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  1. #1
    magister militum L'avatar di Tzadkiel
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    Arrow Olocausto: un sogno!

    La vertigine d’impunità di Ahmadinejad sposta più in alto l’asta dell’odio
    Olocausto negato, antisemitismo, missili russi, atomica, terrorismo. Così Teheran si fa beffe delle solite parole europee




    “Hanno fabbricato una leggenda denominata ‘massacro degli ebrei’ e l’hanno innalzata al di sopra di Dio, delle religioni e dei profeti. Tanto che se qualcuno osa criticare il mito dell’eccidio degli ebrei le casse di risonanza sioniste e i governi al loro soldo cominceranno a protestare”. Alla sua terza invettiva anti israeliana, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad parla ancora più chiaro, quasi a voler misurare la soglia della riprovazione internazionale. L’olocausto è un mito, un falso problema occidentale che Israele sfrutta per opprimere la nazione palestinese. “Se gli europei insistono nel dire di aver commesso questo crimine, la nostra proposta è questa: mettete un pezzo di terra a disposizione in Europa, negli Stati Uniti, in Canada o in Alaska”. Il cuore della questione israelo-palestinese non è per Ahmadinejad un “conflitto politico”, no, l’illegittimità di Israele non sarà mai negoziabile: quella in medio oriente è una “guerra etico-religiosa”, che dovrà portare alla distruzione dell’“entità sionista”. Posizioni condivise dalla dirigenza iraniana, in particolare dall’ayatollah Khamenei: “Il compromesso con i sionisti non migliorerà la situazione – ha detto nel corso di un affettuoso incontro con il leader di Hamas, Khaled Meshal – la vittoria sarà raggiunta attraverso la resistenza”. Indignazione, scandalo e turbamento nel susseguirsi di reazioni. “Il presidente iraniano si è posto al di fuori della decenza internazionale”, ha commentato Mark Regev, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Condanne decise in Europa. Inaccettabili le parole del presidente iraniano pure per la portavoce dell’Agenzia atomica, Melissa Fleming, che ha tuttavia chiarito: sul dossier nucleare “niente è cambiato”. Il Nobel per la pace ElBaradei chiede agli Stati Uniti “garanzie per la sicurezza” nel pacchetto di incentivi al dialogo, la Casa Bianca risponde che non è questo il momento delle concessioni e i mullah a Teheran dicono sprezzanti che, tanto, di quelle garanzie non se ne fanno nulla.

    Un cortocircuito da aggiustare
    Questo è lo stesso Iran che invoca la distruzione di Israele e che muove le sue pedine in Iraq – ieri il New York Times riportava la notizia di un camion di schede “votate” dall’Iran per influenzare il voto alle parlamentari irachene – e in Libano – i ministri di Hezbollah hanno lasciato il Parlamento a sostegno di Damasco – e che arma le organizzazioni terroristiche e che brama il nucleare e che si riempie di missili russi. La comunità internazionale evade il problema compartimentalizzando “la questione Iran” in inconcludenti dossier. La minaccia non è un artificio retorico. Hassan Abbasi, consigliere del presidente, ha detto: “Abbiamo una strategia per la distruzione della civiltà occidentale e anglosassone. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti per raggiungere questo obiettivo”. La consapevolezza del cortocircuito diplomatico occidentale invade Ahmadinejad con la vertigine dell’impunità. Sa che l’Europa è divisa, che i farraginosi meccanismi dell’Aiea consentiranno infinite disquisizioni sino a che ElBaradei sarà persuaso di avere“la pistola fumante”, che la Russia si definirà scandalizzata dalle sue esternazioni, ma non abbastanza da porre veti al Consiglio di sicurezza (né fermare la vendita dei missili Tor), che gli scambi commerciali con la Cina entro la fine del 2006 schizzeranno a 10 miliardi di dollari e che le rendite petrolifere consentirebbero al paese di affrontare un nuovo regime di sanzioni. C’è ben più di una ragione per aggiustare il cortocircuito.




  2. #2
    professornerchia
    Ospite

    Thumbs down no comment

    Le dichiarizioni di un presidente di uno stato sovrano che si permette dei negare davanti al mondo intero l'Olocausto ossia quella che e' stata una grandissima tragedia per l'umanita' denotano il bassissimo spessore politico ed umano dell'individuo e del suo staff, anzi la poca intelligenza suona meglio.
    Per ingraziarsi le masse arabe almeno nasser o persino saddam hussein sapevano fare molto di meglio.
    Ultima modifica di professornerchia; 15-12-05 a 20:13

  3. #3
    Holux
    Ospite

    Predefinito GRANDE Ahmadinejad!! SOLIDARIETà all'IRAN!!

