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  1. #1
    Membro Anziano
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    Predefinito La Gelmini sulla "fatalità" di Torino e la scuola

    ROMA - Da una parte diecimila edifici scolastici non sicuri, dall'altra un bilancio dell'istruzione di 43 miliardi assorbito al 97% dalla spesa corrente, in buona parte stipendi. Cosa farà il ministro Mariastella Gelmini, accusata dall'opposizione — significativo il titolo «Tagli strutturali» nella prima pagina de l'Unità, con l'immagine dell'aula devastata dal crollo — di voler sottrarre fondi alla sicurezza delle scuole? «Di fronte a queste cifre il governo ha il dovere di rivedere i meccanismi di spesa — spiega il ministro — e spostare risorse sugli investimenti. Non ha senso parlare di scuole sicure con appena il 3 per cento del bilancio destinato agli investimenti».

    Sin dai primi giorni dell'insediamento, Mariastella Gelmini, tra i tanti «dossier» è rimasta colpita da quello di Legambiente sulla sicurezza degli edifici scolastici. Al punto che ha approfondito i contenuti discutendone con gli autori. L'emergenza sicurezza nelle scuole era fin troppo chiara. «L'ho denunciata subito, alla Camera, facendo riferimento alla necessità di reimpostare la spesa — ricorda il ministro —. E ho anche sollecitato il completamento dell'anagrafe degli edifici scolastici, che era ferma. Comincerà a funzionare da gennaio, al più tardi da febbraio». Da allora, la Gelmini non ha mai mollato la presa. «Nel decreto 137, quello del maestro unico — dice ancora la Gelmini — c'è un articolo sul finanziamento dell'edilizia scolastica, frutto del lavoro mio e di Bertolaso. È previsto un intervento urgente per la messa in sicurezza delle 100 scuole più a rischio, in gran parte al Sud e in zona sismica».

    Altre polemiche sono sorte sulle proroghe (dal 2004 si è arrivati al dicembre 2009) della messa in sicurezza delle scuole prevista dalla legge 626. La Gelmini ha chiesto una Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali. «La divisione delle competenze — continua il ministro dell'Istruzione — non deve diventare un alibi, non deve diminuire l'efficacia dei controlli che, a mio giudizio, dovrebbero essere orientati anche sulle condizioni delle strutture edilizie. Nella maggior parte delle nostre scuole, che hanno un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, ci sono le maniglie antipanico, ma purtroppo si è un po' persa di vista la staticità».


    Giulio Benedetti
    24 novembre 2008

  2. #2
    semi god
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    Quanto odio sentire parlare la gente di cose di cui non ha idea.

  3. #3
    wellens
    Ospite

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    Già...crolla il controsoffitto di una scuola costruita nel 1934 ed è colpa della Gelmini...che tristezza l'Unità...

  4. #4
    semi god
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    La colpa è di chi non ha applicato quantomeno il Decreto 626... ossia gli ultimi cinque governi.
    Le colpe future saranno anche di chi taglierà fondi alla scuola su queste voci di spesa, quindi speriamo che la Gelmini non lo faccia.

  5. #5
    Membro Anziano
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    io vado a scuola a torino, al Galileo Ferraris, lo scientifico unanimemente riconosciuto come la punta d'eccellenza della città.
    nonostante l'importanza della nostra scuola, siamo costretti a studiare in aule crepate, con l'intonaco gonfio, e quel che è peggio è che le palestre (al piano interrato) sono spesso inagibili, soprattutto all' inizio di ogni anno scolastico, per perdite d'acqua ecc...
    ma se crollassero le palestre, data la loro posizione, crollerebbe l'edificio!
    non è ke io vada a scuola con la paura che crolli, so che probabilmente la struttura reggerà molti altri anni, ma se non fosse così?

  6. #6
    Senior L'avatar di OldClassicPiano
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    Qui a Trento sono crollati controsoffitti del liceo classico G.Prati e dello scientifico L. da Vinci e con la nostra cacchiutissima autonomia non si può dire che alla provincia manchino i fondi....

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