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    Lightbulb Onore a Silvano Lorenzoni , un vero identitario/razzialista bianco veneto/europeo!

    Omaggio sincero da parte mia a lui nel giorno del suo compleanno.
    Articoli essenziali di Silvano Lorenzoni sulla questione razziale.
    Raccolgo ed unisco in questo 3d i fondamentali scritti di Silvano Lorenzoni , onore ad un grande uomo e scrittore identitario-razzialista ed etnonazionalista veneto/europeo che si batte culturalmente con coraggio e senza compromessi per la sopravvivenza della razza bianca e che proprio oggi 25 febbraio compie 67 anni (nato nel 1942) , auguri a lui!
    Lo ringrazio per la sua gentilezza e al di là di alcune differenze di vedute su certi argomenti ribadisco tutta la stima che nutro nei suoi confronti , avendo anche l’onore di conoscerlo di persona.
    Inizio riportando come primo articolo la sua illuminante autobiografia culturale scritta di recente , una lettura memorabile.
    Intanto una sua breve presentazione/biografia , l’elenco dei suoi scritti principali , link di riferimento , ecc.
    Seguono poi i suoi vari articoli , uno dopo l’altro in modo da averli tutti insieme.
    Da salvare , leggere e meditare…



    Onore a Silvano Lorenzoni , scritti essenziali di un vero identitario/razzialista bianco veneto/europeo! - Stormfront


    “Silvio Waldner (Silvano Lorenzoni) Vicentino, classe 1942, dopo tutta una vita passata all'estero (le due Americhe, l'Africa), rientra in Europa nel 1994. Poliglotta, è stato esploratore ed etnologo. Autore di diversi libri su svariati argomenti (analisi dei tempi moderni, razziologia, epistemologia) ha anche tenuto parecchie conferenze usufruendo anche della sua vasta documentazione fotografica. Ha fatto parecchie traduzioni, soprattutto dal tedesco ma anche da altre lingue.
    Abita adesso a Sandrigo, provincia di Vicenza.”
    archiviostorico.info - AUTOBIOGRAFIA DI UN VENETO


    Silvio Waldner, La deformazione della natura. Disordine razziale e catastrofe ecologica , Ar, Padova 1997.
    Silvano Lorenzoni, Il Selvaggio. Saggio sulla degenerazione umana, Edizioni Ghénos, Ferrara 2005.
    Federico Prati - Silvano Lorenzoni, Scritti etnonazionalisti. Per un'Europa delle Piccole Patrie, Effepi, Genova 2005
    F.Prati-S.Lorenzoni-H.Wulf , Etnonazionalismo ultima trincea d’Europa, Effepi Edizioni 2006.
    Federico Prati-Silvano Lorenzoni-Flavio Grisolia , I Fondamenti dell’Etnonazionalismo Völkisch, Effepi Edizioni 2006.
    Federico Prati – Silvano Lorenzoni, Filosofia, Dottrina e Mistica dell’Etnonazionalismo Völkisch, Effepi Genova 2008


    AUTOBIOGRAFIA DI UN VENETO mercoledì 22 ottobre 2008
    archiviostorico.info - AUTOBIOGRAFIA DI UN VENETO
    I Veneti preromani nel contesto europeo | Silvano Lorenzoni
    I Veneti preromani nel contesto europeo | Silvano Lorenzoni
    Teoria tradizionale delle razze: Julius Evola | Silvano Lorenzoni
    Involuzione autogena ed eterogena | Silvano Lorenzoni
    L'americano, 'bantù' del futuro | Silvano Lorenzoni
    Tipologia razziale dell'Europa | Silvio Waldner
    Atlantide, Mu, Lemuria, Gondwana, Iperborea Autore: Silvano Lorenzoni
    Atlantide, Mu, Lemuria, Gondwana, Iperborea | Silvano Lorenzoni
    http://www.krol.it/forum/continenti-...a-e-t5175.html
    Immigrazione extracomunitaria e denatalità europea | Silvio Waldner
    Immigrazione extracomunitaria e denatalità europea | Silvio Waldner
    IMMIGRAZIONE EXTRACOMUNITARIA E DENATALITA' EUROPEA: LORO SIGNIFICATO E INTERRELAZIONE (di Silvio Waldner)
    IMMIGRAZIONE EXTRACOMUNITARIA E DENATALITA' EUROPEA: LORO SIGNIFICATO E INTERRELAZIONE (di Silvio Waldner) | † SARAJEVO †
    Sono lieto di introdurVi attrave
    IMMIGRAZIONE È UNA COSA, IMMIGRAZIONE DI COLORE UN'ALTRA
    Italia Sociale
    Etnonazionalismo Völkisch - Stormfront
    Etnonazionalismo Völkisch - Stormfront
    QUINTO ANNIVERSARIO DI "IDENTITA' E TRADIZIONE"
    Filosofia, Dottrina e Mistica dell'Etnonazionalismo Völkisch di F.Prati e S.Lorenzoni
    Novità libraria:"Orizzonti del Nazionalismo Etnico"?
    Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch
    Etnonazionalismo Völkisch - Politica On The Net Forum dedicato alla Politica Italiana, Estera e non solo
    archiviostorico.info - Usa Iberoamerica Sud Africa: tre messe a punto
    archiviostorico.info - Usa Iberoamerica Sud Africa: tre messe a punto id=10
    Silvio Waldner : l'africa... - prima parte
    Silvio Waldner : l'africa... - seconda parte
    Silvio Waldner : L'africa... - terza parte
    http://www.archiviostorico.info/Sezi...berosudafr.pdf
    Editoria