    FINALMENTE 1 CON le PALLE che SMONTA i DOGMI GIUDEO-DEMOCRATICI!!
    L'IRAN è il VERO AMICO dell'EUROPA!!

    "Onore al presidente iraniano!!!!!"
    APPROVO quel che dicono I'm Hate e Outis :
    "Un mito. Un uomo coraggioso,uno con le palle.
    L'esatto contrario dei politici(tutti) democratici che
    passano la loro vita a servire il sionismo. Ecco perche' invidio l'Iran"
    "Come dicevo in tempi non sospetti...VIVA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL'IRAN!!! Senza riserve e con l'ardore di chi supporta una sacrosanta battaglia revisionista! Vi rendete conto?! Un Presidente che si schiera in questo modo per la verità storica?! Alla faccia di chi aveva frainteso le sue passate dichiarazioni..."
    CONDIVIDO!!

    La proposta dell'ex direttore dell'Unità, Furio Colombo
    «Iran escluso dal Mondiale di calcio per punire quelle frasi naziste»
    VORREBBE FAR ESCLUDERE L'IRAN CALCISTICO dai MONDIALI!!

    ROMPONO il CAVOLO PURE a DI CANIO :
    Di Canio:"Gli EBREI vogliono la mia squalifica"

    CON LA FANDONIA OLOCAUSTICA DETTANO LEGGE!!
    "ARRESTATO l'ebreo Israel SHAMIR perchè antisemita"!!

    BLONDET sull'ARRESTO di ZUNDEL , IRVING , ecc.
    http://www.effedieffe.com/interventi...ro=%20politica
    "Diktat giudaico a MEL GIBSON : sconfessa tuo padre, è negazionista!

    VI è CHIARO il FATTO che L'EUROPA è SERVA di ISRAELE?
    Per CAPIRLO MEGLIO vi Consiglio gli scritti di BLONDET
    http://www.effedieffe.com/

    "Qual è l'obiettivo del 'progetto per il nuovo secolo'?..."
    QUI TROVATE ALTRI OTTIMI LIBRI sullla MASSONERIA e l'EBRAISMO :
    http://www.angelfire.com/rnb/effepi/
    Buon sito :
    http://www.nuovo-ordine-nazionale.org/index1.html
    SITO ECCEZIONALE :
    http://www.jewwatch.com/

    QUI ALTRI SITI da me CONSIGLIATI :
    http://forum.giovani.it/t48893-nuovo...del-mondo.html

    ERGO : CHI COMANDA in EUROPA e negli USA?! OCCORRE RIPETERLO?! NON l'AVETE ANCORA CAPITO?! H.

    NdM: Holux posti indirizzi di forum concorrenti al nostro, qui gli amministratori mi pestano... per cortesia, evita quel nome...
    Ultima modifica di Tzadkiel; 18-12-05 a 11:39

  4. #4
    alexd969
    Ospite

    Predefinito hOLUX

    Holux non dire cazzate

  5. #5
    Holux
    Ospite

    Predefinito Propaganda ANTI-IRANIANA : chi c'è dietro?

    A proposito delle volgari critiche contro la Repubblica Islamica dell'Iran ed il suo Presidente strillate dai politicanti italiani, vi riporto queste analisi che sembrano rispecchiare l’attualità : "Mentre il mondo ebraico internazionale ci strozza lentamente ma sicuramente, i nostri cosiddetti patrioti strepitano contro un uomo e un sistema che osarono,almeno in un luogo della Terra,sottrarsi alla tenaglia ebraico-massonica e opporre una resistenza nazionalistica all'avvelenamento internazionale del mondo. Ma era troppo seducente,per caratteri deboli, mettere la vela a seconda del vento e capitolare dinanzi alle grida della pubblica opinione." Adolf Hitler, Mein Kampf, Sentinella d'Italia, p.118

