
Originariamente inviata da
jona0
E' noto da sempre: l'estate è la stagione calda, l'inverno la stagione fredda.
L'uomo, però, sembra volersi opporre a tutti i conti a questa naturale distinzione. La pubblicità, infatti, ci propone con insistenza impianti di condizionamento i cui nomi ci evocano le bianche nevi dell'artico, che promettono il "superfreddo", capaci di generare potenti trombe d'aria per smuovere l'afa estiva.
Premettiamo che il superfreddo è adatto ai merluzzi surgelati, non certo agli uomini vestiti solo da canotte sbracciate.
Spingere il vostro condizionatore a massimo regime fa impennare i consumi di energia elettrica e ciò nuoce gravemente tanto all'ambiente quanto al vostro portafogli.
Il condizionatore (ma anche il riscaldamento) è da usarsi come uno strumento atto a proteggere l'uomo dai rigori del clima, non per elevarlo a dio del proprio trilocale, dotato del potere di invertire le stagioni.
Considerato che l'uso a sproposito dell'aria condizionata arreca danno sia alla salute sia all'ambiente non sarebbe opportuno che lo Stato emanasse una legge per vietare nei locali pubblici l'instaurarsi di una differenza di temperatura di oltre 5 gradi rispetto all'esterno?