A quei parassiti che infestano il Parlamento gliela spezzerei in testa, la zappa, visto come hanno ridotto i figli del loro paese, e cioè noi: ammazzandoci giorno dopo giorno, prendendoci per il culo, spremendoci fino all'ultimo, facendoci lavorare gratis e senza il minimo di speranza nel futuro.
Fosse per me il parlamento lo butterei giù: il parlamento e tutti i figli di ***** che ci sono dentro.
Morgan è solamente uno stronzetto di parassita mediatico che posa a bohemien da prima serata, un'artista da bagaglino che ripete clichè non suoi per arricchirsi e fare il figo sfruttando l'onda di successo del maschio-checca isterica.
Indi per cui a lui niente zappa in testa: solamente in mano per scavare i solchi per i pomodori.
Adesso mi trovi sostanzialmente d'accordo.
si vabbè ma sticazzi di morgan no?
anzi direi che rispondere al giornalista sia stato un atto, magari sconsiderato ma onesto, e soprattutto cotrario alla retorica della droga. la droga è un mostro che mangerà i vostri bambini, sarete schiavi della droga, di no alla droga eccetera.
cioè se uno dice che si fa una canna o una pippata è automaticamente un soggetto pericoloso, un tipo strano, un debole, un prossimo criminale, mi viene da piangere, povero figlio mio, sono i tuoi amici cattivi e così via.
Ma nessuno parla con onestà di questo tema che, in fondo, è molto meno controverso di quanto sembri.
Se l'informazione fosse più completa e meno di parte (e a mio avviso c'è una sola parte in tale questione, ovvero chi criminalizza: sono loro che si contrappongono a chi invece magari fa un uso consapevole di sostanze e semplicemente vorrebbe non essere criminalizzato), se l'informazione fosse corretta, quindi, il discorso non ci sarebbe proprio.
Se si affronta un problema con la comunicazione piuttosto che con l'informazione, è ovvio che si genera da un lato rigetto e dall'altro fascino.
Che poi il fatto che la droga abbia applicazioni terapeutiche è verissimo.