    "PARANOIE ANTISEMITE"? Eh già , la stampa non e' controllata dai sionisti... Finalmente dopo anni di tenebre..la luce,mi son reso conto che la stampa e i media sono indipendenti,il controllo sionista e' una menzogna e una paranoia.
    Come no!! CHISSà chi FA PROPAGANDA ANTI-IRANIANA...Per avere una conferma – l’ENNESIMA - pensate ai fatti più o meno recenti.
    RICORDATE la MANIFESTAZIONE PRO-ISRAELE?
    "Casualmente" hanno chiesto e ottenuto una diretta tv su Rai 2…

    “31/10/2005 13:07 Politica IRAN, FIACCOLATA CHIESTA DIRETTA RAI Un appello affinchè la Tv pubblica segua con una diretta, la fiaccolata che si terrà la sera del 3 novembre, sotto l'ambasciata iraniana a Roma,è stato fatto da Gasparri( An),Tajani(Fi) e dal diessino Giulietti. Alla fiaccolata indetta da "Il Foglio" hanno dato la loro adesione anche il neo-segretario Udc,Cesa;il leader dell' Italia dei Valori,Di Pietro;il Sindaco di Roma, Veltroni;il Presidente della Provincia di Roma,Gasbarra;il presidente delle Acli,Bobba.Confermata la partecipazione del segretario Ds,Fassino. - dal Televideo Rai”
    L'associazione italia-israele per quello che mi risulta ha contribuito alla creazione del sito http://www.informazionecorretta.com/

    Citazione :
    “E stessi infine i nemici di sempre, quelli plurimillenari di tutte le genti. Dietro il materialismo ateo e consumista, il modernismo disgregatore delle naturali differenziazioni e specificità etno-culturali, dietro il Grande Satana dell'imperialismo monopolistico d'oltre oceano, il razzismo dei figli d'Israele, il Sionismo cosmopolita e mondialista regge le fila del complotto mondiale dell'oro contro il sangue, dei padroni della terra contro i popoli schiavi del vitello d'oro. Di esso il fanatico nazionalismo militar-religioso dello 'stato' israeliano non rappresenta che la minacciosa punta di un iceberg affiorata nel mare di sabbia di una terra che non gli appartiene.” - Carlo Terracciano , “I giardini di Allah”

    Una 'CHICCA' Finale...di BERLUSCONI...
    «Controllano tutto: magistratura, scuola, università, i sindacati, le principali banche... e allora non diamogli anche Palazzo Chigi. Perché questo sono: comunisti. Anche se si spacciano per socialisti, per liberali... Sono da eliminare, se non fisicamente, politicamente».
    Silvio Berlusconi, Corriere della Sera 27 novembre

    BASTA sostituire alla parola "comunisti" la parola "Juden"...come nel Mein Kampf hitleriano...Infatti se al posto di comunisti ci metti "ebrei" : ECCO la VERITà!