    Miei 3d e post in cui cito Lorenzoni :
    Libri essenziali per una sana educazione razziale
    Sud Africa e Padania, solidarietà ai Boeri!!!
    Lega Nord, solo razzsimo e voglia di indebitarci!
    Salviamo il pianeta dalla catastrofe demografica
    Ma non eravamo contri gli immigrati??
    SOS Padova e allarme invasione allogena in Europa
    Etnonazionalismo, ultima trincea d'Europa


    Onore a Silvano Lorenzoni , scritti essenziali di un vero identitario/razzialista bianco veneto/europeo! - Stormfront


    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 01-03-09 a 19:20
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  2. #2
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    Il grande Silvano Lorenzoni ha scritto ottimi libri ed articoli sulla questione razziale , diversi fra i quali ho riportato nel link a Stormfront sopra indicato ; forniscono parecchie informazioni sulla realtà odiena , risultano assai interessanti e di notevole importanza.
    Ecco dove potete comprare i libri di Silvano Lorenzoni :


    Waldner libri e link

    Silvano Lorenzoni é stato anche candidato sindaco a Sandrigo per due volte e tuttora é Capogruppo Consigliare della Lega Nord-Liga Veneta.
    Se i leghisti fossero tutti come lui , sarebbe un grande movimento identitario razzialmente consapevole a livello europeo...Alcune sue ulteriori considerazioni a proposito della Lega Nord e dell'immigrazione di colore nelle nazioni bianche :



    archiviostorico.info - AUTOBIOGRAFIA DI UN VENETO
    "La mia presenza in Europa mise abbastaza presto in moto due mie attività che, in mancanza di un mio ritorno in patria - nel Veneto -, probabilmente non avrebbero avuto alcuno sviluppo. Una fu la ripresa della mia attività politica, che dopo le mie dimissioni dal M.S.I., divenuto intanto A.N., davo per conclusa. L'altra fu l'attività culturale, per cui alcuni miei scritti ebbero una pure limitata diffusione. Inoltre, mi diedi subito a fare il conferenziere, in svariati argomenti di attualità e di cultura. - Ci vollero due o tre anni prima che mi potessi rendere conto per davvero quale fosse la realtà politica veneta, italiana, europea - poi mi iscrissi, nel 1997, nella Lega Nord (dettagli in riguardo saranno esplicitati più avanti), all'interno della quale feci una certa e quale 'carriera', arrivando a essere segretario della sezione locale, nel mio paese di residenza, dove fui due volte candidato sindaco (1999 e 2004), raggiungendo ogni volta poco meno del 20% dei voti (un risultato abbastanza soddisfacente quando si consideri che ero da solo e non facevo parte di alcuna 'lista civica'). Né le mie attività politica e culturale furono o sono disgiunte: fu attraverso la politica che entrai nell'insieme culturale etnico padano-alpino, dove potei esercitare un'azione pubblicistica di cui parlerò più avanti.(...) La mia adesione alla Lega Nord obbedì anche a un'altra motivazione, di tipo più generale di quella appena esposta: il fatto immigrazione terzomondiale (che non è pura semplice 'immgrazione'), un flagello che adesso colpisce tutta l'Europa e non solo: anche l'altro estremo del mondo civile, il Giappone. E, nello spazio politico italiano, l'unico partito che davanti al fenomeno immigrazione abbia preso e prenda una posizione chiara di contrapposizione è la Lega (entro i limiti permessi dalla strapotenza della magistratura, dei preti, ecc.). Il resto dei partiti o fa finta di non accorgersene o positivamente favorisce l'immigrazione terzomondiale, in quanto quel tipo di immigrati, secondo loro, saranno i loro futuri votanti - senza accorgersi o facendo finta di non accorgersi che quelli, una volta che avranno il coltello per il manico, voteranno per candidati propri, probabilmente di religione musulmana, con tanti saluti a quelli che a loro avranno fatto da lenoni e da ruffiani. - Un fatto è certo: se ancora per (pochi) decenni continuerà questo andazzo, l'Europa non sarà più tale ma un prolungamento della Repubblica Domenicana. (...)
    La mia attività politica poté progrogredire anche parallelamente a un ramo della mia attività culturale: divenni presidente onorario dell'associazione 'metapolitica' Identità e Tradizione, diretta da Federico Prati - persona dotata di notevole cultura e inziativa, che conobbi ancora nel 2000 a Milano con occasione di una riunione della non più esistente associazione Trincea d'Europa - e con sede a Riva del Garda. L'associazione cura, attraverso le edizioni Effepi di Genova, dei 'quaderni di cultura etnonazionalista', che ebbero e hanno una buona diffusione, il cui assunto centrale è l'idea dello stato monoetnico/'völkisch' visto come paradigma dello stato più funzionale possibile; diversi stati monoetnici poi potrebbero aggregarsi (e difatti dovrebbero farlo) ma non per formare stati-nazione in stile giacobino ma imperi, sullo stile dell'Austria-Ungheria asburgica o della Russia zarista. In quei 'quaderni' (dei quali fino alla stesura di questo testo ne sono stati preparati quattro, due nel 2006 e uno nel 2007; un altro è uscito nel 2008), ho potuto presentare diversi saggi brevi di problematiche contemporanee e storiche riferentesi soprattutto al problema dell'immigrazione terzomondiale e alla genesi storica degli stati giacobini e giacobinizzanti. (...)
    Dopo il mio ritorno in Europa, le mie attività politiche e religiose, nonché degli impensati impegni lavorativi come interprete, mi hanno dato l'opportunità di viaggiare in questo nostro continente, soprattutto in Germania e in Europa Orientale. Dal 2006 mando anche i miei contributi al congresso internazionale di geopolitica di Mosca, organizzato dall'associazione culturale Atjenjej, presieduta dal dott. Anatolij Ivanov. La Russia post-bolscevica è divenuta, in Europa e nel mondo, un''isola di libertà' dove argomenti che nel 'libero' Occidente potrebbero divenire scottanti possono essere discussi liberamente.”

