Trentamila truppe in più in Afghanistan contro il «cancro di al Qaida», ma con la promessa che il “tutti a casa” comincerà nel luglio 2011. Il presidente Barack Obama ha annunciato ieri sera a West Point la sua nuova strategia in Afghanistan e Pakistan, affermando che i massicci rinforzi sono «nell'interesse nazionale dell'America». Al presidente afghano Karzai, Obama ha detto di non aspettarsi più assegni in bianco. Al Pakistan ha chiesto maggiore impegno contro il terrorismo.
Il presidente ha detto che i rinforzi permetteranno di «accrescere la nostra capacità di addestrare forze afghane di sicurezza che siano competenti, e di collaborare con loro in modo che un numero crescente di afghani possa entrare nella lotta. Ci aiuteranno (inoltre) a creare le condizioni per permettere agli Stati Uniti di trasferire la responsabilità agli afghani. Come abbiamo fatto in Iraq gestiremo questa transizione in maniera responsabile, prendendo in considerazione la situazione sul terreno». Obama conclude spiegando che «continueremo a consigliare e ad assistere le Forze di Sicurezza afghane, per garantire che a lungo termine potranno ottenere un successo. Ma sarà assolutamente chiaro al governo afghano - e cosa ancora più importante al popolo afghano - che alla fin fine saranno loro i responsabili del loro proprio paese».
I talebani: aumenteremo i nostri attacchi. I 30 mila soldati in più non faranno che rafforzare la resistenza degli insorti in Afghanistan. Lo ha detto oggi da Kandahar un portavoce dei talebani. «Aumenteremo i nostri attacchi contro i soldati americani in Afghanistan fin quando non lasceranno il nostro Paese. Si ritireranno dalla nostra terra con vergogna. Combatteremo per difendere la terra dei musulmani come ci ha ordinato il profeta». I Talebani accusano, inoltre, i militari americani e il governo afghano di Karzai di «aver portato la corruzione nel Paese». Per questo i promettono a Obama «di aumentare la resistenza contro le forze straniere e uccidere tutti i nuovi soldati che arriveranno».
Berlusconi: l'Italia farà la sua parte. Palazzo Chigi affida la sua risposta a una nota. «Abbiamo avuto, in questi giorni, strette consultazioni con gli Stati Uniti sull'Afghanistan. Io stesso - afferma Silvio Berlusconi nella nota - ne ho parlato con il presidente Obama la scorsa settimana e, quindi, condivido la strategia annunciata ieri sera: un approccio regionale, a partire dal ruolo fondamentale del Pakistan; un rafforzamento delle attività civili nel Paese, che salvaguardi i progressi già compiuti in diversi settori; uno sforzo militare supplementare adesso, per porre le premesse di un più agevole disimpegno domani. L'Italia farà la sua parte nella consapevolezza che nel conflitto in Afghanistan è in gioco non solo il futuro della popolazione afgana, ma anche la credibilità della NATO, della lotta contro il terrorismo e, quindi, la nostra stessa sicurezza».















