  6. #6
    Holux
    Ospite

    Predefinito Articolo sulle PERSECUZIONI ANTI-REVISIONISTE 1

    "Gli ultimi eroi" di Gian Franco Spotti
    Mercoledì 14 Dicembre 2005 - 14:15
    C’è uno spettro che si aggira per l’Europa, del quale pochi si accorgono ed alla cui esistenza pochi credono, il suo nome è: POLIZIA DEL PENSIERO.
    I primi a farne le spese e a pagare in prima persona sono una categoria di persone, sparse geograficamente un pò ovunque, di varie età, culture e professioni; vengono chiamati: REVISIONISTI.
    Storici, ricercatori e scrittori che dissentono (cioè non sono in sintonia, non condividono o non accettano) la versione dei fatti che la Storia, scritta dai vincitori, ci ha raccontato negli ultimi 60 anni a proposito delle cause e degli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale.
    Criticare la Storia non è facile, in particolare dopo che scuole, libri di testo, giornali, televisioni, storici di regime e cinema, da oltre mezzo secolo e con un incessante martellamento, ci impongono di credere chi sono i buoni e chi i cattivi. Un’operazione ben fatta e ben riuscita che ha dato i suoi frutti devastanti e ignobili a più di una generazione nei quattro angoli del pianeta ma con un particolare occhio di riguardo al continente europeo.
    La Storia, in particolare quella più vicina a noi e che ha potuto essere immortalata per la prima volta con mezzi moderni prima inesistenti, si presta ad essere rivisitata perchè a scriverla è sempre la parte vincitrice e dominante, la quale ha tutto l’interesse ad occultare scomode verità a suo sfavore per trarne vantaggi politici ed economici.
    Di ciò si è abusato abbondantemente ed inverosimilmente prima e durante l’ultimo conflitto mondiale.
    Questi fu un conflitto chiave dal cui esito sarebbe nato un nuovo ordine mondiale da difendere a tutti i costi anche con la menzogna, la mistificazione, la faziosità ed un lavaggio del cervello su scala mondiale che non avrebbe potuto o dovuto, in teoria, dare adito a nessun tipo di revisionismo.
    Non che nel dopoguerra non esistessero persone in grado di dire come erano andate le cose, ma l’esito del conflitto, le distruzioni e i lutti relegavano le rivendicazioni storiche in secondo piano, privilegiando l’omertà, l’adeguamento al nuovo corso e l’assuefazione ai nuovi sistemi e padroni, dando inizio, in milioni di persone, ad una vera e propria fase di oblio che non fu risparmiata nemmeno alle generazioni nate dopo.
    I tentativi fatti da alcuni storici e scrittori negli anni 50 e 60, per quanto onesti e coraggiosi, non trovarono l’ascolto o il seguito che avrebbero meritato. In quel periodo gli archivi storici erano ancora ben sigillati e coperti dal segreto di stato, mentre la storeografia ufficiale era dominante e schiacciante a tutti i livelli.
    Gli anni passavano e, mentre ci si allontanava sempre più da quel periodo, se ne esaminavano gli avvenimenti con più distacco e razionalità e pian piano si fece strada in molte persone la sensazione, ma spesso anche un fortissimo sospetto, che le cose fossero andate diversamente o che comunque molti episodi avessero avuto un origine ed uno svolgimento diversi da come erano stati raccontati. Mancavano tuttavia prove tangibili e riscontri affidabili.
    A partire dalla seconda metà degli anni 70, il revisionismo storico conosce una forte accelerazione e col trascorrere degli anni, fino ai giorni nostri, un aumento della qualità ed un moltiplicarsi di fonti nuove ed inesauribili.
    Il periodo chiave fu negli anni 90, quando, dopo la caduta del muro di Berlino, diversi archivi furono aperti e consultabili in molte capitali e città minori dell’Est Europeo, ivi compresa l’Unione Sovietica.
    Gli sforzi, le ricerche e le perizie dei revisionisti si moltiplicarono e ne uscì un mosaico di rivelazioni e scoperte assolutamente esplosive e sensazionali.
    Nel contempo però aumentava la repressione giudiziaria e la persecuzione poliziesca nei loro confronti, arrivando a livelli assurdi ed inconcepibili per paesi democratici (aggressioni fisiche, denunce, processi, incarcerazioni, condanne pecuniarie, blocco e sequestro dei beni, perdita del lavoro, diffamazione a mezzo stampa).
