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  1. #9
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    Predefinito Fra parentisi

    Non dovrei tanto occuparmi di queste faccende, ma per voci che sento girare per casa e soprattutto per concedermi una pausa dalle mie consuete letture/scritture, ho fatto, per distrarmi un po’, una piccola ricerca riguardante gli stipendi dei magistrati in Italia. E in “ComeDonChisciotte”, nel suo Forum, ho trovato riportato (quasi citato di sana pianta) un articolo di Francesco Maria Del Vigo, che forse tutti sanno od alcuni o nessuno è un articolista del Giornale. Subito si dirà: “Ma è di Berlusconi, racconta fandonie, non è vero niente!...” ecc. D’accordo/d’accordo! Tuttavia lo ripropongo qui non proprio a risposta di dadus86; ma perché m’è sembrato curioso, scorrevole e panoramico riguardo al tema di cui sopra. Ce ne sono ben altri del genere – intendiamoci – sottraibili da fonti sicure; tuttavia, per l’intanto che ne vada a cercare altri (sempre che mi capiti e ne abbia voglia) chi segue questo topic stravagante si accontenti . filos


    Nei giorni scorsi l'Associazione nazionale dei magistrati ha minacciato lo sciopero per il taglio ai fondi all'assistenza informatica (36 milioni di euro). Ma un magistrato occupa un posto di lavoro blindato e può arrivare a portare a casa anche 500 mila euro all'anno.

    Pagati, viziati, lentissimi (ed ipersindacalizzati!), la casta dei magistrati continua a lamentarsi. L’ultima richiesta dell’Associazione Nazionale Magistrati è di pochi giorni fa: “I tribunali rischiano una paralisi complessiva”. Il motivo? Il taglio dei fondi all’assistenza informatica. L’associazione delle toghe ha minacciato lo sciopero e in poche ore il ministro ha aperto il portafogli (una trentina di milioni di euro) e tutto si è risolto…

    Quanto incidono gli stipendi dei magistrati? Tenetevi forte, la cifra fa paura: circa un miliardo di euro l’anno. I cugini francesi spendono il 30 per cento in meno e lavorano meglio, mentre i nostri detengono in più il primato della lentezza. In Italia i processi si trascinano a lungo, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo ci multa, i cittadini sotto processo fanno ricorso. E poi? Poi lo Stato, tanto per cambiare, paga i danni. Andando a spulciare in una selva di numeri e scatti di anzianità le cifre di stipendi lievitano in perpetuo. Prima bizzarria: dov’è la meritocrazia? Latita: per fare carriera basta “invecchiare”. Tutti arrivano al massimo livello di stipendio, anche quando non svolgono il relativo incarico ‘di alto livello’.

    L’organo che valuta ogni quattro anni (ma lo scatto è biennale) la professionalità del giudice è il Consiglio Superiore della Magistratura, che nel 96 per cento dei casi dà un via libera. Ma la bocciatura, nei rarissimi casi in cui si verifica, non prevede nessun arretramento economico: vige il principio della conservazione dello stipendio maturato.

    L’orologio dei magistrati continua a correre e lo stipendio a lievitare, qualunque cosa succeda. Per intenderci: è come se tutti i militari diventassero generali. Dei numeri?... Un magistrato al settimo livello di anzianità (che sarebbe il ventottesimo anno di professione) arriva a portare a casa un lordo di 195.362.33 euro all’anno. Il presidente del Tribunale superiore delle acque pubbliche può mettersi in tasca fino a 260.593.04. È tanto? Non abbastanza dato che è prevista un’indennità che s’aggira sui mille euro al mese.

    Salendo verso le funzioni “apicali”, il vertice della carriera, le cifre aumentano fino a raggiungere il miliardo delle vecchie lire. Queste sono le toghe/paperone, a fronte delle quali ci sono un gran numero di magistrati che portano a casa un’onesta busta paga – ad esempio un giudice di primo pelo – di poco meno di cinquemila euro mensili lordi…

    I tribunali costano a ogni cittadino italiano 45 euro all’anno. Il 18 per cento in più rispetto ai francesi e addirittura il 60 per cento in più rispetto ai 28 euro del Regno Unito. Il totale della spesa è un miliardo di euro.

