La prima poesia fu un debole vagito d’infante stupito dal mondo;
fu il dolore gioioso del primo peccato: traumatico ed inebriante;
fu passione e paura, compiaciuto e temuto riconoscimento;
fu una carezza di troppo, un ovattato abbraccio;
la scoperta infantile del vibrare all’unisono di anime e corpi.
E quella prima poesia, atavica e primordiale promessa,
oggi la dedico a te
pur non sapendo dove sei adesso,
ignorando cosa fai, con chi sei.
Ma, da qualche parte, sei là fuori…
E questo mi basta.

















