    http://www.comune.sandrigo.vi.it/vitasandricense/25.pdf
    "Qui a Sandrigo la causa fondamentale del degrado é la terzomondializzazione dovuta alla presenza e alla crescente arroganza di zingari ed extracomunitari. Se il campionamento 'statistico' (b) fosse fatto sugli zingari e sugli
    extracomunitari esclusivamente, si potrebbero ottenere dei risultati estremamente più significativi che spalmandolo su tutta la popolazione, costituita per oltre il 90% da veneti/italiani/europeinormali. Non che 'porci' non ce ne siano anchefra i veneti/italiani/europei, ma sono l'eccezione(probabilmente meno del 5%)."


    Da LEGGERE anche questo suo articolo :

    “IL BIANCO DEGENERATO CHE SOBILLA LE MASSE DI COLORE"
    SOS Padova e allarme invasione allogena in Europa


    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 01-03-09 a 19:15
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
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    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

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  3. #3
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    In questa acuta ed ottima analisi politico-ideologica , si spiega come la posizione sulla questione razziale sia il vero spartiacque fra chi é servo del sistema mondialista e chi davvero si oppone ad esso ; quella fra centro-destra e centro-sinistra é una falsa opposizione interna poiché entrambi questi schieramenti di fatto sostengono la società multirazziale o almeno non hanno il coraggio per rifiutarla esplicitamente e radicalmente (Lega Nord inclusa) prendendo le difese dell'identità razziale dei popoli bianchi europei.
    Da leggere anche questo vecchio articolo di Silvano Lorenzoni :



    “IL BIANCO DEGENERATO CHE SOBILLA LE MASSE DI COLORE
    Coerentemente alla loro scelta di servire la "causa" della distruzione dell'europeità, i "Centri Sociali" hanno organizzato una manifestazione (l'ennesima) parallela alla conferenza governativa sull'immigrazione, organizzando la scesa in piazza di negri, e allogeni di ogni tipo, con tutta probabilità "irregolari". La dimostrazione che quegli ambienti non sono affatto "alternativi" al Sistema, come falsamente millantano, ma del tutto complementari e inseriti in esso, è stata dimostrata dal fatto che le autorità hanno subito ricevuto i rappresentanti di questa carnevalata sovversiva, promettendo che, sì, anche loro la pensano così, e aprirebbero immediatamente le frontiere a milioni di allogeni, ma devono farlo per gradi, per non provocare il rigetto nell'opinione pubblica.
    Provate ad immaginare se le autorità (non solo di sinistra ma anche di "destra") avrebbero acconsentito a ricevere una nostra rappresentanza che domandasse istanze di natura palesemente razziale come erano quelle dei "Centri Sociali", ma di segno opposto.
    E' chiaro che gli antirazzisti estremisti giocano in casa, poiché la base di "valori" su cui si regge il Sistema é egualitarista e mescolazionista.
    E anche le cosiddette "destre" fanno di tutto per non motivare la propria più restrittiva politica immigratoria con argomentazioni etniche o razziali, motivazioni e sentimenti naturali che vengono costantemente mantenuti nel "subconscio collettivo" e repressi capillarmente.
    In realtà ciò che interessa alle "destre" liberali è il "libero mercato", che prevede una mobilità umana e una perdita dell'identità etnica e razziale in maniera uguale al marxismo e all'antirazzismo radicale. Sono due finti avversari che si scontrano solo sul metodo.
    Come sempre nella storia, è il bianco che fornisce i mezzi organizzativi e dà il "la" per ogni azione politica; nonostante i marxisti affermino che la rivoluzione la fanno il proletariato, le classi basse, e le masse non bianche. E anche nelle lotte antirazziste, è il bianco (degenerato) che guida i giochi e fornisce le "armi" (organizzative, legali e fisiche) ad individui altrimenti non in grado nemmeno di conoscere la propria data di nascita.
    Nella manifestazione, inframmezzate in mezzo alle facce nere e camuse, si potevano scorgere qua e là volti bianchi di veneti "doc", chiaramente bianchi nonostante i tentativi di agghindarsi con cenci terzomondiali e finte treccine negroidi ("rasta").
    Noi, patrioti differenzialisti, ed etnonazionalisti, stiamo dalla parte opposta, in difesa non tanto degli interessi del putrido Occidente (come invece sono le "destre" liberali), quanto dell'europeità, e della nostra essenza di bianchi ed europei.
    E' chiaro che siamo noi quelli che giochiamo "fuori casa".
    In mezzo sta la massa borghese, inerte, paurosa e attendista, che come sempre costituisce il "bottino" politico a cui tutte le forze cercano di attingere. Chi è in grado di condizionare maggiormente questa massa, però, al momento siamo noi. Sono le stesse condizioni oggettive a creare tale situazione favorevole alle istanze differenzialiste: invasione immigratoria che crea rigetto, impossibilità dell' "integrazione" di allogeni culturalmente e razzialmente troppo diversi, etc. E difatti le posizioni degli ultras dell' antirazzismo stanno facendosi sempre più isteriche, segno che sentono che l'opinione pubblica sta loro sfuggendo di mano. Sono ormai lontanissimi i tempi in cui tutti non potevano non commuoversi e non parteggiare per il povero negro soggetto all' "apartheid" in Sudafrica.
    Oggi, quegli stessi, se solo vedessero i documentari su come è ridotto il Sudafrica mescolazionista, e collegando il tutto alle nostre prime dolorose esperienze, darebbero pareri ben diversi!
    Ma torneremo sugli aspetti che fanno prevedere una guerra inter-razziale in suolo europeo. Il fatto che occorre sottolineare, è che in tale guerra (che è già iniziata), non dovremo combattere tanto l'allogeno (o perlomeno lui lo combatteremo fisicamente), quanto il bianco degenerato, il bianco traditore che arma e sobilla l’allogeno.
    E contemporaneamente condurre una lotta culturale per togliere il morbo disfattista e nichilista dagli altri bianchi, lavati di cervello da decenni (o da due millenni) di propaganda egualitarista e universalista, che fungerà da freno per il combattimento.
    Quello stesso freno che ai funerali dei loro cari massacrati dagli allogeni fa dire ai parenti "non ce l'ho cogli extracomunitari" al microfono del giornalista-confessore.
    Quello stesso freno che impedisce al leghista medio di fare quel salto di qualità e riconoscere nel negro che lavora un nemico razziale ancora più insidioso dell'immigrato generico, in genere albanese o marocchino, che delinque.
    Intanto i "Centri Sociali" del Veneto ci schedano, segnano i nostri nomi, indirizzi ed abitudini, non tanto per fare i delatori con i questurini (ruolo comunque molto consono alla loro personalità di vermi), o per aggredirci adesso,quanto per creare una "banca dati" logistica sul nemico, in modo da facilitare la nostra eliminazione fisica quando le ostilità si saranno definitivamente aperte. Ho già detto che loro sono già scesi in campo e stanno già addestrandosi. E potete star sicuri che al momento buono spareranno a noi, non ai liberali o ai globalisti. Come già sessant'anni fa, faranno comunella coi propri fratelli liberali contro di noi, che rappresentiamo la vera alternativa al Sistema mondialista. Questa non è un'incitazione ad "opposti estremismi", che sono anzi al momento da evitare come la peste. Lasciamo che si sputtanino loro, e rinforziamoci."