    Questo succedeva e succede tuttora nei paesi europei dove più forte è l’ondata revisionista (Francia, Germania, Svizzera e Austria, ma a questi se ne sono recentemente aggiunti altri), i cui legislatori si sono presi la briga di riunirsi attorno ad un tavolo in fretta e furia e far approvare a tempo di record leggi liberticide miranti a tappare la bocca e a condannare chi avesse divulgato o espresso pubblicamente o per iscritto tesi che contrastavano la versione ufficiale di alcuni aspetti della Seconda Guerra Mondiale, come le cause ed i responsabili di quest’ultima, gli stermini nei lager, il processo di Norimberga, l’Operazione Barbarossa e tutto quanto fosse legato al quadro politico-militare dell’epoca.
    Oggi, nel 21° secolo, la caccia alle streghe si è inasprita ed uno dei risultati partoriti è il mandato di cattura europeo, un vero e proprio abominio che, di fatto, sancisce la fine del diritto di parola, opinione e stampa (su alcuni temi) incluso in tutte le costituzioni nazionali europee.
    Tale legge è fatta per colpire il revisionismo in quei paesi (come l’Italia) dove non esistono leggi liberticide mirate e facilitare l’estradizione dei revisionisti verso quei paesi dove il loro operato è considerato un reato e là giudicarli in base alla giurisprudenza del paese giudicante.
    Solo menti malate e perverse, nemiche della libertà e dei popoli in genere, potevano creare un mostro giuridico simile.
    E’ evidente che impedire il libero dibattito storico, basandosi sulla documentazione d’archivio, diventa prioritario e a questo punto non si può fare a meno di pensare che non è l’opinione differente da colpire ma la verità che questa implica, la sovversione dei Dogmi storici, la riscrittura della Storia, e, sopratutto, dover riconoscere l’innocenza di chi è stato condannato dalla Storia e dai suoi Tribunali per atrocità mai commesse, la cui ammissione, in alcuni casi, fu estorta con la tortura e l’inganno.
    I revisionisti, per la loro perspicacia, per i loro ideali e per la loro missione, possono oggi essere considerati GLI ULTIMI EROI, in un mondo piatto dove gli eroi latitano da troppo tempo, dove la paura e la codardia hanno preso il posto del coraggio, dove tutto diventa mercantile, dove tutto è lecito nel nome del profitto, dove onore e ideali sono stati sostituiti da tradimento e vigliaccheria, dove i media sono asserviti ai poteri forti, dove i governi sono servi e vassalli dei burattinai che hanno dettato il nuovo ordine mondiale post-bellico, dove la Giustizia si è fusa con l’Ingiustizia in un orrido gioco incestuoso, dove il disonesto è rispettato e l’onesto deriso, dove la volgarità e la maleducazione sono degli esempi da seguire.
    Noi dobbiamo essere grati a queste persone, sostenerle, non temere le scomode verità da loro riportate a galla, dovremmo fare loro un monumento ed intitolare loro delle vie cittadine, in omaggio allo sforzo immane che hanno compiuto e che stanno compiendo, ai rischi che stanno correndo, ai processi che stanno subendo e alle condanne che stanno scontando ed inflitte dai soloni della democrazia e dei diritti umani, per restituire a tutti noi quella verità che ci è stata violentemente nascosta, che ci compete di diritto, per ridare dignità e riabilitare quelle persone accusate di ogni infamia e che hanno pagato con la vita per massacri e delitti mai commessi.
    Questi EROI non hanno alle spalle lobby politiche o finanziarie, non sono ricchi miliardari, non sono pericolosi terroristi, sono persone come tutti noi, di cui non si parla quasi mai o troppo raramente (e quando succede, sempre in negativo falsificando addirittura i loro scopi).
    molti di loro hanno avuto vita e famiglia distrutte, alcuni sono in carcere in attesa di processo, altri in esilio con un mandato di cattura internazionale sulle spalle, altri ancora sono nel mirino della Polizia del Pensiero periodicamente.
    E tutto questo per che cosa ? per sostenere, prove alla mano, versioni storiche non in linea con quelle dei vincitori !
    Non sembra fantascienza ? o la trama di un film orwelliano ?
    Purtroppo è la realtà in cui viviamo e vivono queste persone, nella quale non si deve pensare troppo altrimenti veniamo messi in castigo dai Maestri Inquisitori.
    Non lasciamo sole queste persone, non permettiamo che il loro lavoro sia stato inutile, leggiamo i loro libri, affrontiamo gli argomenti scomodi, parliamone con più persone possibili, chiediamo a gran voce e sempre più numerosi un confronto pubblico e trasparente dal cui risultato ognuno di noi trarrà le proprie conclusioni con serenità e senza l’ombra del ricatto e delle minacce. - Gian Franco Spotti"