  2. #10
    semi god L'avatar di dadus86
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    Quote Originariamente inviata da dionigius Visualizza il messaggio
    Non dovrei tanto occuparmi di queste faccende, ma per voci che sento girare per casa e soprattutto per concedermi una pausa dalle mie consuete letture/scritture, ho fatto, per distrarmi un po’, una piccola ricerca riguardante gli stipendi dei magistrati in Italia. E in “ComeDonChisciotte”, nel suo Forum, ho trovato riportato (quasi citato di sana pianta) un articolo di Francesco Maria Del Vigo, che forse tutti sanno od alcuni o nessuno è un articolista del Giornale. Subito si dirà: “Ma è di Berlusconi, racconta fandonie, non è vero niente!...” ecc. D’accordo/d’accordo! Tuttavia lo ripropongo qui non proprio a risposta di dadus86; ma perché m’è sembrato curioso, scorrevole e panoramico riguardo al tema di cui sopra. Ce ne sono ben altri del genere – intendiamoci – sottraibili da fonti sicure; tuttavia, per l’intanto che ne vada a cercare altri (sempre che mi capiti e ne abbia voglia) chi segue questo topic stravagante si accontenti . filos


    [I]Nei giorni scorsi l'Associazione nazionale dei magistrati ha minacciato lo sciopero per il taglio ai fondi all'assistenza informatica (36 milioni di euro). Ma un magistrato occupa un posto di lavoro blindato e può arrivare a portare a casa anche 500 mila euro all'anno.

    Pagati, viziati, lentissimi (ed ipersindacalizzati!), la casta dei magistrati continua a lamentarsi. L’ultima richiesta dell’Associazione Nazionale Magistrati è di pochi giorni fa: “I tribunali rischiano una paralisi complessiva”. Il motivo? Il taglio dei fondi all’assistenza informatica. L’associazione delle toghe ha minacciato lo sciopero e in poche ore il ministro ha aperto il portafogli (una trentina di milioni di euro) e tutto si è risolto…
    Ma per cortesia... un giornalista de il Giornale è un dipendente di un imputato e quindi spara balle: fa bene, è pagato esattamente per fare questo.

    Iniziamo dalle prime balle:
    1) un magistrato NON porta a casa 500.000 euro all'anno. Ciò può accadere solo se questo magistrato è un consigliere di Corte di cassazione, cioé l'equivalente di un primario di medicina (che guadagna però ben di più) che è anche massimo dirigente ministeriale di vertice. Ma questo il servo di regime ovviamente omette di specificarlo, a maggior gloria degli allocchi che ancora credono alle vaccate scritte sul quel "quotidiano". Un magistrato di tribunale ordinario, dunque il tipico magistrato di carriera, non guadagna più di 110.000 euro all'anno. Un uditore giudiziario (primo gradino della carriera) guadagna da 1.300 a 1.600 euro al mese, anche per 5 o più anni, cioé meno di un qualsiasi dirigente pubblico con la stessa laurea e che lavora la metà del tempo. Se tu fossi entrato in un qualsiasi tribunale anche di pomeriggio (cioé quando non ci sono le udienze), scopriresti che i magistrati lavorano oltre l'orario di lavoro e il più delle volte non ricevono manco l'integrazione salariale. E come loro, centinaia di ufficiali giudiziari, cancellieri, ctu e impiegati, che se smettessero di lavorare in massa la giustizia si bloccherebbe in un paio d'ore (con buona pace de Il Giornale).

    2) il servo di regime cita solo i dati che fanno più comodo, senza ovviamente farne una relazione o una spiegazione. Ad esempio: la giustizia tedesca costa il DOPPIO di quella italiana. I magistrati tedeschi, che sono molti di più di quelli italiani, lavorano di meno (smaltiscono meno cause) e guadagnano di più. I dati relativi alla giustizia inglese, poi, omettono di considerare i reali costi della giustizia britannica: nei paesi di common law le cause raramente arrivano in tribunale e dunque il tribunale costa molto meno di quello italiano, tedesco o francese. In Inghilterra la maggior parte delle cause viene decisa con arbitrati rituali che poi vengono depositati in tribunale solo per ottenere l'esecutività del titolo. Le cause di valore anche ingente possono cioé essere decise stragiudizialmente, il ché ovviamente espone a forti rischi ma consente una riduzione dei costi della giustizia. In Francia i tribunali costano quanto in Italia, e lavorano di meno: i tribunali amministrativi invece costano di più in Francia. In Danimarca un tribunale può arrivare a costare il triplo di un tribunale italiano. Tutti dati allegramente omessi.