    Esatto. Malgrado tutta la propaganda avversa e criminalizzatrice dei mass-media contro l'identitarismo , la voce del sangue é destinata a tornare alla ribalta spazzando via ogni astrazione ed imposizione integrazionista. Il vero popolo non ha nulla a che fare con le cretinate propagandistiche comuniste ; sempre più persone si sta rendendo conto che i partiti di sinistra provano un odio profondo contro il popolo autoctono genuino dato che vorrebbero sostituirlo con masse di derelitti ed invasori del quarto mondo. Ora c'è solo da fare il salto di qualità decisivo : comprendere la necessità di salvaguardare in primis la propria identità razziale. Più della politica e dell'economia conta la razza!
    Ad una economia disastrata si può sempre porre rimedio , così come ad una politica fallimentare , ma una razza imbastardita non potrà mai più recuperare la sua identità originaria...A forza di importare masse di selvaggi di colore le nazioni europee rischiano di ridursi a livello miserabile di quei paesi da cui provengono tali derelitti migranti , costono non fanno che esportare ovunque la propria scarsa intelligenza ed inciviltà oltre a varie malattie , sono peggio dell'Aids per il mondo civile di razza bianca.
    Quando la povertà , la disoccupazione e la criminalità aumenteranno fino a raggiungere livelli insopportabili , anche l'europeo medio moderato ed antirazzista si troverà spinto all'esasperazione e capirà il peso intollerabile costituito dagli allogeni scagliandosi sia contro di loro che contro l'intera classe politicante colpevole di altro tradimento degli interessi della propria gente in primis!!
    Quindi questi movimenti da genericamente populisti dovrebbero gradualmente diventare schiettamente razzisti...AVANTI!


    14 Words! - Luca/Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 04-03-09 a 18:57
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  4. #4
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    Altri articoli interessanti di Silvano Lorenzoni...
    Questa fu una sua lettera inviata a "La Padania" alcuni anni fa :



    "I paesi del terzo mondo sono troppo “prolifici” .
    Che il mondo sia sovrappopolato, è tanto ovvio che non vale neanche la pena di ripeterlo. Ma la sovrappopolazione è dovuta non ai popoli civili, ma al Terzo Mondo: a coloro che si sono dimostrati incapaci non solo di sopperire ai propri bisogni, ma anche a porre dei limiti alla loro crescita demografica. Limitare le nostre nascite significherebbe, intanto, fare spazio al Terzo Mondo; poi sarebbe anche la nostra scomparsa, e con essa quella del vivere civile. Non è vero che siamo in troppi a questo mondo: secondo me sono loro a essere in troppi.”
    SILVANO LORENZONI Sandrigo (Vicenza)"


    Questa un'analisi sul ruolo criminale e parassitario svolto dagli zingari e dagli allogeni di colore a Sandrigo ed in Veneto :


