Le comunitá islamiche in Italia crescono numericamente e di conseguenza necessitano di luoghi ufficiali dove praticare la propria religione. Le cantine o i capannoni di fortuna non bastano piú, gli islamici aspirano a un circuito ufficiale di moschee ben riconoscibili anche nella forma.
Nessuno aspira ad avere una moschea ne pressidi casa propria. La moschea, infatti, porta movimento, disordine e conseguente molto probavile degrado del territoruii con conseguente deprezzamento degli immobili circostanti. Si puó con certezza affermare che anche la coastruzione di una moschea, come di un rigassificatore,di un'autostrada o di una ferrovia é ostacolata dal; fenomeno del NIMBY. E, poiché ove c'é una protesta spontanea i politici ci marciano, la Lega Nord é sempre in prima linea con chioschi, gazebo e raccolta firme ovunque una comunitá isklamica intenda realizzare una moschea. Ma, invece di parlare, in tutta franchezza, di traffico e di deprezzamento deegli immobili quali motivi reali della protesta, molto spesso i leghisti si arrampicano sugli slogan del Padroni a Casa Nostra, del Sí alla polenta, no al cous cous e piú in generale della difesa della propria tradizione contro la violenza culturale straniera.
Sicuramente l'Islam non ha influenzato la cultura europea quanto il Cristianesimo, ma é altresí indubbio che la costruzione di una moschea non é la testa di ponte per privare i cattolici della libertá di culto. E'altresí importante ricordare come la nostra Costituzione preveda, da parte dello Stato, la tutela e il rispetto di ogni religione. E' quindi evidente che la tutela di una religione non puó non comprendere anche la concessione a edificare i relativi luoghi di culto. Ma, al di lá della Costituzione che non é da intendersi come un dogma spttolineo che anchela tolleranza per i credi religiosi altrui é una tradizione Europea radocata da oltre 2 secoli, tradizione a cui io, padano e quindi europeo, non intendo rinunciare.






















































