processi portati avanti da pm per trasgressioni di leggi abrogate molto prima dell'inizio delle loro, diciamo, "indagini"), vista anche la superficialità delle loro "indagini" e le non rare sentenze a dir poco assurde, vista anche al loro frequente faziosità e la loro sete di fare non giustizia ma politica e di moralizzare il mondo e viste le cazzate che sparano non di rado, direi che Ludj non ha tutti i torti.
    Non c'è peggiore ideologia di quella che non si riconosce come tale.
    Peggio ancora l'ideologia che si pretende "anti-ideologica".
    E la peggiore di tutte è quella che si assurge a "scienza".



  8. #8
    semi god L'avatar di dadus86
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    (Non rispondo al periodico ingombrante di turno: ne conosco da altre discussioni gli invalicabili limiti di scemenza e d’improperio. Ora l’accetto per quel che è e lo evito: mi son fatto di pace. D’altra parte uno/chiunque – mi ci comprendo entro limiti – è destinato a dire/ripetere quello che sa: vuoi spaccargli la testa? Io, per me, non me la spacco!)
    Sei un ignorante in materia di diritto e ogni volta che scrivi due righe ciò appare in maniera oggettiva ed evidente. Infatti, sei un berluschino, come volevasi dimostrare.

    Perché un semplice laureato in legge – minimo che va – ha da essere giurista giocoforza? cioè, sostanzialmente, esprimere un giudizio definitivo e crudele contro un altro/contro altri – perché? Cos’è e che implica poi un giudizio/marchio formulato e impresso contro un povero disgraziato qualsiasi? E giudicare per quale crimine? tutti? uno? alcuni crimini? Ma soprattutto che garanzie dà alla comunità da cui dipende questo anonimo/squallido 'laureato in corso di magistrato' per essere etichettato "qualificato" e "imparziale"?... A me – cittadino fra tutti – nessuna: può essere un cretino qualsiasi, può essere un frustrato qualsiasi, può essere un degenerato qualsias
    Giudizio crudele? Ma tu stai al medioevo! Non hai LA PIU' VAGA idea di cosa sia la giurisdizione e non hai mai aperto mezzo libro di procedura civile o penale. Non hai mai visto un processo dall'inizio alla fine e, se lo hai visto, non ci hai capito assolutamente nulla. Straparli di cose che ignori e ti permetti pure di giudicare. Ma porta rispetto, e guarda meno tv!

    Il concorso in magistratura è il più difficile in Italia e quelli che fanno gli errori (anzi: ORRORI) di ortografia sono sempre gli stessi: i laureati nelle università private, preferibilmente cattoliche, che hanno come opzionali (!) gli esami di procedura. Gente che non capisce un cazzo e che si compra la laurea. Indovina un po' grazie a chi? Indovina un po' chi è che favorisce la parificazione di certe lauree? Vuoi un paio di nomi? Lo sai che i laureati in legge alla Lumsa di Roma, quando prendono un 30, è come se avessero preso appena un 18 in qualsiasi università pubblica? Lo sai che hanno programmi che sono la metà di quelli imposti dalle università pubbliche? No, che non lo sai, ma bla bla bla: parli parli parli. Di cose che ignori radicalmente.

    E poi, dici cose completamente irrazionali, peggio di un Ferrara qualsiasi: chi cazzo lo dovrebbe fare, il magistrato? Un laureato in scienza delle comunicazioni? Ma roba da pazzi! E' come se mi chiedessi se per fare il medico ci vuole o no la laurea in medicina! Ma tu stai veramente scherzando!

    E poi, gli unici cittadini qualsiasi, che SPESSO sono ignoranti e/o imbecilli, sono proprio i GIUDICI POPOLARI, che andrebbero aboliti!

    Manco mi ci metto a spiegarti che 1) un laureato in giurisprudenza è PER LEGGE giurista, anzi giurista europeo (il ché è un dramma, se il laureato viene da una università privata!); 2) un laureato in giurisprudenza può fare SOLO il VPO (vice procuratore onorario), mentre per fare il concorso in magistratura deve aver fatto 2 anni di scuola forense o deve essere avvocato o dirigente pubblico da non meno di 5 anni...

    ma te non lo sai, non sai nulla. Non sai neanche la distinzione tra magistratura ordinaria e onoraria. Tu parli: Silvioooh ne sarà orgoglioso! Bravo!

    Ad illuminazione per chi mi legge con testa aperta e fresca (non con la testa rinsecchita di quell’ingombrante/prezzemolo di cui sopra), per suggerire a chi mi legga/caso mai uno scenario minimo di questa magistratura da totem che ci si dipana invisibile intorno, che supponiamo di soloni togati, teniamo in grandissimo credito e ci spaventa assai (guai a dargli fastidio o solo reclamare, a un giudice, anche quando sbaglia e s’accanisce) ma averne – che so – un’idea vaga da dove essa proviene e come siano reclutati questi nostri magistrati a migliaia da popolare una metropoli; ebbene... – vi riporto qualcosa da internet che può incuriosirvi. Fatene l’uso che volete.
    I soloni togati? Ma che scrivi dal gabbio? MA lascia stare e studiati l'ordinamento giudiziario...

    E poi: hai detto che i magistrati hanno i PRIVILEGI e stipendi d'oro? Allora? Rispondi, furbacchione! Cita, parla, scrivi, confrontati... e poi torna a scuola. Non ne vale neanche la pena di perdere tempo appresso a voialtri: siete semplicemente irrecuperabili.
    Florebat olim studium, nunc vertitur in tedium... vir prudens hoc consideret, cor mundet et exoneret, ne frustra dicat "Domine!" in ultimo examine; quem iudex tunc agruerit, appellare non poterit. (Carmen Buranum VI, vv 1, 2 e 45-50)

    omnes enim peccaverunt et egent gloria Dei, iustificati gratis per gratiam ipsius per redemptionem, quae est in Christo Iesu (Bibbia, Nuovo Testamento, Rom. 3,23-24)

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