  7. #7
    Membro Anziano L'avatar di dylanliam810
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    Predefinito

    nazist????
    Legalegalización ¡CANNABIS!,
    de calidad y barato
    Legalegalización ¡CANNABIS!,
    basta de prohibición.

  8. #8
    Holux
    Ospite

    Predefinito Articolo sulle PERSECUZIONI ANTI-REVISIONISTE 2

    VALIDO COMMENTO TROVATO su un FORUM , CONTRO l'ARRESTO di IRVING e la CENSURA POLIZIESCA OLOCAUSTICA :
    "In uno stato che si dice democratico ,ogni pensiero,e dico ogni pensiero,deve essere lecito,senza alcuna discriminazione.Non si puo' e non si deve credere a tutto cio' che ci viene insegnato senza nea nche la possibilità di poter avere ,della questione,un senso critico o anche semplicemente alla verità dichiarata.Hitler è questo,la Shoa è quest'altro.Lo impariamo cosi',senza mai aver studiato l'ebraismo o il nazionalsocialismo,gli scritti di Irving,per chi li avesse letti,sono quello che di piu' corrosivo al sistema propagandisticoo esista.Possibile che perche' uno storico,che scrive libri,non che tira bombe,debba essere incriminato e incarcerato per un opinione.e se io decidessi di incarcerare tutti coloro che sostengono la polica americana in quanto palesemente in contrasto con i diritti umani?Chi mi darebbe ragione?o quale giudice lo farebbe? La storia ha senso perche' è un 'interpretazione,dalle fonti,ma anche dalle testimonianze e dalle emozioni.Tito Livio ha scritto sull'antica Roma libri totalmente diversi da Svetonio o Catullo,con uno stile e un contenuto diverso,ma non per questo una è una pae l'altra è verità.
    Irving è un uomo libero ,perche' ha il CORAGGIO di scrivere cio' che nessuno,anche se vorrebbe,dice.Io ho l'abitudine di leggere il Talmud,il Vangelo e il Corano,ogni giorno qualcosa.Ognuno di questi libri nega l'altro,ma non mi risulta che i rabbini siano indagati per una qualche questione ideologica e neanche
    gli evangelisti Luca e Matteo.C'è la possibilità.Cosa ben diversa dalla realtà,dall'effettività delle cose accadute e non.
    Dove c'è una negazione di pensiero c'è una dittatura.Ma qua,si sa,è solo la dittatura del sorriso. Scritto da: peppeilpazzo | 19/11/05 a 15:37"