    http://www.comune.sandrigo.vi.it/vitasandricense/29.pdf
    “IL COSTO SOCIALE DELLA FECCIA SOCIALE
    In un dépliant distribuito ai consiglieri in occasione di un recente Consiglio Comunale è stato esplicitato, con dovizia di statistiche, quanto sia stato il lavoro della Polizia Locale per quel che riguarda l'arginamento delle azioni delittuose dei cosiddetti nomadi - ma tanto per parlare chiaro, degli zingari. E il lavoro della Polizia Locale ha senz'altro avuto un effetto: tenuti sotto continuo monitoraggio, i suddetti sono costretti ad abbandonare il campo e a limitare la loro azione delittuosa; fatto evidente soprattutto dalle parti di Lupia dove il flagello zingaresco era particolarmente percepibile. Il lavoro
    della polizia è stato reso possibile dell'aumento del suo personale con la costituzione della Polizia Locale; e questo innesca immediatamente un ragionamento quantitativo pertinente: si è aumentata la disponibilità di ore-uomo applicabili all'arginamento del flagello zingaresco. E siccome, naturalmente, ogni ora-uomo deve essere pagata, ne risulta che si sta spendendo proporzionalmente di più per limitare i danni che altrimenti sarebbero causati dalla feccia sociale - soldi spesi bene, ma spesi. In assenza degli zingari - si potrebbe mandarli a Schio o in Emilia-Romagna dove sarebbero (teoricamente) ricevuti a braccia aperte – quel denaro potrebbe essere utilizzato, per esempio, per le fasce più deboli della nostra gente. -
    Qui, sto esemplificando utilizzando un caso del tutto evidente per l'attenzione del pubblico; ma ce ne sono tanti altri che, meno evidenti, pesano ancora di più sulle tasche del pagatore di tasse veneto/sandricense che lavora, risparmia e rispetta il cosiddetto 'contratto sociale'.
    Quale è il costo della presenza zingaresca ed extracomunitaria nelle nostre scuole? Quale è il vero costo sociale della feccia sociale? (Non si insisterà mai abbastanza sul fatto che gli zingari, oltre sei secoli addietro, furono i primi extracomunitari a venire a esercitare il parassitismo da noi.) Varrebbe la pena di guardare indietro
    verso i nostri emigrati, costretti a lasciare la loro terra come conseguenza di guerre perdute (quella del 1866 e quella del 1940-1945: riguardo a quella del 1915-1918 non vale la pena di entrare in argomento): furono forse ricevuti a braccia aperte e su investito denaro su di loro dai governi iberoamericani? Ci sarebbe da schiattare dal ridere, se non fossero stati fatti tristi. - E la feccia sociale porta da noi anche la propria insolenza e la propria tendenza alla criminalità, tanto più scatenate adesso che, sotto un governo pretomarxista, si sente sicura dell'incolumità.
    Qualche mese addietro, lo scrivente, sulla stampa municipale, domandava quanto si dovrebbe ancora aspettare perché anche
    a Sandrigo si sviluppasse una fenomenologia criminale come a Padova ecc. La risposta è davanti a tutti: a Dueville, alle porte di Sandrigo, c'è già stato il primo caso di stupro ai danni di una minorenne, da parte di un 'compagno di
    classe' - naturalmente extracomunitario, il quale non ha fatto altro che dare un'ulteriore conferma alle statistiche criminali italiane ed europee. Aspettiamo pure: fra qualche tempo qualcosa del genere ce lo 'godremo' anche nel nostro Comune. A Cittadella hanno già incominciato a fare qualcosa; cosa si sta aspettando a Sandrigo?"
    Silvano Lorenzoni , Capogruppo Consigliare , Lega Nord - Liga Veneta


    Valide e condivisibili analisi di buon senso...sempre assai esplicite e schiette come nel suo stile...

    14 Words! - Holuxar
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
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    Voi ricordatevi di noi:

    http://img19.imageshack.us/img19/6708/img3924k.jpg

    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  5. #5
    Master L'avatar di Holux
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    Le foto dei miei 2 libri preferiti scritti da Silvano Lorenzoni/Silvio Waldner (sono anche da lui autografati all’interno) :

    La Gallery di holux
    La Gallery di holux


    14 Words! - Holuxar
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    Oggi 21 marzo (WPWW Day , giornata dell'orgoglio bianco mondiale) ecco a voi alcune parti tratte dal fondamentale libro di Silvano Lorenzoni :

    Silvio Waldner , La deformazione della natura , edizioni di AR , 1997

    "Lo studio della storia come funzione delle variazioni razziali intervenute nelle popolazioni che abitano un determinato ambiente geografico (`storia genetica') è diventato, dopo il 1945, impercorribile o quasi.
    Il primo tentativo di tracciare un compendio di storia universale su basi razziali fu fatto dal Gobineau, nei voll. II-VI dei suo Essai sur l'inégalité des races humaines. Questa parte della sua opera, anche se certamente sorpassata alla luce delle scoperte archeologiche ed etnologiche compiute dalla metà del XIX secolo a oggi, mantiene un'indubbia efficacia suggestiva per chi sia interessato alla rappresentazione di una 'storia genetica'. Negli anni Trenta, Hans F. K. Gunther produsse due eccellenti opere riferentisi alla Grecia e a Roma , poi ristampate negli anni Sessanta. Sull'argomento, il Mythus des XX. Jahrhunderts di Alfred Rosenberg contiene alcuni spunti felici e qualche riferimento tuttora valido - spunti e riferimenti tuttavia insufficienti a costituirne uno studio sistematico. Dopo la guerra, l'importanza di questa dimensione della storia è sottolineata da un autore americano, Revilo Olivier , il quale tuttavia non perviene ad alcuna conclusione chiara.
    A titolo illustrativo, si danno qui tre esempi poco conosciuti di 'storia genetica'.

