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    gauleiter
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    Arrow Bush e Blair: esame di coscienza sulla guerra in Iraq




    WASHINGTON (Reuters) - Il presidente Usa George W . Bush ha ammesso ieri che la sua espressione bellicosa "diamogli una lezione" riferita ai ribelli iracheni è stato un grande errore e, insieme al primo ministro britannico Tony Blair, ha evitato cautamente di stabilire una tabella di marcia per il ritiro delle truppe dall'Iraq.

    Bush e Blair si sono incontrati proprio nel momento in cui il nuovo governo iracheno di unità nazionale ha offerto la promessa di una via d'uscita da una guerra impopolare che ha danneggiato la loro immagine, e si sono dimostrati particolarmente riflessivi su alcuni dei più gravi errori che i critici hanno detto avere aggravato l'antiamericanismo nel Medioriente.

    In una conferenza stampa con Blair, dopo tre anni di guerra, 2.400 americani uccisi e migliaia di iracheni morti, a Bush è stato chiesto quale fosse l'errore di cui s'è più pentito.

    Il texano ha detto che si è pentito di avere usato l'espressione "diamogli una lezione" quando rispose nel luglio 2003 a una domanda sulla resistenza irachena.
    Ieri, Bush ha detto che il problema è stato "alcuni toni duri, come voi sapete, che mandano messaggi sbagliati alla popolazione".
    "Ho imparato qualche lezione su come esprimermi magari in una maniera un po' più sofisticata, sapete. 'Ricercato, vivo o morto' o quel genere di formule. Penso che in certe parti del mondo è stato malinterpretato".

    Bush ha anche parlato dello scandalo degli abusi del carcere di Abu Ghraib come del "più grande errore finora, almeno per il nostro coinvolgimento in Iraq... Lo pagheremo per molto tempo", ha detto.
    Blair ha detto che il tentativo di liberarsi del membri dello stato maggiore baathista di Saddam Hussein -- un processo chiamato de-baathizzazione -- poteva essere fatto meglio.

    "Penso che sia facile tornare indietro sugli errori che abbiamo fatto. Ma la principale ragione per cui l'Iraq è in difficoltà è la determinazione dei nostri avversari nel combatterci. E penso che non dovremmo stupirci di ciò", ha detto Blair.

    Blair ha anche detto di credere che sia possibile soddisfare l'obbiettivo del primo ministro iracheno Nuri al-Maliki di lasciare il contro alle forze irachene di tutto il territorio entro la fine del 2007.

    "Sentitemi, io voglio le nostre truppe fuori da lì -- non fraintendetemi", ha detto Bush. "Ma capisco anche è vitale che facciamo quel lavoro, che completiamo la missione".


    Steve Holland
    Ultima modifica di gauleiter; 26-05-06 a 10:20

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