    dal QUOTIDIANO www.ilfoglio.it
    "Giocano sul filo dell¹incredulità e della condanna, le reazioni alla
    notizia dell¹arresto in Austria di David Irving, lo storico inglese noto in
    tutto il mondo per ltesi che ridimensionano il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra
    mondiale e sostengono che Hitler ne fosse del tutto all¹oscuro.
    Irving, che nel 1993 era stato espulso dalla Germania, è finito in manette
    l¹11 novembre 2005 sulla base di un mandato di
    cattura emesso nel 1989, in nome della legge austriaca che condanna la
    negazione dell¹Olocausto.
    E¹ tuttora in custodia cautelare in un carcere di Vienna, in attesa della
    decisione della procura austriaca.
    Lo storico Luciano Canfora, al quale il Foglio ha chiesto di commentare la
    vicenda,dice che sulle prime non riusciva a crederci:
    ³E¹ una follia: come si fa a procedere a un arresto per un reato di
    pensiero? Lo si fa solamente se c¹è Robespierre al governo, se sono in gioco
    i destini di una rivoluzione o della nazione, se è in vigore la legge
    marziale.
    In momenti eccezionalissimi, insomma,altrimenti siamo al farsesco, al
    comico.Irving, in particolare, è un personaggio senz¹altro irritante ma
    tutt¹altro che sciocco,
    come è noto. Mi ricordo di aver apprezzato il suo famosissimo libro sulla
    rivoluzione ungherese del 1956, tradotto da Mondadori nel 1982, nel quale si
    compiaceva di dire che il gruppo dirigente dei comunisti ungheresi era fatto
    di ebrei. Merito di quel libro fu quello di additare lo scatto antisemita
    che ci fu in quella occasione. Sonoconvinto che anche nell¹opera dello
    storico più discutibile ci sia sempre qualcosa di interessante.
    Figuriamoci se il problema non è rigettare teorie che si considerano
    inammissibili,ma addirittura procedere all¹arresto di chi le professaв. Non
    è ammissibile ma è successo. Sulla base di una legge che, secondo Canfora, ³è frutto di una grande coda di paglia. Se c¹è un paese che continua a soffrire di un¹antisemitismo strisciante nel senso comune diffuso tra le persone, tra i bravi borghesi che mangiano la torta a metà pomeriggio, questo è l¹Austria. E pensano di lavarsi la coscienza mettendo in galera uno storico per le cose che sostiene e che scrive. Anche l¹Assemblea nazionale francese varò nel 1990 una legge, su iniziativa del Pcf, che prevedeva pene per chi metteva in discussione l¹Olocausto. Ma, se non ricordo male, in Francia quella legge è rimasta lettera morta². E poi, conclude Canfora, ³dipende da che cosa si propone di ottenere il legislatore con una norma.
    Questa può avere un valore ammonitorio,può voler scoraggiare un determinato
    atteggiamento.In Italia non è mai accaduto che si sciogliesse un partito
    perché si richiamava al fascismo, lo si è fatto solo in presenza di
    movimenti eversivi, ed è cosa diversa².
    In Francia, come ricordava Canfora, la legge Gayssot (dal nome del dirigente
    comunista che l¹ha proposta) dal 1990 prevede fino a un anno di prigione per
    chiunque neghi acclarati crimini contro l¹umanità.
    Già ai tempi della sua approvazione la norma fu contestata da personalità
    note per la loro lotta contro il negazionismo, come Pierre Vidal-Naquet.
    Robert Faurisson, noto storico negazionista, sollevò la questione della sua
    legittimità di fronte al Comitato per i diritti dell¹uomo delle Nazioni
    Unite, che però respinse l¹istanza. In nome della legge Gayssot, tuttavia, in
    Francia nessuno è stato mai arrestato, come oggi avviene in Austria per
    Irving. Nemmeno Roger Garaudy,giudicato nel 1995 per un libro cheparlava di
    mistificazione a proposito del ³pogrom nazista² antiebraico (il libro, tra
    parentesi, fu pubblicamente elogiato dall¹abbé Pierre).
    A giudizio di Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica di Milano, ³la
    vicenda di Irving potrebbe essere per qualche aspetto accostata a quella
    degli imam
    integralisti seminatori d¹odio. Ma se il fondamentalismo islamico è
    un¹emergenza molto concreta, neonazismo e negazionismo (problemi storici
    enormi legati all¹antisemitismo,e come tali da combattere e da non
    sottovalutare) hanno risvolti meno cogenti,almeno in questa fase. L¹arresto
    di Irving * sostiene Reibman * dimostra il paradosso di una società che si
    vuole libera ma pone limiti alla libertà. Il risultato è che si ottiene
    l¹effetto opposto a quello che si cerca:
    si accendono i riflettori sui teorici del negazionismo, li si fa diventare
    protagonisti².
    Una situazione grottesca, nell¹illusione ³che delegare la cosa ai tribunali
    produca cultura antagonista al negazionismo e all¹antisemitismo, mentre così
    non è². Irving
    contesta, minimizzandole, dimensioni e responsabilità dell¹Olocausto, ma,
    conclude Reibman, ³anche se lo negasse del tutto, è un¹aberrazione, da parte
    di una società liberale,impedirgli con la galera di continuare a dire le sue
    bugie².
    Nell¹aprile del 2000, provocò un certo imbarazzo a sinistra la lectio
    magistralis tenuta all¹Università di Torino dallo storico inglese marxista
    Eric Hobsbawm, nella
    quale l¹autore del ³Secolo breve², proprio a proposito di un processo contro
    Irving che si teneva in quel periodo in Gran Bretagna,disse che le polemiche
    in tribunale attorno all¹Olocausto sono tipiche di ³un¹era in cui la
    condanna morale ha rimpiazzato la storia². A lui la cosa non piaceva, e lo
    storico Ernesto Galli della Loggia dice a sua volta che ³la tutela penale
    della verità storica è una cosa abominevole, che ricorda altri tipi di
    tutela penale della verità, come quella praticata dall¹Inquisizione. I
    tribunali devono giudicare i fatti e gli atti,non le idee e le opinioni. Non
    è un caso che l¹eccesso di zelo in questo senso sia da registrare
    in paesi che hanno sulla coscienza colpe gravi di antisemitismo, come le
    nazioni di lingua tedesca o come la Francia,che deve farsi perdonare il
    collaborazionismo.
    Per ragioni tutte politiche, soprattutto di immagine della loro classe
    politica, esse hanno adottato la linea sbagliatissima della tutela penale
    della verità storica². Galli
    della Loggia aggiunge che ³forse anche l¹ebraismo è stato debole nel non
    capire che questo tipo di provvedimenti, apparentemente a sua tutela e a
    tutela di una memoria che va difesa, in realtà ottengono uno spaventoso
    effetto boomerang. Quando una verità storica è difesa penalmente, la gente
    tende a pensare che non ha argomenti a sua difesa, che se ci vogliono i
    gendarmi e non bastano gli argomenti qualche problema c¹è. Ed è quanto di
    peggio l¹ebraismo e tutta la cultura democratica possano augurarsi,a
    proposito del punto in questione².
    E conclude ricordando che ³la storiografia su fascismo e nazismo è
    diventata, da subito, oggetto di contesa politica, che riguardava i ceti
    politici del dopoguerra. La politica non scrive libri di storia, scrive
    leggi. Oggi i giudici sono chiamati a fare supplenza della politica in molti
    campi, ma nel caso di Irving li si chiama a prendere il posto degli
    storici².- ilfoglio.it"

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