    a. Africa nord-occidentale. Il `Maghreb' - grosso modo la parte settentrionale della Tunisia, dell'Algeria, del Marocco - in tempi preromani, romani e bizantini, sino alla fine del secolo VII, poté a buon diritto essere visto come una specie di "Spagna oltre Gibilterra". Le popolazioni della Penisola Iberica e del Maghreb erano affini, sia culturalmente che razzialmente (sottorazza occidentale, o mediterranea, della razza europea), e i contatti dall'una parte all'altra dello stretto di Gibilterra rimanevano frequenti. Dopo l'occupazione romana e fino ai tempi del Basso Impero, l'Africa nordoccidentale espresse uomini sia di pensiero che d'arme di primissima qualità e costituì una parte importante del mondo romana A cambiare radicalmente il 'paesaggio' ìntervenne nel VII secolo l'islamizzazione. Se è vero che l'Islàm rese un servìgio prezioso all'Europa dissolvendo il cristianesimo levantino, così creando una barriera che si rivelò anche genetica fra i Balcaní e il Medio Oriente, è pure vero che esso privò irreversibilmente il Continente di quello che era stato il suo genuino prolungamento africano. L'effetto immediato dell'islamizzazione fu, soprattutto a Tunisi ma anche nel resto della regione, l'arrivo in massa di Levantinì (a dìfferenza dell'Andalucía, dove l'immigrazione di Levantini non risultò mai massiccia), con conseguente sfiguramento della cultura locale e un principio di degradazione razziale. Questa fu una situazione che si mantenne, di massima, fino alla metà del XIV secolo. Fino allora, per gli emiri del Maghreb il centro di attenzione era stato la Spagna, ove la costante pressione di Castìglianì, Aragonesi e Portoghesi costringeva i musulmani sulla difensiva, ponendoli sotto costante minaccia di espulsione; v'era quìndì necessità di un costante appoggio a quella testa di ponte dell'Islàm in Europa costituita dall'Andalucía. La fine di questa situazione sopraggiunse verso la metà del secolo XIV, allorché l'islam nordafricano compì un ultimo sforzo per riacquistare l'iniziativa nella Penisola Iberica. Sconfitti in modo risolutivo nella sanguinosissima battaglia di Las Navas de Tolosa, sulla Sierra Morena, i Maghrebini si ritirarono definitivamente in Africa. Dopo di che, abbandonato l'Islàm andaluso al suo destino, gli sforzi 'missionari' deglì emìri del Maghreb si diressero esclusivamente verso il `Sudan', l'Africa nera, provocando la conseguente immissione dì turbe dì Negri nel Nord Africa, soprattutto in Marocco, come schiavi e come conversi. Si completò e perfezionò dunque il processo di snaturamento razziale dell'Africa nord-occidentale, prima levantinizzata, poi negrizzata. Al giorno d'oggi quelle terre sono irreversíbilmente - irreversibilmente perché geneticamente - parte del `Terzo Mondo'.
    Si calcola che in Algeria e in Marocco probabilmente meno del 15% degli abitanti siano discendenti (più o meno `puri') della popolazione aborigena europide. (Costoro sono gli unici a rivelare capacità di `fare' e qualità organizzative: troppo pochi, però, per riuscire a operare una decantazione morfologica del `paesaggio' di quella regione).

    b. L'India. Non si intende, ìn questa sede, tratteggiare il fenomeno della decadenza dell'India vedica, fatto molto bene documentato e, secondo il Gúnther, dovuto non tanto al meticciato (che pure, entro certi limiti, vi si verificò) quanto alla quasi totale scomparsa dell'aristocrazia indoeuropea, in conseguenza del differenziale di natalità fra gli Indoeuropei e gli aborigeni sottomessi. Piuttosto, si vuole ricordare il fatto che, parallelamente alla Sumeria, nella valle dell'Indo si formò nel III millennio a. C. una Kultur di altissimo livello (i cui centri principali furono Mohenjo-Daro e Harappa), che impiegò fra l'altro anche una scrittura propria non ancora decifrata. Coloro che la svilupparono appartenevano alla razza europea, nella sua variante occidentale o mediterranea. Questa luminosa civiltà scomparve in modo totale, così da perdersene perfino il ricordo, per effetto del meticciato con le razze scure dell'Indostan; salvo poi essere scoperta per vie esclusivamente archeologiche nel XIX secolo. Secondo una ipotesi genealogica, i moderni Sikh dell'India nord-occidentale sarebbero lontani discendenti, metìcciati con gli aborigeni indostani, dei fondatori della civiltà dell'Indo. I Sikh, anche fisicamente ben più vigorosi e meglio dotati degli australoidi scuri dell'India, compongono circa il 5% della popolazione indiana e sono gli autori quasi esclusivi (circa il 90%) di quella che può definirsi la Leistungffilzigkeit in India; donde, naturalmente, le loro tendenze separatistiche e la poca simpatia che portano per i loro 'compatrioti' dalla pelle più scura. Se effettivamente i Sikh traessero origine dai civilissimi abitanti di Mohenjo-Daro e Harappa ciò dimostrerebbe fino a quale punto (ossia al punto di farle dimenticare completamente la sua passata grandezza) un pur limitato incrocio con razze di natura possa degradare una stirpe originalmente di elevatissima qualità - e al contempo confermerebbe quanto si è sostenuto più sopra riguardo al meticcio, diventato membro di un' `aristocrazia' rispetto alla massa di natura pura.