    Quanto incidono gli stipendi dei magistrati? Tenetevi forte, la cifra fa paura: circa un miliardo di euro l’anno. I cugini francesi spendono il 30 per cento in meno e lavorano meglio, mentre i nostri detengono in più il primato della lentezza. In Italia i processi si trascinano a lungo, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo ci multa, i cittadini sotto processo fanno ricorso. E poi? Poi lo Stato, tanto per cambiare, paga i danni. Andando a spulciare in una selva di numeri e scatti di anzianità le cifre di stipendi lievitano in perpetuo. Prima bizzarria: dov’è la meritocrazia? Latita: per fare carriera basta “invecchiare”. Tutti arrivano al massimo livello di stipendio, anche quando non svolgono il relativo incarico ‘di alto livello’.
    3) Sul fatto che i magistrati francesi lavorino meglio non ci piove: non hanno a che fare con un governo delinquenziale. E' in corso una grande inchiesta che coinvolge parte del Governo in carica, e la finanza ha perquisito la sede del partito di Sarkozy: pensate cosa sarebbe accaduto nell'itaglietta berluschina. I cugini francesi SPENDONO il 30% in meno: vero, del resto hanno a disposizione molti più strumenti tecnologici ed informatici, quelli per i quali i magistrati italiani lottano ogni giorno. Ma ciò cosa c'entra con gli stipendi dei magistrati? Notate bene la tecnica del servo della propaganda: inizia il discorso accusando i magistrati italiani di guadagnare troppo (citando il famoso miliardo e mezzo di euro, che in realtà è la spesa complessiva per la giustizia di cui gli stipendi rappresentano solo una voce!) e poi parla delle spese di giustizia. Solo un gran tacchino potrebbe credere a queste vaccate.

    4) la Corte europea di Strasburgo condannava l'Italia con regolarità perché i processi durano oggettivamente troppo: infatti, mancano fondi e personale e i termini processuali ordinatori e acceleratori previsti dai codici di procedura non vengono MAI rispettati. E' verissimo: è esattamente quello che denunciano i magistrati italiani. Infatti, il Governo Berlusconi ha tagliato i fondi, ha sospeso l'informatica e ha ridotto il numero di concorsi per cancellieri e ufficiali giudiziari: è chiaro il perché. Un governo di delinquenti non ha interesse a che i processi si celebrino.

    5) ho detto che la Corte di Strasburgo condannaVA l'Italia, perché nel 2001 una legge ha DIROTTATO i ricorsi degli italiani contro il governo italiano per l'irragionevole durata dei processi sui giudici italiani, escludendo che noi italiani potessimo ricorrere alla Corte di Strasburgo. Ora è possibile chiedere una equa riparazione ma solo ricorrendo alla Corte di appello in unico grado, che è un giudice italiano. Questa legge è stata rafforzata recentemente, ed è stata sempre avversata dai giudici italiani.

    L’organo che valuta ogni quattro anni (ma lo scatto è biennale) la professionalità del giudice è il Consiglio Superiore della Magistratura, che nel 96 per cento dei casi dà un via libera. Ma la bocciatura, nei rarissimi casi in cui si verifica, non prevede nessun arretramento economico: vige il principio della conservazione dello stipendio maturato.

