Riporto le parole di Beppe Bergomi rilasciate in una intervista a Radio Capital:
«Per me nella Francia ci sono troppi giocatori di colore».
Ricordate la formazione dei galletti che ha vinto il mondiale nel 1998? C'erano Blanc, Petit, Deschamps. Gente tosta proprio nel vivo del gioco.
Nella squadra che ne diede 3 a un Brasile stremato c'erano 7 elementi bianchi, 3 neri e un marziano di Algeri (Djorkaeff).
La proporzione si inverte nella formazione mandata in campo contro la Svizzera dall'allenatore Domenech: 7 neri, 3 bianchi..... e il nonno di Zidane.
Vieira, Henry, Gallas... ma non sono tutti delle colonne nei loro club?.
Vieira ha giocato benissimo le prime otto-dieci partite con la Juve, muovendosi a tutto campo, con inserimenti in attacco e gol. Poi si è fermato.
È mesi che gioca male come contro la Svizzera.
Io ho avuto esperienza di giocatori di ogni tipo. E agli africani puoi insegnare tutto.
Ti sembrano dei giocatori perfetti ma poi, nei momenti più difficili, ecco che torna fuori la natura».
A Bergomi fa eco l'ex ministro Calderoli che, perdendo un'ottima occasione per tacere rincara la dose. "Francia nazionale di negri, mussulmani e (tanto per ricordare di essere un alleato di Berlusconi) comunisti.
E io che pensavo che il Mondiale fosse aperto ai calciatori di tutto il mondo...
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