
Originariamente inviata da
fling
Ho 28 anni, e non ho mai avuto una ragazza. Ne soffro, e per questo vorrei chiedervi qualche consiglio.
Cerco di spiegarvi la mia situazione. Svolgo un'attività molto complessa e stimolante a livello intellettuale, ma purtroppo precaria e pochissimo remunerativa. Nel frattempo, continuo a studiare ed a perfezionarmi. In attesa di maggiore stabilità economica sono costretto a vivere ancora con i miei genitori.
Nel mio campo sono stimato e rispettato: riesco ad avere tanto successo con sforzi relativamente piccoli. Vengo considerato una persona brillante, coinvolgente e simpatica, e chi è con me, al lavoro o in altre occasioni, dice spesso di divertirsi molto e di stare bene.
Ma qualcosa non va. Di base, in realtà, sono un timido, anche se da dieci anni a questa parte ho fatto tanti passi in avanti. Nel complicato mondo della mia timidezza, l'idea di ammettere di provare sentimenti per una ragazza era un tabù assoluto, una vergogna enorme. Mi sono innamorato la prima volta a dodici anni, ma fino ai diciotto cercavo addirittura di scappare da colei che mi piaceva, con il terrore che qualcuno potesse capire i miei sentimenti.
Dopo i diciott'anni ho cominciato invece ad essere un poco più onesto con me stesso. Ho cominciato ad accettare di poter corteggiare delle ragazze. Come fare, però? Senza pensare, mi è venuto spontaneo essere gentile. Con le ragazze che mi sono piaciute allora ho agito così: le ho ascoltate, sono sempre stato d'aiuto e disponibile, le ho messe a loro agio, le ho fatte divertire. Non c'era niente di costruito in questo mio atteggiamento: dicevo e facevo ciò che mi sentivo, deciso a non scappare più da me stesso.
Tutte loro hanno sempre risposto benissimo. Mi cercavano, mi chiamavano, erano veramente contente quando stavano con me.
Poi, non appena iniziavo a cercare di far capire di essere innamorato, tutte, indistintamente, scomparivano. Curiosamente, è successo più di una volta che una di loro accettasse una mia proposta di primo appuntamento: al cinema, ad un concerto, o cose simili. E sempre, una volta arrivato sul posto, sono stato raggiunto da un messaggio con qualche scusa per disdire il nostro incontro.
Non ho mai avuto occasione di dichiararmi a nessuna di coloro di cui sono stato veramente innamorato. Non me ne hanno dato occasione: sono letteralmente fuggite, cominciando ad evitarmi non appena cercavo di far trapelare i miei veri sentimenti. Non mi sono sempre arreso, certo; a volte ho insistito. Senza alcun risultato, facendo anzi peggiorare la situazione ed allontanandole definitivamente.
Ho pensato, forse è colpa del mio aspetto. Ho un po' di pancia, sin da quando ero bambino, ma nel resto del corpo non sono grasso, anzi. Sono anche piuttosto alto, ed ho un viso giovanile (spesso mi danno diversi anni in meno). Ho i denti un po' accavallati a causa di quelli del giudizio, mi hanno detto che per rimetterli a posto dovrei faticare e spendere parecchio. Ma può essere realmente questa la causa della mia sfortuna? Ho visto persone dall'aspetto peggiore del mio felicemente fidanzate.
Che fare? Oggi una ragazza mi piace, ma lei si considera un'amica, e mi ha fatto capire in tanti modi diversi (anche piuttosto esplicitamente, direi) che io non potrò mai essere più di un amico per lei, per quanto specialissimo. Io ci tengo a lei, quindi non oso rovinare il nostro rapporto.
Non so più a cosa pensare... ogni tanto, senza preavviso, dentro mi succede qualcosa, mi sento come se mi spaccassi lentamente, e vorrei piangere ma non ci riesco, e lo so che è per via della mia strana solitudine. Ventotto anni cominciano ad essere tanti, ed io vorrei sperare in un futuro con una compagna, con cui costruire una famiglia... Non voglio andare avanti da solo.
Non ho mai avuto buoni consigli in proposito. Quindi, non appena ne trovo la maniera, ne chiedo di nuovi, come in questo caso.
Quale può essere il mio male? Che posso fare per sperare, un giorno, in una ragazza che non rifiuti il mio amore a priori? Cosa mi sfugge ancora?