    EUROPEI E PALEOEUROPEI
    Una parola va detta a proposito delle commistioni intervenute attraverso i millenni in tutta Europa fra le diverse sottorazze europee. Non è certo che i risultati di quelle mescolanze siano stati necessariamente positivi: è del tutto possibile che se ogni sottorazza europea fosse rimasta a sé, intatta, sarebbe stato meglio - ma si tratta di una eventualità che, astratta dall'articolazione ed esclusa dal ritmo degli eventi storici, rimane quindi di impossibile determinazione e valutazione. In compenso si può affermare con certezza e fondamento che, essendosi gli incroci operati fra esemplari umani tra loro molto affini, i risultati (debbano questi essere riguardati come positivi o negativi) non possono essere stati particolarmente decisivi per la `fisionomia' europea dell'Europa.
    I Paleoeuropei sono quei gruppi che, con termine piuttosto vago e generico, vengono anche spesso designati come discendenti dell' `uomo di Cro-Magnon', dal luogo nella Francia sud-occidentale in cui furono scoperti i primi resti scheletrici a loro attribuibili. Si tratta, all'ingrosso, degli Europei dai capelli e occhi scuri, che costituiscono il substrato generalizzato di tutta la popolazione e rappresentano i discendenti del più antico Homo sapiens in Europa, qui presente da decine di migliaia di anni.
    Al 'Cro-Magnon' si deve l'eliminazione dallo spazio geografico europeo dello scimmiesco Homo neanderthalensis (una specie di Australiano) e di altri tipi boscimanoidi che allignavano un po' dappertutto in Europa all'alba dei tempi (non c'è traccia conosciuta di meticciato). Quando si tenga in mente che il Paleoeuropeo era di massima un elemento pacifico, poco guerriero, dedito all'agricoltura e retto da istituzioni matriarcali, non si può fare a meno di concludere che egli agì guidato da un infallibile istinto della sua anima, da una sicurissima consapevolezza biologica.
    Gli Indoeuropei - da identificarsi all'ingrosso con l'Europeo biondo con gli occhi azzurri - hanno avuto un centro di diffusione identificabile nell'attuale Russia meridionale da dove, fra la metà del V e la metà del III millennio a. C., in ondate successive si spinsero nel resto dell'Europa, sottomettendo i Paleoeuropei e fondando principati in tutto il Continente. Gente guerriera e patriarcale, essi hanno impresso all'Europa le sue stigmate culturali definitive, non escluse le lingue parlate che, con poche eccezioni, sono lingue indoeuropee.
    Non a torto alcuni circoli culturali e politici d'Europa scorgono nel `mito indoeuropeo' - ossia nel riconoscersi nella comune matrice culturale indoeuropea - il più valido punto di partenza per la riscossa dell'Europa (e, più in generale, della razza bianca) dalla sua attuale umiliazione."

    “Razzista è colui che con disincantata onestà assume i fatti razziali e giudica e agisce di conseguenza. (…) viceversa , coloro che si definiscono antirazzisti non sono , ordinariamente , se non ‘razzisti a rovescio’ , affetti da mostruosi complessi di autoflagellazione e di autodenigrazione , di disprezzo per sé e per i propri antenati.”

    14 Words to Victory or Valhalla! Holuxar
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    Sit tibi terra levis, ti sia lieve la terra, aspettami nel Cielo, R.I.P.!
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    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE E RICORDEREMO: «Il nostro Onore si chiama Fedeltà, Fedeltà è più forte del fuoco» - INVICTIS VICTI VICTURI - SURSUM CORDA!

  7. #7
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    Questo 3d é in onore di Lorenzoni , i suoi scritti contengono molte analisi illuminanti ed approfondite per cui li ho riportati per esteso nel 3d indicato sopra di Stormfront ; poi ognuno giudichi da sé quel che è pienamente condivisibile ed altro che lo è di meno , io stesso ho precisato di avere alcune peplessità e divergenze di pensiero su alcune questioni , ma ciò che conta è l’essenziale e la visione d’insieme.

    La Lega Nord malgrado vari limiti e compromessi é forse oggi l'unico vero movimento alternativo più o meno vicino alla Destra radicale in Italia , dato che ci sono persone come il grande Silvano Lorenzoni che osano parlare di certe tematiche razziali ed identitarie...

    Oggi l'identitarismo genuino non può che rifiutare il concetto giacobino ed astratto di patria , prodotto della rivoluzione francese e tipico dello stesso fascismo italiano con il suo centralismo statolatrico , per sostituire ad esso la nazione reale etnicamente intesa.
    Quello leghista , almeno quello della sua minoritaria componente etnonazionalista , é invece un identitarismo adeguato ai tempi.
    Al di là di varie correnti interne e di certi cedimenti che é costretta ad accettare per non essere del tutto emarginata , la Lega Nord porta avanti un etnoliberalismo non solo localista ma pure paneuropeo che si oppone alla massificazione cosmopolita perseguita sia dallo stato centralista che dai partiti di sinistra con ideologie egualitarie e filoimmigrazioniste nonché dall'alta finanza e dalle burocrazie politiche della U.E. più le varie massonerie ostili all'identità delle stirpi europee.
    La denuncia del progetto mondialista di omologazione dei popoli europei attraverso l'immigrazione allogena extraeuropea é denunciato a chiare lettere da alcuni esponenti leghisti , lo stesso Bossi ben oltre 20 anni fa ne parlava nei suoi libri ed oggi Borghezio ad es. continua a parlarne. Non può essere un caso che la Lega Nord soprattutto sia continuamente attaccata e criminalizzata dai mass-media e dagli scribacchini del sistema , fa paura proprio l'eventualità che il suo populismo porti al risveglio la gente. Questo é l'unico identitarismo concreto e possibile , non certo quello stupido nostalgico di sistemi totalitari fallimentari del passato ma pronto ad affrontare le nuove sfide del XXI secolo.

    La Lega Nord avrebbe solo bisogno di più persone coraggiose come Silvano Lorenzoni , questo é strasicuro!

