
Originariamente inviata da
pisolon
Dio Pil
Un tempo c'era un certo dottor bowring o bownring, non ricordo bene, che diceva qualcosa tipo "il libero scambio è gesù cristo; gesù cristo è il libero scambio".
Se l'incremento della ricchezza, calcolata anche dal pil, non è redistribuita in modo equo tra la popolazione non si ha una ricchezza di tutti. Il pil dev'essere considerato più come una media statistica-economica non vincolata al benessere della popolazione, non è lo scopo dei governanti quando i governanti devono fare l'interesse del popolo... cosa che fanno di rado.
Si potrebbe anche abbandonare il culto del pil, e secondo alcuni sarà una fase economica naturale prima o poi, ma fino a quando non si sarà raggiunto il picco della crescita economica non credo che i "compagni" al governo anticipino la fine della crescita. Bisogna tener conto che l'attuale produzione rinnova periodicamente i mezzi di produzione e finché ci sarà un rinnovo dei prodotti si assisterà anche ad una crescita economica in vari settori, seppur più lenta.
La capitalizzazione delle infrastutture pubbliche e dei beni pubblici sta dando un maggior slancio all'economia "pil-onica", si potrebbe passare a un nuovo capitalismo, a un rifondazione del capitale, dove il denaro diverrà un diritto del cittadino necessario ad assolvere ad altri diritti (come il diritto alla salute e diritto all'istruzione).
Per approfondimenti sul tema decrescita consiglio la lettura dei libri di Serge Latouche eo Paolo Cacciari.