
Originariamente inviata da
iutes
gRAZIE
Allora innanzi tutto e' inutile estrapolare pezzetti di Bibbia e interpretarli come si vuole...con questo metodo si puo' far dire tutto e il suo contrario...e' per questo che ci sono tante divisione tra i cristiani e tra le sette pseudo cristiane.La bussola di ogni cristiano deve essere lo Spirito Santo e non cio che uno pensa senza aver fatto discernimento...
Qouelet e' un poeta religioso molto pessimista sulla condizione dell'uomo che ha abbandonato Dio, afferma che un aborto si trova in una situazione persino migliore della sua.Il testo si svolge senza un chiaro ordine ed affronta il problema del significato della vita umana, incapace di scrutare a fondo i disegni di Dio, l’uomo si trova a combattere con la realtà d’ogni giorno, alla ricerca di una felicità che gli alleggerisca il peso di vivere. La felicità terrena, la ricerca del piacere non può essere il vero scopo della vita. Quale sia in definitiva il segreto della vita, l’autore non sa dirlo, contentandosi di demolire le tesi opposte alle sue. A motivo del suo caratteristico argomentare, l’autore è stato accusato di essere un pessimista, un edonista o uno scettico: in realtà, egli è uno spirito profondamente religioso e, affermando l’illusione della felicità sulla terra, orienta le aspirazioni dell’uomo verso una felicità più alta e sicura. Il consiglio finale del Qoelet, ispirato a un realismo di buona lega, è un invito alla moderazione nell’uso delle cose terrene, nel rispetto della volontà di dio. Nei suoi aspetti apparentemente negativi, l’autore testimonia la necessità d’una più completa rivelazione divina sulle sanzioni eterne nell’al di là all’operato dell’uomo sulla terra. La rivelazione cristiana offrirà agli uomini, che inseguono sulla terra i loro insopprimibili desideri di felicità, la grazia divina.
Questo e' cio' che ho trovato su un sito risparmaiandomi la fatica di scrivere....

"Esodo 21:22 Dio dà una legge specifica riguardante l’ordine sociale per gli Israeliti. Egli stabilì che se due uomini venivano alle mani e nella lotta colpivano una donna incinta, causandole in questo modo la nascita prematura del bambino, essi dovevano essere multati secondo il danno causato al bambino. Doveva essere pagato in relazione all’ammontare del danno inflitto al nascituro.Se Dio volle fare una legge specificatamente riferita ai diritti del feto, allora sicuramente i nascituri devono significare qualcosa per Lui!
Come esseri umani, noi non siamo onnipresenti e non possiamo sapere tutto lo scopo e il valore di ciascuna vita umana. Non possiamo dimorare con un feto nel grembo materno, neanche possiamo vedere il suo maturare.Ma Dio può.
Dio dice al profeta Geremia,"Prima che Io ti avessi formato nel grembo di tua madre, Io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, Io ti ho consacrato e costituito profeta delle nazioni" Geremia 1:5 Dio conosceva quest’uomo prima che fosse nato. Mentre Egli veniva formato nel grembo di sua madre, Dio gli dava personalità, talenti, e temperamento. Se sua madre avrebbe avuto un aborto, il "tessuto fetale"che abortiva sarebbe stato una persona vera chiamata Geremia; un grande profeta di Dio , il dono della voce divina alle nazioni, sebbene lei non lo sapesse.
Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! Il Signore mi ha chiamato fin dal seno materno, ha pronunciato il mio nome fin dal grembo di mia madre.(Isaia 49:1)
Chi fece me nel grembo di mia madre non fece anche lui? Non ci ha formato nel grembo materno uno stesso Dio?(Giobbe 31:15)
Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. (Salmo 139:13-14)
La nostra propria vita è un dono prezioso che ci è stato dato, ma in definitiva noi apparteniamo a Dio! Noi Gli apparteniamo; semplicemente ci è stata concessa l’amministrazione della nostra vita, talenti, denaro, tempo, la terra su cui viviamo e le cose che abbiamo. Sebbene i bambini passino da noi, essi non sono nostri, così come noi rispetto ai nostri genitori. A ciascuno di noi è stato dato il dono della vita e la libertà, perciò siamo responsabili verso Dio. Nessuno di noi ha il diritto di negare lo stesso dono ad una persona che deve nascere. E’ un onore portare in grembo la potenza di un’altra vita nel nostro corpo; una vita fatta ad immagine di Dio!(Gen 5:1-2)
Perfino gli sciacalli porgono le mammelle e allattano i loro piccoli; la figlia del mio popolo è divenuta crudele, come gli struzzi del deserto. (Lamentazioni 4:3)"