    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holux; 09-04-09 a 22:26
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  8. #8
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    Vi riporto 4 interessanti ed importanti articoli del nazionalista boero Dan Roodt sul Sudafrica tradotti in italiano grazie a Silvano Lorenzoni :



    archiviostorico.info pagina iniziale option=com_content&task=blogcategory&id=69&Itemid= 95

    I Problemi razziali del Sud Africa sono sempre piu' gravi venerdì 18 aprile 2008
    archiviostorico.info - I Problemi razziali del Sud Africa sono sempre piu' gravi mid=95
    "Sud Africa' è sinonimo di 'paradosso'. Inizialmente, questo paese era stato, erroneamente, visto come un luogo dove ci doveva essere una grande tensione razziale. Dopo la scalata al potere dell'ANC nel 1994, si pretese che il Sud Africa fosse entrato in un periodo post-razzista, e molti stranieri hanno addirittura affermato che il Sud Africa era divenuto un esempio di collaborazione multiculturale e multirazziale.
    Invece, ogni ottimismo si rivelò ben presto sbagliato. Sembrerebbe invece che il Sud Africa, dopo il suo ingresso nei tempi post-apartheid, sia divenuto il teatro di un confronto razziale al quale prima non si pensava neppure - e non certo perché i sudafricani, negli ultimi dieci anni, siano divenuti più 'razzialmente consapevoli'.
    Poche settimane fa, un gruppo di giornalisti negri hanno impedito a giornalisti bianchi, non esclusi alcuni stranieri, di assistere a una riunione dell'Unione di Giornalisti Negri. I giornalisti bianchi 'liberali' hanno espresso la loro sorpresa e la loro ripulsa verso questa iniziativa, che invece è stata appoggiata dai propagandisti giornalistici negri e da politici ugualmente negri.
    Dal 1994 il Sud Africa è stato polarizzato dalla volontà di raggiungere 'quote razziali'. Questo, come conseguenza delle politiche governative pilotate dall'ideologia della 'trasformazione' - che si è manifestata come una forma radicale di 'azione correttiva' contro i bianchi (il che significa una 'discriminazione positiva' -"affirmative action"). Nell'economia, nell'istruzione, nello sport, valgono le 'percentuali razziali'. Siccome i negri fanno l'80% della popolazione, l'80% dei medici, degli ingegneri, dei dirigenti amministrativi e dei giocatori di rugby devono essere negri (vedi articolo " Sud Africa, imposto il primo c.t. nero " n.d.r.) - nonostante il fatto che meno dell'1% degli studenti negri riesca a superare gli esami di matematica alla fine della loro carriera scolastica e che la maggioranza di loro preferisca il calcio al rugby.
    Un recente incidente che ha attratto l'attenzione di tutto il paese è stato la diffusione di un video satirico fatto da un gruppo di studenti dell'università del Vrystaat. Questo video, che è stato descritto dai media come dilettantesco e volgare, mostrava la partecipazione di quattro addette negre alle pulizie a una specie di rituale iniziatico/magico nelle cucine universitarie di Reitz (Vrystaat) - a Reitz sta una sede dell'università.
    Le immagini di donne che, nel rituale in questione, devono ingerire ogni sorta di pattume e anche prendere parte a una corsa a ostacoli e a una partita di rugby, sono state segnalate dalla stampa locale ed estera come come un fatto razzista: fino a che la CNN non diffuse anch'essa una parte del video.
    Per circa due settimane il video del Vrystaat fu la 'notizia' più importante nel paese e fece del 'razzismo' il problema principale nel medesimo. Nel video non si mostravano incidenti personali o fatti di sangue, ma questo non servì a diminuire l'isteria di massa inscenata dai media. Quando si ricordi che negli ultimi 10 anni circa 30.000 bianchi sudafricani sono stati assassinati da negri e che circa 70.000 donne bianche sono state violentate da negri, un video studentesco potrebbe anche non sembrare una cosa tanto importante.
    Ma nei tempi odierni, nei quali i bianchi vengono indicati come colpevoli e i negri sono stati resi feroci, il video è arrivato come il cacio sui maccheroni. Ci ha fatto vedere perfettamente che il sogno di un Sud Africa 'non razziale' non è altro che un fantasma. L'apartheid aveva tenuto le razze separate, invece la 'trasformazione', ha scatenato per la prima volta l'odio razziale nel paese - in particolare, quello dei negri verso i bianchi. Non mancano certuni, fra i negri, che assicurano che in Sud Africa ci vuole un dittatore come Robert Mugabe che mandi via tutti i i bianchi senza curarsi delle conseguenze.
    E' probabile che questa sia la prima volta che il fatto 'razza' sia divenuto il problema fondamentale del Sud Africa, dal punto di vista politico, sociale, culturale. Quanto più certi 'scienziati', politici e giornalisti negano la realtà del fatto biologico razziale, tanto più esso diviene un fattore politico e un marchio di identità. La 'trasformazione' genera ogni sorta di situazioni assurde, per cui, per esempio, gli ingegneri bianchi non possono più lavorare nella fornitura nazionale dell'elettricità, con la conseguenza di interruzioni croniche nella fornitura del servizio elettrico. Ma l'ossessione razziale dell'élite negra e di certi 'intellettuali' bianchi di sinistra, sta spingendo il paese verso il baratro.
    E' possibile che un giorno arrivi a esserci uno sterminio generalizzato della popolazione bianca del paese o una fuga in massa della medesima, come è successo in Zimbabwe - staremo a vedere. C'è anche la possibilità che in Sud Africa si sviluppi una guerra civile o qualcosa di peggio. Se un semplice video può polarizzare la nazione, quali potranno essere le conseguenze della fanatizzazione etnica, soprattutto dei negri, portata avanti dai media? "

    Africa: “Democrazia futura” venerdì 25 gennaio 2008
    archiviostorico.info - Africa: ?Democrazia futura? id=10

    Zimbabwe: l'utopia multiculturale martedì 04 dicembre 2007
    archiviostorico.info - Zimbabwe: l'utopia multiculturale id=95

    L’immigrazione sta causando il tracollo del Sud Africa venerdì 23 novembre 2007
    archiviostorico.info - L?immigrazione sta causando il tracollo del Sud Africa id=95


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