    L’orologio dei magistrati continua a correre e lo stipendio a lievitare, qualunque cosa succeda. Per intenderci: è come se tutti i militari diventassero generali. Dei numeri?... Un magistrato al settimo livello di anzianità (che sarebbe il ventottesimo anno di professione) arriva a portare a casa un lordo di 195.362.33 euro all’anno. Il presidente del Tribunale superiore delle acque pubbliche può mettersi in tasca fino a 260.593.04. È tanto? Non abbastanza dato che è prevista un’indennità che s’aggira sui mille euro al mese.
    6) lo scatto biennale avviene per tutti i dipendenti pubblici ed è imposto dalla legge. La "riforma" Brunetta ha confermato questa disposizione. Il servo di regime cita finalmente gli stipendi reali: all'inizio dell'articolo aveva sparato (per fare effetto sull'allocco di turno) un "500mila euro". Balle, e infatti i magistrati guadagnano in media 5 volte meno. I 195.000 euro di stipendio li prende un presidente di tribunale (l'equivalente di un alto comandante militare, che guadagna però anche di più, avendo meno responsabilità).
    E, ridicolezza delle ridicolezze, il "giornalista" va addirittura a spulciare il Tribunale superiore delle acque pubbliche (un tribunale desueto del quale l'ANM chiede l'abolizione dal 1971!!!!!), tribunale speciale che DA SOLO deve smaltire tutte le cause in materia di acque pubbliche in tutta Italia (perciò se ne proponeva l'abolizione, con accorpamento nei tribunali ordinari). Lo credo bene che il presidente si metta in tasca 260.000 euro (meno comunque degli oltre 300.000 euro che un parlamentare qualsiasi, uno scilipoti qualunuqe, si mette in tasca per non fare nulla).

    Salendo verso le funzioni “apicali”, il vertice della carriera, le cifre aumentano fino a raggiungere il miliardo delle vecchie lire. Queste sono le toghe/paperone, a fronte delle quali ci sono un gran numero di magistrati che portano a casa un’onesta busta paga – ad esempio un giudice di primo pelo – di poco meno di cinquemila euro mensili lordi…
    7) appunto: i 500.000 euro li guadagna (forse) il giudice più alto in grado d'Italia. Meno di un equivalente inglese (che è anche lord di diritto), francese o tedesco. Un magistrato di primo pelo guadagna 2.500-3.000 euro al mese (regalate un convertitore euro-lire a questo "giornalista", un uditore giudiziario (che è il vero magistrato di primo pelo) guadagna massimo 1.600 euro al mese. Un giudice onorario guadagna da 880 a 1250 euro al mese.

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  3. #11
    Membro Anziano L'avatar di kattoliko
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    Sono nettamente contrario alle giurie interamente popolari, per i motivi di manipolabilità, suscettibilità e "umoralità" (quindi non oggettività) che potrebbero influire su un gruppo di persone del "popolino" chiamate a decidere del destino della vita di una persona. Pensiamo solo al caso del classico extracomunitario accusato di stupro e violenze su una ragazza di una città di provincia, giudicato dal tribunale del luogo da una giuria interamente popolare, quindi di persone del posto. Non avrebbe scampo indipendentemente dalla sua reale innnocenza o colpevolezza.
    Quote Originariamente inviata da Matteo 5,14
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  4. #12
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    Da Libri Web (consiglio la frequentazione del sito)… Nel giugno 2009 è uscito il nuovo libro di Stefano Livadiotti “Magistrati - l’ultracasta”: “… è un’indagine sulla categoria dei giudici e dei pubblici ministeri, che l’Autore definisce ‘la madre di tutte le caste’: 9.116 uomini che controllano l’Italia con gli scandalosi meccanismi di carriera, stipendi e pensioni d’oro, i ricchi incarichi extragiudiziari, l’incredibile monte-ferie, i benefit. Pubblichiamo una parte dell’introduzione e del capitolo intitolato 'Gli impuniti'

    « I numeri parlano chiaro: quelli raccolti da Daniela Cavallini… si riferiscono al periodo 1999-2006. Parlano di 1.004 procedimenti disciplinari: 812 sono finiti a tarallucci e vino con l’assoluzione o il proscioglimento; 126 con l’ammonizione, ossia un buffetto sulla guancia del magistrato; 38 con la censura, che equivale a una lavata di testa. Solo 22 con la perdita di anzianità (che si traduce in un rallentamento della carriera) e appena 2 con la rimozione e 4 con la destituzione… Senza considerare che uno stesso giudice o Pm può essere stato incolpato più volte, una toga ha 2,1 possibilità su 100 di incappare in una condanna. … negli otto anni oggetto di studio della Cavallini a rimetterci la poltrona è stato solo lo 0,065% dei magistrati…

