Sempre a proposito delle "idee" e "ideali" femministi posterò un ulteriore esempio,da uno scritto di una femmina una certa Martina Lonardi
le femmine si indorano la bocca ciarlando di maschilismo e oppressione della femmina in Europa,senza degnarsi di sprecare una sola parola sulla religione islamica,che addirittura denaturizza l'umanità delle femmine loro simili,e sopratutto mai o quasi mai senti delle femmine o femministe protestare per la condizione che le femmine degli stati musulmani sono costrette a subire sotto i regimi di quei negroidi o turchi o poltroni arabeggianti col culo all'aria.
No no,addirittura quelli sono invece sexy e piaciono di più dei bianchi a sentir le femmine tifose dei prodotti dell'immigrazione nel nostro stato.,poi chisse ne frega della natura che tali esseri hanno,alle femmine questo a quanto pare poco importa.
Più importante è invece ciarlare di femminismo e di quote rosa ecc ecc in stati civilizzati dove i diritti sono riconosciuti a tutti,e dove possono stare al sicuro queste femmine,sistemi e stati rigorosamente costruiti anche per loro dagli uomini bianchi,non scimmiotti negri e ne arabeggianti sexy delle femmine.
Ma ecco qui il testo di cui parlavo.
titolo: Il diritto della differenza
Dal Corriere della Sera di lunedì 14 novembre 2005: “Versi d’amore, un disonore. La poetessa uccisa dal marito”. Sfogliando il giornale , quel giorno, mi sono imbattuta in questo articolo che mi ha lasciata del tutto sconvolta. In Afghanistan, nella cittadina di Herat, un uomo ha massacrato di botte e ucciso la moglie, con la connivenza della sua stessa madre, per aver scritto e pubblicato i suoi ghazal, poesie d’amore della grande tradizione arabo-persiana. Nonostante un bimbo di sei mesi e la sua raccolta di poesie Gule Dudi finalmente stampate, Nadia Anjuman di 25 anni è stata uccisa dal marito, laureato in letteratura.
A Herat, la stessa cittadina afghana che ha visto come prima eletta al Parlamento una donna. Ma una donna che rende pubblici i suoi canti d’amore e bellezza, per quanto mesti e casti, porta “disonore alla sua gente”. In un Paese dove la nuova Costituzione certifica la parità tra uomo e donna, dove il Parlamento ha una quota rosa, le tradizioni resistono. Ogni anno, secondo l’Onu, sono almeno 5 mila le bambine, ragazze, donne uccise per “onore”.
A questa donna, a questa poetessa, vorrei rendere omaggio con questo lavoro, per ricordare il potenziale patrimonio di versi e di valori che abbiamo perduto con la sua morte.
E fin qui nulla di nuovo,noi lo sappiamo già bene che tipo di "Cultura" abbiano certi popoli e che tipo di "Natura" abbiano certa gente.
Di notizie del genere se ne leggono e se ne sentono di continuo,di questi infami omicidi di natura islamica.
Ma il bello viene dopo.
Con una breve ricerca sul web si trovano dati allarmanti per quanto riguarda il ruolo politico della donna oggi nei vari ordinamenti. Al primo sguardo la situazione italiana è tra le peggiori nel mondo.
L’Italia con l’11,5% di donne nella Camera e l’8,1% nel Senato è all’ottantaquattresimo posto nel mondo per la presenza femminile in Parlamento; tra Burkina Faso, Jamaica, Lesotho (83° posto) e Indonesia (85° posto). Per fare un confronto, nel mondo la media delle donne presenti nei Parlamenti nazionali è del 16,0% (16,2% nella Camera; 14,8% nel Senato). Dunque la media italiana è molto al di sotto di quella mondiale.
(Questi dati sono stati compilati dall’Inter Parliamentary Union sulla base delle informazioni fornite dai Parlamenti nazionali al 30 Settembre 2005).
In Europa la situazione non cambia e l’Italia di nuovo si distingue. Al Parlamento Europeo ci sono 221 parlamentari donna su 732 (30,19%), di cui 14 italiane su 78 (17,94%). Il nostro paese, dunque, è al di sotto della media degli altri paesi europei.
A Verona, in particolare, i dati sono leggermente migliori rispetto alla media nazionale, ma ancora sconfortanti. In Comune ci sono 8 consigliere su 46 (17,3%) e 3 assessore su 14 (21,4%); in Provincia 6 consiliere su 36 (16,6%) e 1 assessore su 13 (7,6%).
La classifica mondiale dei paesi con il maggior numero di donne parlamentari vede ai primi dieci posti, nell’ordine: Ruanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi, Cuba e Spagna, Costa Rica, Mozambico, Belgio. E tutti i paesi facenti parte dell’Unione Europea sono al di sopra dell’Italia in questa classifica, a esclusione dell’Ungheria e di Malta. A mio parere questa situazione deve accendere un generale campanello d’allarme che dia la possibilità da un lato di riflettere su questi dati e dall’altro di attivarsi per cambiare le cose.
Come detto anche prima ecco la naturale reazione delle femmine,si inizia col parlare di omicidi efferati di matrice islamica,per poi saltare di colpo alla situazione politica Europea (?)
in un gesto prima di giustificazione del ciarlare femminista citando fatti musulmani per poter avere la scusa di attaccare così l'Europa cattiva e oppressiva delle femmine,in un arrampicata sugli specchi incredibile di temi fuori luogo tra loro completamente.
E in secondo in un modo offensivo e ingrato di paragonare degli omicidi (cosa che le femmine forse non ci arrivano...omicidi=morti,gente ammazzata,morti veri) con le "quote rosa".Povere femmine Europee...
ma al riguardo sentiamo piuttosto cos'ha da dire la femmina Bonino,parlamentare femmina.
La Stampa - BONINO: QUOTE ROSA? RIDICOLE
ma il passo dopo e inevitabile è ancora più ridicolo!















