    Il matto. L’inconsapevole. L’ipnotizzatore... La storia del magistrato spiritista uscito di senno che, siccome nessuno lo cacciava, dopo dieci anni s’è licenziato da solo. Il pubblico ministero assolto perché non sapeva ciò che andava dicendo. Il procuratore che per venire a capo delle indagini faceva interrogare un testimone in trance, solo ammonito. Eccetera, eccetera.

    'Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato, e di adempire con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio' è la formula di rito che tutti i magistrati ordinari pronunciano al termine del tirocinio. Poi, però, se ne dimenticano quasi subito. Almeno a giudicare dalla banca dati della sezione disciplinare. Che, a saper dove mettere le mani, è una vera miniera d’oro: dentro c’è di tutto. Una via di mezzo tra uno schiocchezzaio d’autore e un campionario di miserie umane, quando non di vere e proprie malefatte.

    C’è, per esempio, la storia, che risale agli anni Settanta, del magistrato uscito di senno. «Dava in escandescenze verbali nei riguardi degli avvocati, manifestando così segni evidenti di alterazione delle facoltà mentali». Dichiarava, testuale: «Il santo ha detto che oggi vi sono schiaffoni per tutti». Poi, «si alzava stiracchiando le braccia e dichiarava che l’udienza era interrotta, avendo egli bisogno di riposarsi». E ancora: entrava nell’ufficio del suo capo esclamando: «A noi le femmine belle e schiaffoni per tutti», e avanzava «proposte oscene a una signora per bene». Le indagini rivelarono che frequentava una libreria specializzata in testi di magia nera, spiritismo, cartomanzia, parapsicologia e occultismo, dove teneva pubblicamente «discorsi incoerenti, attirando l’attenzione dei presenti, i quali, lontani da ogni senso morale, si prendevano gioco di lui». Non è dato sapere cosa gli avesse riservato la vita. Quel che è certo, il pover’uomo era matto come un cavallo matto. Pericoloso per sé e, soprattutto, per gli altri. Da tenere, comunque, ben alla larga dagli uffici di un tribunale. Tanto che perfino la sezione disciplinare del Csm s’era infine convinta della necessità di ricorrere alla sua dispensa. Ebbene, il magistrato in questione ha cessato di far parte dell’ordine giudiziario solo nel 1980. E non perché, sia pure con un ritardo di dieci-anni-dieci, fosse finalmente arrivata la non certo complessa sentenza. Molto più semplicemente perché, in base a chissà cosa gli frullava nel cervello, aveva deciso lui di dimettersi.»

    Signor dadus86, si legga il libro – mi faccia il piacere!… E riservi il suo linguaggio a quelli d’età e di ‘sapere’ pari suo e, come dice d’essere, immersi nei quattro o poco più testi inerenti al diritto e alla giurisprudenza. Inoltre si risparmi di rivolgersi ancora a me… In effetti, ho sbagliato a fare il suo nome nel mio post precedente (seppure solo precisando di non volerle rispondere personalmente – forse le è sfuggito). Comunque me ne dolgo e non succederà più. Vede, ho da tempo imparato che in ogni disputa concettuale, pur sostenendo ognuno le proprie ragioni, è sempre meglio usare un linguaggio astratto, quanto meno impersonale, il quale già di per sé è indice – sono certo – di cultura civile e di sensibilità umana. Ebbene, nel mio post che le ho detto, l’avevo imperdonabilmente dimenticato. Ancora mi scusi… filos

  5. #13
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    Quote Originariamente inviata da dionigius Visualizza il messaggio
    E riservi il suo linguaggio a quelli d’età e di ‘sapere’ pari suo e, come dice d’essere, immersi nei quattro o poco più testi inerenti al diritto e alla giurisprudenza.
    Qualcuno pensa che il tuo taglio di capelli sia dovuto a una mancanza di autostima, ma si dice che sia il taglio standard di un ricoverato in manicomio

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